“Kimi mi ricorda me, a 20 anni”: Valentino Rossi e il campione di F1.”È il più veloce di tutti, un sogno vederlo sulla Ferrari…”
The Doctor parla della sua amicizia con Kimi Antonelli: "Sui kart vinche lui". E gli regala un prezioso consiglio su come gestire il successo a 20 anni
ROMA – Dire chi possa essere il più veloce tra the Doctor e Kimi Antonelli è una gara dura. Ma è lo stesso Valentino Rossi a svelare l’arcano e ad ammettere di essere secondo al neo campione di Formula 1: “Ai kart vince lui. Va più forte di me, di tutti”.
Li dividono 17 anni di età, la preferenza per le 2 e le 4 ruote, li unisce la passione per la velocità e per i motori. Ma anche una carriera di successo iniziata da giovanissimi. Valentino Rossi aveva 18 anni quando ha vinto il suo primo titolo mondiale (classe 125cc) e 23 alla prima vittoria in MotoGp. The Doctor, a 47 anni, è la leggenda del motociclismo tricolore, Kimi è il primo italiano a vincere il titolo iridato in F1 dopo una pausa lunga 73 anni. E sono amici. L’indomani della vittoria sul circuito messicano del pilota della Mercedes, Valentino Rossi racconta il loro legame al Corriere della Sera, e anche come vede il futuro del giovane amico.
“KIMI IL PIÙ VELOCE DI TUTTI, HA FATTO IL MAZZO ANCHE A RUSSEL”
“Che fosse veramente forte lo sapevo da tempo perché il suo storico lo dimostra. Però, sinceramente, quest’anno Kimi mi ha sorpreso”, spiega il mitico numero 46. “È vero che ha guidato la macchina migliore in pista ma Ferrari e McLaren nel 2026 sono state competitive e lui è risultato davvero il più veloce di tutti, il pilota che ha fatto la differenza su chi correva con altri team ma anche su Russell che non è proprio l’ultimo arrivato”. E proprio rispetto il compagno del team Mercedes, Rossi si lascia andare ad un commento ‘solidale’: “La situazione in cui si è trovato Russel quest’anno è una delle peggiori che possano capitare lungo la carriera di un pilota- spiega- Nel momento in cui hai la macchina che può permetterti di diventare campione del mondo, ti trovi al fianco questo bastardo di 20 anni che vola, che ti fa un mazzo così. È tosta veramente. Roba da mandarti dallo psicologo”.
“MI RICODA ME NEL 2001”
Rossi non ha dubbi nel riconoscere in Antonelli qualcosa del giovane Rossifumi, quando correva per la prima volta nella top class, l’allora classe 500: “Ricorda me stesso nel 2001, quando avevo circa la sua età, due anni in più. Mi ricorda la velocità messa in pista, la naturale facilità ad andare più forte degli altri. È questo che più di ogni altra cosa fa la differenza. Il resto, l’abilità nella bagarre con gli avversari, l’atteggiamento da tenere con la stampa, eccetera, diventano aspetti più semplici da trattare se sei il pilota più veloce. Poi c’è da dire della freschezza che mostra, il gusto che prova correndo, il divertimento legato all’agonismo”.
I CONSIGLI DEL VETERANO: “DIVENTARE RICCHI E FAMOSI A 20 ANNI COSA COMPLICATA DA GESTIRE”
Valentino Rossi, ormai papà, si lascia poi andare ad alcuni consigli per il giovane Kimi diventato ufficialmente campione ed ormai a pieno titolo entrato nello star sistem: “Un aspetto- spiega l’ex pilota- che dovrà imparare a gestire con attenzione. Pure io ho fatto fatica ed ero una star del motociclismo mentre Kimi, vincendo il Mondiale di F1, è diventato un personaggio molto più conosciuto in ogni parte del mondo. Bisogna rimanere con i piedi per terra, fare finta di non essere così famoso”.
Già lo scorso anno, “a Imola andai a trovarlo, era disperato- rivela Rossi- non riusciva a sopportare una popolarità tanto pressante e improvvisa. Disse: ‘Salgo in macchina e non sono concentrato come vorrei’. Parlava di una sensazione che avevo sperimentato molte volte: in questi casi è fondamentale essere capaci di dire dei no prima di raggiungere uno sfinimento. C’è un limite di sopportazione che non va superato altrimenti si rischia di andare più piano, salire in macchina stanco, arrabbiato. È un equilibrio difficile da trovare. Diventare ricchi e famosi a 20 anni è una cosa complicata da gestire”.
IL SOGNO DI VALE PER KIMI: VEDERLO AL VOLANTE DELLA FERRARI
“Vederlo su una Ferrari sarebbe davvero un sogno realizzato per tutti gli sportivi italiani. Però Antonelli è arrivato dove è arrivato grazie a Toto Wolff, grazie alla Mercedes. Intanto deve pensare di scrivere la sua storia con Mercedes. Sto parlando di quattro o cinque titoli mondiali. Poi, siccome è tanto giovane, a un certo momento potrà venirgli voglia di fare scelte diverse cercando nuove motivazioni. A quel punto aprire un rapporto con la Ferrari potrebbe essere bellissimo”.

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