Israele e Stati Uniti attaccano l’Iran. Teheran risponde al fuoco: colpite basi Usa in tutto il Medio Oriente

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 15.00 • 28 febbraio 2026

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Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, ha rivendicato l'operazione messa in campo e denominata "Leone che ruggisce". Tajani: "Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni"

Esplosioni sono state udite nel centro di Teheran, ma anche in altre città, con fumo che è stato visto alzarsi in cielo: è iniziato questa mattina intorno alle 7 italiane l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Diversi missili hanno colpito via dell’Università e l’area di Jomhouri a Teheran, secondo l’agenzia di stampa Fars. “Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”, ha dichiarato poi il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, rivendicando l’operazione ribattezzata da Benjamin Netanyahu “Roaring Lion”, ovvero “Leone che ruggisce”, come riferito l’ufficio del Primo Ministro. Questo nome segue quello dato alla guerra dei 12 giorni di giugno che Israele aveva soprannominato “Leone Nascente”.

LA RISPOSTA DELL’IRAN

In mattinata, l’Iran ha risposto al fuoco, prendendo di mira basi statunitensi in diversi paesi del Medio Oriente. Sono stati segnalati attacchi in Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Un funzionario del Qatar ha affermato che sono stati intercettati due missili iraniani sopra il Paese. Secondo i media statali, anche la Giordania sarebbe stata presa di mira, così come una base statunitense nel nord dell’Iraq. Le Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno fatto sapere di aver lanciato l’Operazione “Truth Promise 4”, “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”. I Paesi del Golfo hanno chiuso gli spazi aerei per una settimana.

  FONTI USA: RAID DI ISRAELE IN QUADRO OPERAZIONE CONGIUNTA

Un funzionario americano ha riferito all’emittente ad Al Jazeera che i raid contro l’Iran sono stati condotti nel quadro di un’operazione militare congiunta di Israele e degli Stati Uniti. Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nella regione del Golfo persico. L’obiettivo, stando ad alcune analisi, sarebbe fare pressione su Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare.”Fonti della sicurezza israeliana affermano che Israele e gli Stati Uniti hanno valutato nelle ultime 24 ore che non vi è alcuna possibilità di negoziare“, scrive Al Jazeera in uno dei suoi aggiornamenti in tempo reale.


  TRUMP: “OPERAZIONE MASSICCIA CONTRO DITTATURA MALVAGIA”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha descritto i bombardamenti contro l’Iran come parte di un’operazione “massiccia e in corso”. Le sue dichiarazioni sono contenute in un videomessaggio diffuso sul social Truth. “Gli Stati Uniti stanno conducendo un’operazione massiccia e in corso per impedire a questa dittatura molto malvagia e radicale di minacciare l’America e i nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale”, ha sostenuto Trump. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica”. Nel videomessaggio, il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti “hanno adottato ogni possibile misura per ridurre il rischio per il personale americano nella regione”.


Alla vigilia di questo attacco, il presidente Trump sull’Iran aveva commentato: “Dobbiamo prendere una decisione importante, non facile. Preferirei farlo in modo pacifico, ma voglio dirvi che si tratta di persone molto pericolose e difficili“.

CHIUSO LO SPAZIO AEREO CIVILE IN ISRAELE

Secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press, un raid è avvenuto nella capitale Teheran nei pressi degli uffici dell’ayatollah Ali Khamenei. La Guida suprema della rivoluzione islamica era, però, stato spostato in una località sicura.

L’Autorità aeroportuale di Israele ha annunciato che lo spazio aereo del Paese è stato chiuso a tutti i voli civili e ha invitato i viaggiatori a non recarsi in aeroporto fino a nuovo avviso. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), con una nota, hanno messo in allerta la popolazione, invitando “a rimanere in prossimità delle aree protette”. Le linee guida su come comportarsi includono “il divieto di attività didattiche, assembramenti e luoghi di lavoro, ad eccezione dei settori essenziali”.

L’osservatorio di internet di Netblocks, su X, ha segnalato problematiche con la rete in Iran, “ora nel mezzo di un blackout quasi totale di Internet, con la connettività nazionale al 4% o ai livelli ordinari“.

LE REAZIONI ITALIANE. TAJANI: “PRIORITÀ LA SICUREZZA DEI NOSTRI CONNAZIONALI. NON SARÀ UNA GUERRA LAMPO”

“Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”, ha scritto su X il ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani.

“Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni– ha detto il vicepremier intervistato dal Tg2-. L’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane dell’area”.

  “La prima notizia positiva è che non c’è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati sia in Iran sia in altri Paesi dell’area, in modo particolare nell’area del Golfo. Anche i militari dell’Aeronautica che sono nella base- ha informato-. In Kuwait, che è stata attaccata con missili dall’Iran, sono tutti incolumi, non ci sono militari italiani feriti. E non ci sono italiani coinvolti in nessuna azione militare. È stato fatto anche un attacco al comando della quinta flotta, ma non ci sono italiani in tutta l’area coinvolti, né civili né militari”.

“Noi abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso– ha proseguito il ministro-. Avevamo però sempre detto che l’Iran, con l’arma atomica e con missili che potevano a lunga gittata anche l’Europa e le altre parti del mondo, rappresentava un pericolo. Questa è anche la posizione della Unione Europea”. Infine, ha concluso: “Continuerà la missione Aspides, dove c’era una presenza militare italiana per garantire il traffico marittimo”.

“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente– fa sapere il ministro della Difesa Guido Crosetto-. Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”.

  MELONI IN RIUNIONE TELEFONICA CON VICEPREMIER E CROSETTO

A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

KAJA KALLAS: “L’UE STA COLLABORANDO CON I PARTNER ARABI PER ESPLORARE PERCORSI DIPLOMATICI”

“Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi”, scrive su X Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. “Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno a gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale. L’UE ha adottato severe sanzioni contro l’Iran e ha sostenuto soluzioni diplomatiche, anche sulla questione nucleare. Ho parlato con il Ministro degli Esteri israeliano Saar e con altri ministri della regione. L’UE sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici”, ha fatto sapere.

  “La protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità. La nostra rete consolare è pienamente impegnata a facilitare le partenze dei cittadini dell’UE. Il personale UE non essenziale viene ritirato dalla regione. La nostra missione navale Aspides rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo”, conclude.

IL PRIMO MINISTRO DEL LIBANO: “NON PERMETTEREMO A NESSUNO DI TRASCINARE IL PAESE IN AVVENTURE CHE MINACCINO SICUREZZA E UNITÀ”

Su X il primo ministro del Libano Nawaf Salam ha scritto: “Alla luce dei pericolosi sviluppi che si stanno verificando nella regione, rinnovo il mio appello a tutti i libanesi affinché diano prova di saggezza e patriottismo, anteponendo gli interessi del Libano e del suo popolo a ogni altra cosa. Ribadisco che non permetteremo a nessuno di trascinare il Paese in avventure che ne minaccino la sicurezza e l’unità“.

MACRON: “ESCALATION PERICOLOSA PER TUTTI, SUBITO RIUNIONE CONSIGLIO SICUREZZA ONU”

Lo scoppio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale“. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.

“In questo momento cruciale- aggiunge-, vengono prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del territorio nazionale e dei nostri compatrioti, nonché dei nostri beni in Medio Oriente. La Francia è inoltre pronta a impiegare le risorse necessarie per proteggere i suoi partner più stretti, su loro richiesta. L’attuale escalation è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in negoziati in buona fede per porre fine ai suoi programmi nucleari e missilistici, nonché alle sue azioni volte a destabilizzare la regione. Questo è assolutamente essenziale per la sicurezza di tutti in Medio Oriente”.

“Anche il popolo iraniano deve poter costruire liberamente il proprio futuro– dice ancora-. I massacri perpetrati dal regime islamico lo screditano e richiedono che al popolo venga data voce. Prima sarà, meglio sarà. Fedele ai suoi principi e consapevole delle sue responsabilità internazionali, la Francia chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sono in stretto contatto con i nostri partner europei e i nostri amici in Medio Oriente”.

 


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