Autore: Anna Maria Rengo
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3 aprile 2026
Lo scrittore Marco Ambrosi conduce il lettore in un viaggio nella memoria, alla scoperta delle origini nascoste di Luca, un “mezzosangue” le cui vicende si intrecciano con quelle di un’umanità errante e alla ricerca di sempre nuovi confini tra bene e male. Un’opera complessa e matura, nel linguaggio utilizzato e nello sviluppo di una trama dove, come ben scrive l’autore, “un fatto insolito sconvolge la vita presente e futura di molte persone, cosa saremmo stati ‘se’, quante volte questo ‘se’ come il ‘ma’ giustifica le azioni e il destino di ognuno. Ma la vita non ha spazio per le congiunzioni, perché rispetta solo quelle astrali”. Un avvincente romanzo di formazione che vede accanto al protagonista, Luca, tante altre figure che nel corso delle pagine affronteranno una quotidianità scandita da prevaricazione e debolezza, follia e assenza, dolcezza e riscatto, amore e odio, indifferenza e sgomento, ironia e spensieratezza, una quotidianità dove il bene e il male, il giusto e lo sbagliato spesso cambiano veste o si confondono. Tutto questo è “Mezzosangue”, il nuovo libro (Tevere Edizioni) con cui lo scrittore Marco Ambrosi mette nuovamente alla prova la sua capacità di analisi e di narrazione, partendo da un punto ben preciso, come racconta egli stesso. Marco, dove hai trovato l’ispirazione per Mezzosangue e in che modo e con quale finalità hai deciso di raccontare questa storia? “L’ispirazione nasce da un vecchio pettegolezzo che raccontava mia nonna buonanima, circa l’appartenenza nobiliare di un signorotto vissuto nel primo ventennio del secolo scorso. Lei narrava, in modo abbastanza colorito, che il tizio che si faceva chiamare Conte, non era altro che il figliolo illegittimo della serva, adottato dalla nobildonna sua madre che non riusciva ad avere figli. Cresciuto tra gli allori di casa, e sotto la benevola ammirazione della vera madre che di figli ne aveva altri cinque, divenne prima il pargolo di corte e poi disperse l’ingente patrimonio di famiglia. All’epoca era sconveniente per i mezzadri mettere in dubbio la parola di un proprietario terriero che il tempo avrebbe pure nascosto, ma alcune persone che sapevano, con qualche coloritura accessoria, amplificarono la novella. Tutto questo accadeva in Francia, dove i miei nonni erano emigrati per lavoro. Ho deciso di raccontare questa storia, perché è sempre stato una sorta di incubo nella mia mente, sapere che un bambino era stato separato dalla famiglia e dai fratelli, per poi essere cresciuto in un contesto differente anche se ricco, mi è sempre sembrato di una violenza inaudita. Ma all’epoca, spesso i figli dei poveri, senza speranza e senza futuro, venivano adottati da parenti o famiglie più ricche e senza prole, così avrebbero vissuto con meno stenti e con il bene tacito dei veri genitori.” I temi dell’identità e dell’appartenenza, trattati in questo libro, interrogano ciascuno di noi. Quanto è difficile per il protagonista del libro e per il lettore raggiungere consapevolezza della propria identità e questa consapevolezza è un punto fermo, o solo un altro punto di partenza? “In un contesto sociale come questo attuale, l’individuo ha smarrito completamente la propria identità e sta anche sorvolando sui principi che hanno forgiato generazioni di famiglie normali, il tutto in favore di una posizione sulla scala della quotidianità più materiale e godereccia, rispetto a quella che un tempo sentiva l’onorabilità come fulcro di appartenenza ad un ceppo invece che ad un altro. Quanti soggetti ad oggi vorrebbero vivere in contesti migliori rispetto a quelli che vivono. A quei pochi, principalmente umili e timorati di Dio è sufficiente e appagante la vita che vivono, su tutti gli altri si interpone il desiderio di essere altro, in quanto la vita è una sola e le tentazioni sono infinite.” Cosa significa l’appartenenza e che valore hanno le proprie radici, in un mondo sempre più fluido, interconnesso ma anche caratterizzato da sempre nuove divisioni? “Le radici valgono per i romantici, per coloro che credono alla morale e al destino, sulla fluidità del mondo dovremo purtroppo ricrederci e fare un passo indietro, quando questo delirio di onnipotenza e di successo a tutti i costi, che scatena le divisioni, lascerà il posto alle cose semplici, come l’amore per l’universo, per le specie viventi e i propri simili, senza sbandierare quel costume sociale che a molti piace ma che è estremamente difficile adottare.” Il tuo libro colpisce già per il suo titolo forte. Senza svelare troppo della trama, perché hai voluto titolarlo Mezzosangue? “Un mezzosangue è da me arbitrariamente adottato, in quanto si riferisce all’incrocio di due razze equine. Altrimenti sarebbe stato purosangue o sangue blu, in questo caso riferito al marchese, protagonista del romanzo. Ma come giusto che sia faccio ammenda per la brutalità del concetto, anche se colpisce a prescindere.” Tra poesia e romanzo. Come convivono in te le tue due anime di poeta e di romanziere? “Tra poesia e romanzo ho una mia definizione ben precisa, La poesia è la verità assoluta, mentre un romanzo è la verità che voglio far vedere.” Quale può e deve essere la funzione dello scrittore nella società contemporanea? Può avere anche una funzione sociale ed etica? “Uno scrittore è l’interprete del tempo che lo circonda, ma anche dei pensieri e delle contraddizioni della massa. Uno scrittore osserva i fatti, crea la storia e la racconta emozionando chi quella storia la conosce solo in parte. Uno scrittore è sempre alla ricerca del perché delle cose che trasforma in racconto fruibile, cercando l’attenzione con le emozioni che quel racconto ha tra le sue sfaccettature. Capita talvolta che ci siano fatti riguardanti il passato o destinazioni verso il futuro, uno scrittore questo non lo sa, non sa in quale tempo verrà apprezzato, ma per il solo fatto che è coinvolto emotivamente, ha il dovere di raccontarlo. Uno scrittore è l’interprete di buona parte di se stesso.” L'AUTORE - Marco Ambrosi nasce a Perugia nell’estate del 1965. Fin da bambino ha iniziato ad avvertire il richiamo della “dea scrittura” e l’unica materia che lo attrae è proprio la letteratura, anche se quando viene imposta sui banchi di scuola sortisce l’effetto contrario. L’autore ottiene prestigiosi riconoscimenti in diversi concorsi letterari sia nazionali che internazionali. Partecipa anche come giurato ad alcuni di questi e in più occasioni occupa la poltrona di presidente di giuria. Ad oggi risulta autore di numerose prefazioni di sillogi poetiche e recensioni di autori italiani oltre che sinossi poetiche per una rivista Internazionale di arte letteraria distribuita in Italia e all’estero. Pubblica la sua prima raccolta poetica “Oltre i confini del mare” nel 2014 mentre la seconda silloge dal titolo “Volevo essere un angelo esce nel 2016. Nel 2017 pubblica il suo romanzo d’esordio “Pelle di seta” (Bertoni Editore) e con la stessa casa editrice nel 2021 la sua terza raccolta poetica “Sortilegio d’amore. "Mezzosangue" è il suo secondo romanzo.