Femminicidio a Messina, l'ex interrogato in carcere

a80d0376_user • 12 marzo 2026

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Ieri aveva confessato subito dopo il fermo.

 La vicina di casa: 'Tutti pensavamo che sarebbe finita male'
E’ stato interrogato in carcere a Messina Santino Bonfiglio, 67 anni, accusato di avere ucciso a coltellate la ex compagna Daniela Zinnanti, 50 anni, dalla gip Alessia Smedile e dalla pm Roberta La Speme

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Autore: AGENZIA DIRE • 25 ottobre 2026
Nel giorno delle elezioni, tutti i valichi terrestri saranno chiusi: la decisione di Israele arriva dopo l'agguato dei giorni scorsi in cui sono stati uccisi due soldati israeliani ROMA – Israele ha annunciato oggi che chiuderà tutti i valichi terrestri con la Cisgiordania nel giorno delle elezioni, dopo che uomini armati palestinesi hanno ucciso due soldati israeliani nel territorio. “I vertici politici hanno approvato il divieto di ingresso e uscita dei lavoratori palestinesi in tutta la Giudea, la Samaria e la Valle del Giordano, comprese le zone industriali, nonché la chiusura di tutti i valichi terrestri per l’intera giornata delle elezioni, martedì 27 ottobre 2026″, hanno pubblicato su Telegram le Forze di Difesa Israeliane.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 25 ottobre 2026
Entra nel vivo la seconda e decisiva giornata del Congresso nazionale della Lega. Dopo le forti tensioni registrate in apertura, la giornata odierna vedrà i discorsi programmatici dei due candidati alla segreteria, Matteo Salvini e Massimo Garavaglia, seguiti dal voto a scrutinio segreto dei 705 delegati che determinerà la futura leadership e la linea politica del partito. L a prima giornata dei lavori ha evidenziato profonde spaccature interne. A rompere gli indugi è stato Marco Dreosto, segretario della Lega in Friuli Venezia Giulia, che ha duramente criticato il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, accusandolo di alimentare "correntismi e diatribe personali" a scapito del bene del partito. Dreosto ha inoltre lanciato un monito sulla linea geopolitica del movimento, avvertendo che rimettere al centro il Nord non deve significare la rinuncia a un progetto di Lega nazionale. Immediata e netta la replica di Massimiliano Romeo, che ha respinto le accuse di personalismo lanciando un forte allarme sulla tenuta elettorale del partito: "La gente non ci vota più", ha dichiarato dal palco. Romeo ha invocato un confronto serio e democratico, rigettando qualsiasi ipotesi di scissione ("Sono e resterò sempre leghista"), ma invitando la dirigenza a evitare la parabola di Matteo Renzi, passato dal 40% al 2%. Le critiche di Romeo sono state aspramente censurate dal vicesegretario Claudio Durigon, il quale ha sottolineato l'errore di metodo: "Andare sui giornali e screditarci non è gioco di squadra", ha rimarcato l'esponente pontino. Al dibattito si è unito anche il fronte dei governatori del Nord, che ha chiesto maggiore ascolto per i territori storici. Attilio Fontana ha dato voce al malessere interno riflesso nei sondaggi, mentre Luca Zaia ha ribadito la centralità della questione settentrionale con lo slogan "senza identità non c'è consenso", chiedendo il rispetto di tutte le anime del movimento e mettendo in guardia contro un sovranismo radicale. L'attesa è ora tutta per i due sfidanti: l'esito del voto segreto stabilirà se prevarrà la linea della continuità nazionale di Salvini o il ritorno alle origini autonomiste sostenuto da Garavaglia
Autore: REDAZIONE • 25 ottobre 2026
Il tycoon non esclude una missione della First Lady in Ucraina dopo i colloqui diretti con Putin e Zelensky per la tregua del 27 ottobre. In vista della tregua ufficiale in Ucraina programmata per il prossimo 27 ottobre, Donald Trump ha espresso il suo totale plauso per l'operato diplomatico di Melania Trump, rivelando che la First Lady ha interloquito direttamente sia con il Presidente russo Vladimir Putin sia con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Se la cava meglio dei nostri professionisti, ha ottenuto un cessate il fuoco", ha sottolineato Trump, rimarcando lo straordinario successo della mediazione condotta da Melania rispetto ai canali diplomatici tradizionali. La First Lady ha espresso profonda soddisfazione per il sostegno manifestato da Papa Francesco all'accordo, dichiarando: "È fantastico, spero che tutto proceda come previsto". In merito a un coinvolgimento stabile di Melania Trump all'interno del team ufficiale di negoziatori, il tycoon ha ribadito la centralità del suo ruolo alla luce del risultato storico già conseguito. Resta aperta anche l'ipotesi di un imminente viaggio in Ucraina: alla domanda su una possibile missione a Kiev, la First Lady ha risposto con un prudente "vedremo", subito incalzata da Trump che ha commentato: "Potrebbe succedere". L'amministrazione ha infine confermato la volontà di riallacciare pienamente i rapporti commerciali con l'area al termine delle ostilità: "Faremo affari con Russia e Ucraina una volta finita la guerra", ha concluso Trump.
Autore: AGENZIA DIRE • 25 ottobre 2026
È tornato a funzionare regolarmente Starlink/Starshield in Ucraina: il ministero della Difesa registra una buona velocità di connessione ROMA – I sistemi di monitoraggio del Ministero della Difesa dell’Ucraina registrano il ripristino della velocità di Starlink/Starshield a oltre 400 km/h con una connessione stabile. Lo ha comunicato ieri ai giornalisti il ministro della Difesa dell’Ucraina Yevhenii Khmara. “I sistemi di monitoraggio del Ministero della Difesa registrano il ripristino della velocità di Starlink/Starshield. Registriamo una velocità superiore a 400 km/h, la connessione è stabile“, ha reso noto. “Questo è un ulteriore esempio di come il dialogo diretto e la posizione tenace del Presidente dell’Ucraina ai massimi livelli diano risultati. E questo risultato è prima di tutto importante per il nostro fronte, per i militari, per il funzionamento dei droni, per la logistica e per le comunicazioni“, ha sottolineato Khmara. Questo il commento di Zelensky nelle scorse ore dopo la notizia del ripristino di Starlink: “La cosa più importante oggi è che le operazioni di Starlink e Starshield sono state ripristinate alle velocità che avevamo prima delle restrizioni. Le velocità sono ora dove devono essere. Questo conta: per la nostra logistica di prima linea, per difendere l’Ucraina contro gli “shahed” a getto. Ringrazio tutti gli americani e tutti i nostri partner che hanno preso questa cosa sul serio e hanno davvero aiutato – membri del Congresso, senatori, tutti i media, il Dipartimento di Stato e il Presidente. Proteggere le vite conta“.
Autore: REDAZIONE • 25 ottobre 2026
– Ampie misure di sicurezza e massima allerta nelle principali piazze italiane a seguito dei cortei di protesta svoltisi nella giornata di ieri, sabato 24 ottobre, che hanno registrato momenti di forte tensione e scontri diretti tra frange di manifestanti e Forze dell'ordine a Torino, Roma, Milano e Bologna. Il piano straordinario di controllo del territorio ha portato a un bilancio complessivo di quasi cinquemila persone identificate e all'adozione di pesanti provvedimenti restrittivi. L e dichiarazioni istituzionali: Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso vicinanza agli agenti impegnati sul campo, ribadendo fermamente la linea del Governo: "La sicurezza dei cittadini resta garantita su tutto il territorio nazionale, nonostante i tentativi di provocazione e le condotte inaccettabili di gruppi di violenti". Il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato l'esito dei servizi di ordine pubblico sottolineando l'efficacia delle strategie di contenimento: "I violenti sono stati isolati. Non c'è e non ci sarà alcuno spazio per chi agisce nell'impunità e nella totale illegalità nelle nostre piazze". I dati ufficiali dell'operazione di sicurezza: · Persone identificate: 4.292 soggetti su tutto il territorio nazionale (di cui circa 2.885 solo nel capoluogo lombardo). · Fermati: 371 persone condotte in questura per accertamenti, tra cui si registrano 110 minorenni e 69 cittadini di nazionalità straniera. · Arresti e denunce: 9 persone tratte in arresto e 87 denunciate a piede libero per reati legati ai disordini e alla resistenza a pubblico ufficiale. I principali scenari d'intervento: · Torino: Registrati i contatti più ravvicinati, con cariche di alleggerimento da parte delle Forze dell'ordine per contenere i flussi della protesta. · Roma: Un fitto cordone di sicurezza ha respinto i manifestanti nei pressi dell'area archeologica centrale, bloccando un tentativo di incursione ai cancelli del Colosseo. · Milano: A fronte di un corteo composto da circa 10.000 partecipanti, i servizi preventivi coordinati dalla Prefettura e dalla Questura hanno portato a 3 arresti e oltre 40 denunce.  Sviluppi investigativi: Nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, è stato inoltre confermato il fermo del trentenne Youssef Siher, ritenuto dagli inquirenti la figura chiave e l'amministratore della piattaforma social "Movimento 17 ottobre", utilizzata nelle ultime settimane per promuovere e coordinare le mobilitazioni di protesta. Le ipotesi di reato contestate riguardano l'istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo e l'organizzazione di disordini in manifestazioni pubbliche. Le Autorità competenti mantengono attivo il monitoraggio del territorio e dei canali di comunicazione web per prevenire ulteriori focolai di tensione nelle prossime ore.
Autore: AGENZIA DIRE • 25 ottobre 2026
È madrelingua arabo e italiano, ma parla anche inglese e spagnolo: chi è il 30enne che vive in provincia di Brescia e sarebbe l'amministratore della piattaforma '17 ottobre' ROMA – Si chiama Youssef Siher il 30enne individuato dalla Questura di Milano e interrogato in queste ore poiché ritenuto l’amministratore della piattaforma ‘Movimento 17 ottobre’ attraverso cui era stata rilanciata la mobilitazione nelle piazze per oggi pomeriggio. Ora Siher è indagato per istigazione a delinquere aggravata, apologia di delitti, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche: quest’ultima nuova fattispecie di reato introdotta nei giorni scorsi dal Decreto Sicurezza. UN GIOVANE DI SECONDA GENERAZIONE, VIVE A BRESCIA Siher è un giovane di seconda generazione residente a Brescia ed è Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’ISPI, Istituto per gli studi di politica internazionale. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano. IN PASSATO È STATO UN RIDER DI GLOVO Lavorativamente, Siher ha iniziato come rider (per Glovo) e ha lavorato come ispettore della sicurezza alimentare. Poi ha sviluppato un profilo accademico orientato all’analisi del discorso politico, alla geopolitica e alle dinamiche internazionali, unito a solide competenze comunicative e a un bagaglio linguistico bilingue. È madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese (livello avanzato) e spagnolo. GLI STUDI Dopo il diploma di liceo scientifico conseguito a Salò, Siher ha completato nel capoluogo lombardo la laurea triennale in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, approfondendo le teorie e le tecniche del linguaggio giornalistico, i media radiotelevisivi e la sociologia dei processi comunicativi. Il suo percorso formativo si è poi specializzato nell’analisi dei fenomeni geopolitici e della criminalità organizzata, con un’attenzione mirata all’area del Nord Africa e del Medio Oriente e allo studio della lingua araba. GLI STUDI SUI MOVIMENTI POLITICI ISLAMICI Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. LA FRASE SU INSTAGRAM “Non puoi sconfiggere coloro che credono che la morte non sia la fine”. È la frase che campeggia nel profilo Instagram di Youssef Siher, ritenuto il presunto promotore del ‘Movimento 17 ottobre’ e attualmente trattenuto negli uffici della Questura di Milano.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 24 ottobre 2026
SICUREZZA, MELONI: "GARANTIRE IL DIRITTO DI MANIFESTARE MA STOP A CITTÀ A FERRO E FUOCO. GRAZIE ALLE FORZE DELL'ORDINE" “Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza”. Lo ha dichiarato la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, intervenendo sui social in merito agli scontri di piazza registrati in data odierna in diverse città d'Italia. La Premier ha sottolineato come i recenti provvedimenti vadano esattamente nella direzione di tutelare la collettività e l'ordine pubblico: “È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città”. Secondo il Capo del Governo, la tutela della legalità e della serenità urbana rappresenta una priorità assoluta per tutte le componenti sociali: “La sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza”. In piena sintonia con la linea dell'esecutivo, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la ferma condanna delle derive violente, evidenziando come l'azione dello Stato sia orientata a isolare i facinorosi e a non concedere alcuno spazio a chi agisce nell'impunità.  In conclusione, la Presidente Meloni ha espresso il proprio profondo ringraziamento a chi ha gestito le criticità sul campo: “Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine che anche oggi, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini. Un ringraziamento al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 24 ottobre 2026
Giornata di altissima tensione e duri scontri nella capitale francese e nelle principali città del Paese. Al termine di una massiccia manifestazione nazionale che ha visto scendere in piazza oltre 110.000 persone, la situazione è degenerata nel tardo pomeriggio a Parigi, trasformando il rientro dei manifestanti in guerriglia urbana. Intorno alle ore 17:30, nei pressi di Porte de Vincennes, un gruppo di circa 500 casseur ha attaccato le forze dell'ordine lungo Cours de Vincennes con un fitto lancio di oggetti e corpi contundenti. Immediata la risposta della polizia, che ha schierato un imponente dispositivo di sicurezza per isolare i violenti, utilizzando idranti e gas lacrimogeni per disperdere i blocchi e ristabilire l'ordine. Il ministro della Difesa, Sébastien Lecornu, ha duramente condannato le violenze, puntando il dito contro la delinquenza e le frange dell'estrema sinistra. Il bilancio complessivo delle operazioni di sicurezza sul territorio nazionale è pesantissimo. Secondo i dati ufficiali forniti dal ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, aggiornati alle ore 19:30, i fermi effettuati dalle forze dell'ordine sono quasi mille, una cifra destinata a crescere nelle prossime ore e nettamente superiore rispetto alle precedenti mobilitazioni. Gravi disordini e scontri con l'uso di lacrimogeni si sono registrati anche a Lione, Lille, Nantes e Tolosa. In quest'ultima città si segnala inoltre una situazione di emergenza per un manifestante rimasto gravemente ferito a una mano durante i momenti di più alta tensione con la polizia. Le autorità mantengono il livello di allerta elevato in tutto il Paese, con oltre 70.000 agenti e unità d'élite ancora dispiegati sul campo per monitorare il deflusso e prevenire nuovi focolai di violenza.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 24 ottobre 2026
Un bilancio pesante quello diffuso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza al termine della giornata di mobilitazioni che ha attraversato diverse province italiane. Le manifestazioni odierne sono state segnate da forti tensioni e scontri in più città, portando a un massiccio intervento delle forze dell'ordine per il contenimento delle frange più violente. I dati ufficiali forniti dalle autorità fotografano la gravità della situazione sul territorio nazionale: le persone identificate nel corso dei controlli sono state complessivamente 4.292. Gli interventi di ordine pubblico hanno portato all'arresto di 9 persone e alla denuncia in stato di libertà di altri 87 manifestanti. Sono state inoltre 371 le persone fermate e accompagnate presso gli uffici di polizia per accertamenti; tra queste si contano 110 minorenni e 69 cittadini stranieri. I disordini più accesi si sono registrati nelle piazze di Torino, Bologna, Roma e Firenze, dove i cortei – nati per protestare contro il carovita e le spese militari – sono degenerati in fitti lanci di sassi, oggetti e petardi all'indirizzo dei reparti mobili. Sull'accaduto è intervenuto con fermezza il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che ha espresso il proprio ringraziamento alle forze di polizia per la gestione dell'ordine pubblico: "Gli agenti sono riusciti a isolare e contenere i violenti con grande equilibrio e competenza", ha dichiarato il titolare del Viminale, lanciando poi un monito chiaro: "In Italia non c'è e non potrà esserci alcuno spazio per chi agisce nell'impunità".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 24 ottobre 2026
Grande successo per Kasia Smutniak alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma. Il suo nuovo lavoro, "Mustang", ha conquistato il prestigioso Premio del Pubblico, assegnato ex aequo con Congo Boy di Rafiki Fariala. Un riconoscimento straordinario che conferma il profondo legame dell'attrice e regista con gli spettatori. "Mustang" è un'opera intima e potente, un viaggio nella memoria che attraversa il tempo. Attraverso la voce narrante della figlia Sophie e preziosi filmati d'archivio risalenti al 2003, il documentario ripercorre il viaggio intrapreso più di vent'anni fa da Kasia Smutniak insieme a Pietro Taricone nel remoto regno himalayano del Mustang, raccontando il ritorno della regista in quei luoghi a distanza di anni. "Essendo un'attrice, il rapporto con il pubblico vuol dire mettersi in primo piano come una sorta di strumento per raccontare delle storie", ha dichiarato a caldo Kasia Smutniak, visibilmente emozionata per il calore ricevuto dalla sala. Riflettendo sull'essenza del film, ha aggiunto parole di profonda rinascita e resilienza: "Nulla davvero finisce ma si trasforma. Mustang ha dentro una speranza". La regista ha poi confidato come l'idea del documentario sia nata in un momento di grande smarrimento personale e artistico, e come questo ritorno alle origini e alla memoria abbia rappresentato una luce e una nuova direzione. Il Premio del Pubblico a "Mustang" corona un'edizione da record per la kermesse capitolina, che ha visto trionfare Clio Barnard per il miglior film (I See Buildings Fall Like Lightning) e ha registrato un'affluenza storica di spettatori.
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