Il sindaco di New York Mamdani: “Valuto l’arresto di Netanyahu se verrà all’Onu”
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è in programma nella Grande Mela a settembre. "Credo che debba essere processato all'Aia", ha detto il primo cittadino in un'intervista
ROMA – Il sindaco di New York, Zoharan Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando un eventuale arresto di Benjamin Netanyahu qualora si recasse a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in programma a settembre. Lo ha detto in un’intervista al programma “The Interview” del New York Times.
Il primo ministro è accusato di crimini contro l’umanità per la guerra di Israele a Gaza esplosa dopo il massacro del 7 ottobre 2023. La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto alla fine del 2024.
“Credo che il Primo Ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia. È un criminale di guerra, incriminato dalla Corte penale internazionale. E scoprirete che questa è un’opinione condivisa da molti, proprio a causa di ciò ch ele sue azioni hanno provocato negli ultimi anni”, ha affermato Mamdani.
Come riporta il NYT, il primo cittadino ha spiegato di non essere certo di avere l’autorità legale per poter ordinare al Dipartimento di Polizia di New York di poter fermare un leader internazionale. È, perciò, in corso “un dialogo attivo” con l’ufficio legale della città in merito alla questione.
“Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo le nostre leggi a tal fine”, ha aggiunto a tal proposito.
CRAXI: DA MAMDANI DERIVA DEMAGOGICA PERICOLOSA, METTE A RISCHIO ONU
Dichiarazioni che fanno eco anche in Italia e che, secondo la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi, “aprono una questione che va oltre il giudizio su Benjamin Netanyahu e investe direttamente il ruolo delle istituzioni internazionali. Se la città che ospita il quartier generale delle Nazioni Unite arriva a prospettare l’arresto di un capo di governo in occasione dell’Assemblea Generale, si rischia di compromettere la funzione stessa dell’ONU come luogo di confronto universale. È una deriva demagogica pericolosa, tipica di un certo progressismo di maniera, che va condannata con forza”.
“Le Nazioni Unite, infatti, non nascono per riunire gli interlocutori graditi ma, soprattutto, per consentire il dialogo tra soggetti diversi tanto più se in conflitto– sottolinea Craxi-. E sarebbe auspicabile, visto il deterioramento del loro ruolo, che recuperassero tale funzione, poiché gli organismi internazionali sono efficaci quando mantengono aperti i canali di comunicazione e si adoperano per trovare soluzioni possibili. E al novello paladino del progressismo mondiale ricordo che quando vengono meno gli spazi dell’incontro, restano soltanto quelli della contrapposizione”.
BONELLI A CRAXI: L’ONU DEMOLITA DA NETANYAHU, NON DA MAMDANI
“Chi ha demolito il diritto internazionale è Benjamin Netanyahu, non Zohran Mamdani. Netanyahu ha definito l’Onu un covo di terroristi, violato decine di risoluzioni delle Nazioni Unite, ha violato il diritto internazionale, bombardando ospedali, scuole, campi profughi e uccidendo 80.000 palestinesi a maggioranza donne e bambini, portando avanti una politica di sterminio che ha consentito, in violazione delle risoluzioni ONU, l’invasione della Cisgiordania da parte dei coloni”, ribatte Angelo Bonelli, deputato AVS e coportavoce di Europa Verde. “Quando c’è un mandato di arresto emesso lo si rispetta. Questo non significa delegittimare l’ONU bensì affermare il diritto internazionale contro il diritto del più forte che usa le armi”, conclude Bonelli.

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