Epatite A in Campania: “Al momento 3 nuovi casi e 53 ricoverati”
Il punto di Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico del Cotugno di Napoli
In relazione ai casi di epatite A registrati negli ultimi giorni presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, al fine di garantire una corretta informazione, la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli trasmette di seguito un aggiornamento del dato. Presso il pronto soccorso dell’ospedale Cotugno sono 3 i nuovi casi di epatite virale HAV (epatite A) registrati alle 16.30 di oggi. Al momento i pazienti ricoverati con Epatite A nei reparti di degenza del Cotugno sono 53. Le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati non presentano aspetti di criticità.
ETÀ MEDIA DEI PAZIENTI
L’età media dei pazienti è tra i 30 ed i 40 anni ed al momento, spiega Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico del nosocomio napoletano ai giornalisti nel corso di un punto stampa, sono epatiti non complicate, “quindi non ci sono preoccupazioni”. Stante la situazione, quella in corso “non si può definire una epidemia”. “Noi – spiega – ci aspettiamo sempre dopo Natale, per il consumo di mitili collegato alle consuetudini alimentari che abbiamo, un picco, un’impennata di casi di epatite A. Questa volta però c’è sorpresa. Siamo arrivati ad avere dei numeri che sono superiori alla norma, ma non parliamo di epidemia, assolutamente”. Sull’origine del contagio tutti i pazienti visitati da Di Sarno hanno riferito consumi di mitili crudi: ostriche, cozze ed altri frutti di mare. Facendo poi il punto sulle zone di diffusione il medico riferisce che non ve ne sono di circoscrivibili “è diffusa dappertutto. In tutta la provincia di Napoli ed anche nel Casertano. Ci giungono notizie anche dagli altri ospedali che in questo momento accolgono anche loro pazienti di questo tipo”.
CONTAGIO OROFECALE
Il contagio, ribadisce il responsabile del pronto soccorso è orofecale, “quindi praticamente le mani sono un veicolo importante” alla base della trasmissione interumana. Poi c’è l’ingestione di alimenti. “In questo momento – aggiunge il medico – eviterei di consumare frutti di mare” ma se proprio bisogna che siano soprattutto cotti “facendoli bollire almeno per 4 minuti”. Su tutto c’è comunque un’indicazione “unica, importantissima: la vaccinazione, la campagna vaccinale“. “Si possono vaccinare- chiosa Di Sarno – tutti i bambini, a partire da un anno, e chiaramente anche gli adulti facendo una determinazione prima degli anticorpi per l’epatite A, le IgM e le IgG. La vaccinazione è sicura, tranquilla. Abbiamo un vaccino con virus inattivati, quindi privo di rischi, e dà una copertura entro 15 giorni della somministrazione con un eventuale richiamo dopo 6 mesi”.
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