DELITTO DI GARLASCO, LA DIFESA DI ALBERTO STASI: "NON È FINITA, NEI LABORATORI DEL RIS C’È ALTRO DI PARI GRAVITÀ"
L'avvocata Giada Bocellari anticipa a Quarta Repubblica la presenza di ulteriori elementi di forte impatto, non legati alle indagini del 2007: "Un elemento in particolare farà scalpore".
Il caso del delitto di Garlasco si arricchisce di un nuovo, cruciale capitolo. L’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi – unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 – è tornata a parlare pubblicamente, preannunciando sviluppi di eccezionale gravità che potrebbero rimettere in discussione la storia giudiziaria del processo.
Ospite del programma Quarta Repubblica su Retequattro, l'avvocata Bocellari ha dichiarato con fermezza che la battaglia legale non si è affatto conclusa con le recenti rivelazioni sulle contro-analisi relative ai pedali della bicicletta di Stasi. Secondo la difesa, infatti, in quei famosi laboratori del Ris di Parma sarebbe accaduto "qualcosa di una gravità almeno pari a questa".
"Adesso non posso dire, ma vi posso garantire che non è finita qui", ha spiegato il legale. Se l'assenza del DNA della vittima sui pedali della bicicletta – emersa dalle contro-analisi negative – rappresenta un elemento che secondo la difesa avrebbe potuto scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, il nuovo materiale documentale promette di sollevare ulteriori interrogativi sull'operato scientifico dell'epoca. "Ci sono due cose gravissime che sono accadute, ma non sono le uniche. Stiamo andando avanti a leggere i faldoni", ha aggiunto Bocellari.
Le dichiarazioni a Retequattro fanno seguito a un'altra pesante anticipazione rilasciata nei giorni scorsi a Omnibus su La7, dove la penalista aveva confermato la disponibilità di materiale inedito. In quella sede, Bocellari aveva sottolineato che uno degli elementi in possesso della difesa "farà particolare scalpore", specificando tuttavia che questo specifico filone non riguarderà direttamente le prime indagini svolte nel 2007.
La difesa di Alberto Stasi prosegue dunque nel lavoro di screening e revisione degli atti, determinata a portare alla luce anomalie finora rimaste nell'ombra della complessa vicenda giudiziaria di Garlasco.

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