CONFLITTO RUSSIA-UCRAINA: NUOVA ONDATA DI ATTACCHI INCROCIATI. COLPITE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE E RAFFINERIE A SUMY E KRASNODAR
Non si arresta l'escalation militare tra Russia e Ucraina. Nelle ultime ore, i combattimenti e i raid aerei hanno preso di mira asset strategici e infrastrutture vitali in diverse regioni chiave, confermando l'alta intensità del confronto sul campo.
Gli attacchi russi: nel mirino la rete elettrica di Sumy
Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa di Mosca e riportato dalle agenzie di stampa russe, le forze armate del Cremlino hanno sferrato un duro attacco contro una centrale elettrica nei pressi della città di Sumy, nell'Ucraina orientale. Nel sud-est del Paese, precisamente nella regione di Zaporizhzhia, l'esercito russo ha inoltre preso di mira una brigata militare ucraina impiegando una bomba aerea a guida contratta FAB-3000, un ordigno ad alto potenziale distruttivo.
La risposta ucraina: droni contro i siti petroliferi a Krasnodar e in Adighezia
Sul fronte opposto, la controffensiva di Kiev ha puntato nuovamente al cuore delle infrastrutture energetiche in territorio russo. Nella notte, un massiccio attacco condotto con droni ucraini ha colpito la Russia meridionale. Fonti locali e media ucraini, tra cui il canale Exilenova Plus, hanno segnalato forti esplosioni e un vasto incendio presso la raffineria di petrolio Afipsky, situata nella regione del Territorio di Krasnodar. Una seconda ondata di raid all'alba ha causato ulteriori deflagrazioni nei pressi della città di Krasnodar e nella vicina Repubblica di Adighezia, dove sono tuttora in corso le verifiche sui danni strutturali.
Le operazioni di contenimento dei danni e i soccorsi sono attivi in tutti i territori coinvolti, mentre la pressione militare reciproca sulle reti di approvvigionamento non mostra segnali di allentamento.

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