Capannelle, nessuna inagibilità improvvisa: Nuovo Galoppo Italia respinge ricostruzioni distorte
In queste ore circolano affermazioni secondo cui la mancata sottoscrizione del contratto di gestione dell’Ippodromo di Roma Capannelle sarebbe riconducibile a presunti problemi di "agibilità" dell’impianto. È necessario fare chiarezza, evitando semplificazioni fuorvianti.
L’Ippodromo di Capannelle presenta criticità strutturali e impiantistiche note da tempo. Non si tratta di elementi emersi oggi, né di problematiche improvvise: tali criticità sono state ampiamente discusse e valutate negli anni da tutti i soggetti del settore, istituzioni comprese.
Sostenere che l’impianto sia formalmente inagibile è un’affermazione ben diversa e priva di fondamento. Ad oggi, infatti, non esiste alcun provvedimento ufficiale di inagibilità generale dell'ippodromo. Se così fosse, la struttura non avrebbe potuto essere operativa, frequentata e utilizzata fino a tempi recenti.
Chi ha partecipato alla manifestazione d’interesse per la gestione era pienamente consapevole dello stato della struttura. I sopralluoghi sono stati effettuati e le condizioni del sito erano note; pertanto, non possono essere addotte oggi come un elemento nuovo o imprevedibile.
Utilizzare il tema dell’agibilità come giustificazione ex post per il mancato perfezionamento di un impegno assunto rappresenta una ricostruzione che non corrisponde alla realtà dei fatti. La questione odierna non è di natura tecnica, bensì di assunzione di responsabilità. Le criticità storiche di Capannelle richiedono capacità gestionale, visione e determinazione, non scorciatoie narrative.
Nuovo Galoppo Italia continuerà a mantenere una posizione responsabile e trasparente nell’interesse degli operatori, dei cavalli e del futuro dell’ippica romana, respingendo con fermezza letture distorte che rischiano solo di aggravare una situazione già complessa.

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