Massimo Giletti contro Sigfrido Ranucci per le chat sul "giro gay", "Provo delusione umana profonda"
A “Lo Stato delle Cose” Massimo Giletti ha attaccato Sigfrido Ranucci, mostrando le chat complete fra il giornalista e Maria Rosaria Boccia sulla presunta “lobby gay” (o “giro gay”) nel settore giornalistico italiano. Il conduttore ha parlato di “delusione personale” e ha difeso la propria professionalità, chiarendo che il problema non è l’orientamento sessuale ma l’idea di potere e di lobby nel giornalismo.
Giletti ha motivato la decisione di mostrare i documenti originali come un atto di doverosa trasparenza verso il pubblico: “Ho cercato i documenti e li mostro senza mediazioni perché il mio unico patto è con chi ci guarda da casa”. La mossa arriva dopo che lo stesso Ranucci aveva privatamente negato a Giletti la veridicità di tali scambi, parlando di manipolazioni.
IL COMMENTO DI GILETTI: “DELUSIONE UMANA PROFONDA”
Il conduttore ha espresso parole di forte amarezza, sottolineando la gravità del contenuto delle chat:
“Siamo giornalisti della stessa azienda, finire a parlare di questa roba è veramente triste. Non riconosco la libertà di informazione in quello che hai scritto. Faccio fatica a non essere deluso, anche perché mi avevi scritto che non era vero nulla. Per me questa è una delusione umana profonda”.
Giletti ha tenuto a precisare che il punto della questione non riguarda la sfera privata o l’orientamento sessuale dei soggetti coinvolti, bensì le logiche di potere:
"Siamo nel 2026, nessuno si offende per la parola omosessuale. Ma la lobby sì, perché la lobby significa potere, e io quel potere l’ho sempre contrastato”.

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