Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 15.00
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22 aprile 2026
– E’ il 54esimo giorno di guerra in Medio Oriente, e la vera notizia è che stavolta Donald Trump non ha dettato le sue solite scadenze a geometria variabile, declinate con l’unità di misura delle “due settimane”: ha sancito una tregua indefinita con l’Iran, senza che l’Iran l’abbia chiesta. Resta il blocco statunitense alla navigazione nello Stretto di Hormuz, ormai l’unica vera arma negoziale in mano al presidente americano (accusato da tutti gli analisti occidentali, e da Macron, di parlare troppo). Il quale nel frattempo su Truth continua a scrivere tutto e il contrario di tutto. Questi i principali aggiornamenti: 14:20 – PER LA CINA E’ “IMPERATIVO” CHE NON RICOMINCI LA GUERRA Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che la situazione attuale in Medio Oriente si trova in “una fase critica”, che la Cina “è pronta” a collaborare con la comunità internazionale per mantenere la pace, e soprattutto che è “imperativo adoperarsi con ogni mezzo per prevenire il ripetersi del conflitto” 14:00 – ANCHE IL LIBANO VUOLE UNA TREGUA PIU’ LUNGA L’agenzia di stampa AFP scrive che il Libano chiederà una proroga di un mese della tregua. Domani gli inviati libanesi e israeliani si incontreranno a Washington per la seconda volta in due settimane. Il cessate il fuoco di 10 giorni scadrà domenica. 12:00 – TRE NAVI ATTACCATE NELLO STRETTO Tre mercantili che attraversavano lo Stretto di Hormuz sono stati raggiunti da stamani da attacchi armati, nonostante l’annuncio del presidente Trump di una proroga nell’accordo di cessate il fuoco, che tuttavia non pone termine al blocco statunitense ai porti iraniani e sul Canale di Hormuz. Lo riferisce l’emittente Bbc. Stando a fonti di stampa concordanti, una di queste navi è stata colpita dai Guardiani della rivoluzione, mentre rispetto alle altre due non ci sono ancora informazioni chiare. L’attacco al primo mercantile è stato confermato dagli stessi Pasdaran, riferendo che il capitano “avrebbe ignorato gli avvertimenti”. Secondo Aljazeera, si tratta della Msc Francesca, una nave battente bandiera di Panama, partita dall’Arabia Saudita e diretta a Singapore. Al momento dell’attacco, che ha causato “gravi danni”, la nave si trovava a 28 chilometri dalle coste dell’Oman, paese che con l’Iran ha implementato un meccanismo di autorizzazioni per garantire il passaggio sicuro dei mercantili attraverso lo Stretto, che l’Iran aveva di fatto chiuso dopo l’offensiva israelo-statunitense di fine febbraio. La maggior parte dei Paesi alleati di Washington e Tel Aviv però non intende riconoscerlo, a partire dai Paesi del Golfo. Aljazeera riferisce inoltre che un nuovo sistema è allo studio dei governi di Iran e Oman. La crescente insicurezza di una delle arterie energetiche più importanti al mondo sta facendo lievitare i prezzi delle materie prime energetiche e dei fertilizzanti, una “strategia di pressione” che l’Iran ha innescato per costringere Stati Uniti e Israele a porre fine all’offensiva. 11.03 – IRAN. MEDIA: GIUSTIZIATE DUE PERSONE IN 48 ORE Si chiamavano Amir Ali Mirjafari e Mehdi Farid i cittadini iraniani giustiziati tra ieri e stamattina in Iran con l’accusa di “spionaggio a favore di Israele”. Lo riferiscono fonti di stampa iraniana che citano a loro volta l’agenzia di stampa Mizan, affiliata al sistema giudiziario della Repubblica islamica. Mirjafari era stato arrestato nel corso delle proteste anti-governative di gennaio con l’accusa di aver tentato di dare alle fiamme la Grande moschea di Qolhaq, a Teheran, oltre ad aver condotto altri atti di vandalismo, nonché di aver guidato le sommosse di quei giorni “per conto del Mossad”, vale a dire i servizi di intelligence estarni israeliani. Come scrive Iran Wire, per l’accusa l’uomo sarebbe stato “un elemento armato che collaborava con il nemico”.