Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran. Teheran risponde al fuoco: colpite basi Usa in tutto il Medio Oriente

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 15.00 • 28 febbraio 2026

Share this article

Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, ha rivendicato l'operazione messa in campo e denominata "Leone che ruggisce". Tajani: "Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni"

Esplosioni sono state udite nel centro di Teheran, ma anche in altre città, con fumo che è stato visto alzarsi in cielo: è iniziato questa mattina intorno alle 7 italiane l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Diversi missili hanno colpito via dell’Università e l’area di Jomhouri a Teheran, secondo l’agenzia di stampa Fars. “Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”, ha dichiarato poi il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, rivendicando l’operazione ribattezzata da Benjamin Netanyahu “Roaring Lion”, ovvero “Leone che ruggisce”, come riferito l’ufficio del Primo Ministro. Questo nome segue quello dato alla guerra dei 12 giorni di giugno che Israele aveva soprannominato “Leone Nascente”.

LA RISPOSTA DELL’IRAN

In mattinata, l’Iran ha risposto al fuoco, prendendo di mira basi statunitensi in diversi paesi del Medio Oriente. Sono stati segnalati attacchi in Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Un funzionario del Qatar ha affermato che sono stati intercettati due missili iraniani sopra il Paese. Secondo i media statali, anche la Giordania sarebbe stata presa di mira, così come una base statunitense nel nord dell’Iraq. Le Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno fatto sapere di aver lanciato l’Operazione “Truth Promise 4”, “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”. I Paesi del Golfo hanno chiuso gli spazi aerei per una settimana.

  FONTI USA: RAID DI ISRAELE IN QUADRO OPERAZIONE CONGIUNTA

Un funzionario americano ha riferito all’emittente ad Al Jazeera che i raid contro l’Iran sono stati condotti nel quadro di un’operazione militare congiunta di Israele e degli Stati Uniti. Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nella regione del Golfo persico. L’obiettivo, stando ad alcune analisi, sarebbe fare pressione su Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare.”Fonti della sicurezza israeliana affermano che Israele e gli Stati Uniti hanno valutato nelle ultime 24 ore che non vi è alcuna possibilità di negoziare“, scrive Al Jazeera in uno dei suoi aggiornamenti in tempo reale.


  TRUMP: “OPERAZIONE MASSICCIA CONTRO DITTATURA MALVAGIA”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha descritto i bombardamenti contro l’Iran come parte di un’operazione “massiccia e in corso”. Le sue dichiarazioni sono contenute in un videomessaggio diffuso sul social Truth. “Gli Stati Uniti stanno conducendo un’operazione massiccia e in corso per impedire a questa dittatura molto malvagia e radicale di minacciare l’America e i nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale”, ha sostenuto Trump. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica”. Nel videomessaggio, il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti “hanno adottato ogni possibile misura per ridurre il rischio per il personale americano nella regione”.


Alla vigilia di questo attacco, il presidente Trump sull’Iran aveva commentato: “Dobbiamo prendere una decisione importante, non facile. Preferirei farlo in modo pacifico, ma voglio dirvi che si tratta di persone molto pericolose e difficili“.

CHIUSO LO SPAZIO AEREO CIVILE IN ISRAELE

Secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press, un raid è avvenuto nella capitale Teheran nei pressi degli uffici dell’ayatollah Ali Khamenei. La Guida suprema della rivoluzione islamica era, però, stato spostato in una località sicura.

L’Autorità aeroportuale di Israele ha annunciato che lo spazio aereo del Paese è stato chiuso a tutti i voli civili e ha invitato i viaggiatori a non recarsi in aeroporto fino a nuovo avviso. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), con una nota, hanno messo in allerta la popolazione, invitando “a rimanere in prossimità delle aree protette”. Le linee guida su come comportarsi includono “il divieto di attività didattiche, assembramenti e luoghi di lavoro, ad eccezione dei settori essenziali”.

L’osservatorio di internet di Netblocks, su X, ha segnalato problematiche con la rete in Iran, “ora nel mezzo di un blackout quasi totale di Internet, con la connettività nazionale al 4% o ai livelli ordinari“.

LE REAZIONI ITALIANE. TAJANI: “PRIORITÀ LA SICUREZZA DEI NOSTRI CONNAZIONALI. NON SARÀ UNA GUERRA LAMPO”

“Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”, ha scritto su X il ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani.

“Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni– ha detto il vicepremier intervistato dal Tg2-. L’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane dell’area”.

  “La prima notizia positiva è che non c’è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati sia in Iran sia in altri Paesi dell’area, in modo particolare nell’area del Golfo. Anche i militari dell’Aeronautica che sono nella base- ha informato-. In Kuwait, che è stata attaccata con missili dall’Iran, sono tutti incolumi, non ci sono militari italiani feriti. E non ci sono italiani coinvolti in nessuna azione militare. È stato fatto anche un attacco al comando della quinta flotta, ma non ci sono italiani in tutta l’area coinvolti, né civili né militari”.

“Noi abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso– ha proseguito il ministro-. Avevamo però sempre detto che l’Iran, con l’arma atomica e con missili che potevano a lunga gittata anche l’Europa e le altre parti del mondo, rappresentava un pericolo. Questa è anche la posizione della Unione Europea”. Infine, ha concluso: “Continuerà la missione Aspides, dove c’era una presenza militare italiana per garantire il traffico marittimo”.

“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente– fa sapere il ministro della Difesa Guido Crosetto-. Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”.

  MELONI IN RIUNIONE TELEFONICA CON VICEPREMIER E CROSETTO

A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

KAJA KALLAS: “L’UE STA COLLABORANDO CON I PARTNER ARABI PER ESPLORARE PERCORSI DIPLOMATICI”

“Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi”, scrive su X Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. “Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno a gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale. L’UE ha adottato severe sanzioni contro l’Iran e ha sostenuto soluzioni diplomatiche, anche sulla questione nucleare. Ho parlato con il Ministro degli Esteri israeliano Saar e con altri ministri della regione. L’UE sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici”, ha fatto sapere.

  “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità. La nostra rete consolare è pienamente impegnata a facilitare le partenze dei cittadini dell’UE. Il personale UE non essenziale viene ritirato dalla regione. La nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”, conclude.

IL PRIMO MINISTRO DEL LIBANO: “NON PERMETTEREMO A NESSUNO DI TRASCINARE IL PAESE IN AVVENTURE CHE MINACCINO SICUREZZA E UNITÀ”

Su X il primo ministro del Libano Nawaf Salam ha scritto: “Alla luce dei pericolosi sviluppi che si stanno verificando nella regione, rinnovo il mio appello a tutti i libanesi affinché diano prova di saggezza e patriottismo, anteponendo gli interessi del Libano e del suo popolo a ogni altra cosa. Ribadisco che non permetteremo a nessuno di trascinare il Paese in avventure che ne minaccino la sicurezza e l’unità“.

MACRON: “ESCALATION PERICOLOSA PER TUTTI, SUBITO RIUNIONE CONSIGLIO SICUREZZA ONU”

Lo scoppio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale“. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.

“In questo momento cruciale- aggiunge-, vengono prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del territorio nazionale e dei nostri compatrioti, nonché dei nostri beni in Medio Oriente. La Francia è inoltre pronta a impiegare le risorse necessarie per proteggere i suoi partner più stretti, su loro richiesta. L’attuale escalation è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in negoziati in buona fede per porre fine ai suoi programmi nucleari e missilistici, nonché alle sue azioni volte a destabilizzare la regione. Questo è assolutamente essenziale per la sicurezza di tutti in Medio Oriente”.

“Anche il popolo iraniano deve poter costruire liberamente il proprio futuro– dice ancora-. I massacri perpetrati dal regime islamico lo screditano e richiedono che al popolo venga data voce. Prima sarà, meglio sarà. Fedele ai suoi principi e consapevole delle sue responsabilità internazionali, la Francia chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sono in stretto contatto con i nostri partner europei e i nostri amici in Medio Oriente”.

 


Recent Posts

Autore: Anna Maria Rengo 21 aprile 2026
Marco Pautasso, responsabile della programmazione del Salone Off, evidenzia il ruolo della cultura “diffusa” sul territorio e da mettere a disposizione principalmente delle giovani generazioni. Torino si prepara alla 38esima edizione del Salone Internazionale del Libro, in programma al 14 al 18 maggio al Lingotto Fiere, ma parallelamente all’evento, dall’8 al 19, un altro evento più capillare e diffuso animerà tante location, talvolta inusuali come luoghi di cultura. Stiamo parlando del Salone Off, “costola” del Salone Internazionale che nel corso del tempo è non solo cresciuta ma ha anche sviluppato una sua speciale e particolare connotazione. Ne parliamo con Marco Pautasso, responsabile della programmazione del Salone Off e segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino, in un’intervista che è anche occasione per dipingere un quadro complessivo della cultura italiana, con particolare riferimento alla letteratura. Ma andiamo per ordine. Al di là della diversa location, qual è la filosofia di fondo che distingue e allo stesso tempo accomuna il Salone internazionale del libro di Torino e il Salone Off? “Il Salone Off, giunto alla sua 22esima edizione, è nato 23 anni fa (un’edizione è saltata per via del Covid) con l’intento, condiviso con l’allora amministrazione comunale di Torino, di coinvolgere il più possibile la città in un evento che riguardava l’ente fieristico e il Lingotto, ma che faceva fatica ad allargarsi oltre. Sperimentalmente si provò con una circoscrizione, all’epoca erano dieci e ora sono diventate otto, e via via il Salone Off è andato allargandosi fino a interessare trenta città della provincia metropolitana, molti altri centri del Piemonte e diverse strutture carcerarie di Piemonte e Liguria. È così diventato una festa che offre esperienze, penso a quelle nel carcere, molto diverse da quelle salonesche. Realtà culturali, associative e museali che si trovano sul territorio torinese e piemontese possono usarlo per raccontare e comunicare quello che fanno nel resto dell’anno, tramite iniziative ad hoc. Insomma, è una festa diffusa della cultura con numeri considerevoli: basti pensare che nel 2025 ci sono stati complessivamente circa 800 appuntamenti.” Nella locandina del Salone Off si legge “la cultura ovunque”. Qual è il ruolo della cultura, e dei libri in particolare, in questo particolare momento storico dai paradigmi cangianti e dagli scenari incerti? “Ho sempre pensato che se la cultura non ha una ricaduta sociale è fine a se stessa. Dove le persone leggono di più si vive anche meglio. Una ricerca sui gruppi di lettura condotta da Chiara Faggiolani e dall’Adei (l’Associazione degli editori indipendenti) presentata l’anno scorso rovescia i paradigmi: il libro non è più solo il fine, ma il mezzo per creare occasioni di socialità, per stare insieme, anche se magari si legge e non si parla. Penso alle iniziative organizzate all’Orto botanico: cinquecento persone in tre ore, ciascuno con il proprio libro, semplicemente per il gusto di stare assieme. Il libro è fondamentale, è uno strumento di crescita delle persone. Qualsiasi esso sia, senza distinzione, tutti hanno diritto di vita e ciascun lettore sceglie secondo le proprie inclinazioni, passioni, desideri, perché i libri aiutano a cambiare la propria esistenza. Lo vediamo anche in carcere, dove assistiamo a situazioni sorprendenti: detenuti stranieri che imparano la lingua leggendo, circoli virtuosi che mettono assieme volontari, psicologi, coloro che lavorano nella struttura. Tutti assieme ragionano sui temi del libro. Si tratta di piccolissime iniziative che magari non cambiano il mondo ma che lasciano un segno. Il fatto che chi è in stato di detenzione voglia condividere la lettura con altre persone è qualcosa di importante. Non ultimo, il libro trasferisce idee, contenuti importanti, ma credo che sia soprattutto il suo aspetto sociale che deve farci cambiare l’idea del suo paradigma come fine a se stesso.” Lei è il curatore della programmazione del Salone Off. Sulla base di quali criteri e sollecitazioni la decide e, in particolare, quali saranno i temi portanti di questa edizione 2026? “Il Salone Off cerca di rispondere alle esigenze del territorio e sarò sempre grato a chi mi consente di mettermi a contatto con le circoscrizioni più periferiche della città, che hanno esigenze diverse rispetto al centro, più servito. Quindi, con Paola Galletto (altra curatrice del Salone Off Ndr), incontriamo non solo le circoscrizioni, ma anche le librerie, le case di quartiere; raccogliamo le istanze e le tematiche che provano a perseguire e poi cerchiamo di raccogliere la disponibilità di autori che rispondano a esse. Il Salone Off è una festa, fatta anche di concerti, flash mob, cinema. Il tutto, va detto, fatto gratuitamente. Il 95 percento delle attività è a titolo gratuito e per la parte restante i biglietti sono popolari. Vogliamo che sia accessibile a tutti, che sia cultura diffusa nel senso pieno e vero del termine, e che essa arrivi a tutti. Abbiamo collaborazioni con il Museo Egizio, con la Fondazione Torino Musei, con il Museo del Cinema, ma anche con piccole realtà associative. Ci sono poi dei privati che si industriano a provare a costruire qualcosa, c’è dunque un senso di vivacità e vitalità culturale e non solo che ci dà speranza per il futuro.” In Italia fioriscono fiere, concorsi, manifestazioni, reading letterari. Si può delineare un quadro positivo della cultura in Italia, sia dal punto di vista della produzione che della fruizione? “Sono molto favorevole alle iniziative e ai festival culturali legati al territorio che li ospita e li trovo altamente apprezzabili. Alcuni obiettano che il livello dei lettori è insufficiente rispetto alle aspettative e forse è vero, ma credo che sia questa la strada giusta da percorrere e confido che questo investimento economico nel produrre tali eventi faccia crescere il nostro Paese rispetto alla fruizione culturale. Noi abbiamo il patrimonio artistico più importante del mondo ma i numeri dei musei non sono adeguati al tipo di offerta straordinaria che propongono. Si tratta di un ragionamento che coinvolge anche le scuole e il mondo della comunicazione. Noi stessi siamo impegnati anche con altri festival perché crediamo nel valore di rassegne tematiche e non tematiche che cercano di avvicinare i più giovani. Il futuro del Paese passa necessariamente attraverso le giovani generazioni a cui dobbiamo dare gli strumenti adeguati.” Come colloca il panorama letterario italiano in un contesto internazionale, penso agli Stati Uniti dove la scrittura creativa è materia studiata all’università? “Qui a Torino è nata la Scuola Holden e se è vero che la differenza tra l’Italia esiste ancora, c’è da dire che anche in alcuni nostri atenei sono stati avviati dei corsi tematici e che, scuole di scrittura a parte, il talento è talento. Nasce a prescindere dalle scuole e si costruisce o manifesta anche attraverso la possibilità di avere gli stimoli citati. La scuola ha un compito fondamentale nella costruzione del futuro del Paese ma sulla lettura si fa ancora troppo poco e forse non nel migliore dei modi, tant’è che noi italiani siamo agli ultimi posti europei quanto agli indici di lettura. Forse non riusciamo a fare capire che leggere è un grandissimo divertimento… basti pensare che l’80 percento delle serie tv sono tratte da libri! In potenza, potremmo essere tra i primi lettori in Europa, vicini a Francia e Germania.” L’editoria “tradizionale” si trova ad affrontare sfide nuove o seminuove: dall’editoria a pagamento o self publishing all’intelligenza artificiale. Andando per ordine, queste nuove forme di editoria consentono, certo generalizzando, di scoprire nuovi talenti e di democratizzare la letteratura, o rappresentano un impoverimento e mercificazione della stessa? “Nel Paese stiamo scontando un momento di difficoltà economica che investe anche il comparto editoriale. Per le case editrici indipendenti pubblicare un libro è un investimento che richiede cautela e oculatezza e c’è dunque il rischio che qualcuno chieda contributi agli autori. Speriamo in un intervento politico che dia più risorse al settore, perché sul territorio stiamo assistendo alla chiusura delle edicole, e poi delle librerie… al loro posto nascono compro oro o delle sale giochi e questo finisce per impoverirlo. Se cresceranno gli indici di lettura, se ci sarà maggiore stabilità, le case editrici potranno investire maggiormente sui talenti e garantire percorsi di crescita più sicuri.” Quanto invece all’intelligenza artificiale, quali scenari si prefigura? Teme che a un certo punto le si delegherà completamente il compito di creare, e che parallelamente perderemo la nostra capacità di immaginazione o di sintesi? “Spero di non essere vivo quando questo accadrà. Se muoiono la creatività e la fantasia muore l’essere uomini. Certo, l’intelligenza artificiale sta prendendo sempre più piede anche in ambito editoriale. Io stesso la uso, con funzione consultiva: non le delego il compito di redigere il testo. Altrimenti viene meno l’umanità delle persone. È una novità con cui dobbiamo fare i conti ma spero i conti ma spero che non prenda mai il sopravvento sull’invenzione, rendendo tutto molto piatto e omogeneo.” LUI CHI E’ - Marco Pautasso lavora per il Salone internazionale del libro di Torino dal 2003. Dopo esserne stato vice-direttore, dal 2022 è segretario generale. Ha ideato format come il Salone Off e Voltapagina, e cura e supervisiona iniziative come Portici di Carta, Lungomare di libri a Bari, Festa del libro medievale di Saluzzo, Vercellae Hospitales, Carte da decifrare, Hangar del libro e Independent Book Tour. Cura le playlist musicali del Salone “il Cinghiale Bianco” e con il giornalista Federico Vergari il podcast “Fuoriclasse. Lo sport raccontato dal Salone”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 21 aprile 2026
"La verità non si fabbrica, non si manipola né si possiede come un trofeo, ma si accoglie, si cerca con umiltà e si serve con responsabilità". Con queste parole nette, il Papa si è rivolto al mondo della cultura della Guinea Equatoriale, parlando nel campus universitario di Malabo. Il Pontefice ha smontato l'idea di una fede come rifugio dall'impegno intellettuale: "Dalla prospettiva cristiana, Cristo non è una via d'uscita fideistica di fronte alla fatica del pensiero, come se la fede iniziasse dove la ragione si ferma. Al contrario: in Lui si manifesta la profonda armonia tra verità, ragione e libertà". Citando il magistero di Leone XIV, il discorso ha toccato il cuore della deriva contemporanea: il problema non è il sapere in sé, ma la sua deviazione manipolatoria. Quando l’intelligenza non cerca più di corrispondere alla realtà, ma pretende di piegarla alla propria convenienza, la conoscenza smette di essere apertura e diventa possesso. Questa "orgogliosa affermazione di autosufficienza" trasforma il cammino verso la saggezza in un vicolo cieco che può condurre a esiti disumani.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
In seguito alle gravissime affermazioni pronunciate dal conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov nei confronti del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la Farnesina ha disposto la convocazione immediata dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia. L’intero arco costituzionale e le massime cariche dello Stato hanno espresso una ferma condanna per l’accaduto, manifestando piena solidarietà alla Premier. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito l'episodio un "attacco volgare e inaccettabile alle istituzioni italiane", sottolineando come tali insulti vergognosi meritino una risposta ferma e unitaria. Sulla stessa linea il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha rimarcato l’incompatibilità di tali offese con il rispetto dovuto alla dignità della persona e al ruolo istituzionale ricoperto. La Ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha evidenziato come tali attacchi siano il sintomo di un "clima degradato", dove l’offesa personale sostituisce il confronto civile, dimostrando solo "ignoranza e povertà di idee". Anche le opposizioni si sono unite nel messaggio di vicinanza al Capo del Governo. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha duramente criticato le "inaccettabili accuse sessiste" rivolte da Solovyov, definito portavoce delle posizioni del Cremlino. Schlein ha ribadito che "chi insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende l’intero Paese, e noi non lo accettiamo". Allo stesso modo, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso solidarietà per le "inqualificabili e volgari offese personali" ricevute dal Presidente del Consiglio.
Autore: Redazione 21 aprile 2026
La Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno confermano il cronoprogramma per l’approvazione del Decreto Sicurezza. La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato per le ore 16:00 di domani le dichiarazioni di voto, a cui seguirà il voto di fiducia sul provvedimento. La posizione del Governo La Premier Giorgia Meloni, intervenendo da Milano, ha smentito categoricamente le ipotesi di incertezza normativa: "Nessun pasticcio, la norma sui rimpatri rimane esattamente dov'è". Il Governo ha inoltre annunciato la presentazione di un nuovo provvedimento ad hoc, contestuale a quello in aula, finalizzato a recepire i rilievi del Colle ed estendere i parametri per i rimborsi legati ai rimpatri. Il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha ribadito il pieno sostegno internazionale alla linea intrapresa, dichiarando che la Commissione Europea ha espresso favore verso l’attuazione dei rimpatri volontari assistiti, asse portante della strategia dell'esecutivo. Iter parlamentare e opposizioni Nonostante il tentativo di mediazione del sottosegretario Matilde Siracusano per anticipare il voto finale a giovedì in diretta televisiva, il calendario ufficiale prevede: Domani: Voto di fiducia. A seguire: Esame dei 145 ordini del giorno presentati. Venerdì: Voto finale sul testo. Le opposizioni mantengono una linea di dura protesta in aula, contestando la gestione dei tempi e la necessità di ricorrere a un decreto correttivo prima ancora della conversione del testo originario.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
Resta incerta la partecipazione della Nazionale di calcio dell'Iran ai prossimi Mondiali. Il Ministro dello Sport e della Gioventù, Ahmad Donyamali, ha dichiarato ufficialmente che, nonostante la pianificazione tecnica prosegua, la scelta definitiva verrà presa dal Governo e dal Consiglio di Sicurezza Nazionale. Secondo quanto riferito dal Ministro, la presenza della selezione iraniana è vincolata a precise garanzie di sicurezza e alla cessazione delle "provocazioni" da parte del Paese ospitante. "Il nostro compito è preparare la squadra, ma la decisione finale dipenderà dalle condizioni geopolitiche", ha sottolineato Donyamali, criticando inoltre il silenzio delle istituzioni sportive internazionali dinanzi alle tensioni in corso con gli Stati Uniti. La federazione ha fissato per il 21 maggio l'inizio di un ritiro collegiale di otto giorni; una data spartiacque che segnerà probabilmente il termine ultimo per la conferma della partecipazione. L’ipotesi ripescaggio La situazione è monitorata con estrema attenzione dalla FIGC e dai vertici del calcio internazionale. In caso di rinuncia ufficiale da parte dell'Iran, la FIFA dovrà decidere i criteri per la sostituzione nel tabellone. L’Italia, forte della sua posizione nel ranking mondiale, resterebbe la prima candidata in caso di applicazione del merito sportivo globale, sebbene la decisione finale resti subordinata alla discrezionalità del Consiglio FIFA.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
Convocazione dell’Ambasciatore della Federazione Russa a seguito di pesanti offese alla Premier Giorgia Meloni Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha disposto la convocazione immediata presso la Farnesina dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov. Il provvedimento è stato adottato per esprimere una formale e sdegnata protesta a seguito delle gravissime e volgari dichiarazioni rilasciate dal conduttore Vladimir Solovyov durante la trasmissione televisiva russa "Polnyj Kontakt". Nel corso del programma, il giornalista ha rivolto al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pesanti insulti personali in lingua italiana, utilizzando un linguaggio scurrile e definendo la Premier, tra le altre cose, "vergogna della razza umana" e "idiota patentata". Il Ministro Tajani ha espresso la massima solidarietà al Presidente del Consiglio, sottolineando come tali attacchi siano incompatibili con il rispetto dovuto a un capo di governo e superino ogni limite di civiltà e decoro internazionale. L’Italia respinge con fermezza l’uso della violenza verbale e della denigrazione personale come strumenti di pressione o propaganda.
Autore: Agenzia Dire ultimo aggiornamento: ore 14:41 21 aprile 2026
Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora sul Pakistan. Intanto Trump fa quello che gli viene più facile: minacciare ad oltranza ROMA – Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora su Islamabad. È qui infatti che dovrebbe tenersi il secondo round di colloqui previsto entro la fine della settimana. Ma se funzionari del Pakistan si sono detti positivi sull’avvio dei negoziati, a dettare profonda incertezza sulla sua partecipazione, è proprio uno dei protagonisti più importanti: l’Iran. In questo clima di generale indecisione, Axios intanto smentisce le parole del presidente Trump, secondo cui JD Vance era già in viaggio per i colloqui di Islamabad. A quanto riferisce il sito infatti, il vicepresidente degli Stati Uniti partirà solo oggi per il Pakistan. 14:00 – MELONI: L’ITALIA DEVE ESSERCI A HORMUZ, MA DECIDE IL PARLAMENTO “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su una eventuale missione a Hormuz e questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di sicurezza da parte di Usa e Cina. Vedremo se nelle prossime settimane questo veto può essere superato. Se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità e una ampissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere solo difensiva. Io penso che l’Italia dovrebbe esserci ma deve essere il Parlamento a esprimersi”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Salone del Mobile di Milano. 13:40 – TRUMP: “L’IRAN HA VIOLATO LA TREGUA PIU’ VOLTE” In un brevissimo post su Truth Trump ha affermato che “l’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte”, senza specificare quali fossero queste violazioni. 13:20 – MELONI: “NON SENTITO TRUMP” “Non ho sentito recentemente il presidente Trump”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine della visita al Salone del mobile di Milano. 11:00 – NESSUN IRANIANO E’ ANCORA PARTITO PER IL PAKISTAN La televisione di stato iraniana dice che nessuna delegazione iraniana è ancora partita per il Pakistan per partecipare ai colloqui di pace con gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro se parteciperanno ai colloqui di oggi.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 13.20 21 aprile 2026
Piantedosi: "L'Italia è il Paese tra quelli dell'Unione europea che effettua fino ad oggi meno rimpatri volontari assistiti" Il governo attribuisce una chiara priorità a questo provvedimento”. Lo dice il ministro dell’interno Matteo Piantedosi in aula alla Camera sul dl sicurezza. “Abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”. “Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari. Tengo a precisare davanti a questa Assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’invenzione di questo Governo. I rimpatri volontari assistiti sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla Camera durante la discussione del decreto Sicurezza. “Questi programmi non sono ispirati solo dall’idea di regolamentare un fenomeno, ma assolvono anche una funzione etica, perché consentono al migrante che ne faccia richiesta di essere assistito per poter fare rientro volontario in sicurezza nel suo Paese di origine con la garanzia di un supporto economico e sostenuto da misure per il reinserimento sociale e lavorativo”, argomenta il titolare del Viminale che ricorda come “la stessa Commissione europea ne ha incoraggiato e sostenuto in modo crescente la loro attuazione nella comunicazione sulla strategia dell’Unione europea sui rimpatri volontari del 27 aprile 2021. La stessa Commissione rilevava come i rimpatri rappresentano una componente essenziale di un sistema globale ed integrato della gestione dell’immigrazione. Tanto per essere chiari, sono l’alternativa, come sostiene anche l’Europa, ai rimpatri forzosi che si effettuano soprattutto attraverso il previo trattenimento nei CPR, centri pure tanto avversati da alcuni partiti dell’opposizione”. “L’Italia è il Paese tra quelli dell’Unione europea che effettua fino ad oggi meno rimpatri volontari assistiti. Ci sono state nazioni che nel 2025 ne hanno realizzati molti di più. Ne cito solo alcune: la Germania 16.000, la Svezia oltre 9.000, il Belgio più di 3.000, la Spagna del governo socialista ne ha fatti oltre 2.000. Che il Parlamento condivida provvedimenti che favoriscano rimpatri e reinsediamenti di quei migranti che desiderano ritornare nei loro Paesi di origine attraverso iniziative basate sull’assoluta volontarietà corrisponde dunque a quegli stessi obiettivi su cui l’Europa ha sollecitato l’attenzione degli Stati membri”. E parlando con i giornalisti al salone del mobile di Milano interviene anche Giorgia Meloni: “Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati. Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”. “Francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni, non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 21 aprile 2026
Oltre 450 giovani cavalieri all’Hermada Equestrian Center per la prima tappa del nuovo circuito nazionale. Un progetto unico che unisce tecnica, didattica e il sogno di Roma e Verona. Si è chiusa con un successo oltre le aspettative la tappa d’esordio delle Pony Series 2026 , il nuovo circuito nazionale dedicato ai giovani cavalieri e ai Pony Club. Presso le strutture dell’ Hermada Equestrian Center di Terracina, dal 17 al 19 aprile, lo sport si è intrecciato con l’educazione e il divertimento, dando vita a un format moderno e a misura di bambino. I NUMERI DEL DEBUTTO L’evento ha registrato numeri imponenti che testimoniano la vitalità del settore: 270 binomi iscritti e 23 rappresentative impegnate nella competizione a squadre. In totale, oltre 450 tra bambine e bambini hanno animato il centro equestre, vivendo un’esperienza che è andata ben oltre la semplice competizione agonistica. FORMAZIONE E BENESSERE ANIMALE Il cuore del progetto Pony Series risiede nel suo approccio a 360 gradi. Grande rilevanza è stata data all’aspetto didattico grazie alla lezione di mascalcia tradizionale tenuta dal docente Roberto La Posta . I piccoli atleti hanno potuto scoprire i segreti della cura del cavallo e l’importanza delle professioni equestri, ricevendo un attestato di partecipazione che valorizza il loro percorso di crescita e sensibilizzazione al benessere animale. IL SOGNO DEI GRANDI CAMPI Il circuito è strutturato per essere un percorso motivante che culminerà in alcuni dei palcoscenici più prestigiosi al mondo. I migliori protagonisti delle Pony Series avranno infatti l’opportunità di accedere al Longines Global Champions Tour di Roma e a Fieracavalli Verona , trasformando il gioco e l’impegno quotidiano in un sogno sportivo concreto. IL CALENDARIO Dopo il successo di questo primo weekend, l’attività delle Pony Series tornerà protagonista all’Hermada Equestrian Center per i prossimi due appuntamenti chiave: II Tappa: 22-24 maggio 2026 III Tappa: 10-12 luglio 2026 Al termine della terza tappa, verranno definite le classifiche per l'accesso ai grandi eventi nazionali e internazionali previsti in autunno.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
ALIS annuncia con soddisfazione l’ingresso nel proprio Consiglio dei Soci di Streamax Europe, player tecnologico di rilievo internazionale specializzato in soluzioni avanzate per il trasporto moderno. L’adesione segna un ulteriore rafforzamento della rete associativa, puntando strategicamente sull’integrazione tra logistica e innovazione tecnologica. Il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi, ha accolto con entusiasmo la nuova partnership: “ Siamo orgogliosi di accogliere Streamax Europe nella nostra realtà. Questa collaborazione contribuirà in modo determinante alla diffusione di soluzioni digitali avanzate a beneficio dell’intero ecosistema della mobilità. L’ingresso di una realtà così prestigiosa nel nostro Consiglio dei Soci consolida il ruolo di ALIS come punto di riferimento per l’innovazione nella mobilità sostenibile e nella logistica integrata.” Proseguendo nel suo intervento, Grimaldi ha sottolineato l’importanza del contributo tecnico del nuovo socio: “Streamax Europe porta in ALIS competenze d’eccellenza nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e dell’Internet of Things applicate ai veicoli commerciali. Si tratta di un apporto concreto per lo sviluppo di sistemi che rendano il trasporto non solo più efficiente, ma soprattutto più sicuro e conforme alle normative vigenti. Siamo convinti che questa sinergia favorirà nuove opportunità a livello nazionale ed internazionale, potenziando la competitività di tutto il comparto.” Anche Streamax Europe, presente in Italia dal 2016, ha espresso grande soddisfazione per l'adesione, definendola un passo fondamentale per collaborare con i principali attori della logistica intermodale e confermando il proprio impegno costante in Ricerca e Sviluppo per rispondere alle sfide globali del trasporto merci.  L’ingresso di Streamax Europe in ALIS ribadisce la missione dell'Associazione: unire le eccellenze del settore per costruire un futuro della logistica sempre più interconnesso, protetto e all’avanguardia.
Show More