La perfezione dell’istante

Anna Maria Rengo • 19 marzo 2026

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Nella raccolta di racconti “Ultima notte a Riccione” Marco Canonico conduce il lettore in un viaggio nelle emozioni umane, narrando storie di vite sfiorate e comunque protese verso il futuro.


Sapienti pennellate di parole, a fissare sulla carta paesaggi marini crepuscolari, viaggi in treno tra speranze ed evasioni, incontri effimeri che si desidera, forse, prolungare.

La raccolta di racconti “Ultima notte a Riccione” (Tevere edizioni) di Marco Canonico sorprende il lettore per il suo stile tanto semplice quanto curato, come del resto è necessario quando ci si cimenta con un genere letterario che per molti, compresa chi scrive, è complesso e sfaccettato. Come condensare in poche decine di pagine una storia, come far sì che il lettore si affezioni ai protagonisti e alla trama, come dare unitarietà al testo complessivo? Sono interrogativi che si pongono con ancora maggiore vigore quando le pagine del singolo racconti non sono decine, ma tre o quattro, massimo cinque, come nel libro di Marco. E allora si arriva a chiedersi se le domande siano ben poste, se la logica del racconto breve, la sua bellezza e capacità di catturare il lettore non debbano essere cercate in altro.


Queste le premesse del primo quesito per Marco: cosa ti ha spinto a prediligere il racconto breve e quali potenzialità e sfide gli riconosci?

“Ho scelto il genere del racconto, e in particolare del racconto breve, perché credo fermamente che ‘non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi’. Per me, la scrittura non deve necessariamente dipanarsi in trame elaborate per colpire nel segno; al contrario, preferisco operare come un fotografo che cerca di cogliere l’istante prima che la luce cambi. La sfida più grande è stata proprio quella di rinunciare agli ampi spazi descrittivi per concentrarmi sull’essenziale, lasciando emergere il ‘non detto’ e il ‘fuori campo’. Prediligo questa forma perché permette di caricare di un immenso peso simbolico i dettagli minimi e i gesti quotidiani, come una sigaretta condivisa o un dialogo interrotto. La potenzialità che riconosco al racconto breve è la sua capacità di generare un’eco: è un’opera che si legge d’un fiato ma che deve continuare a risuonare a lungo nel lettore, proprio come certe notti che sembrano finite e invece ti restano addosso.”


Qual è il filo che cuce assieme questi tuoi racconti e li dispone nell’ordine del libro?

“Il filo che cuce insieme queste storie è una sospensione costante, un limbo esistenziale in cui i confini geografici, affettivi ed esistenziali si fanno porosi e sfumati. Ho disposto i racconti per creare una coralità di vite sfiorate, quasi tutte colte in quel tempo di passaggio tra i venti e i trent’anni. L’ordine non è casuale: volevo che il lettore attraversasse una sequenza di ‘fughe progettate e mai del tutto realizzate’ e di ‘ritorni’. C’è un tema sotterraneo, quasi filosofico, che unisce tutto: il divertissement. Le notti in discoteca o i drink sui marciapiedi non sono solo svago, ma tentativi di distrarsi dal senso profondo del vuoto e dalla vertigine della propria esistenza.”


I tuoi racconti sono una geografia dell’animo umano, cristallizzato in momenti fuggenti ma che segnano una svolta tra un passato e un futuro, ma anche una geografia di tanti luoghi italiani. Cosa c’è di autobiografico in questi racconti e quanti dei tuoi luoghi del cuore vi sono rappresentati?

“Sebbene nel libro specifichi che ogni riferimento sia frutto di una rielaborazione fantastica per dare veridicità ai racconti, è innegabile che vi sia una forte componente autobiografica legata alle atmosfere. I luoghi rappresentati sono la mia geografia del cuore: 1) La Milano estiva, pigra e ribollente di caldo. 2) La provincia industriale e notturna, fatta di discoteche, autogrill al neon e bar alla stazione. 3) I viali di Rimini e Riccione fuori stagione, quando l’odore della crema solare lascia spazio al silenzio e alla salsedine. 4) I paesaggi della Pianura Padana, con le sue atmosfere sospese e la sua nebbia. Questi spazi non sono semplici sfondi, ma riflettono l’inquietudine dei personaggi: un’Italia marginale, mai ‘da cartolina’, che somiglia alle borgate pasoliniane traslate in un tempo postmoderno.”


Tra le pagine del tuo libro serpeggia una nostalgia che pare, per così dire, strutturale, connessa all’essere umano, e che si associa però anche a una tensione verso il futuro e verso il cambiamento. Quanto questa nostalgia e questa tensione verso il futuro raccontano di te?

“La nostalgia che attraversa le pagine è effettivamente strutturale. Per me, è la ‘sostanza dei ricordi che sfumano’ e dei desideri che non trovano mai del tutto compimento. Racconta molto di me questa sensazione di essere sempre sul punto di perdere qualcosa, di vivere in un eterno presente che però è già gravato dal peso del passato. Al tempo stesso, c’è una tensione verso il futuro che si manifesta spesso come desiderio di fuga. Molti dei miei protagonisti sognano di ‘uscire da quel cerchio’, di rompere la routine delle scelte mancate. Questa dialettica tra il restare e il voler partire rispecchia la mia visione della vita a trent’anni: un momento in cui tutto sembra possibile, ma spesso ci si ritrova a ‘girare in tondo’.”


La tua vita è profondamente caratterizzata dall’amore per la scrittura e la lettura. Quando e dove è nato questo amore e che cosa suggeriresti a chi, magari un insegnante o un genitore, vuole insegnare a qualcuno come provare lo stesso amore?

“Il mio amore per la parola è nato dalla frequentazione di ‘maestri’ che hanno saputo raccontare il dolore lucido e la bellezza del quotidiano: Cesare Pavese, con la sua capacità di isolare l’attimo, e la grande letteratura americana di Raymond Carver o Richard Ford, da cui ho ereditato l’attenzione per i dettagli minimi. A chi desidera insegnare questo amore, suggerirei di non cercare ‘redenzioni facili’ o trame spettacolari, ma di educare allo sguardo preciso e partecipe. Direi a un genitore o a un insegnante di spingere i ragazzi a osservare ciò che resta sullo sfondo, l’invisibile. Bisognerebbe insegnare che scrivere e leggere non serve a evadere dalla realtà, ma a immergersi nel ‘fuori campo’ della vita, imparando a dare valore anche a un silenzio o a una partenza non annunciata.”

L’AUTORE - Marco Canonico è nato a Perugia il 22 aprile 1995. Laureato in Lettere classiche è grande amante del greco, del latino e di tutta la letteratura italiana. La sua opera prima è una raccolta di racconti dal titolo Le rivolte di Amore, pubblicata nel 2019. Sempre lo stesso anno si approccia alla poesia con la silloge Allucinazione, per poi proseguire con Oltre lo specchio, Fiorirò nel fuoco e Curiosa luce. Ha scritto anche saggi letterari.

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Nuova svolta nelle indagini sulla strage di Castel d'Azzano , la tragedia consumatasi il 14 ottobre 2025 nel Veronese. La Procura di Verona ha iscritto nel registro degli indagati tre ufficiali dell'Arma dei Carabinieri con l'accusa di concorso in omicidio colposo plurimo . Il fascicolo d'inchiesta punta a fare luce sulle presunte responsabilità penali legate alla pianificazione, alla gestione e ai moduli operativi adottati durante il blitz di sgombero del casolare, all'epoca occupato da due fratelli. Durante le fasi dell'operazione, una violenta esplosione causò il crollo della struttura, provocando la morte di tre militari dell'Arma e il ferimento di altre 25 persone, tra cui numerosi colleghi delle forze dell'ordine e dei Vigili del Fuoco. I tre ufficiali destinatari dell'avviso di garanzia sono i responsabili che coordinarono l'intervento sul campo e a livello provinciale: Il comandante provinciale dei Carabinieri di Verona; Il responsabile del reparto operativo all'epoca dei fatti; Il comandante della compagnia di Villafranca. I magistrati intendono verificare se vi siano state negligenze o sottovalutazioni del rischio nella catena di comando e nella preparazione dell'assalto, alla luce delle ripetute e note minacce degli occupanti, i quali avevano più volte annunciato l'intenzione di far saltare in aria l'edificio con bombole di gas pur di impedirne il pignoramento. Nell'esplosione persero la vita un sottotenente, un maresciallo e un appuntato scelto, rimasti intrappolati sotto le macerie della cascina. Le difese dei tre ufficiali indagati avranno ora modo di presentare memorie e richiedere nuovi accertamenti tecnici per dimostrare la correttezza dell'operato in quella che si era configurata sin da subito come un'operazione ad altissimo rischio.
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La misura, inserita nella Legge di Bilancio varata dal Consiglio dei ministri, punta a sostenere gli anziani per le spese sanitarie e le cure non coperte dal SSN. Stanziati 1,6 miliardi di euro per una platea di 5,5 milioni di cittadini.  Tra le principali novità della Manovra 2027 varata dal Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni spunta la nuova card sanitaria per gli over 75 : un voucher dal valore di 300 euro pensato per sostenere le persone anziane che necessitano di assistenza e cure mediche. L’effettiva entrata in vigore del provvedimento è ora subordinata all'approvazione del testo della manovra finanziaria da parte di Camera e Senato. Di seguito i dettagli principali della misura: I Requisiti: chi può ottenerlo Il beneficio economico è strettamente legato all'età e al reddito pensionistico. Potranno accedere al voucher: Cittadini italiani over 75 (che abbiano compiuto o superato i 75 anni di età). Tetto di reddito: pensionati che percepiscono un assegno annuo non superiore a 28.000 euro . Secondo le stime del governo, la misura interesserà circa 5,5 milioni di persone , con uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro . "Si tratta di un aiuto concreto, ma anche un modo per dire a milioni di italiani che non sono soli", ha dichiarato la premier Meloni in conferenza stampa. Quali spese copre il voucher La card sanitaria nasce per alleggerire i costi della salute che gravano direttamente sulle tasche delle famiglie. Il contributo di 300 euro potrà essere utilizzato esclusivamente per: Spese farmaceutiche non coperte dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Visite specialistiche private o non mutate. Il provvedimento è stato fortemente sostenuto da Forza Italia. Il vicepremier e leader del partito, Antonio Tajani, ha commentato la misura definendola un modo "per permettere agli anziani di curarsi meglio e rendere migliore la vita di chi ha i capelli bianchi".
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Raggiunto in soli quattro mesi il quorum per la proposta di legge di iniziativa popolare. L'83% degli italiani non consuma carne di cavallo, ma nel 2025 sono stati oltre 22 mila gli animali uccisi nei macelli nazionali. La proposta di legge di iniziativa popolare per vietare la macellazione degli equidi in Italia ha ufficialmente raggiunto e superato la soglia delle 50.000 firme richieste dalla Costituzione . L'iniziativa, depositata in Cassazione a luglio 2026 da Animal Equality in collaborazione con Fondazione Islander , ha raccolto il consenso necessario in appena quattro mesi. Ora le organizzazioni chiedono formalmente al Parlamento di calendarizzare il testo e dare seguito alla richiesta dei cittadini. L'iniziativa legislativa si appella direttamente all’Articolo 71 della Costituzione italiana, che riconosce ai cittadini la facoltà di presentare proposte di legge al Parlamento. Il testo si inserisce in un contesto politico già sensibile al tema: nell’ultimo anno, la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha infatti discusso diverse proposte di legge bipartisan – presentate da Movimento 5 Stelle, Noi Moderati, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra – volte a riconoscere legalmente gli equidi come animali d’affezione, equiparandoli a cani e gatti. A spingere la raccolta firme è anche il netto cambio di rotta nelle abitudini alimentari e nella sensibilità culturale degli italiani. Secondo gli ultimi dati Ipsos sul consumo di carne:  L' 83% degli intervistati dichiara di non consumare carne di cavallo. Solo il 17% dei consumatori dichiara di mangiarne almeno una volta al mese, una tendenza che registra un costante calo. Il 73% dei cittadini esprime una forte empatia verso gli equidi, considerandoli veri e propri animali da compagnia. Nonostante il forte dissenso dell'opinione pubblica e le frequenti denunce su una filiera spesso caratterizzata da opacità e illegalità, i numeri della macellazione in Italia restano elevati. Stando ai dati ufficiali del Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute , nel 2025 sono stati 22.854 gli equidi uccisi sul territorio nazionale. La mappa delle macellazioni vede in testa la Puglia (34,3%) , seguita dall' Emilia-Romagna (20,3%) . "La risposta dei cittadini è stata straordinaria e lancia un messaggio inequivocabile alla politica", dichiarano da Animal Equality. "I cavalli e gli altri equidi sono considerati dalla stragrande maggioranza degli italiani come compagni di vita e non come cibo. Chiediamo al Parlamento di non ignorare questa firma di massa e di approvare una legge che ponga fine a una pratica crudele, anacronistica e non più tollerata dalla società".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 30 ottobre 2026
Sabato 31 ottobre l’ippodromo modenese manda in scena l'atto finale della stagione 2026. Otto corse al trotto in programma dalle 15:50. Riflettori puntati sulla prova con i nastri sul doppio chilometro: Ginestra Fontboko è la cavalla da battere nonostante la penalità. L’ippodromo Ghirlandina si prepara a salutare ufficialmente la stagione trottistica 2026 con un convegno di ottimo livello tecnico. Il pomeriggio di corse di sabato 31 ottobre offrirà un ricco programma di otto prove al trotto – con inizio della prima corsa alle ore 15:50 – che vedrà confrontarsi ben 65 cavalli dichiarati partenti su distanze comprese tra i 1.600 e i 2.080 metri. Il piatto forte della giornata è collocato in chiusura di cartellone: alle ore 18:15 andrà infatti in scena il Premio Memorial Roberto Stancari , la corsa più dotata del convegno con un montepremi di 11.000 euro . La prova, riservata a cavalli di 4 anni di ogni paese, si disputerà sulla selettiva distanza del doppio chilometro (2.080 metri) con la spettacolare e tradizionale partenza coi nastri a penalità. Il pronostico della vigilia La netta favorita della vigilia è Ginestra Fontboko . La femmina di 4 anni, affidata alle mani di Antonio Di Nardo e allineata da Armando D’Agostino, scenderà in pista gravata di 20 metri di penalità (partirà infatti a 2.100 metri insieme a Geneve Kb Font). Tuttavia, forte di un'ottima precedente prestazione nello schema con i nastri, ha i mezzi tecnici necessari per ricucire lo svantaggio, risalire il campo e puntare dritta al successo. Il compito della favorita non sarà comunque una passeggiata. Allo "start" (2.080 metri) si presentano infatti avversari agguerriti e di ottima caratura: Gipsy: guidato da Roberto Vecchione (proprietario/allenatore Paolo Romanelli), soggetto di spessore che vanta due vittorie nelle ultime tre uscite. Frenky Gaa Ga: castrone sloveno affidato a Giuseppe Pistone (allenamento di Luca Talpo), reduce da una striscia di grandissima regolarità (1-1-2). Gaudi’ Trio: interpretato da Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata per il team di Nicoletta Ravaioli, che si candida nel ruolo di solido e pericoloso outsider. Spettacolo assicurato in pista per un gran finale di stagione che promette adrenalina e agonismo fino all'ultimo metro.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 30 ottobre 2026
Apertura straordinaria della Sala Museo Checco Costa per sostenere a distanza l’idolo di casa. Una serata speciale nel cuore della Motor Valley per vivere insieme le grandi emozioni della Formula 1. Domenica prossima, l'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola aprirà le sue porte a tutti gli appassionati per una grande manifestazione di tifo a distanza a sostegno del talento locale, Andrea Kimi Antonelli, impegnato nel Gran Premio del Messico. Per l'occasione, all'interno degli spazi dell'Autodromo sarà allestito un maxischermo che permetterà ai tifosi e alla cittadinanza di seguire in diretta e in alta definizione ogni istante della gara, dalle prime curve fino alla bandiera a scacchi. L'iniziativa, che prevede l'ingresso completamente gratuito, punta a riunire la comunità degli appassionati per spingere, seppur da lontano, l'idolo di casa verso un grande risultato. Oltre alla proiezione della gara sul maxischermo, l'evento offrirà ai presenti un'opportunità straordinaria: per tutta la durata dell'iniziativa sarà infatti aperta al pubblico la Sala Museo Checco Costa, un luogo simbolo che custodisce la storia e il mito dei motori imolesi, rendendo l'esperienza ancora più immersiva per famiglie e tifosi. L’appuntamento è fissato per questa domenica presso l'Autodromo di Imola. L’ingresso è libero e aperto a tutti fino a esaurimento posti.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 30 ottobre 2026
Continua la marcia di Carlos Alcaraz sul cemento indoor dell'ATP 500 di Vienna. Il campione spagnolo ha staccato il pass per le semifinali del torneo superando lo statunitense Tommy Paul con il punteggio finale di due set a zero, al termine di un match solido e condotto con grande autorità. Con questa vittoria, Alcaraz conferma il suo straordinario stato di forma e si proietta verso uno dei confronti più attesi del tabellone. Ad attenderlo nel penultimo atto del torneo ci sarà infatti il russo Daniil Medvedev, in una sfida che promette scintille e che metterà in palio un posto nella finalissima.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 30 ottobre 2026
Con una prova di forza straordinaria e un consenso granitico, Giovanni Malagò trionfa nella corsa alla candidatura per la presidenza della Federcalcio , raggiungendo con autorevolezza il quorum delle 11 firme tra i 20 club della massima serie. Quello che sembrava un percorso in salita si è trasformato in un capolavoro strategico. Il commissario uscente ha unito la Lega maggiore attorno alla sua figura, confermandosi l'unico vero catalizzatore in grado di guidare il calcio italiano verso una nuova era di successi e stabilità.  La Serie A ha scelto il suo leader indiscusso: la volata verso la presidenza della FIGC è ufficialmente lanciata.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 30 ottobre 2026
La difesa di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i coniugi noti alle cronache come la "famiglia nel bosco" di Palmoli (Chieti), ha depositato una memoria autorizzata di 36 pagine presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila. L'atto punta a ottenere l'immediata revoca del collocamento extrafamiliare e il ritorno dei tre figli minori tra le mura domestiche. L'avvocato Simone Pillon, legale della coppia, ha illustrato i punti salienti del documento, evidenziando la solidità del percorso intrapreso dai genitori e i rischi legati al prolungarsi della separazione: Allarme della Neuropsichiatria Infantile (NPI): La difesa ha richiamato le ripetute segnalazioni degli specialisti della NPI, che paventano il rischio di serie ripercussioni sulla salute psicofisica dei tre minori a causa della permanenza fuori dal nucleo familiare. Instabilità e disagio per i minori: Viene evidenziato il forte stato di stress e instabilità emotiva in cui si trovano i bambini, costretti a continui spostamenti tra le località di Palmoli e Vasto. Piena collaborazione e idoneità genitoriale: La memoria certifica l'assidua e proficua partecipazione di Catherine e Nathan al percorso di supporto alla genitorialità. I consulenti hanno rilevato nei genitori una spiccata "flessibilità mentale", una piena "capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli" e la totale "accettazione del percorso scolastico". "I genitori si augurano una decisione positiva in tempi brevi, nell'interesse esclusivo e primario dei loro bambini", ha concluso l'avvocato Pillon, auspicando una rapida e favorevole risoluzione della vicenda da parte dei magistrati minorili.
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