ESCALATION MEDIO ORIENTE – FERITO MOJTABA KHAMENEI, ATTACCHI A BASI USA E NUOVE ESPLOSIONI A TEHERAN E GERUSALEMME
La crisi in Medio Oriente raggiunge un nuovo punto di non ritorno. Secondo fonti giornalistiche israeliane (Channel 12), Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema e considerato suo erede designato, sarebbe rimasto ferito in circostanze ancora da chiarire, pur risultando vivo.
L’ottava giornata di operazioni militari congiunte tra Israele e Stati Uniti ha segnato una svolta strategica: il Premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato in TV che le forze alleate detengono ormai il "controllo quasi totale dello spazio aereo iraniano". Contemporaneamente, forti esplosioni sono state avvertite sia a Teheran che a Gerusalemme, confermando un conflitto che non risparmia i centri nevralgici di entrambe le nazioni.
LA REAZIONE IRANIANA: ATTACCO ALLE BASI USA
I Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) hanno rivendicato il lancio di missili di precisione contro la base navale statunitense di Juffair, in Bahrain. L'azione viene presentata come ritorsione per un presunto raid americano contro un impianto di desalinizzazione iraniano a Qeshm. Nonostante i precedenti segnali di apertura del Presidente Pezeshkian, il conflitto si sta allargando ai Paesi del Golfo: esplosioni sono state segnalate ad Abu Dhabi, in Qatar e in Bahrain, dove un incendio a Manama ha causato gravi danni.
MONITO DI ARAGHCHI E VITTIME CIVILI
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha lanciato un duro avvertimento a Washington: "Se Trump vuole l'escalation l'avrà, ma questa guerra è destinata a fallire". Nel frattempo, il coinvolgimento regionale inizia a registrare un pesante tributo civile, con la conferma di un morto a Dubai a seguito delle ultime ostilità.
La situazione resta in estrema evoluzione, con lo spazio aereo regionale pesantemente compromesso e le diplomazie internazionali in stato di massima allerta.
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