Delmastro, ho inoltrato io le chat alla procura non avendo nulla da nascondere
FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci • 30 luglio 2026
Spero ora cessino inaccettabili strumentalizzazioni di certa parte politica
"Ho provveduto ad inoltrare al Procuratore Capo della Repubblica, Dott. Francesco Lo Voi, via PEC la corrispondenza intercorsa relativa alle chat al centro delle polemiche di questi giorni, non avendo alcunché da nascondere". Lo dichiara in una nota ufficiale Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia.
"Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato", conclude il deputato nella nota.

Nuovo paragrafo
Recent Posts

Autore: REDAZIONE
•
30 luglio 2026
La Procura di Vicenza ha iscritto nel registro degli indagati il giornalista Adriano Cappellari, ipotizzando che abbia interamente pianificato e simulato l'attentato dinamitardo avvenuto lo scorso 30 maggio davanti alla sua abitazione a Enego. L'inchiesta, inizialmente aperta per fare luce sull'esplosione che aveva danneggiato gli immobili confinanti, ha subìto una svolta clamorosa grazie agli accertamenti tecnici condotti dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa. I militari sono riusciti a tracciare la provenienza dei materiali utilizzati per confezionare l'ordigno, scoprendo che le bombolette di gas, l'alcol e i liquidi infiammabili erano stati ordinati online e pagati direttamente dal cronista tramite una carta di credito a lui intestata. La Procura contesta ora a Cappellari i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. Secondo l'ipotesi investigativa, questo episodio presenta forti analogie con una serie di passati atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, che includevano lettere anonime e minacce rivolte anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. Proprio a causa di tali segnalazioni, lo Stato aveva attivato per il giornalista un dispositivo di protezione dedicato con scorta e auto dell'Arma dei Carabinieri, benefici che secondo gli inquirenti sarebbero stati ottenuti in modo illecito attraverso la messinscena.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
•
30 luglio 2026
Le fiorettiste azzurre trionfano sugli Stati Uniti. Il bilancio della spedizione italiana si chiude con otto medaglie totali. L'Italia della scherma chiude il Campionato Mondiale di Hong Kong 2026 sul gradino più alto del podio. La squadra del fioretto femminile ha conquistato la medaglia d'oro al termine di una finale intensa contro gli Stati Uniti. La svolta del match Protagonista: Arianna Errigo trascina il gruppo. La dinamica: Decisiva la rimonta firmata dalla campionessa azzurra. Il podio: Prestazione impeccabile del quartetto italiano, che include anche Martina Batini e Martina Favaretto. La vittoria delle fiorettiste rappresenta l'ottavo sigillo per la delegazione italiana in questa rassegna iridata. L'Italia della scherma conferma così la sua leadership mondiale e chiude la competizione asiatica superando gli obiettivi della vigilia.

Autore: AGENZIA DIRE
•
30 luglio 2026
Lo slittamento si è verificato a causa delle proteste dell'opposizione. Garante Privacy: "Si al decreto ma con maggiori tutele". Fonti Chigi: "Italia rispetta le norme Ue" ROMA – Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale è stato rinviato. Dopo il via libera della commissione Politiche Ue del Senato, arrivato ieri, il provvedimento è approdato oggi anche all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. In quelle sedi, a quanto si apprende, al momento l’iter prosegue senza rinvii. Lo slittamento del voto alla Camera, si è verificato a causa delle proteste dei deputati di opposizione che hanno lasciato l’Aula. Per M5S, Pd e Avs infatti, il provvedimento metterebbe a rischio la libertà individuale, dando via libera ad una profilazione di massa. Le opposizioni, hanno definito inoltre, quello della maggioranza, un vero e proprio “blitz” mirato a ‘forzare’ i tempi di esame prima dello svolgimento delle audizioni informali già programmate. Di contro, maggioranza ed esecutivo, difendono la misura. UE: RICONOSCIMENTO FACCIALE IN SPAZI PUBBLICI È VIETATO “Quanto all’AI Act, il riconoscimento facciale in spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata dal regolamento”. A spiegarlo è il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, durante l’incontro con la stampa, e interpellato sulla situazione italiana. “Non vogliamo che l’IA consenta il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine dei nostri spostamenti quotidiani in spazi accessibili al pubblico; si tratta quindi di un divieto chiaro, che riguarda nello specifico anche la situazione italiana“, ha sottolineato. È FONTI CHIGI: SU RICONOSCIMENTO FACCIALE ITALIA RISPETTA NORME UE Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria. Lo si apprende da fonti Chigi. L’Italia, sottolineano le stesse fonti, si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale. Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo. LE NORME CHIAVE DELLO SCHEMA DI DECRETO Il testo dello schema di decreto stabilisce un perimetro per l’uso delle tecnologie biometriche nella pubblica sicurezza: Riconoscimento in tempo reale: Vietato in via generale negli spazi pubblici, tranne che per eccezioni tassative quali la prevenzione di minacce terroristiche o la ricerca di persone scomparse. Riconoscimento ex-post: Ammesso solo a seguito della commissione di un reato e subordinato a un decreto motivato dell’autorità giudiziaria. Conservazione dei dati: Le informazioni biometriche rilevate da impianti di videosorveglianza in aree sensibili possono essere mantenute per un massimo di 7 giorni (con cancellazione automatica in assenza di reati); i registri informatici delle operazioni (log) vanno invece conservati per 5 anni. GARANTE PRIVACY: SI AL DECRETO MA CON MAGGIORI GARANZIE “Parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto legislativo che disciplina l’attuazione in Italia dell’AI Act europeo. Il decreto definisce il sistema nazionale di governance e vigilanza sull’intelligenza artificiale e designa il Garante quale Autorità di vigilanza del mercato per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio impiegati nei settori più sensibili per i diritti fondamentali, quali giustizia, attività di contrasto, immigrazione, gestione delle frontiere e processi democratici”, si legge nella nota del Garante Privacy. “Nel dare il via libera, l’Autorità ha tuttavia indicato ulteriori condizioni e osservazioni per rafforzare la tutela dei diritti delle persone. Tra le principali richieste, il Garante propone che gli sia riconosciuto il potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche al pari delle altre Autorità competenti per l’IA; che siano chiarite le regole per l’applicazione delle sanzioni di sua competenza, secondo quanto previsto dal Codice privacy; e che sia coinvolto nelle attività dello Spazio di sperimentazione italiano per l’intelligenza artificiale”. In particolare, per il Garante occorre rafforzare le tutele sui dati biometrici: “Il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è, secondo il Garante, coerente con l’AI Act, che consente il riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate. L’elaborazione dei dati biometrici dovrebbe quindi avvenire esclusivamente sulle registrazioni già acquisite e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive. Infine, il Garante chiede che anche le disposizioni relative all’identificazione biometrica disciplinate dal nuovo articolo 359-ter del codice di procedura penale prevedano l’espresso divieto di utilizzare banche dati ottenute mediante tecniche di scraping indiscriminato o in violazione della normativa sulla protezione dei dati personali”.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE In aggiornamento
•
30 luglio 2026
Nel corso del pomeriggio di oggi, giovedì 30 luglio 2026, si è verificato il crollo parziale di un edificio situato in contrada Pistunina, lungo la Strada Statale 114. Il cedimento, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato causato dall’esplosione di una bombola di gas all'interno della struttura, che ospita alcune civili abitazioni, un supermercato e un'attività commerciale. Al momento del sinistro, erano in corso alcuni lavori di manutenzione al pianterreno della palazzina. Bilancio provvisorio e operazioni di soccorso Feriti: Si registrano attualmente tre persone ferite, prontamente soccorse dal personale del 118 e trasportate al Policlinico di Messina. I pazienti si trovano rispettivamente in codice rosso, codice arancione e codice verde. Ricerche in corso: I Vigili del Fuoco, supportati dalle forze dell'ordine e dalla Protezione Civile, sono incessantemente operativi sul posto per la rimozione delle macerie e la ricerca di eventuali dispersi, stimati provvisoriamente in circa sei persone. Intervento delle autorità e gestione dell'emergenza Il Sindaco di Messina, Federico Basile, si è recato immediatamente sul luogo dell'evento per seguire da vicino le operazioni di soccorso e ha disposto l’immediata attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) per garantire il necessario supporto logistico, l'assistenza alla popolazione colpita e il coordinamento sinergico di tutte le forze coinvolte. Sul posto è intervenuto anche il Procuratore della Repubblica di Messina, Antonio D'Amato, per un primo sopralluogo ispettivo. L'autorità giudiziaria ha confermato l'imminente apertura di un fascicolo d'indagine volto ad accertare con esattezza le dinamiche e le responsabilità del crollo. Informazioni alla cittadinanza Si invita la cittadinanza a evitare il transito lungo il tratto interessato della Statale 114 per non ostacolare il passaggio dei mezzi di soccorso, ancora pienamente operativi. Ulteriori aggiornamenti sul bilancio delle ricerche e sulla viabilità verranno comunicati tempestivamente nelle prossime ore.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
•
30 luglio 2026
È stata inaugurata oggi nella Metropolitana A di Roma la mostra fotografica "Tra Sport e Trasporto" di Ferdinando Mezzelani, un'esposizione che celebra i più grandi eventi internazionali attraverso immagini iconiche destinate a rimanere nella memoria collettiva. L'iniziativa, che rende omaggio a un percorso professionale e umano esemplare, è stata realizzata grazie alla collaborazione con ATAC e al supporto della sua presidente Barbara Marinali. L'amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, ha espresso profonda stima per l'autore, sottolineando come Mezzelani abbia saputo raccontare le pagine più significative della storia dello sport da prospettive uniche, fermando nel tempo emozioni e imprese straordinarie. Nepi ha poi ricordato la grande forza d'animo del fotografo, definendolo un punto di riferimento e un esempio per tanti colleghi poiché non si è mai arreso davanti alle prove della vita, rialzandosi sempre per tornare a fare ciò che ama. Secondo l'amministratore delegato, Mezzelani non è semplicemente un fotografo di sport, ma un fotografo dello sport, capace di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio di straordinario valore che valorizza la bellezza e i valori più profondi di ogni disciplina atletica.

MINACCE A NORDIO, MELONI: "INTIMIDAZIONE INACCETTABILE, CONDANNARE CON FERMEZZA IL RICHIAMO ALLE BR"
Autore: FRV NEWS MAGAZINE
•
30 luglio 2026
Esprimo la mia piena solidarietà al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità". Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condannato duramente la comparsa di una scritta shock contro il Guardasigilli nella Capitale. Il messaggio minatorio, che recita "Nordio ti metto dentro una R4", è apparso in via Portuense, a Roma, accompagnato dalla sigla "Br" e dalla stella a cinque punte. Un esplicito e macabro riferimento alla Renault 4 rossa in cui fu rinvenuto il corpo di Aldo Moro nel 1978. La scritta, tracciata con vernice rossa sul muro perimetrale di un edificio vicino all'ex ospedale Forlanini e a breve distanza da una caserma dei Carabinieri, è stata segnalata dai residenti. I Carabinieri della Stazione di Villa Bonelli sono intervenuti sul posto per i rilievi. Sono attualmente in corso verifiche sulle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili. Al fianco del Guardasigilli si schiera anche l'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), che ha espresso immediata vicinanza e solidarietà al ministro di fronte a questo grave atto intimidatorio.

Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 12.31
•
30 luglio 2026
Il Premier polacco Donald Tusk ha convocato un "team di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti" ROMA – “Un attacco missilistico russo su Radushne nella regione del Dnipro ha ucciso genitori e tre bambini. Altri due bambini sono stati estratti vivi dalle macerie. Era una casa ordinaria, ridotta in frantumi da un missile balistico…”. Lo scrive il presidente Volodymyr Zelensky su X dopo una nuova ondata di attacchi russi che hanno colpito l’Ucraina la scorsa notte. “Finora, in tutto il Paese, si contano otto vittime“, fa sapere il presidente, aggiungendo che “Decine di persone sono rimaste ferite e tutte stanno ricevendo le cure mediche necessarie. Sono mobilitati tutti i servizi competenti”. I raid hanno coinvolto “Kiev e la sua regione, così come le aree di Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e Ivano-Frankivsk“. ZELENSKY SI RIVOLGE AI PARTNER PER I MISSILI BALISTICI: “RITARDI NELLE CONSEGNE PORTANO A QUESTO TIPO DI DISTRUZIONE” Nel resoconto fatto dal presidente si legge ancora: “Decine di abitazioni private, attività civili e infrastrutture sono state distrutte o danneggiate. Per questo attacco sono stati impiegati oltre 70 missili, una parte significativa dei quali balistici; sono stati utilizzati anche più di 280 droni d’attacco. Oltre 260 droni sono stati intercettati. La nostra aviazione da combattimento ha abbattuto un numero considerevole di missili da crociera e persino le squadre mobili di difesa sono riuscite a intercettarli. Data la carenza critica di missili per la difesa aerea da parte dei nostri partner, i nostri combattenti stanno compiendo imprese davvero incredibili, dimostrando un altissimo livello di professionalità. Si tratta di una competenza straordinaria che salva vite umane quando i missili per la difesa aerea non vengono forniti o le consegne subiscono ritardi”. Per questo Zelensky sottolinea che “Tutti i partner sanno come e con quali mezzi possono aiutare. Un’assistenza tardiva e i ritardi nella consegna di missili antibalistici portano a questo tipo di distruzione e a queste vittime a cui, purtroppo, assistiamo oggi. È importante sostenere la difesa della vita. Grazie a tutti coloro che stanno offrendo un aiuto concreto!”. VIOLATO LO SPAZIO AEREO POLACCO “ Nel corso dell’attacco missilistico di massa russo sull’Ucraina occidentale si è verificata una violazione dello spazio aereo polacco”. Lo scrive su X il premier della Polonia Donald Tusk. “Ho pertanto convocato il team di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti, che da molte ore stanno lavorando sul luogo dell’incidente e mi stanno fornendo sistematicamente informazioni su tutte le sue circostanze. Foto dal profilo X di Zelensky

Autore: Redazione
•
30 luglio 2026
Il Presidente alla cerimonia del Ventaglio ha messo i puntini sulle "i" su moltissime questioni. In particolare sul rapporto con la politica: "Il Colle è estraneo alla vostra dialettica" ROMA – “È un vero piacere accogliervi al Quirinale per questo appuntamento annuale, nato – come tutti ben sappiamo – alla Camera dei deputati ed esteso, con la Repubblica, al Senato. Nelle Camere i rispettivi Presidenti sono organi di garanzia, ricoperti comunque da esponenti politici. Diversa è la posizione del Presidente della Repubblica, estraneo alla dialettica tra le forze politiche: diverso è quindi il carattere di questo incontro, nato, a suo tempo, con i quirinalisti come occasione di scambio di auguri per la pausa estiva e sostituito, ventiquattro anni fa, dalla cortese consegna del Ventaglio”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare, prima di lanciare un lunghissimo “monito” su moltissimi aspetti della vita pubblica del Paese. Come a voler mettere un punto prima delle ferie estive. Si registra una “complessa situazione nella vita della comunità internazionale, attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro. Incertezze che provocano disorientamento quanto alle prospettive e inducono a interrogativi sull’affidabilità di punti di riferimento fino a poco tempo addietro avvertiti come dotati di chiarezza e di stabilità. Da parte di chi nutre senso di responsabilità, si avverte l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli solidità, di procedere a una sua riforma, che, ispirandosi alla realtà, lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo così com’è oggi e non com’era tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del secolo scorso”. COLLE IMPARZIALE “Per quanto riguarda la vita politica interna del nostro Paese, voi tutti conoscete i limiti doverosi delle mie considerazioni. Questi limiti non rappresentano una costrizione: al contrario raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla legittima dialettica, tra le parti politiche”. “Naturalmente mi auguro costantemente che” la dialettica politica “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente. Mi auguro che le tensioni elettorali – ancora, per la verità, piuttosto intempestive – non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”. “Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo – com’è comprensibile – parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”. PREOCCUPATEVI DELL’ASTENSIONE “Non nascondo, doverosamente, la preoccupazione – tante volte manifestata – per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”. “Non è mio compito progettare né esprimere giudizi su temi politici. Tra i miei compiti rientra, piuttosto, quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”. Sono stati ricordati “alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe. Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere. In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”. VAL DI SUSA “Quanto avvenuto – da ultimo – sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”. “Vi sono altri aspetti della vita dell’Italia che richiedono particolare attenzione: tra questi oggi intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni”. EUROPA PROTAGONISTA “Da diverse parti ci si attende una spinta protagonista provenga dall’Europa: lo ha auspicato chiaramente il Primo Ministro del Canada, Carney. Non è un caso che sussista quest’attesa perché l’Europa, in pochi anni, ponendo in comune impegni del presente e prospettive del futuro, è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune. Area che non sorprende che attiri persone da ogni parte del mondo. L’Unione Europea non è inerte né silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilità, pur tra difficoltà di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esterna”. Vorrei sottolineare come prosegua lo sviluppo di sempre più sempre più numerosi accordi di libero scambio, conclusi o in corso di negoziato, con aree vaste di diversi continenti – dal Canada al Giappone, dall’America meridionale all’India, di intese con diversi altri paesi o aree che li raccolgono. Accordi e intese che inducono a collaborare e a impegnarsi in comune nella reciproca convenienza. Viene in tal modo presentato un messaggio alla comunità globale, un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari, talvolta di guerra. Dall’Europa viene presentata una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficacia”. LA DIFESA COMUNE “Quanto all’esigenza di un’efficace difesa comune europea” è “evidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace. Siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano”. CITA IL PAPA “Lei ha ricordato le parole con cui, riguardo all’epocale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile – e condivido appieno – la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare – vanamente – di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”. LA RAI, I GIORNALISTI E L’AI “E’ auspicabile che, nell’attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. “Il Regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l’8 agosto del 2025 – un anno addietro – dettando regole, immediatamente applicabili, che riguardano – fra l’altro – le questioni della indipendenza editoriale, i contenuti delle grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell’Unione e i deputati al Parlamento Europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile. Il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità”. “Ho segnalato più volte come libertà, informazione, democrazia, siano co-essenziali. I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile. Come osserva il Rapporto della Commissione Europea sullo Stato di diritto, rivolgendosi a numerosi Paesi membri, tra cui l’Italia, va garantita ‘la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti'”. “Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare parlando dei rischi dell’ “utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella generazione delle notizie”. “Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale. Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. E’ un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione”. I GIOVANI “E’ comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi ia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.

Autore: AGENZIA DIRE In aggiornamento
•
30 luglio 2026
La minaccia, apparsa su un muro di via Portuense, riporta la tipica stella a cinque punte ROMA – “Nordio ti metto dentro una R4”. È la scritta apparsa questa mattina a Roma su un muro di via Portuense. La minaccia contro il ministro della Giustizia, firmata Br, è stata realizzata con la vernice rossa ed è accompagnata dalla tipica stella a cinque punte, simbolo delle Brigate Rosse. In corso indagini da parte dei Carabinieri.

Autore: FRV NEWS MAGAZINE
•
30 luglio 2026
SICUREZZA E INNOVAZIONE: IL GOVERNO CHIARISCE L'USO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER L'IDENTIFICAZIONE NATURALE In merito alle recenti dichiarazioni delle forze di opposizione (Pd-M5s) relative all'introduzione dei sistemi di riconoscimento facciale basati su Intelligenza Artificiale, fonti di governo intendono fare chiarezza sulla reale portata del provvedimento, smentendo categoricamente ogni ipotesi di "controllo di massa" o di violazione sistematica della privacy dei cittadini. L'esecutivo ribadisce che la tecnologia non viene introdotta per sorvegliare la popolazione, bensì per potenziare la sicurezza pubblica e velocizzare i processi di identificazione legati al contrasto della criminalità e del terrorismo. L'obiettivo primario è fornire alle forze dell'ordine strumenti moderni, precisi e in linea con i più alti standard tecnologici internazionali. In risposta alle sollecitazioni del Garante per la protezione dei dati personali, il governo conferma la massima apertura al dialogo e recepisce l'invito a inserire "più tutele" nel testo definitivo. L'adozione dell'IA avverrà nel pieno rispetto del Regolamento Europeo sull'Intelligenza Artificiale (AI Act), prevedendo: Autorizzazioni mirate: L'uso dei sistemi sarà limitato a contesti specifici e sotto stretto controllo dell'autorità giudiziaria. Supervisione umana: Nessuna decisione automatizzata sostituirà il giudizio e la responsabilità finale degli operatori di polizia. Trasparenza dei dati: I database saranno protetti da rigorosi protocolli di sicurezza per impedire qualsiasi abuso o fuga di informazioni. Le polemiche sollevate dalle opposizioni appaiono pertanto strumentali e rischiano di rallentare la modernizzazione di un comparto, quello della sicurezza, che richiede risposte immediate e strumenti efficaci per la tutela della collettività. Il governo proseguirà l'iter legislativo con responsabilità, bilanciando l'efficacia dell'azione di polizia con i diritti inviolabili dei cittadini.




