Incidente aereo in Perù, sospese le operazioni della compagnia Aerodiana

REDAZIONE • 3 agosto 2026

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Misura adottata 'fino alla conclusione delle indagini', 7 italiani tra le vittime

 

 

Il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Perù ha disposto la sospensione temporanea di tutte le attività della compagnia di voli turistici Aerodiana. La misura restrittiva rimarrà in vigore fino alla conclusione delle indagini ufficiali. Le autorità verificheranno la conformità del vettore alle normative aeronautiche, alle procedure di sicurezza e ai requisiti operativi previsti dalla legge.



I dettagli del disastro

Il provvedimento fa seguito al tragico incidente avvenuto sabato scorso nel sud del Paese. Un velivolo della compagnia si è schiantato mentre sorvolava il sito archeologico delle Linee di Nazca. Il bilancio è di 13 vittime totali:

·        7 cittadini italiani (appartenenti a due nuclei familiari residenti a Monza e Seregno)

·        4 cittadini europei

·        2 membri dell'equipaggio peruviani

Le prime ipotesi sulle cause

I primi riscontri dell'inchiesta si concentrano su un possibile guasto tecnico:

·        Segnalazione del pilota: Il ministro del Commercio estero e del Turismo, Rogers Valencia, ha confermato che il pilota del Cessna Grand Caravan C-208 aveva lanciato un allarme per problemi meccanici prima dell'interruzione dei contatti radio.

·        Anomalie in volo: Alcuni filmati al vaglio degli inquirenti mostrerebbero il velivolo perdere frammenti metallici prima dell'impatto al suolo.

·        Controlli in corso: I tecnici verificheranno l'anzianità di servizio dell'aeromobile e lo stato delle manutenzioni periodiche effettuate da Aerodiana.

Le istituzioni italiane, tra cui la Presidenza del Consiglio e la Regione Lombardia, hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa dei connazionali.


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 3 agosto 2026
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La Procura della Repubblica di Napoli ha avviato una serie di accertamenti esplorativi in merito alla messa in sicurezza di alcuni costoni nell'area dei Campi Flegrei. L'iniziativa giudiziaria si è resa necessaria a seguito delle criticità e dei rischi emersi dopo la forte scossa di terremoto registrata nei giorni scorsi sul territorio. Le attività, attualmente coordinate dal Procuratore Aggiunto Antonio Ricci della sezione "lavoro e colpe professionali", prevedono una massiva acquisizione documentale presso gli enti competenti. L'obiettivo principale degli inquirenti è fare piena luce sulla gestione delle risorse economiche, con particolare riferimento al presunto mancato utilizzo di fondi pubblici che erano già stati specificamente stanziati per il consolidamento e la prevenzione del rischio idrogeologico e strutturale delle pareti rocciose. Al momento, le autorità inquirenti precisano che il fascicolo aperto è di natura meramente esplorativa: non si ipotizzano fattispecie di reato specifiche e non figurano nomi iscritti nel registro degli indagati. Le indagini documentali mirano a verificare la regolarità delle procedure amministrative e l'eventuale sussistenza di profili di omissione o ritardi ingiustificati nella catena degli interventi di protezione civile e manutenzione del territorio. Ulteriori aggiornamenti verranno comunicati in conformità con lo sviluppo degli accertamenti in corso.
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Si accende lo scontro politico all’interno della coalizione di centrosinistra. Al centro del dibattito, il posizionamento sulla guerra in Ucraina e la gestione delle future primarie per la leadership del Paese. Dopo le dichiarazioni del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha annunciato lo stop del M5S al sostegno militare a Kiev proponendo di delegare la scelta della linea di politica estera al voto delle primarie, è arrivata la secca replica del Partito Democratico. Alessandro Alfieri, responsabile Riforme della segreteria guidata da Elly Schlein, ha bocciato duramente la proposta del leader stellato: "Sarebbe un grave errore affidare alla battaglia delle primarie temi delicati come la politica estera. Credo che chi si candida a guidare il Paese debba sapere unire. Temi così cruciali, su cui si costruisce la credibilità internazionale di una coalizione di governo, devono essere affidati al confronto tra i partiti per trovare punti di sintesi avanzati nel programma comune, a prescindere da chi vincerà la competizione interna". La presa di posizione del PD evidenzia una profonda divergenza strategica: mentre il Movimento 5 Stelle punta sulla polarizzazione del voto popolare per ridefinire la linea geopolitica della coalizione, i dem spingono per una mediazione preventiva tra i vertici dei partiti per garantire la stabilità e l'affidabilità internazionale dell'alleanza prima del voto dei cittadini.
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– Il Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha espresso dure critiche nei confronti della gestione europea della crisi migratoria a Ceuta, puntando il dito in particolare contro l'Italia e contro le opposizioni interne. In un'intervista rilasciata all'emittente RTVE, Albares ha commentato la recente decisione del governo italiano di sospendere il trattato di Schengen per timore di ondate migratorie. "Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza", ha dichiarato il capo della diplomazia di Madrid, ricordando inoltre che l'Italia rimane il Paese europeo con il maggior numero di ingressi irregolari. Il ministro ha voluto ribadire la natura unica ed eccezionale della situazione geopolitica spagnola, esigendo massima compattezza sia a livello nazionale che comunitario: Unicità del confine: Ceuta e Melilla rappresentano l'unica frontiera terrestre dell'Unione Europea con il continente africano. Appello all'unità: Richiesta una posizione comune a tutte le forze politiche spagnole, con critiche esplicite alle posizioni di Partito Popolare e Vox. Richiesta a Bruxelles: Necessità di un riconoscimento formale di questa specificità in vista della riunione dei ministri dell'Interno UE. Il comunicato si conclude con un richiamo ai valori fondanti dell'Unione Europea, sottolineando che la gestione di una frontiera così complessa non può prescindere da un meccanismo di solidarietà obbligatorio e condiviso tra tutti gli Stati membri.
Autore: AGENZIA DRIE Ultimo aggiornamento ORE: 10.34 3 agosto 2026
Coinvolti un pullmann, un camper e 3 automobili ROMA – Si aggrava il bilancio delle vittime, che salgono a sei, nell’incidente avvenuto sulla strada statale 79 ‘Ternana’ al km 18,650 nel comune di Colli sul Velino, al confine tra Lazio e Umbria. Trentaquattro i feriti. Coinvolti un pullmann, un camper e 3 automobili. Stando a quanto riporta Rai News, il pullman avrebbe centrato in pieno un camper causando la morte di tutte le persone che si trovavano a bordo. I feriti sono stati trasportati da Ares 118 all’ospedale Gemelli di Roma (elisoccorso – codice rosso), e a Rieti (3 Asi – 1 codice rosso, 6 codici gialli, 3 codici verde). I soccorritori del 118 Umbria hanno trasportato all’ospedale di Terni 3 feriti in codice rosso (di cui uno con elisoccorso purtroppo deceduto in seguito), 3 in codice giallo e 2 in codice verde. Altri 8 feriti trasportati negli ospedali di Perugia, Spoleto e Foligno. Il triage sul posto è stato coordinato dai soccorritori intervenuti con l’automedica di Ares 118. Intervenuta anche la Protezione Civile. Alla biglietteria presso le Cascate delle Marmore è stato istituito un punto di raccolta per le persone illese. A causa dell’incidente, Anas fa sapere che il traffico è deviato agli svincoli Colli sul Velino/Piediluco in entrambe le direzioni. Sul posto sono intervenute le squadre Anas, le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco per consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO ROCCA: “PROFONDO DOLORE E GRANDE APPRENSIONE” Il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso “profondo dolore e grande apprensione le conseguenze del gravissimo incidente avvenuto sulla strada statale 79 Ternana, lungo la superstrada Rieti-Terni”. “Il mio pensiero va innanzitutto alle vittime e alle loro famiglie, colpite da una tragedia terribile. Sono vicino alle persone rimaste ferite, ai loro cari e a tutti i passeggeri dell’autobus coinvolto, che stanno vivendo ore di paura e smarrimento”, scrive Rocca in una nota su Facebook. “Ringrazio gli operatori ARES 118 Lazio, impegnati in un’imponente operazione di soccorso, e le donne e gli uomini della Protezione Civile regionale, che hanno supportato il personale sanitario, i Vigili del Fuoco e la Prefettura di Rieti nelle attività di assistenza ai feriti e agli operatori impegnati sul luogo dell’incidente. La mia gratitudine va anche alle Forze dell’ordine, ai volontari e a tutti coloro che stanno lavorando senza sosta“, si legge ancora nel messaggio. “In un momento di dolore così profondo, l’intera comunità regionale si stringe alle vittime, ai feriti, ai passeggeri coinvolti e alle loro famiglie, condividendone l’angoscia e la sofferenza”, conclude Rocca. IL PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA PROIETTI: FARE TUTTO IL POSSIBILE PER RIDURRE I RISCHI SULLE STRADE” Stefania Proietti, presidente della regione Umbria, su Facebook scrive: “Una tragedia come questa non si può descrivere”. “Dalla prima chiamata al 118, attivata la maxi emergenza, i nostri medici e infermieri accorsi subito come eroi con polizia forze dell’ordine, protezione civile su un campo di battaglia. Troppi morti e feriti, sofferenza indicibile”, prosegue la governatrice “Una tragedia come questa deve farci stringere alle famiglie delle vittime e condividere il dolore, la rabbia, il senso di impotenza. Una tragedia come questa deve segnare uno spartiacque. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per ridurre i rischi sulle nostre strade.Prevenzione, informazione, manutenzione, investimenti, limiti di velocità, controlli: tutto ciò che è in nostro potere, noi dobbiamo farlo”, sottolinea ancora Proietti. “Ci stringiamo alle famiglie di chi oggi ha perso la vita, di chi lotta nei nostri ospedali, di chi è ferito o miracolosamente illeso ma porterà i segni nell’anima di questa immane, ennesima tragedia della strada. La nostra Regione porterà questa tragedia come segno nell’anima, una ferita che brucia come il dolore per troppe vite spezzate ogni giorno sulle strade, che non possono lasciarci indifferenti. Non lasceremo sole le famiglie toccate da questa immane tragedia, non lasceremo sola nessuna famiglia in cui la vita viene sconvolta da un incidente stradale. Ci stringiamo nel dolore a tutti coloro che hanno perso i propri cari in questa giornata terribile”, conclude la presidente
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 3 agosto 2026
La gestione dei flussi migratori nell'exclave spagnola di Ceuta rimane al centro del dibattito politico e mediatico in Spagna. Secondo le ultime stime ufficiali del governo locale, nella città autonoma si trovano ancora tra i 3.000 e i 5.000 migranti. Le autorità di Ceuta definiscono la risposta dell'esecutivo centrale guidato da Pedro Sanchez come "tardiva e insufficiente". La reazione dei media spagnoli La stampa nazionale analizza la gravità della situazione evidenziando diverse criticità: El País: Il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, attacca il Marocco definendolo "non fedele" e chiede una risposta decisa. Nel frattempo, molti giovani migranti si nascondono nelle zone boscose per evitare le retate di espulsione. ABC: Il governo centrale è costretto a negoziare una riforma urgente della legge sugli stranieri dopo l'arrivo in massa di migranti. Il Partito Popolare (Pp) ha già registrato una proposta al Congresso. El Mundo: L'ondata migratoria ha aperto una crisi interna tra il Ministero dell'Interno e quello della Difesa. La Moncloa è accusata di voler tutelare il Marocco, scaricando le responsabilità sulle Forze di Sicurezza e sull'intelligence (Cni). La Vanguardia: Il governo accelera i rimpatri. Sullo sfondo emergono tensioni internazionali, con l'Italia che teme ripercussioni e ritorsioni sulla sospensione del trattato di Schengen. L'esecutivo di Madrid si trova ora a dover gestire contemporaneamente la pressione sul confine, il malcontento delle forze di sicurezza e il pressing politico delle opposizioni e delle autorità locali.
Autore: REDAZIONE 3 agosto 2026
Si apre un nuovo, complesso scenario diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Il Presidente americano Donald Trump ha annunciato ufficialmente l’avvio di nuovi negoziati bilaterali a partire dal pomeriggio di oggi, lunedì 3 agosto. La decisione giunge dopo la sospensione di un massiccio piano di attacco militare contro la Repubblica Islamica, orchestrato congiuntamente dagli Stati Uniti e da Israele. Secondo quanto dichiarato dal tycoon a bordo dell’Air Force One, l'operazione militare – definita potenzialmente come "il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale" è stata congelata su esplicita richiesta dei partner strategici mediorientali (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar), convinti della fattibilità di una soluzione diplomatica. I punti chiave dell'annuncio USA: Obiettivi dell'accordo: Apertura immediata e totale dello Stretto di Hormuz e la completa denuclearizzazione dell'Iran. Condizione del rinvio: Lo stop alle operazioni militari è vincolato al raggiungimento rapido di un'intesa. Inizio dei colloqui: Fissato per il pomeriggio di oggi, sebbene non siano ancora stati resi noti la sede ufficiale e i partecipanti. La replica di Teheran A fronte dell'ottimismo di Washington, la reazione delle autorità iraniane frena bruscamente l'entusiasmo. Fonti ufficiali di Teheran hanno infatti smentito le dichiarazioni del Presidente statunitense, precisando che al momento non sono in corso colloqui o canali di negoziazione attiva con gli Stati Uniti. Il quadro resta in forte evoluzione, sospeso tra la pressione militare geopolitica e i primi, contrastanti segnali di un difficile percorso diplomatico.
Autore: Anna Maria Rengo 3 agosto 2026
Giovanni Fierro passa al setaccio i piccoli e grandi interrogativi della quotidianità e dello stare al mondo: lo fa ne “Il giorno prima”, intensa opera nella quale la scrittura diventa strumento di orientamento e riconoscimento. Un’opera prima di narrativa che utilizza la difficile forma del racconto per scoprire le tensioni dell’intimità e per cercare di trovare un senso allo stare al mondo e una risposta ai piccoli e grandi interrogativi della vita quotidiana. È la raccolta di racconti “Il giorno prima” (Qudulibri edizioni) del goriziano Giovanni Fierro, che con un linguaggio delicato, preciso e in qualche modo sospeso consegna al lettore storie autentiche, che fanno vibrare corde nascoste della propria anima, in una circolarità di scrittura che trova senso compiuto nel suo ondeggiare tra passato, presente e futuro. La tua prima silloge poetica è del 2004 e nel corso degli anni ci sono state molte altre pubblicazioni. Quando hai incontrato il genere del racconto e cosa ti ha spinto a scrivere la raccolta “Il giorno prima”? “Dopo la raccolta poetica ‘Il riparo che non ho’ ho avvertito il bisogno di un cambiamento. Pur piacendomi quello che di nuovo stavo scrivendo, mi ero reso conto di stare in uno scrivere consolidato, una comfort zone che mi proteggeva, che mi limitava. Quindi, se volevo crescere come autore, non potevo far altro che scardinarla, rinunciare a ciò che avevo acquisito ed aprire una nuova finestra nello spazio della mia scrittura, per farla respirare di più. Così ho iniziato ad allungare il verso, a permettere al mio fare poesia di avere un respiro più ampio, più narrativo. E questo ha combaciato con il progetto ‘Gorizia On Off’, ovvero i testi dedicati alla mia città, che per un anno intero ho scritto ogni giovedì, e pubblicato alle 10.20 sul mio profilo Facebook. Da lì è stato poi naturale proseguire nella costruzione di veri e propri racconti, seppur brevi, che mi hanno portato a una nuova concezione dello scrivere. Raccontare una storia, creare dei personaggi, affidare loro quel qualcosa che cerco sempre di dire.” Quanto di poetico, secondo me molto, c’è nella tua raccolta di racconti ed è possibile tracciare una linea di confine tra poesia e racconto? “Rimango comunque un autore che è nato e cresciuto con la poesia. Penso sia la radice più profonda del mio scrivere, nella quale mi identifico, in cui cerco e in cui alcune volte mi trovo e mi riconosco. Penso quindi che il respiro poetico contraddistingua i racconti de ‘Il giorno prima’. Non solo nella scrittura, nelle atmosfere che ho cercato di evocare, ma anche nella dimensione poetica come possibilità per i vari protagonisti di vivere in modo più completo ed articolato, e di sicuro più problematico, il loro stare al mondo, il loro quotidiano. Di certo la poesia non salva, ma permette un vivere più interessante, più intenso. Un punto di riferimento, da sempre, per me è Raymond Carver. Di lui mi è sempre piaciuto che alcuni suoi racconti siano delle poesie, e che alcuni sue poesie siano in verità dei racconti. Questa mi ha sempre affascinato, e mi ha da subito liberato da ogni restrizione di forma espressiva, da ogni omologazione di formato. L’unica cosa che posso dire è che io sono ogni poesia che scrivo, e ogni poesia che scrivo è me, c’è un’adesione completa, assoluta; e che sono ogni racconto che scrivo, ma ogni racconto che scrivo non sono io. È un qualcosa d’altro, che si discosta, che ha di sicuro più libertà. Perché la poesia ti mette spalle al muro, ti fa rinunciare ad ogni protezione, non concede riparo. Il racconto ti permette, attraverso i protagonisti delle varie storie, di avere un filtro, di avere una distanza di sicurezza dalla quale poter creare ciò che accade sulla pagina.” Continuando a parlare, ma su un piano più reale, di linea di confine, quanto e come il tuo essere goriziano, a pochi passi dalla Slovenia e con una città spezzata in due dal 1947, influenza la tua scrittura? “Il paesaggio in cui si nasce inevitabilmente fa parte della tua identità. Diventa la geografia del tuo quotidiano, tanto in forma conscia quanto inconscia. Aver vissuto a lungo su di un confine che era un taglio, una divisione, che ti diceva fino a qui tutto è conosciuto e vivibile (il mondo occidentale) e di là invece c’è un vuoto, c’è un qualcosa che può essere pericoloso (la Yugoslavia e la parte comunista dell’Europa) di certo ha segnato il vissuto di ognuno di noi. Ma ci ha anche permesso di scardinare tutto questo, costruendo vicinanze con persone che vivevano (vivono) al di là di quel confine che era davvero una separazione, una dichiarazione di intenti, a cui in qualche modo eri invitato ad obbedire. Ecco, penso che la mia scrittura in qualche modo cerchi sempre di trasformare il concetto di confine in una trama di frontiera, in qualsiasi ambito lo scrivere ponga la sua attenzione. È il trasformare quindi un qualcosa che taglia e separa, in un qualcosa che invita all’andare incontro, agli altri ma anche a se stessi, il creare una vicinanza, direi. Cosa questa che si fa sempre di meno, nella nostra società contemporanea.” La tua raccolta di racconti narra, in un’atmosfera tanto accurata quanto sospesa, momenti di quotidianità e si sofferma sui piccoli e grandi interrogativi dell’esistenza. Qual è, per il tuo essere che cerca risposte, il ruolo della scrittura? “Sono proprio quei momenti di quotidianità e quei piccoli interrogativi (ancor più di quelli grandi…) a costruire e influenzare lo stare al mondo di ognuno di noi. Arrivare a fine mese, pagare le bollette, riempire il frigorifero… ma anche avere qualcuno/qualcuna da abbracciare, conoscere l’ascolto altrui e offrire il proprio, riconoscere un momento di gioia e viverlo appieno, ma anche accettare un momento di sconforto e rispettarlo per poterlo affrontare… Questa penso sia la mappa in cui ognuno di noi si trova coinvolto, giorno dopo giorno. E la scrittura è uno strumento in più per orientarsi, per tracciare un percorso, per riconoscerlo o per inventarlo. Scrivere ti permette di non accontentarti del prevedibile, del già mappato, del già conosciuto. La scrittura però si nutre di domande, costruisce domande. È la parte più faticosa, certo, a volte anche dolorosa. Ma penso sia l’unica forza che ti possa dare coraggio e determinazione quando le risposte non ci sono, quando non sei capace di individuarle o di dare loro una forma. La poesia e la narrativa sono questa possibilità in più per avere più momenti la cui intensità ti permette di stare al centro di un accadere, dove essere protagonisti e sicuri di non sgualcire il proprio tempo mortale.” In più racconti affronti il tema della felicità. Che definizione e valore dai alla felicità e come la si può cercare? “La domanda delle domande… Da cui in qualche modo mi svincolo, dicendo che penso sia già importante e fondamentale accorgersi e riconoscere i momenti in cui la gioia si esprime. E per questo penso sia necessario una educazione allo stupore e alla sorpresa. L’essere disponibili a riconoscere l’attimo in cui sta succedendo qualcosa di speciale, quel qualcosa che riempie il petto, fa diventare il tuo respiro più prezioso, dona alla parola che stai dicendo o che dirai il peso specifico dell’universo che si manifesta, e che sa indicare il silenzio quando è un luogo che tutto contiene e protegge. Poi per la felicità ci sarà altro tempo, che forse non sarà neanche più necessario…. Perché in fondo la gioia è luogo fragile ma abitato, la felicità è spazio grandioso ma solitamente poco popolato.” L’AUTORE - Giovanni Fierro è nato nel 1968 a Gorizia, dove vive. Ha pubblicato le raccolte di poesia “Lasciami così” (Sottomondo 2004), “Il riparo che non ho” (Le Voci della Luna 2011, Premio Ultima Frontiera Volterra), “Gorizia On/ Off” (Qudu 2017) e la plaquette “Oleandro e garaža” (Qudulibri 2015). Nel 2022 ha pubblicato anche il volume di testi “Di questa città” (Qudulibri 2022), con i disegni di Nicola Montemorra. A fine 2024 ha pubblicato la raccolta di racconti “Il giorno prima”, edita da Qudulibri. Ha partecipato a varie letture e festival poetici in Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Repubblica Ceca. È tradotto in portoghese, sloveno, tedesco, croato, ceco, macedone e friulano. È responsabile della rivista mensile online “Fare Voci” e della collana di poesia “Gorizia Most” dell’editore Qudulibri.
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