CRISI USA-IRAN: NUOVI RAID NEL GOLFO. TEHERAN SOSPENDE I PATTI E KHAMENEI ATTACCA: "FIRMA TRUMP SENZA VALORE"
Nuova e gravissima escalation militare e diplomatica tra Stati Uniti e Iran. Nelle ultime ore, le forze armate americane hanno sferrato massicci attacchi aerei nel Golfo, a seguito di un raid in Giordania che ha causato la morte di due soldati statunitensi. La risposta di Teheran è immediata: annunciata la totale sospensione degli impegni previsti dal memorandum d'intesa con Washington.
L'offensiva militare e il bilancio
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha confermato l'inizio delle operazioni aeree su ordine del Presidente. L'obiettivo dichiarato è duplice: neutralizzare le capacità iraniane di minacciare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz e colpire le postazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran), ritenute responsabili dell'attacco mortale contro i militari USA in Giordania. Fonti locali riferiscono che il bilancio delle vittime in Iran ha già superato le 50 unità.
La rottura diplomatica
Sul piano politico, il governo iraniano ha decretato il congelamento degli accordi bilaterali. Il vice ministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, ha formalizzato lo stop all'attuazione del memorandum di Islamabad, accusando Washington di aver violato ripetutamente i patti.
La posizione di Khamenei
A sigillare la rottura è intervenuta la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei. Il leader di Teheran ha duramente stigmatizzato l'operato statunitense, dichiarando prive di qualsiasi valore legale o politico le intese precedentemente firmate dall'amministrazione Trump, a causa delle continue e reiterate violazioni perpetrate dagli Stati Uniti.
La situazione nell'intera regione mediorientale resta di massima allerta. Si attendono sviluppi nelle prossime ore.
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