Legge elettorale alla Camera: il Pd chiederà il voto segreto sugli emendamenti. Schlein: “Le opposizioni faranno muro”
Opposizioni unite contro la riforma presentata dal centrodestra definita "irricevibile" e "inemendabile". Al centro del dibattito il nodo delle preferenze
ROMA – Il Partito democratico chiederà il voto segreto per tutti gli emendamenti alla legge elettorale, compresi quelli sull’introduzione delle preferenze, per cui è consentito dal regolamento. Lo si apprende da fonti del partito alla Camera, dove oggi parte la riforma presentata dal centrodestra.
SCHLEIN: “IRRICEVIBILE, OPPOSIZIONI FARANNO MURO”
La segretaria del PD, Elly Schlein, attacca duramente il merito e il metodo della riforma: “Questa pessima legge elettorale è irricevibile. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale, questo è un chiaro tentativo di realizzare il premierato per via ordinaria tramite la legge elettorale”.
Per Schlein “è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un Paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa”. Sul piano del voto, la leader dem ha chiarito la linea: “Noi continueremo a fare muro insieme alle altre opposizioni. Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”.
Netto il no all’emendamento targato Fratelli d’Italia: “Voteremo contro l’emendamento presentato da FDI che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere. Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”.
BOCCIA: “EMENDAMENTO FDI SERVE SOLO A SOPRAVVIVENZA MAGGIORANZA“
Sulla compattezza delle minoranze e sulle frizioni nel centrodestra è intervenuto duramente il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia, parlando all’assemblea congiunta dei gruppi dem: “La maggioranza è divisa. Molto più di quello che è stato raccontato. Le opposizioni, al contrario, sono unite. L’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze è solo una sorta di contratto di sopravvivenza della maggioranza. L’unità delle opposizioni in aula può fare la differenza contro il patto di potere che tiene insieme questo governo”.
FRATOIANNI: “INEMENDABILE, SI CAMBIANO LE REGOLE A POCHI MESI DAL VOTO”
Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, in un’intervista al quotidiano Il Manifesto, ribadisce l’asse con il resto delle minoranze per fermare il provvedimento: “Faremo il possibile per fermare la proposta del governo. Voteremo gli emendamenti comuni che puntano a scardinare la proposta delle destre e anche quelli dei singoli partiti dell’opposizione, con voti incrociati. Riteniamo che la proposta delle destre sia inemendabile e incostituzionale“.
Anche per Fratoianni il testo configura “un premierato introdotto per legge ordinaria”, una forzatura istituzionale inedita se paragonata al panorama internazionale: “Negli altri grandi Paesi europei nessuno pensa di cambiare le regole a pochi mesi dal voto”.
BOLDRINI: “UNA LEGGE TRUFFA DETTATA DALLA PAURA DELL’ALTERNATIVA”
A rincarare la dose è la deputata del PD e Presidente del Comitato permanente sui diritti umani, Laura Boldrini, che definisce il testo “una legge truffa elettorale dettata dalla paura di perdere” di fronte a un’opposizione che si sta compattando. “Dopo essersi vantata di guidare il governo più longevo della Repubblica, eletto con l’attuale legge, improvvisamente Giorgia Meloni parla di garantire la stabilità. Il motivo è chiaro: l’unità delle opposizioni fa paura”, punge Boldrini. “Dopo la batosta presa al referendum costituzionale, tenta di introdurre il premierato con una legge ordinaria, senza rischiare un’altra clamorosa sconfitta ad un altro referendum“, aggiunge la deputata.
Spiegando il fine politico del testo sottolinea: “L’obbligo di indicare il premier nel programma serve a togliere poteri al Capo dello Stato e a introdurre il premierato di fatto. Ci opporremo con tutti gli strumenti possibili, insieme alle altre opposizioni, per contrastare questo disegno truffaldino”.
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