L’Iran fissa tre condizioni per terminare la guerra

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 11.24 • 12 marzo 2026

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Il Presidente Masoud Pezeshkian detta i termini per la fine del conflitto, e si tratta di condizioni precise. Intanto arriva il report sui costi per gli Stati Uniti


 Il Presidente Masoud Pezeshkian fissa i termini per la fine della guerra secondo l’Iran, e si tratta di tre condizioni precise: “Riconoscimento dei diritti legittimi del Paese, il pagamento delle riparazioni e solide garanzie internazionali contro future aggressioni”.

  Lo ha scritto il capo dello Stato sul suo profilo X, riferendo quanto detto in una conversazione tenuta coi leader di Russia e Pakistan, suoi alleati. A loro, Pezeshkian ha “ribadito l’impegno dell’Iran per la pace nella regione”.

Quelle tre condizioni sono “l’unico modo per porre fine a questa guerra, innescata dal regime sionista e dagli Stati Uniti”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che le forze di difesa iraniane sarebbero ormai “al capolinea” e che la sua capacità militare sarebbe stata “ampiamente neutralizzata, minacciando un’escalation contro le sue infrastrutture chiave se decidesse di insistere nel conflitto.

  11,3 MILIARDI DI DOLLARI

Parole ribadite dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo cui all’Iran “resta solo la resa completa e incondizionata”. Secondo un report ufficiale del Pentagono, solo i primi sei giorni di guerra sono costati agli Stati Uniti 11,3 miliardi di dollari e gli analisti si domandano per quanto ancora il Paese riuscirà a proseguire questo conflitto. Come riferisce la stampa statunitense, tale dato è stato comunicato ai parlamentari che martedì hanno preso parte a un briefing di due ore a porte chiuse, durante il quale sono stati illustrati documenti classificati. Il New York Times e l’emittente Nbc hanno citato delle fonti che hanno chiesto di mantenere l’anonimato. Nonostante il vincolo della riservatezza, alcuni hanno tuttavia reso delle dichiarazioni pubbliche, tra cui il senatore democrativo Chris Murphy, che ha parlato di “disastro di proporzioni epiche”. 


  Secondo quanto ha dichiarato il senatore Murphy prima sui suoi canali social e poi in una intervista alla testata Ms Now, le informazioni rese “sono completamente incoerenti. Non saremo in grado di raggiungere nessuno degli obbiettivi fissati”. Inoltre, il conflitto iniziato il 28 febbraio andrebbe “completamente contro gli interessi degli Stati Uniti”. Ha quindi osservato: “Ad oggi non ci è stato ancora spiegato il perché tutto questo sarebbe necessario”.

“Ancora non ci sono state audizioni pubbliche al Congresso, che l’opinione pubblica possa vedere”, ma secondo Murphy, “se il presidente Trump avesse fatto ciò che dice la Costituzione e sottoposto questa guerra al voto del Congresso, sono sicuro che avrebbero prevalso il no, sia tra i democratici che tra i repubblicani, perché la gente non la vuole”. L’emittente Cnn fa sapere che nelle ultime ore il presidente Trump ha tenuto due uscite pubbliche, le prime da quando il conflitto è iniziato.

Ha visitato stabilimenti produttivi in Connecticut e Ohio, e i cronisti ne hanno approfittato per porre domande sulla guerra. Uno ha domandato se si trattasse di un conflitto vero e proprio o di una “escursione”, come l’aveva definita lui poco prima: “Beh, entrambe le cose”, ha spiegato. “È un’escursione che ci terrà fuori dalla guerra, e la guerra sarà, intendo dire, per loro… è una guerra. Per noi, si è rivelata più facile di quanto pensassimo”.

  Ma l’incertezza sugli obiettivi e la durata del conflitto, mentre i prezzi del carburante salgono e i mercati finanziari soffrono, starebbe mettendo a dura prova il sostegno all’amministrazione Trump, come una fonte interna ha spiegato alla Cnn: “La gente ha una memoria lunga”, in riferimento all’ipotesi di un “nuovo Afghanistan”. “Rimanere invischiati in un conflitto a lungo termine- ha aggiunto la fonte- è un vero problema”.

Sul tema, in settimana il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha fatto marcia indietro, chiarendo che non spetta a lui affermare se “si tratta dell’inizio, della metà o della fine” della guerra, mentre in un primo momento aveva detto che l’operazione sarebbe durata tra le tre e le otto settimane.




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Autore: AGENZIA DIRE 12 giugno 2026
Sui social il ricordo della Premier e degli altri leader. Salvini: "Ci manchi" “Tre anni fa veniva a mancare Silvio Berlusconi”. L’ex presidente del Consiglio se ne andava il 12 giugno 2023 all’età di 86 anni. Sui social il messaggio di Giorgia Meloni che scrive: “Resta il ricordo di un protagonista assoluto della vita politica italiana. Con lui abbiamo condiviso un percorso politico e di Governo, fondato su battaglie comuni, su una visione dell’Italia e sull’idea che l’amore per la libertà, il coraggio e la determinazione possano cambiare il corso delle cose. Quel percorso non si è interrotto e continua ancora oggi, con la stessa determinazione, al servizio di un’Italia forte, autorevole e orgogliosa. Anche nel suo ricordo”. Anche Matteo Salvini dedica un post al Cavaliere e scrive: “Ci manchi, Silvio”. Nell’immagine pubblicata la scritta “Per sempre con noi”. COSTA: RICORDARLO È TRASFORMARE SUA EREDITÀ IN AZIONE “Ricordare Silvio Berlusconi, il cui nome è scolpito nel simbolo di Forza Italia , non è soltanto un dovere della memoria, ma un impegno politico quotidiano : dare continuità alla sua visione nelle istituzioni e al servizio degli italiani. Un patrimonio straordinario di idee e prospettiva politica da trasformare ogni giorno in azione”. Lo dichiara in una nota Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia. “Le nostre iniziative, a cominciare da quelle in campo economico e in quello della giustizia, nascono da una visione liberale, riformatrice e garantista che Silvio Berlusconi ha saputo indicare al Paese con coraggio e lungimiranza. Portarle avanti significa difendere la centralità della persona, la libertà dei cittadini, lo stato di diritto e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Significa continuare a lavorare per un’Italia più giusta, più moderna e più libera , fedele ai valori che hanno ispirato la nascita e il cammino di Forza Italia: un percorso di coerenza e pragmatismo che continua ancora oggi con determinazione”, conclude. FONTANA: HA SEGNATO STAGIONE PAESE “Nel terzo anniversario della scomparsa di Silvio Berlusconi, ne ricordo il ruolo da protagonista nella vita politica, economica e sportiva del nostro Paese. Berlusconi ha segnato una stagione importante della storia italiana , rimanendo nel cuore di tanti. Rivolgo oggi la mia vicinanza ai suoi familiari e un pensiero alla sua comunità politica”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. ZANGRILLO: CI HA INSEGNATO CHE L’IMPEGNO POLITICO È CORAGGIO “Tre anni senza Silvio Berlusconi, tre anni sono già trascorsi da quando il Presidente ci ha lasciati . Il tempo passa, ma il dolore per la sua scomparsa è sempre vivo in tutti noi , non solo nell’intera comunità politica di Forza Italia”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. “ Nel nostro Paese, c’è stato un prima e un dopo Berlusconi – continua-. Il politico ha cambiato la storia d’Italia, ha regalato forza di governo, sviluppo economico e sociale, un prestigio internazionale capace di garantire equilibrio in scenari mondiali sempre complessi. È il ritratto di uno statista, ma anche di un uomo che ha trasmesso un’inestimabile eredità di valori , ottimismo, passione e attaccamento al bene comune. Sostituire un insostituibile è una missione impossibile, ma tutti noi abbiamo un dovere preciso: portare avanti il progetto politico di Berlusconi, con coerenza e serietà, triplicando gli sforzi su tutti i fronti per essere all’altezza del fondatore del nostro partito. I l presidente ci ha insegnato che l’impegno politico è coraggio, energia e libertà. Il coraggio di immaginare ciò che sembra irrealizzabile, l’energia nel saper attuare ciò che si immagina, la libertà come filosofia di vita, come essenza della capacità di costruire. E allora continueremo a lavorare per immaginare, attuare e costruire l’Italia che Berlusconi sognava”.
Autore: AGENZIA DIRE 12 giugno 2026
Il mitico stadio messicano apre la prima Coppa del Mondo a 48 squadre con la direzione artistica dell'italiano Marco Balich ROMA – Ha preso ufficialmente il via l’edizione 2026 dei Mondiali di calcio con la prima delle tre cerimonie inaugurali previste per questa storica Coppa del Mondo, la prima a declinarsi con la nuova formula a 48 squadre divise tra Messico, Canada (nella città di Toronto) e Stati Uniti (a Los Angeles) . Ad ospitare il debutto dello show, firmato dalla direzione artistica dell’italiano Marco Balich , è stato il leggendario stadio Azteca di Città del Messico. DALL’ARTE ANCESTRALE A SHAKIRA: LO SPETTACOLO SUL CAMPO A pochi minuti dal fischio d’inizio della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica , l’impianto già teatro delle inaugurazioni iridate del 1970 e del 1986 si è trasformato in un palcoscenico di suoni e colori. Le celebrazioni si sono aperte con un omaggio profondo alla cultura locale, portando sul terreno di gioco percussionisti, ballerini in costumi indigeni e donne in abiti tradizionali messicani, uniti per esaltare i valori di unità, diversità e cultura ancestrale. Al centro del rettangolo verde ha svettato una monumentale riproduzione in cartapesta della Coppa del Mondo. Il ritmo della cerimonia è poi salito grazie a una staffetta di star internazionali: si sono esibiti il gruppo rock messicano Maná , il cantante pop venezuelano Danny Ocean , la formazione dei Los Ángeles Azules , la stella del reggaeton colombiano J Balvin e la cantante ispano-messicana Belinda. Il momento clou dello show musicale ha visto protagonista la popstar Shakira , accompagnata dall’artista nigeriano Burna Boy, che ha fatto ballare gli oltre 80 mila spettatori dell’Azteca sulle note del nuovo inno ‘Dai Dai’, accompagnata da una spettacolare coreografia di fuochi d’artificio. Per la cantante colombiana si tratta della seconda colonna sonora mondiale dopo il celebre ‘Waka Waka’ del 2010. IL PROTOCOLLO ISTITUZIONALE E LA BENEDIZIONE DI BOCELLI La seconda parte della cerimonia ha assunto un carattere più istituzionale subito dopo il riscaldamento delle due nazionali in campo. Davanti al pubblico festante hanno sfilato le bandiere delle 48 federazioni partecipanti al torneo. Subito dopo, i riflettori si sono accesi sul tenore italiano Andrea Bocelli , che ha intonato ‘Dna’ — l’altro inno ufficiale della competizione nato sulla base elettronica del produttore David Guetta — incarnando perfettamente lo spirito di unione dell’evento. Prima dell’avvio della gara, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha formalmente posizionato il trofeo della Coppa del Mondo al centro della tribuna d’onore dello stadio. Curiosamente, la sfida Messico-Sudafrica rappresenta una ripetizione storica: le due nazionali aprirono il Mondiale insieme anche 16 anni fa , nel 2010, quando a fare da padroni di casa furono i sudafricani. TENSIONI E SCONTRI ALL’ESTERNO DELLO STADIO Se all’interno dell’Azteca l’atmosfera è stata di totale festa, la giornata è stata segnata da forti tensioni in altre zone di Città del Messico. All’esterno dell’impianto e nei pressi di una delle fan zone ufficiali allestite per il Mondiale si sono registrati gravi problemi di ordine pubblico. Diverse organizzazioni locali, tra cui il sindacato degli insegnanti e i comitati delle madri dei ‘desaparecidos’, hanno dato vita a accese della manifestazioni di protesta che sono sfociate in scontri diretti con le forze dell’ordine, costringendo la Polizia a intervenire pesantemente per disperdere i manifestanti.
Autore: Redazione 12 giugno 2026
Il Presidente Donald Trump ha annunciato il via libera dell'Iran all'accordo e il contestuale stop ai raid aerei statunitensi. L'intesa ufficiale sarà siglata durante il fine settimana in Europa dal vicepresidente JD Vance con Ginevra come sede più probabile per la firma. Subito dopo la sigla è prevista la riapertura totale dello Stretto di Hormuz dove attualmente resta in vigore il blocco navale. Intervistato da La7 il tycoon ha duramente attaccato gli alleati dichiarando che gli Stati Uniti hanno vinto la guerra e che l'Europa è ormai irrilevante. Sul fronte opposto i media iraniani vicini ai pasdaran hanno rivendicato il successo politico affermando che il testo finale coincide esattamente con la proposta avanzata da Teheran. Parallelamente il New York Times ha svelato un documento riservato che pianifica un drastico disimpegno militare statunitense dalla NATO con il ritiro di un terzo dei caccia e lo spostamento di una portaerei e diverse navi da guerra dal territorio europeo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 giugno 2026
L'amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha rassicurato pienamente sulle proprie condizioni di salute a seguito dell'incidente stradale avvenuto nella giornata di ieri. Intervenuto questa sera sul palco dell'evento aziendale "Mediaset siamo Noi", organizzato presso il Campus di Cologno Monzese a tre anni dalla scomparsa di Silvio Berlusconi, il manager ha risposto alle domande del conduttore Gerry Scotti davanti a una platea di 1.500 collaboratori del gruppo. "Sto benissimo. Ieri ho avuto una disavventura. Lo dico onestamente: poteva essere una tragedia", ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi. "Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo. E quando si esce consci di avere vissuto dei miracoli si è più forti di prima". A conclusione del suo intervento, l'amministratore delegato ha voluto rivolgere un caloroso messaggio di ringraziamento e di incentivo a tutto il personale presente: "Forza, forza Mediaset. Mediaset siamo noi tutti, voi". Con queste dichiarazioni si esclude categoricamente ogni allarmismo sulle condizioni fisiche del vertice dell'azienda, apparso in ottima forma
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 giugno 2026
Papa Francesco ha compiuto oggi un gesto di profondo valore simbolico e umanitario durante la sua visita alle Isole Canarie. Presso il porto di Arguineguin, il Santo Padre ha lanciato una corona di fiori nelle acque dell'oceano per rendere omaggio alla memoria dei migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Europa. Il toccante momento richiama esplicitamente lo storico e memorabile viaggio che lo stesso Pontefice compì a Lampedusa all'inizio del suo pontificato, riaccendendo i riflettori globali sulla crisi migratoria e sulla necessità di una risposta solidale e coordinata. La cerimonia si è svolta nel pomeriggio odierno, confermando la costante attenzione della Santa Sede verso i drammi che si consumano lungo le rotte marittime e il forte appello alla dignità umana.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 giugno 2026
Si sono aperti ufficialmente i Mondiali di calcio 2026 con la cerimonia inaugurale sul prato del celebre stadio Azteca. L'evento ha lanciato al pianeta il forte messaggio di coesione "Il calcio unisce tutto il mondo". Lo spettacolo musicale è stato guidato dalla popstar internazionale Shakira, che ha infiammato i tifosi presenti. La prima giornata del torneo ha visto anche il debutto di un'importante novità protocollare proposta da Alessandro Del Piero: per la prima volta nella storia della competizione, i calciatori titolari e i compagni della panchina si sono uniti sul terreno di gioco per il momento degli inni nazionali. Cresce ora l'attesa per il fischio d'inizio del match d'apertura ufficiale tra Messico e Sudafrica, in programma alle ore 21:00.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 giugno 2026
– In occasione dell’anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer, avvenuta l'11 giugno 1984, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato una dichiarazione per ricordare la figura dello storico segretario del Partito Comunista Italiano (PCI). Nel suo messaggio, la premier ha voluto sottolineare non solo lo spessore politico di Berlinguer, ma anche lo storico omaggio che il segretario del Movimento Sociale Italiano (MSI), Giorgio Almirante, rese al feretro dell'avversario. Di seguito il testo della dichiarazione: «Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa voglio ricordare con rispetto una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per la sinistra italiana e uno dei protagonisti della storia politica della Repubblica, Enrico Berlinguer. Ricordo anche il gesto di Giorgio Almirante, che volle rendere omaggio al feretro del suo avversario politico. Un segno di rispetto umano e istituzionale che ancora oggi richiama il valore di un confronto politico fermo negli ideali ma rispettoso delle persone. Perché si può fare politica secondo visioni diverse, anche diametralmente opposte, senza per forza demonizzare l'altro. Le idee forti non temono il confronto». Il richiamo ai due leader della Prima Repubblica si inserisce in una giornata istituzionale particolarmente densa per il Capo del Governo, atteso in Parlamento per le comunicazioni ufficiali alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.
Autore: REDAZIONE 11 giugno 2026
I lavoratori del settore culturale incroceranno le braccia domani, venerdì 12 giugno 2026, per la prima mobilitazione nazionale della categoria. La protesta colpirà i principali siti museali e archeologici del Paese, da Nord a Sud, con manifestazioni organizzate in 15 piazze italiane per rivendicare migliori condizioni salariali e tutele contrattuali. I luoghi della protesta e l'impatto sui visitatori I presidi principali toccheranno i simboli del patrimonio artistico italiano, tra cui le Gallerie degli Uffizi a Firenze, la Pinacoteca di Brera a Milano e le Gallerie dell'Accademia a Venezia. Massiccia la presenza nella Capitale, che vedrà lo svolgimento di ben due manifestazioni distinte. Mobilitazioni previste anche a Napoli, con un presidio in Piazza del Plebiscito. A causa dell'astensione dal lavoro, i visitatori dei musei statali e delle aree archeologiche potrebbero riscontrare forti disagi nella giornata di domani. Si prevedono: · Chiusure improvvise o parziali delle sale espositive. · Riduzioni dell'orario di apertura al pubblico. · Sospensioni dei servizi di biglietteria, visite guidate e assistenza. Le sigle sindacali invitano i cittadini e i turisti a consultare i canali ufficiali e i siti web delle singole strutture prima di pianificare l'accesso ai musei.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 giugno 2026
– Un trionfo epico, generazionale e definitivo. Achille Lauro ha conquistato ieri sera lo Stadio Olimpico di Roma, registrando un sold out da 60.000 spettatori per la prima attesissima data del suo tour "Comuni Immortali". Per l'artista romano si è trattato della consacrazione assoluta nella sua città natale, trasformata per una notte nel palcoscenico della sua definitiva maturità artistica. Il momento più alto e inaspettato della serata è stato l'ingresso sul palco di Antonello Venditti. I due cantautori hanno infiammato l'Olimpico unendo le loro voci in una storica e inedita versione live di "Che tesoro che sei", siglando un ideale e commovente passaggio di consegne tra la storia della canzone romana e il suo presente più splendente. Durante lo show, Lauro ha voluto ricordare con profonda commozione gli inizi della sua carriera nella Capitale: "Nessuno mi faceva suonare, dovevo affittare i locali da solo e pagare gli ospiti di tasca mia", ha confessato l'artista dal palco, visibilmente emozionato di fronte alla marea di fan, aggiungendo poi con forza: "Io sono come voi" . La scaletta ha ripercorso un'intera carriera, dai primi passi nell'underground romano fino alle hit sanremesi come Rolls Royce, Me ne frego e Domenica, passando per inni generazionali come 1969 e C'est la vie. Uno spettacolo che la critica ha già promosso a pieni voti, celebrando un artista capace di superare le provocazioni del passato per mettere al centro la pura forza della musica. Visto l'enorme successo della serata, l'artista ha già annunciato il ritorno ufficiale allo Stadio Olimpico per il prossimo 30 giugno 2027.
Autore: Redazione 11 giugno 2026
La città di Barcellona ha vissuto ieri un momento di portata mondiale con l’inaugurazione ufficiale della Torre di Gesù Cristo presso la celebre basilica della Sagrada Família davanti a una folla oceanica di oltre centoventimila persone presenti per questo storico evento. Il sommo pontefice Papa Leone XIV ha presieduto la solenne cerimonia di benedizione della guglia più alta dell'edificio affiancato sul sagrato dal Re Felipe e dalla Regina Letizia di Spagna che hanno guidato la delegazione delle massime autorità istituzionali europee. All'evento hanno preso parte anche il Presidente del Governo spagnolo il Presidente della Generalitat de Catalunya e il Sindaco di Barcellona insieme al Nunzio Apostolico e all'Arcivescovo della città che hanno accolto l'immensa marea di fedeli e cittadini accorsi per assistere alla suggestiva accensione della grande croce geometrica posta sulla cima della struttura. Durante la sua omelia il Santo Padre ha descritto la nuova torre come un luminoso faro di fede aperto sul Mar Mediterraneo capace di unire la meraviglia della materia alla forza dello spirito. La celebrazione ha visto anche la partecipazione attiva dei direttori dei lavori e degli architetti responsabili del cantiere monumentale che hanno accompagnato le autorità nella visita ravvicinata e si è conclusa in serata con uno straordinario spettacolo di luci che ha illuminato l'intero profilo della città catalana
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