Il sesto giorno di guerra in Medio Oriente. L’Iran smentisce di aver lanciato un missile verso la Turchia
Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele e attaccato il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno
La nottata, la quinta, è passata. Ma la cronaca della guerra in Medio Oriente corre veloce, e all’alba del sesto giorno Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele. Diverse esplosioni sono state segnalate nell’area di Gerusalemme. La risposta israeliana è arrivata quasi in parallelo: l’esercito ha ripreso a bombardare con intensità Dahieh, il quartiere meridionale di Beirut dove è radicata la presenza di Hezbollah. Poco dopo, le forze armate israeliane hanno annunciato l’avvio di una nuova fase di attacchi diretti contro l’Iran. Secondo quanto comunicato dai militari, l’aviazione sta colpendo strutture collegate al regime nella capitale Teheran e in varie zone della città. E’ la routine di questi giorni che va ormai assestandosi.
L’Iran intanto ha dichiarato di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde, nel Kurdistan iracheno. E’ stata per ora smentita la notizia di un’azione via terra dei curdi-iraniani.
Così come l’Iran ha smentito di aver lanciato il missile – abbattuto – verso la Turchia. “Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di tale Paese”, si legge in una nota.
Nel frattempo anche l’Arabia Saudita è tornata a essere coinvolta indirettamente nel conflitto. Riad ha dichiarato di aver intercettato e distrutto diversi missili da crociera e droni. Tre erano diretti verso la regione centrale di Al-Kharj, mentre un quarto drone è stato abbattuto a est della regione di Al-Jawf, vicino al confine con la Giordania. Dall’inizio della guerra, lo scorso fine settimana, l’Iran ha più volte preso di mira il territorio saudita con droni e missili. Martedì anche l’ambasciata statunitense a Riyad aveva riportato danni a causa di un attacco con droni.
PIENI POTERI DI GUERRA A TRUMP
Intanto nella tarda serata italiana il Senato americano ha respinto una risoluzione presentata dai Democratici che avrebbe obbligato Trump a interrompere le operazioni militari e a consultare il Congresso, come prescriverebbe la legge. 47 senatori hanno votato a favore, 53 si sono espressi contro. Solo due eccezioni negli schieramenti di partito: il senatore Dem John Fetterman ha votato con i Repubblicani contro la misura; il repubblicano Rand Paul si è schierato invece con i Democratici votando a favore. Pari e patta, la guerra continua.
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