L'Ice collaborerà con gli agenti italiani, ma non sarà in strada
Il sindaco di Milano, Sala: 'Non mi sento tutelato dal ministro degli Interni'. Il ministro Tajani: 'Non sono le SS'. Per le Olimpiadi seimila uomini delle forze dell'ordine
In vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, è confermata la presenza di agenti dell'agenzia statunitense ICE (Immigration and Customs Enforcement) in Italia per la collaborazione antiterrorismo e di sicurezza, ma opereranno in affiancamento alle forze dell'ordine italiane e non saranno in strada per svolgere operazioni di polizia. La notizia ha suscitato polemiche politiche, con posizioni contrastanti tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e i ministri del governo italiano.
Gli agenti dell'ICE saranno presenti in sale operative congiunte (come al consolato di Milano) per scambiare informazioni e intelligence, in particolare sull'antiterrorismo. Non avranno poteri esecutivi o di ordine pubblico sul territorio italiano, che rimarranno di esclusiva competenza delle autorità italiane.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso forte contrarietà alla presenza dell'agenzia, definendola "una milizia che uccide" e "totalmente incompatibile con il nostro modo di gestire la sicurezza". Ha inoltre dichiarato: "Da italiano prima ancora che da cittadino milanese non mi sento tutelato dal ministro Piantedosi".
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha minimizzato le polemiche, smentendo le illazioni e dichiarando: "Non stanno arrivando le SS". Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che gli agenti americani non agiranno autonomamente in strada e che la sicurezza pubblica è gestita esclusivamente dall'Italia.
Per garantire la sicurezza durante le Olimpiadi, è previsto un dispiegamento di circa seimila uomini delle forze dell'ordine italiane.

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