EUROPA LEAGUE: STASERA IL VERDETTO TRA ROMA E BOLOGNA. SI RIPARTE DALL’1-1 DELL’ANDATA

FRV NEWS MAGAZINE • 19 marzo 2026

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Cresce l’attesa per il fischio d’inizio del match di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Europa League tra Roma e Bologna. Alle ore 21:00, lo Stadio Olimpico sarà teatro della sfida decisiva che assegnerà un posto tra le migliori otto della competizione.

Si riparte dal pareggio per 1-1 maturato nella gara d'andata al Dall'Ara lo scorso 12 marzo. In quell’occasione, al vantaggio iniziale dei rossoblù firmato da Federico Bernardeschi al 50’, ha risposto una prestazione solida dei giallorossi, trascinati dalle parate di un insuperabile Mile Svilar, fondamentale nel mantenere il discorso qualificazione totalmente aperto.

Regolamento e scenari:
Con l’abolizione della regola dei gol in trasferta, la situazione è di assoluta parità.

  • Una vittoria di misura per una delle due squadre garantirà il passaggio del turno.
  • In caso di pareggio con qualsiasi risultato al termine dei 90 minuti, la sfida proseguirà ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore.


L’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, ha espresso fiducia nel gruppo pur riconoscendo le difficoltà della trasferta: 
"La Roma ha il 51% di possibilità di passare grazie alla spinta del suo pubblico, ma noi siamo pronti a giocarcela fino alla fine". In casa Roma, l'ambiente è mobilitato per sfruttare il "fattore Olimpico" e staccare il pass per i quarti di finale.

 


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Si sono conclusi positivamente i lavori del vertice G7. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso in conferenza stampa la propria piena soddisfazione per gli esiti del summit, sottolineando l'importanza dei risultati raggiunti. La Premier ha dichiarato che i leader hanno lavorato bene insieme, raggiungendo una convergenza che non era affatto scontata e che rappresenta un'ottima notizia per tutti, evidenziando così il forte clima di cooperazione internazionale. Tra i temi centrali del vertice è emersa con forza la sicurezza delle rotte commerciali marittime. La Presidente ha confermato la disponibilità dell'Italia a fare la propria parte per garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, specificando che l'azione si muoverà nel pieno rispetto delle necessarie autorizzazioni. Il percorso verso una potenziale missione si articolerà attraverso un monitoraggio della situazione internazionale nei prossimi sessanta giorni per valutarne l'effettiva necessità in corso d'opera. Nell'immediato si avvierà un lavoro preparatorio basato su incontri prevalentemente tecnici, mentre l'autorizzazione formale alle Camere verrà richiesta solo quando la cornice della missione diventerà concreta e realistica, assicurando così al Parlamento il tempo necessario per un dibattito politico adeguato. A margine dei lavori, la Premier ha definito stabili e immutati i rapporti con i partner internazionali. Il confronto tra i leader, descritto come schietto e caratterizzato dalla determinazione nella difesa dei rispettivi interessi nazionali, viene considerato una base solida e pragmatica per ripartire e costruire soluzioni condivise nei prossimi mesi.
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Torna questa sera, in prima serata su Rete 4, l’appuntamento con "Zona Bianca" , il programma di approfondimento giornalistico targato Videonews e TG4. Alla conduzione Giuseppe Brindisi , pronto a guidare il pubblico attraverso i temi più caldi dell'attualità politica, economica e di cronaca. La puntata di stasera si concentrerà sui grandi gialli che appassionano l'opinione pubblica e sui delicati equilibri internazionali: I grandi casi di cronaca : ampi approfondimenti dedicati agli sviluppi sul caso di Garlasco e agli ultimi aggiornamenti sul giallo di Pierina Paganelli. Scenari internazionali : un focus dettagliato sul recente e discusso accordo tra Stati Uniti e Iran. Il parterre di esperti, giornalisti e politici vedrà la partecipazione straordinaria dell'avvocato Anna Maria Bernardini De Pace . La celebre matrimonialista interverrà nel corso del dibattito per offrire la sua autorevole analisi legale e sociale sui risvolti dei casi trattati in puntata.
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L'accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran 'offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari' A due giorni dalla firma in Svizzera del protocollo d'intesa tra Stati Uniti e Iran, il presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro monito, dichiarandosi pronto a riprendere le operazioni militari se Teheran non rispetterà gli impegni. L'accordo, un memorandum in 14 punti che punta a impedire all'Iran di acquisire armi nucleari, è stato accolto con favore dai leader del G7 riuniti a Evian, i quali si sono detti pronti a sostenere l'attuazione dell'intesa.  Sul fronte marittimo si registrano già i primi movimenti nello Stretto di Hormuz, dove alcune petroliere iraniane hanno oltrepassato la zona di blocco imposta dagli Stati Uniti negli ultimi due mesi. Per garantire la sicurezza dell'area e facilitare la ripresa del traffico commerciale, una missione multinazionale indipendente guidata da Francia e Regno Unito si occuperà della protezione delle navi mercantili e della bonifica delle mine marine. Trump ha tuttavia ribadito che il testo attuale non costituisce un trattato finale e che l'andamento dei negoziati dipenderà strettamente dal comportamento del governo iraniano.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto oggi al Simposio Cotec a Venezia, rivolgendo un forte appello all'Unione Europea affinché passi immediatamente dall'enunciazione dei principi all'operatività concreta delle regole sull'intelligenza artificiale. Il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di governare e guidare le innovazioni tecnologiche senza demonizzarle, richiamando anche le riflessioni del Papa sull'urgenza di un'etica condivisa nello sviluppo digitale. Nel suo discorso, il Presidente ha espresso profonda preoccupazione per la concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati. Queste realtà, ha evidenziato Mattarella, stanno invadendo domini storicamente riservati alla responsabilità degli Stati e delle organizzazioni internazionali, como lo spazio, manifestando la pretesa di disattendere o travolgere le norme esistenti e minacciando direttamente la sovranità nazionale e i diritti dei cittadini. Per contrastare questo potenziale disordine internazionale, è indispensabile che i governi membri dell'Unione Europea abbandonino timidezze e riserve, evitando di frenare l'azione comune. A margine dell'evento, Italia, Spagna e Portogallo hanno siglato un memorandum d'intesa con l'obiettivo di rafforzare l'ecosistema dell'innovazione e strutturare una risposta europea coordinata ed efficace di fronte alle complesse sfide plurali del nostro tempo.
Autore: AGENZIA DIRE 17 giugno 2026
Dietrofront del Consiglio dei ministri per evitare il caos estivo negli uffici anagrafici ROMA – In extremis, la carta d’identità cartacea guadagna una seconda vita . Con una decisione dell’ultimo minuto volta a scongiurare un temuto blocco burocratico estivo, il governo ha approvato una proroga che cancella l’imminente “scadenza di massa” prevista per la fine dell’estate . Secondo le regole stabilite dal Regolamento dell’Unione Europea, a partire dal 3 agosto 2026 tutti i vecchi documenti cartacei avrebbero dovuto cessare definitivamente di esistere, perdendo ogni validità indipendentemente dalla data impressa sul retro. Una scadenza rigida che stava spingendo milioni di italiani a prendere d’assalto gli uffici comunali per ottenere la nuova CIE (Carta d’Identità Elettronica). Con la nuova disposizione, il principio cardine viene ribaltato per garantire la continuità e l’efficacia del documento di riconoscimento: le carte d’identità cartacee non ancora scadute manterranno la propria validità fino alla loro naturale scadenza , anche se questa cade oltre il termine del 3 agosto 2026. La proroga copre un perimetro specifico ma fondamentale per la vita quotidiana dei cittadini. I vecchi modelli cartacei saranno validi: nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (Inps, Agenzia delle Entrate, uffici sanitari) e con tutti i soggetti, pubblici o privati, che erogano pubblici servizi (servizi postali, trasporti, utility). Inoltre, per gestire al meglio la transizione e alleggerire il carico di lavoro delle anagrafi, è stata introdotta una rete di sicurezza per chi si ritrova con il documento scaduto. Nelle more del rilascio della carta d’identità elettronica, i Comuni potranno rilasciare un documento di identità provvisorio che coprirà i giorni di attesa necessari all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per spedire a casa la tessera magnetica definitiva. La decisione dell’esecutivo nasce da una necessità puramente logistica : evitare il collasso dei Comuni. Il rischio concreto era la formazione di un enorme “collo di bottiglia” tra giugno e agosto, con tempi d’attesa insostenibili per i cittadini proprio in concomitanza con le vacanze e le partenze estive. Con questo rinvio “soft”, il passaggio all’elettronica proseguirà in modo graduale e senza scossoni.
Autore: Anna Maria rengo 17 giugno 2026
Dario Colombo conclude la sua trilogia sull’esodo forzato in Boemia delle popolazioni delle valli del Trentino prima dello scoppio della Prima guerra mondiale: vicende dolorose e sconosciute ai più, che hanno fortemente segnato la popolazione locale. Un’opera documentata e coraggiosa, dove la storia, con le sue crudeltà e durezze, si intreccia a vicende personali narrate con commozione e partecipazione. Dopo “Boemia” e “Montagne nere”, con “L’ultimo treno” (Edizioni Minerva) Dario Colombo conclude la sua trilogia sull’esodo forzato in Boemia delle popolazioni delle valli del Trentino alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale. Se nei primi due libri l’autore si era concentrato sulla partenza forzata di migliaia di donne, bambini e anziani, e pio sul loro ritorno in una terra devastata, questo ultimo capitolo è altrettanto necessario: siamo nel primo dopoguerra, il Trentino è diventato ufficialmente italiano, ma per chi lo abita la pace non coincide con la fine delle difficoltà.  L’esodo dei trentini in Boemia è una tra le pagine storiche meno raccontate. Come mai, secondo lei? “Per una ragione molto semplice: che la storia la scrivono da sempre i vincitori. E il vincitore in questo caso era quel Regno d’Italia che aveva dichiarato guerra all’Italia per ‘liberare i fratelli di Trento e Trieste’ salvo poi – una volta ‘liberati’ li ha considerati ancora i nemici, gli austriaci, quelli per i quali erano morti alpini e bersaglieri sul Piave e sul Monte Grappa. E quindi di loro e delle loro vicende, compreso l’esodo in Boemia, non si doveva parlare. Quando poi è salito al potere il fascismo con il suo culto della nazione ’romana’, tutto questo è stato definitivamente cancellato.” Può sinteticamente raccontare, per chi non conosce la vicenda, che cosa avvenne e perché? “Il 22 maggio 1915, vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia, gli abitanti di lingua italiana dei territori di confine dell’impero austroungarico – trentini, veneti, friulani – trovarono affisso sulle porte delle chiese e dei comuni l’ordine di evacuazione delle autorità austriache. Ovvero abbandonare le case, il bestiame e tutti loro averi e recarsi ‘con solo una posata e una coperta’ alla più vicina stazione dove sarebbero stati caricati sui carri bestiame e dopo un viaggio di 5-6 giorni disseminati nei villaggi della Boemia, della Moravia, della Bassa Austria. Ufficialmente per preservarli dai rischi del conflitto, secondo molti per evitare che potessero aiutare l’esercito italiano in quanto cittadini di lingua italiana. Fecero ritorno solo nel 1019.” Prima stranieri in Boemia, poi stranieri in Trentino. Come furono accolti nei due territori i trentini trasferiti e quali sono gli attuali rapporti con la Boemia, o comunque l’eredità che questo soggiorno ha lasciato? “All’inizio furono accolti in Boemia con diffidenza, se non con ostilità, in quanto anche la Boemia stava vivendo il dramma della guerra con gli uomini al fronte, la carenza di risorse e di lavoro. Dopo i primi mesi durissimi le popolazioni locali si resero conto – trattandosi esclusivamente di donne, anziani e bambini - che non si trattava di gente venuta per vivere alle spalle dei boemi ma al contrario disposta a lavorare e ad integrarsi, cosa che poi è avvenuta, dando vita a legami che durano a tutt’oggi, come ad esempio dimostra l’attività dell’Associazione Amici della Boemia e della Moravia.” Con quale stato d’animo e finalità ha affrontato la scrittura di questa trilogia? “L’obiettivo (e la speranza) è stato quello di far conoscere una vicenda che ha riguardato oltre 110mila persone e in un certo senso di render loro giustizia per quanto sofferto. Di conseguenza lo stato d’animo durante la scrittura dei tre volumi è sempre stato di grande partecipazione e coinvolgimento, ma anche di grande emozione.” Il suo romanzo parla di identità, migrazione e appartenenza e pure concludendo un racconto, apre una domanda: cosa significa davvero sentirsi a casa? “In sintesi: ritrovarsi nel luogo della propria memoria.” Migrazioni, accoglienza, essere trattati come stranieri in terra propria, o vedere la propria terra cambiare di nazionalità: la storia dei trentini insegna o avrebbe dovuto insegnare qualcosa? “Il condizionale è d’obbligo perché la storia – anche questa volta – non è stata magistra vitae ma, come ha dimostrato la seconda guerra mondiale e poi tutte le guerre che ancora oggi devastano il mondo, quanto è accaduto nel lontano 1915 ha continuato e continua a ripetersi.” L’AUTORE - Dario Colombo, giornalista e scrittore, ha lavorato per i più importanti quotidiani, periodici, radio e televisioni nazionali, è stato per quattro anni direttore della testata giornalistica di “Tele+” prima che questa diventasse l’attuale Sky. Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, su questo tema ha scritto numerosi volumi, realizzato film-documentari e lavori teatrali. L’ultimo treno è il volume conclusivo della trilogia inaugurata con Boemia (2023) e Montagne nere (2024), vincitore del premio letterario internazionale Latisana per il Nord-Est sezione Narrativa 2025, dedicato alla ricostruzione di un’importante pagina sinora dimenticata della storia del nostro Paese.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
La Santa Sede e la Conferenza Episcopale Italiana comunicano il programma ufficiale delle celebrazioni per l’ultimo saluto al Cardinale Camillo Ruini, Presidente emerito della CEI e già Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. I fedeli e la stampa potranno rendere omaggio alla salma del Cardinale presso la camera ardente allestita a Roma, nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore, in via Aurelia 208. Le visite saranno possibili oggi, mercoledì 17 giugno, dalle ore 12:00 alle ore 19:00, e domani, giovedì 18 giugno, dalle ore 09:00 alle ore 12:00. Il rito solenne delle esequie si terrà domani, giovedì 18 giugno, alle ore 16:30 e sarà celebrato da Papa Leone XIV presso l’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Venerdì 19 giugno alle ore 16:00, l’Arcivescovo Giacomo Morandi presiederà una seconda celebrazione nella Cattedrale di Reggio Emilia. Al termine della funzione, la salma del Cardinale Ruini verrà tumulata nella cripta della Cattedrale della sua diocesi natale.  I giornalisti e i fotografi interessati a seguire le esequie in Vaticano possono richiedere i necessari accrediti direttamente alla Sala Stampa della Santa Sede
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 giugno 2026
'Abbiamo promesso agli italiani di difendere i confini, lo abbiamo fatto'  Il Parlamento europeo ha approvato oggi il nuovo regolamento sui rimpatri, introducendo una riforma strutturale per la gestione dei flussi migratori e il controllo dei confini esterni dell’Unione Europea. Il provvedimento introduce procedure accelerate per l'espulsione dei migranti non aventi diritto all'asilo e formalizza la possibilità di istituire centri di rimpatrio in paesi terzi. Questa misura estende a livello comunitario il modello gestionale precedentemente avviato dall'Italia tramite il protocollo bilaterale con l'Albania, trasformandolo in uno standard operativo per tutti gli Stati membri dell'UE. La presidenza del Consiglio italiano ha espresso forte soddisfazione, definendo l'approvazione un successo strategico della propria linea politica e un passo decisivo nel contrasto al traffico di esseri umani e nella riduzione degli sbarchi clandestini.
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