MANOVRA: RIVISTI I CRITERI PER GLI AUMENTI DEGLI STIPENDI DEI MAGISTRATI. RETRIBUZIONI LEGATE AI DIPENDENTI PUBBLICI CON IL RITORNO ALLA MEDIA PONDERATA
Con il disegno di legge di Bilancio, il Governo ridefinisce le modalità di calcolo per gli adeguamenti retributivi di magistrati, avvocati e procuratori dello Stato. L'intervento, disciplinato dall'articolo 67 della manovra, lega l'andamento degli stipendi dei togati a quello delle altre categorie del pubblico impiego, con l'obiettivo esplicito di garantire il rispetto dei limiti della spesa globale.
Come chiarito dalla relazione tecnica del ddl di Bilancio, la disposizione affida all'Istat il compito di determinare la percentuale degli incrementi retributivi applicando il criterio della media ponderata. Questo meccanismo terrà conto della consistenza numerica di ciascuna categoria di dipendenti pubblici contrattualizzati, evitando che le variazioni stipendiali di gruppi ristretti possano alterare o falsare la reale rappresentazione dell'incremento medio pro capite.
Il provvedimento introduce inoltre un'importante misura di semplificazione contabile per prevenire duplicazioni di spesa: dal calcolo della base economica vengono esclusi gli arretrati, in quanto questi ultimi risultano già computati nella valutazione del triennio di riferimento.
La misura punta a ripristinare un quadro di rigore e sostenibilità nella gestione delle risorse destinate al personale di alta specializzazione dello Stato, ancorando la dinamica salariale alla reale evoluzione retributiva della pubblica amministrazione.

Recent Posts














