Fine vita, Zuppi: “Il suicidio non può diventare un diritto”
Il presidente Cei e arcivescovo di Bologna, torna così ad affrontare il tema del fine vita. E lo fa con un'intervista pubblicata sul Magazine della Fondazione 'Gli Amici di Luca'
BOLOGNA – “Il suicidio non può diventare un diritto”.
Non ci gira intorno il cardinale Matteo Zuppi, presidente Cei e arcivescovo di Bologna, che torna così ad affrontare il tema del fine vita. E lo fa con un’intervista pubblicata sul Magazine della Fondazione ‘Gli Amici di Luca’, che a Bologna gestisce la Casa dei Risvegli ‘Luca De Nigris’, da anni in prima linea per prendersi cura delle persone in coma o con gravi cerebrolesioni.
“La Chiesa non può accettare che il suicidio venga considerato una risposta e questo non può diventare un diritto- mette in chiaro Zuppi- abbiamo diritto alla cura, alla protezione, non alla morte. Rischiamo tutti di essere più fragili così, e ricordiamo che fragili lo siamo tutti. Occorre moltiplicare tutto ciò che rende la persona meno sola e realmente libera dalla paura di essere un peso”.
Secondo il cardinale, “deve esserci una grande alleanza per combattere il dolore, la sofferenza e la solitudine. Anche nel confronto che ha accompagnato la recente legge sul suicidio medicalmente assistito della Regione Emilia-Romagna credo sia stato importante discutere e ascoltare”.
Detto questo, però, sul fine vita il presidente Cei non cambia linea. “Il primo compito della Chiesa è la vicinanza: esserci- aggiunge poi Zuppi- significa riconoscere e testimoniare che la vita conserva sempre il suo valore, ma significa anche attenzione concreta, accompagnamento e responsabilità. La Chiesa deve fare questo”. Inoltre, richiama il cardinale, “occorre promuovere e rendere realmente accessibili le cure palliative, per contrastare il dolore e la sofferenza e garantirne l’efficacia”.
Zuppi plaude anche all’esperienza di “straordinaria difesa della vita” della Casa dei Risvegli. E’ “la dimostrazione che anche la fragilità più estrema può ritrovare forza e aprire nuove stagioni dell’esistenza”, sostiene Zuppi.
Che ricorda: “L’attenzione, la cura e la vicinanza non sempre producono risultati immediati. Richiedono perseveranza e insistenza. Il mio messaggio è: continuare a essere resistenti e credere che i frutti verranno. Anche quando si vedono soltanto piccoli miglioramenti, quasi impercettibili, sappiamo che da uno può nascerne un altro e che, nel tempo, quei segnali possono diventare trasformazioni straordinarie”, afferma il presidente Cei.

Recent Posts














