GRANDE GALOPPO ALL’IPPODROMO MARTINI DI CORRIDONIA: SEI CORSE E TRE PROVE DI CARTELLO ACCENDONO LA SERATA DI GIOVEDÌ 6 AGOSTO

FRV NEWS MAGAZINE • 5 agosto 2026

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La sesta giornata della stagione 2026 offre un programma ad alto tasso tecnico. Riflettori puntati sul Premio Franco Martini (Classe 3) e sulla tradizionale夜 di corse sotto le stelle.


Giovedì 6 agosto l’Ippodromo Martini di Corridonia torna protagonista con la sesta giornata della stagione di galoppo 2026. A partire dalle ore 20:38, la pista in sabbia marchigiana ospiterà un convegno di sei corse caratterizzato da un forte equilibrio e da un montepremi importante, pronto a regalare spettacolo ad appassionati e addetti ai lavori.


Il programma della serata si articolerà attraverso sei appuntamenti cruciali:

·        Ore 20:38 – Premio Venere: L'apertura della riunione è affidata a un collaudato handicap sulla selettiva distanza dei 2.150 metri, riservato alle monte di Gentleman e Amazzoni.

·        Ore 21:10 – Premio Saturno: Una prova a vendere che vedrà sei agguerriti concorrenti confrontarsi sulla distanza intermedia.

·        Ore 21:40 – Premio Corrado Garofalo: Handicap di Classe 5 sui 1.350 metri, prima delle tre corse più attese della notte.

·        Ore 22:15 – Premio Cavalcata dell’Assunta di Fermo: Un tradizionale e sentito handicap di Classe 4 riservato ai soli cavalli di tre anni.

·        Ore 22:48 – Premio Franco Martini (Clou della serata): L'appuntamento tecnicamente più rilevante della riunione. Si tratta di un ricco handicap di Classe 3 sui 1.750 metri, dotato di un montepremi di 9.900 euro, che richiamerà i migliori specialisti della pista.

·        Ore 23:23 – Premio Giove: Chiusura in velocità con una corsa reclamare sulla distanza minima dei 1.000 metri, che promette un arrivo in volata spettacolare.



L'Ippodromo Martini vi aspetta per una grande notte di sport e intrattenimento sotto le stelle, con il primo via ufficiale fissato alle ore 20:38.


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 agosto 2026
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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 agosto 2026
Il "campo largo" si spacca sul garantismo e nega il voto favorevole alla legge simbolo sulla malagiustizia. La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge unificata per istituire la "Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari". Il testo è passato con 178 voti favorevoli e nessun contrario, ma a far rumore sono le 97 astensioni di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il provvedimento fissa la ricorrenza al 17 giugno, data del drammatico e ingiusto arresto di Enzo Tortora nel 1983. L'obiettivo della legge nata dai testi unificati dei deputati Faraone, Bisa e Pittalis è promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado cerimonie e iniziative volte a sensibilizzare i giovani sui principi costituzionali della presunzione di innocenza e della dignità della persona. La scelta delle opposizioni di non votare a favore ha scatenato l'immediata e durissima reazione della famiglia del conduttore televisivo. Gaia Tortora, giornalista e figlia di Enzo, ha attaccato frontalmente il centrosinistra liquidando le giustificazioni del campo largo come "finte motivazioni" e definendo "ridicolo" l'atteggiamento tenuto in aula.  Netta anche la condanna del centrodestra. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, ha definito i 97 voti di astensione come uno "schiaffo" a migliaia di cittadini rimasti vittime di errori giudiziari. Dopo il primo via libera a Montecitorio, il testo della riforma passa ora al Senato per l'approvazione definitiva.
Autore: REDAZIONE 5 agosto 2026
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Autore: AGENZIA DIRE ORE: 19.06 5 agosto 2026
L'esito del voto segreto ha scatenato le polemiche. Conte: "Avete macchiato le istituzioni con disonore". Schlein: "Non nominate più Paolo Borsellino" R OMA – Con 206 voti a favore e 133 contrari, la Camera, con voto segreto, ha approvato la relazione della Giunta per le autorizzazioni che nega l’autorizzazione all’uso delle chat dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro. L’esito del voto ha scatenato immediate e plateali proteste da parte dell’opposizione tra i deputati del M5S andati sotto i banchi della maggioranza con il telefono in mano e quelli di Avs bendati. PROTESTA M5S CON SMARTPHONE IN MANO, CONTE: FUORI I CELLULARI “Io ci provo: un po’ di dignità, fuori queste chat, tirate fuori i cellulari“. Così il leader del Movimento Cinquestelle, Giuseppe Conte, concludendo il suo intervento in Aula sul caso Delmastro. Nel momento esatto in cui Giuseppe Conte ha terminato l’intervento in dichiarazione di voto sulla questione Delmastro a Montecitorio, i deputati del M5S e contestualmente i senatori pentastellati (in aula per le comunicazioni di Giorgetti) hanno sollevato i cellulari inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle. CONTE: AVETE MACCHIATO ISTITUZIONI CON DISONORE “Avete già macchiato con disonore le istituzioni – ha detto Conte durante il suo intervento-. Più che a voi, che non cambierete idea perché questo voto sullo scudo vi appartiene per mentalità, voglio dire ai cittadini e alle associazioni che si battono per la legalità, a coloro che si battono contro il pizzo, di non perdere la speranza, le cose possono cambiare. C’è un’altra Italia e toccherà a noi tirare fuori le istituzioni dalle sabbie mobili in cui le avete precipitate. Toccherà a noi restituire all’Italia un’altra idea e un’altra pratica di giustizia e lo faremo con persone competenti, con i veri eroi antimafia. Lo faremo cancellando tutte le norme che avete scritto che sono vergognose”. PROTESTA DEPUTATI AVS, BENDATI IN AULA Alla protesta si è unita anche Alleanza Verdi e Sinistra. Durante gli interventi, la parlamentare Elisabetta Piccolotti ha dichiarato che “non si possono bendare gli occhi agli italiani”, mentre i colleghi del gruppo parlamentare inscenavano un flash mob coprendosi gli occhi con delle bende tra i banchi dell’Aula. SCHLEIN: CHAT SERVONO A MAGISTRATI PER LORO LAVORO, PERCHÉ NEGARLE? Forte contrarietà è stata espressa anche dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha interpellato direttamente la maggioranza: “Per quale ragione questo parlamento dovrebbe negare questa autorizzazione, qual è l’interesse pubblico che viene tutelato impedendo ai magistrati di acquisire conversazioni che ritengono indispensabili per il loro lavoro?“. “Se lo stesso Delmastro ha detto più volte di non avere nulla da nascondere perché lo state nascondendo voi? La premier disse parole nette, ha detto che non avrebbe coperto più nessuno, perché sta facendo il contrario? Consentite che emerga la verità”, ha aggiunto la segretaria dem. Schlein ha, poi, concluso chiedendo di “non impedire la ricerca della verità su un processo connesso alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino dicendo che sarebbe un ministro di questo governo”. BIGNAMI: CONTE TIRI FUORI SUE CHAT SU AFFARI MASCHERINE A difendere la posizione della maggioranza è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha replicato con fermezza alle parole del leader del M5S. Bignami ha criticato l’intervento di Conte, accusandolo di aver citato a sproposito norme costituzionali e ironizzando sulle sue competenze legali. “Conte che si lamentava del fatto che il governo non era presente” durante le dichiarazioni di voto sulle chat di Delmastro, “evidentemente dimenticando che il governo non deve essere presente. E ha citato l’articolo 78 della Costituzione, che è quello della dichiarazione di guerra… Ma ci sta, il professor Conte è esperto in diritto privato, si occupa di intermediazioni, magari mobiliari o magari delle mascherine, chi lo sa. Non le chiederemo l’uso delle chat con Paolo Zampolli con cui pare evaporato un affare da 300 milioni per la sua famiglia, ma visto che è così generoso magari se avesse voglia di dare le chat intercorse con Arcuri, con Minenna, con Di Donna che erano tutti soggetti indagati: tiri fuori le chat sugli affari delle mascherine“, ha dichiarato. “A voi non interessa nulla di Andrea Delmastro delle Vedove, voi lo attaccate perché volete attaccare Giorgia Meloni. Sappiate che prima di arrivare a Giorgia Meloni dovrete attaccare tutti noi e perderete ancora una volta”, ha concluso.
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