CONSIGLIO EUROPEO: ACCORDO NELLA NOTTE SULL'ENERGIA. MELONI CHIEDE PIÙ FLESSIBILITÀ SU BILANCIO E TRANSIZIONE
Fumata bianca nella notte al Consiglio europeo di Bruxelles, dove i leader dei Ventisette hanno raggiunto un difficile accordo sul dossier energia dopo ore di stallo e tensioni. Il vertice si è trasformato in un vero e proprio tiro alla fune tra i Paesi determinati a non arretrare sulla transizione Green e il fronte di chi chiedeva una forte frenata alle politiche sulle rinnovabili.
A sbloccare l'impasse è stato il compromesso sul sistema Ets2 (il mercato dei crediti di carbonio): il Consiglio ha ufficialmente invitato la Commissione europea a aggiornare la valutazione dell'impatto della misura, in particolare sulla sua struttura e sulle salvaguardie. Nel testo finale viene ribadita la necessità di garantire un mercato del carbonio trasparente, prevedibile e ben funzionante, con l'obiettivo di ridurne la volatilità dei prezzi e mitigarne l’impatto sulle bollette elettriche, senza però smantellare il ruolo essenziale dell'Ets.
La posizione dell'Italia
La Premier italiana Giorgia Meloni, facendo asse con i Paesi del blocco di Visegrad, ha piantato paletti precisi su bilancio e flessibilità, insistendo sul fatto che il caro prezzi deve essere riconosciuto come un fattore esterno determinante. La linea di Roma che non punta a far saltare gli obiettivi climatici ma a correggerne le modalità chiede scadenze più realistiche per proteggere il tessuto industriale, le famiglie e i consumatori dai rincari energetici.

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