Il nuovo Air Force One non è sicuro, ma non si può dire. Trump se la prende con il New York Times per lo scoop
Il Boeing 747-8 donato dal Qatar non dispone delle contromisure antimissile. Il Presidente Usa è tornato dal vertice Nato in Turchia su quello vecchio. Ma ha fatto emettere mandati di comparizione per i giornalisti che hanno svelato la falla. "Un atto sfacciato", ha risposto il Nyt
Il nuovo Air Force One è arrivato in Turchia col presidente a bordo. Ma per tornare a casa, Trump ha dovuto usare il vecchio. Perché è più sicuro.
La scelta, su indicazione dei servizi segreti, riaccende i dubbi sul jet donato dal Qatar e riadattato in tempi record per sostituire la flotta presidenziale ormai datata. Secondo fonti a conoscenza dei lavori di ammodernamento che ne hanno parlato con il New York Times, il Boeing 747-8 non dispone delle stesse contromisure difensive del modello precedente, incluse le capacità antimissile avanzate. Un vuoto che diventa particolarmente delicato quando l’aereo viaggia all’estero, come nel caso del vertice NATO ad Ankara, a ridosso di un Iran già colpito più volte questa settimana dagli attacchi americani.
Dalla Casa Bianca, il direttore delle comunicazioni Steven Cheung ha difeso il velivolo parlando di “protocolli di sicurezza di alto livello”, senza però rispondere alle domande del Nyt specifiche sulle sue capacità difensive. L’Aeronautica militare, dal canto suo, ha ammesso in un comunicato del 19 giugno di aver rinunciato ad “alcuni set di missione meno comunemente utilizzati”, pur garantendo che nessun rischio sia stato corso su sicurezza, protezione o comunicazioni, senza mai chiarire cosa si intenda esattamente per quei set “meno comunemente utilizzati”.
A gettare più di un’ombra sono le voci di funzionari che hanno lavorato al progetto, raccolte dal New York Times. Frank Kendall, ex segretario dell’Aeronautica che aveva spinto Boeing ad accelerare la consegna dei due nuovi velivoli definitivi dice che “il tempo a disposizione non ha permesso di apportare tutte le modifiche standard, quindi mancano alcuni elementi relativi alla sicurezza, alle comunicazioni e al supporto. Considerata la situazione in Iran, questo potrebbe essere motivo di preoccupazione. Francamente, sono sorpreso di vedere questo aereo utilizzato al di fuori degli Stati Uniti”. Sulla stessa linea Andrew Hunter, che ha guidato il programma Air Force One sotto l’amministrazione Biden: un vero ammodernamento di un 747 richiederebbe più di un anno di lavoro, tempi che il progetto qatariano non ha rispettato.
Le immagini, secondo un terzo ex funzionario dell’Aeronautica, raccontano la stessa storia: i componenti dei sistemi difensivi visibili sotto le ali e sulla coda del vecchio Air Force One non compaiono nelle foto del nuovo jet. Si tratta in particolare del sistema pensato per neutralizzare i missili a ricerca di calore, usato raramente nella storia del velivolo presidenziale ma sempre considerato dotazione imprescindibile e previsto anche sui futuri Boeing definitivi.
Trump, dal canto suo, ha offerto una spiegazione diversa per il cambio di aereo: il nuovo jet sarebbe partito prima per fare tappa in alcune basi militari americane e mostrarsi alle truppe, essendo – parole sue – “magnifico”.
In ogni caso Trump non ha preso bene lo scoop del New York Times, ed è passato all’attacco. L’amministrazione ha emesso mandati di comparizione nei confronti di diversi giornalisti del giornale. Citazioni in giudizio, che mirano a costringere i giornalisti a testimoniare davanti a una giuria federale a Manhattan, “in merito a una presunta violazione della legge penale federale”. In alcuni casi, le citazioni in giudizio sono state consegnate da agenti federali che si sono presentati a casa dei giornalisti.
Il Times ha denunciato le azioni dell’amministrazione: “La comparsa di agenti federali delle forze dell’ordine sulla soglia di casa dei giornalisti dovrebbe sconvolgere la coscienza di ogni americano che crede nella Costituzione e nella libertà di stampa che essa tutela”, ha dichiarato David McCraw, responsabile legale della redazione del Times, in un comunicato. “I nostri giornalisti riportano i fatti e promuovono il diritto del pubblico americano di sapere come opera il proprio governo e come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti. Questo atto sfacciato non dovrebbe essere considerato altro che un tentativo di impedire al pubblico di sapere cosa sta succedendo nel proprio Paese, intimidendo i giornalisti e impedendo loro di svolgere il proprio lavoro”.
Le citazioni sono state emesse da Jay Clayton, procuratore degli Stati Uniti a Manhattan recentemente nominato da Trump a direttore dell’intelligence nazionale.

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