In Francia continua la protesta dei licei, il ministro incontra gli studenti e i sindacati degli insegnanti
Ieri duemila fermi, oggi oltre quattrocento le scuole che restano chiuse
ROMA – Prosegue in Francia la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori per chiedere maggiori finanziamenti e il miglioramento qualitativo dell’istruzione pubblica: oltre 400 gli istituti rimasti chiusi oggi, mentre è attesa una delegazione dei rappresentanti delle unioni studentesche e sindacali che sarà ricevuta dal ministro dell’Istruzione Edouard Geffray. Quest’ultimo stamani ai microfoni dell’emittente Bfmtv ha fatto appello ai genitori dei giovani a frenare le proteste: “Per strada, i ragazzi corrono dei rischi”. La giornata di ieri, la terza di proteste, è stata segnata da oltre 900 iniziative organizzate davanti ai licei in tutte le regioni dell’Esagono, oltre ai cortei.
FERMATI QUASI 2MILA MANIFESTANTI
Numerosi i momenti di tensione: quasi 2mila manifestanti sono stati fermati dalle forze di polizia, che denunciano 300 agenti feriti. Geffray invece ha riferito di episodi di vandalismo negli edifici scolastici: un centinaio quelli “danneggiati seriamente”. Feriti inoltre anche presidi, insegnanti e circa 170 studenti. Tra gli adolescenti finiti in ospedale anche tanti rimasti coinvolti nelle cariche della polizia, che hanno interessato anche i sit-in organizzati davanti agli ingressi degli edifici scolastici. Due in particolare hanno riportato gravi ferite al volto, tra qui un ragazzo di 14 anni raggiunto da un candelotto di gas lacrimogeno sparato a meno di un metro di distanza. L’incidente è avvenuto a Saint-Ouen-l’Aumône, comune nel nord-ovest di Parigi. Come ricordano i media, gli agenti possono usare i lacrimogeni in caso di auto-difesa e solo direzionandoli verso l’alto, onde evitare di raggiungere le persone. Gli abusi sono stati anche filmati e, come riportano le testate francesi, stanno circolando dai ieri sui social media.
MINISTRO ISTRUZIONE INCONTRA ANCHE SINDACATI INSEGNANTI
Dopo aver incontrato alle 9 i sindacati degli insegnanti e alle 11 le associazioni dei genitori degli studenti, il ministro riceverà alle 13.30 i rappresentanti delle sigle studentesche Renouveau lycéen, Les Lycéens! e l’Union syndicale lycéenne. Alle 16.30 poi in video conferenza sarà il turno del Consiglio nazionale della vita liceale, organo consultivo istituito presso il ministero dell’Istruzione stesso, che oltre a dare voce alle istanze degli studenti può anche avanzare proposte e pareri. Sarà solo al termine di quest’ultima riunione che il ministro, intorno alle 18, darà aggiornamenti in una conferenza stampa. Nella serata di ieri, al termine di una giornata di manifestazioni e tanti momenti di tensioni (con atti di vandalismo e cariche con lacrimogeni) il ministro Geffray ha parlato alla nazione, affermando l’intenzione di voler “ascoltare i liceali, esaminare le loro richieste, fornire delle risposte”. Quindi ha annunciato l’avvio di un “dialogo”: “Ho chiesto ai presidi di riunire già da questa settimana, ovunque necessario, i consigli della vita liceale, e ai rettori di riunire entro 48 ore i consigli accademici della vita liceale. I presidi dovranno anche convocare un consiglio di amministrazione straordinario che associ rappresentanti del personale, dei liceali e rappresentanti eletti, per esaminare le rivendicazioni e le risposte da apportare”. La “grande piattaforma di concertazione” partirà lunedì e “permetterà a tutti gli studenti che lo desiderano di esprimere aspettative, preoccupazioni e proposte, individualmente o collettivamente. Ogni voce deve poter essere ascoltata”. I contributi raccolti, ha concluso il ministro, “saranno analizzati a livello locale e ne organizzerò una restituzione nazionale. Per agire, nell’interesse degli alunni e della scuola”.

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