Autore: AGENZIA DIRE
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2 novembre 2026
Secondo il quotidiano newyorkese, emissari della Casa Bianca spingono per riattivare i transiti via Kiev con un intermediario americano e proventi congelati in un conto terzo. ROMA – L’amministrazione Trump spinge per una rapida ripresa dei flussi di gas naturale russo verso l’Europa attraverso i gasdotti ucraini, con l’obiettivo di favorire una tregua sulle infrastrutture energetiche prima dell’inverno. A rivelarlo è il Wall Street Journal, spiegando che il piano elaborato dagli emissari Kushner e Witkoff prevede la vendita tramite un intermediario Usa e il deposito degli incassi in un conto vincolato per non finanziare la guerra. Il progetto, pensato in vista del summit trilaterale di metà novembre ad Abu Dhabi, si scontra però con la rigida contrarietà dei vertici Ue e dei governi europei, decisi a non ripristinare la dipendenza da Mosca. L’iniziativa punta a creare un incentivo economico per convincere Vladimir Putin a fermare i raid contro la rete elettrica ucraina. IL PIANO KUSHNER: INTERMEDIARIO USA E CONTO VINCOLATO La proposta statunitense prevede un meccanismo finanziario e commerciale pensato per aggirare l’architettura sanzionatoria di Bruxelles: il gas siberiano verrebbe acquistato e commercializzato tramite un intermediario americano. Per impedire a Mosca di convertire direttamente i proventi delle vendite in armi e munizioni per il fronte, i negoziatori della Casa Bianca hanno prospettato che i ricavi vengano versati su un conto vincolato (escrow account) istituito presso una giurisdizione terza. Dal punto di vista di Kiev, il ripristino dei flussi attraverso la rete di epoca sovietica garantirebbe il recupero delle preziose entrate derivanti dalle tariffe di transito, azzeratesi dopo lo stop alle forniture. IL MURO DELLE CAPITALI EUROPEE E IL RISCHIO APPEASEMENT L’offensiva diplomatica di Washington deve però fare i conti con la netta opposizione dell’Unione europea, la cui legislazione prevede l’azzeramento totale delle importazioni di metano russo entro la fine del 2027. La quota di gas russo assorbita dai Ventisette è crollata dal 45% pre-invasione all’attuale 11%, rimpiazzata per un terzo dal Gnl statunitense e integrata solo da forniture via nave o tramite il TurkStream per Paesi come Ungheria e Slovacchia. A ribadire la linea di Bruxelles sono state le parole del commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, che ha sollecitato un bando permanente: “Non mi fiderei della Russia nemmeno se domani ci fosse la pace, che pure tutti auspichiamo”. Dietro le quinte, riferisce il Wall Street Journal, le reazioni di alcuni alti diplomatici europei sono state durissime: mentre rappresentanti dei Paesi nordici parlano di un piano “contrario a tutti i valori europei”, un alto funzionario di un grande Stato membro è arrivato a paragonare l’intesa all’appeasement di Neville Chamberlain con la Germania nazista prima della Seconda guerra mondiale. DALLA GUERRA DEI RAFFINATORI AL VERTICE DI ABU DHABI Il piano era stato temporaneamente accantonato il mese scorso, quando il presidente Donald Trump aveva convinto Kiev a sospendere gli attacchi con droni contro le raffinerie russe. Tuttavia, di fronte al prosieguo dei bombardamenti di Mosca contro le città ucraine, venerdì scorso Kiev ha ripreso le incursioni aeree colpendo tre grandi stabilimenti petroliferi della Federazione in tre giorni. Una ripresa delle ostilità che ha conferito un’urgenza inedita ai negoziati, in vista dell’atteso vertice trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina in programma a metà novembre ad Abu Dhabi. A giocare a favore del pressing americano è la complessa congiuntura energetica dell’Europa: con le scorte sotterranee ferme a circa il 75% (sotto la media stagionale) e i mercati globali sotto pressione per il blocco del Gnl qatariota nel Golfo Persico dovuto al conflitto con l’Iran – costato a Bruxelles già oltre 100 miliardi di euro extra –, Washington scommette che la tenuta politica europea possa vacillare pur di scongiurare una catastrofe umanitaria ed energetica a Kiev, alle prese con la carenza di munizioni Patriot per la contraerea. Un cambio di rotta radicale rispetto al primo mandato di Trump, quando la Casa Bianca sanzionava il Nord Stream 2 per impedire a Berlino di legarsi a Mosca: ora, per i negoziatori statunitensi, la normalizzazione energetica viene vista come la chiave di volta per un accordo globale di sicurezza.