I lati nascosti della Capitale
Tra realtà, apparenze e i circoli di padel, Daniele Frongia guida il lettore alla scoperta di “Molte vite”: un’avvincente storia che ha per sfondo, o forse per protagonista, una Roma dove potere, relazioni e casualità si intrecciano continuamente.
Una storia contemporanea, ambientata in una Roma contemporanea che vive di relazioni personali e politiche, di realtà e apparenze multiformi, e dove ci si incontra nei circoli sportivi, luoghi di moda e di tendenza che servono però anche a intessere nuove conoscenze e a scambiarsi informazioni, chissà quanto vere e quanto ingannevoli.
È la Roma raccontata da Daniele Frongia, già vicesindaco della Capitale e che, dopo la pubblicazione di diversi testi tecnici e di un libro inchiesta, affronta ora il genere romanzo, con il piglio sicuro di chi ha il dono della scrittura, una fervida fantasia anche nell’adattare storie vere o verosimili, e una profonda conoscenza degli ambienti di cui parla.
In “Molte vite. Roma, il padel, l’apparenza” (Castelvecchi Editore), l’autore offre al lettore uno sguardo lucido e coinvolgente sulle reti umane e sulle molteplici “vite” che ciascuno costruisce, nella consapevolezza che niente è come appare e che il proprio volere, le proprie azioni sono inevitabilmente condizionate e impattate dal volere e dalle azioni di altri che non si conoscono mai nella loro interezza.
Daniele, come si integrano e bilanciano la tua passione per la letteratura con quella per la politica?
“Non sono due mondi separati: la politica è fatta di persone, relazioni, decisioni, quindi è materia narrativa pura. La letteratura ti consente di raccontare ciò che nella politica resta implicito, come ad esempio dinamiche informali, zone grigie, non detto...”
Che Roma racconti nel tuo libro e quanto c’è, in esso, delle tue personali esperienze?
“Non la Roma cartolina né solo quella del degrado: una Roma ‘di reti’, fatta di connessioni sociali e professionali. Roma come luogo dove potere, relazioni e casualità si intrecciano continuamente. Sicuramente c’è la mia esperienza personale, ma non in modo diretto.”
La vicenda ha come sfondo il mondo dei circoli sportivi, in particolare del padel. Si tratta di una mera ambientazione o vuoi in qualche misura raccontarlo, semmai in che modo?
“Non è solo ambientazione: è un osservatorio sociale. E i circoli sono luoghi dove cadono le barriere formali, si incontrano mondi diversi. In altre parole, il padel è metafora: gioco di coppia, equilibrio, strategia, errore e fiducia. Ed è anche uno spazio ‘informale’ dove circolano informazioni.”
Protagonista del libro è Elena, donna divisa tra amore e ragione. È stato difficile immergersi in una psiche femminile e che ritratto di donna restituisci al lettore?
“La difficoltà non è ‘scrivere come fossi una donna’, ma rappresentare una persona solo apparentemente semplice. Ho lavorato sulle contraddizioni: razionalità vs emozione, controllo vs bisogno di lasciarsi andare... Elena non è un simbolo, è una persona reale: imperfetta, lucida, a tratti fragile. E non è né vittima né eroina.”
Nel libro parli, probabilmente prendendo spunto da un episodio realmente avvenuto sul lago Maggiore, di un incidente nel quale perdono la vita alcuni agenti segreti. Quale può essere il ruolo che la politica e l’intelligence italiana possono svolgere (o forse svolgono) in questo momento di gravissima instabilità in Medio Oriente?
“Il romanzo parte da fatti veri o comunque verosimili: viviamo in una fase di instabilità dove contano molto le informazioni, le reti, i segnali deboli. Il vero tema non è cosa sappiamo, ma cosa riusciamo a capire in tempo.”
L’AUTORE - Daniele Frongia è nato a Roma nel 1973 e ha una formazione prettamente tecnico scientifica. Funzionario dell’Istat, l’autore ha intrapreso nel 2013 una carriera politica che lo ha visto protagonista della vita pubblica romana: da consigliere comunale, passando per il ruolo di assessore e vicesindaco, per poi passare alla Presidenza del Consiglio dei ministri come tecnico prima nel Governo Draghi e ora in quello Meloni. Parallelamente alla carriera istituzionale, ha coltivato la passione per la scrittura, pubblicando numerosi testi tecnici e il libro di inchiesta “E io pago” (Edizioni Chiarelettere, 2016) insieme a Laura Maragnani. “Molte vite” (Castelvecchi, 2025) è il suo primo romanzo.

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