La Francia autorizza Kiev a produrre missili e bombe Aasm
Fornirà anche sistemi d'arma e aerei da guerra Rafale. Mosca intanto denuncia: "Dall'Ucraina 850 raid al giorno"
ROMA – “Col presidente Zelensky abbiamo concordato una tabella di marcia tra i nostri due Paesi” in merito alla “cooperazione bilaterale in materia di difesa”: così il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato, al termine del vertice della Coalizione dei Volenterosi che si è svolto ieri a Parigi, la decisione del governo di Parigi di concedere al governo ucraino le autorizzazioni per produrre armi, tra cui bombe aria-terra a guida di precisione Aasm, missili intercettori antiaerei Aster e i missili da crociera a lungo raggio lanciati dall’aria Scalp. Inoltre, la Francia trasferirà sistemi radar e prevede di fornire 16 aerei da combattimento Rafale, che dovrebbero entrare in funzione nel 2028. La mossa di Parigi segue l’annuncio del presidente Donald Trump, al termine del vertice Nato ad Ankara della scorsa settimana, di accordare le autorizzazioni per la produzione dei missili Patriot.
MOSCA: DA KIEV 850 RAID AL GIORNO LA SCORSA SETTIMANA
L’Ucraina nell’ultima settimana avrebbe condotto “in media 850 attacchi al giorno contro la Russia causando 310 feriti”: lo ha detto all’agenzia di stampa russa Tass Rodion Miroshnik, ambasciatore plenipotenziario del ministero degli Esteri russo. Il diplomatico non ha fornito ulteriori dettagli su tali attacchi, né sull’origine del dato fornito alla testata locale. Ieri i media internazionali hanno riferito di attacchi che hanno scatenato incendi nella Russia meridionale. Droni hanno raggiunto anche la regione di Mosca: il governatore ha denunciato un raid contro un edificio residenziale a Solnechnogorsk, in cui sono morte quattro persone e altre tre sono rimaste ferite. Frequenti anche gli attacchi contro infrastrutture energetiche, come la principale raffineria di petrolio russa di Omsk, distrutta la scorsa settimana. Come scriveva ieri Foreign Policy, “Kiev sta utilizzando il suo crescente arsenale di armi a distanza (principalmente droni, ma anche alcuni missili da crociera) per portare la guerra in Russia in un modo che, per la prima volta dal 2022, potrebbe effettivamente far pendere la bilancia” a favore dell’Ucraina.

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