LA PRINCIPESSA KATE ARRIVATA A REGGIO EMILIA: L'ABBRACCIO CON UNA GIOVANE FAN E IL BENVENUTO DELLA CITTÀ.

FRV NEWS MAGAZINE • 13 maggio 2026

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Grande entusiasmo in Piazza Duomo per l'arrivo della Principessa del Galles, Kate Middleton. La città ha accolto l'ospite reale in un'atmosfera di festa, alla presenza di autorità locali, rappresentanti dell'ambasciata britannica e della stampa internazionale.

IL MOMENTO PIÙ TOCCANTE
Il culmine dell'evento si è tenuto all'arrivo in piazza, dove la Principessa ha incontrato e abbracciato Elizabeth Spencer, una ragazza disabile di 24 anni. La giovane, nata a Londra e residente a Berlino, ha intrapreso il viaggio dalla Germania esclusivamente per incontrare la consorte del Principe William, a cui ha consegnato personalmente una lettera.

LA PARTECIPAZIONE DELLA CITTÀ
Ad attendere la Principessa, oltre a centinaia di cittadini e membri della comunità britannica, erano presenti i bambini di due storiche scuole dell'infanzia del sistema Reggio Children (il "Robinson" e il "Diana"). La storica modisteria "Duri" ha fatto da cornice all'evento, ospitando un gruppo di cittadini inglesi in abiti tradizionali.

ECCELLENZE GASTRONOMICHE LOCALI
Al termine dell'incontro pubblico, è stato offerto un rinfresco istituzionale finalizzato a far conoscere alla Principessa le specialità del territorio reggiano. Il menu ha incluso l'immancabile erbazzone, la torta di riso e la tradizionale acqua profumata.

 

Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 13 maggio 2026
Nel corso dell'ultima puntata della trasmissione radiofonica "La Zanzara", l'avvocato Annamaria Bernardini De Pace ha rilasciato una serie di forti dichiarazioni, riprese e messe in evidenza dal portale d'informazione Dagospia. L'avvocato ha attaccato duramente gli attivisti pro-Gaza della spedizione marittima, ironizzando sul nome della flotta che secondo lei dovrebbe chiamarsi "Fotti-glia". Ha poi dichiarato che non difenderebbe mai i pro-Palestina, nemmeno per un milione di euro, definendoli falsi, aggressivi, provocatori e scappati di casa senza niente da fare. Sul tema del rapporto tra i sessi, Bernardini De Pace ha contestato apertamente l'uso del termine "femminicidio", affermando di non sopportare questa parola. Ha poi aggiunto che le donne sono più brave a uccidere rispetto agli uomini e che oggi sono proprio gli uomini a trovarsi in pericolo. Infine, ha svelato la sua personale ricetta per la felicità sentimentale, spiegando che un uomo solo non può dare tutto e che ci vorrebbe una "cooperativa di uomini". Secondo il legale, i ruoli andrebbero divisi tra chi mantiene, chi fa ridere, chi sa fare sesso e chi è intelligente.  Per leggere l'articolo completo e tutti i dettagli delle dichiarazioni, si rimanda direttamente al sito di Dagospia.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornameneo Ore: 15.08 13 maggio 2026
"I minori hanno acconsentito ad allontanarsi": lo ha reso noto la procuratrice di Piacenza, mantenendo però il massimo riserbo su dove si trovino in questo momento. Ecco il perché ROMA – “È stata rintracciata Sonia Bottacchiari, unitamente ai figli. Tutti e tre sono in buone condizioni di salute, in un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita”. Le parole della Procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, riportate in una nota della Procura, fanno tirare un sospiro di sollievo per la famiglia scomparsa da Piacenza il 20 aprile , scorso, giorno da cui si erano perse le loro tracce tra le montagne del Friuli. Ma in poche righe successive si comprende come la situazione sia tutt’altro che semplice e conclusa: “Non si intendono rendere pubblici ulteriori particolari, in quanto la donna ha manifestato timori e preoccupazioni ove venisse scoperto il luogo ove si è rifugiata- prosegue infatti la procuratrice- esplicitando, ove ciò avvenisse, l’intenzione di rendersi nuovamente irreperibile”. E ancora: “Si auspica- prosegue la Pm- che attraverso un paziente lavoro di ascolto delle problematiche dalla medesima evidenziate si riesca a ricomporre una situazione familiare rappresentata dalla Bottacchiari come fortemente problematica, al fine d consentire un rientro della donna e dei due minori nel luogo di residenza”. LA SCOMPARSA, GLI APPELLI E LE RICERCHE: UN MESE DI APPRENSIONE E SILENZI Sonia Bottacchiari, 49 anni, i suoi figli di 16 e 14 anni, Nishanta e Joshua, erano spariti nel nulla con i loro 4 cani lo scorso 20 aprile, quando si erano allontanati dal loro paese di residenza, Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, per una vacanza in montagna, tra le vette delle Prealpi Giulie, in Friuli Venezia Giulia. Nei giorni successivi l’ex marito e padre dei ragazzi, Yuri Groppi, aveva lanciato un appello per ricercare i figli, denunciandone dapprima la scomparsa, poi è stata aperta un’indagine per sottrazione di minori ei confronti dell’ex moglie. Le preoccupazioni sul loro destino sono accresciute con il recente ritrovamento di alcune lettere della donna a casa di suo padre. Dal 20 aprile scorso nei dintorni di Tarcisio, luogo di ritrovamento dell’auto su cui viaggiava la famiglia, si erano attivate le ricerche con decine di uomini delle forze dell’ordine e di soccorritori impegnati a ritrovare la donna e i due ragazzi ma, nonostante diverse segnalazioni di avvistamento, non erano ancora stati ritrovati. Fino ad oggi. LA PROCURA: “PROSEGUONO LE INDAGINI PER CHIARIRE I CONTORNI DELLA VICENDA” Nella nota della Procura di Piacenza, la procuratrice Pradella fa infine riferimento proprio alle indagini tuttora in corso per i reati di “Sottrazione consensuale di minorenni” e di “Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”- articoli 573 e 388 del codice penale: gli accertamenti degli inquirenti “saranno finalizzati- si legge infine- a chiarire tutti i contorni della vicenda, nel costante sforzo di preservare il benessere dei due minori, con particolare riferimento alla loro reintegrazione nel contesto sociale e scolastico, sottolineando che i due ragazzi sino al momento del loro allontanamento da ritenersi allo stato consenziente, seguivano i percorsi scolatici con continuità e profitto”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 13 maggio 2026
In data odierna, come anticipato nella serata di ieri, è stata formalmente depositata la candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) in vista delle prossime elezioni fissate per il 22 giugno. L’atto formale è stato eseguito a Roma per il tramite di un delegato dell'ex Presidente del CONI. In merito alla presentazione della candidatura, il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete ha confermato l'avvenuto deposito, dichiarando l'importanza di aprire da subito un confronto costruttivo incentrato sulla risoluzione delle problematiche strutturali che colpiscono il mondo del calcio italiano.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 maggio 2026
Il Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, insieme al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sono intervenuti oggi in audizione congiunta davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Al centro del confronto, la strategia italiana per la tutela della libertà di navigazione nell'area del Golfo. Trasparenza con il Parlamento e nessuna missione immediata Il Ministro Tajani ha chiarito la linea dell'esecutivo escludendo richieste imminenti per nuovi interventi bellici. "Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo", ha dichiarato il titolare della Farnesina. "L’intento è condividere con il Parlamento l’impegno del Governo per la pace e il percorso verso una possibile coalizione internazionale". Tajani ha inoltre posto un vincolo tassativo: "Nessuna nave italiana sarà inviata a Hormuz senza il preventivo via libera del Parlamento" e l'effettivo dispiegamento avverrà "solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità". La centralità dello Stretto di Hormuz Il Governo ha ribadito la rilevanza strategica ed economica delle rotte marittime mediorientali per gli interessi nazionali ed europei. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere una via di transito internazionale, libera e aperta a tutti. "Non può essere tenuto in ostaggio con la forza militare o attraverso l’imposizione di pedaggi", ha sottolineato il Ministro degli Esteri. Misure precauzionali della Difesa Sul fronte operativo, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato le contromisure logistiche avviate per tutelare gli assetti nazionali. L'Italia sta predisponendo l'invio precauzionale di due unità cacciamine. Questa misura mira ad avvicinare i mezzi all'area di Hormuz per garantire massima prontezza e sicurezza a tutela delle imbarcazioni.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo Aggiornamento Ore: 12.53 13 maggio 2026
Il ministro della Giustizia torna a parlare di Garlasco, tenendosi lontano dal merito: "Situazione paradossale che nasce da una legge sbagliata" ROMA – “Il ministro della Giustizia non può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso, posso soltanto in via astratta dire da cosa nasce questa situazione paradossale: nasce da una legislazione, che secondo me dovrebbe essere cambiata ma sarà molto difficile cambiare, per la quale una persona assolta in primo e assolta in secondo grado, può poi, senza l’intervento di nuove prove, essere condannata”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo al primo convegno nazionale “Proteggere chi protegge: azioni di supporto psicologico per il Corpo di polizia penitenziaria”, organizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) presso la Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale “Piersanti Mattarella” di Roma. “Questo è accaduto sedici anni fa con il primo processo- aggiunge – con le assoluzioni davanti a Corte di Assise e Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo che è stato non rifatto ex novo ma integrato con nuove considerazioni, prove, e si è arrivati a una condanna. Ora sia chiarissimo che non ho la più pallida idea, e anche se l’avessi non la direi, della dinamica del delitto e del suo autore – ha osservato- ma ho un’idea chiara sulla dinamica della nostra legislazione, che è sbagliata. Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannare una persona quando è già stata stata assolta due volte, da una Corte di assise e da una Corte di assise di appello?”. Nordio sottolinea che nei procedimento anglosassoni “tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile. È da lì già che nasce una situazione sulla quale oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro sulla base di prove per le quali, secondo l’accusa, l’autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. È una situazione anomala, che raramente si vede e che io non ho mai visto. Ho visto comunque errori giudiziari di vario tipo”.
Autore: Anna Maria Rengo 13 maggio 2026
Con Luca Liguori, storico inviato speciale della Rai, alla scoperta delle storie più personali dei divi hollywoodiani e della politica mondiale, tra aneddoti, curiosità e riflessioni sul ruolo del giornalismo e sui cambiamenti strutturali determinati dalla pandemia. Intervistare Luca Liguori è come fare un tuffo in una storia che finora si aveva avuto modo di conoscere solo studiandola sui libri, o sognandola a occhi aperti. Dopo il successo del precedente volume “Whisky dopo il tramonto” (Minerva Edizioni) Liguori, inviato speciale della Rai in oltre centocinquanta Paesi, torna infatti a raccontare la storia contemporanea in un dietro le quinte tanto ricco di aneddoti e di spunti di riflessione quanto elegante e coinvolgente. Lo fa nel suo nuovo libro “Ultimo whisky prima del tramonto” (sempre Minerva Edizioni), un titolo che cambia la prospettiva temporale della degustazione, ma che non deve essere assolutamente interpretato in senso malinconico! Ma lasciamo la parola, anzi le parole, allo stesso Liguori. “Il titolo del primo libro è ispirato al Kenya, dove sono stato a lungo negli anni Cinquanta. Lì il whisky si beveva dopo il tramonto per via dell’afa, della calura. Gli inglesi burloni si regalavano orologi da appendere al muro con tutte le cifre uguali: il numero cinque. Mi spiegavano che questi orologi servivano quando a casa veniva un amico, magari alle nove di mattina, e chiedeva: ‘Che ora sono?’ e gli si poteva rispondere ‘Sono le cinque del pomeriggio, non vedi?’. Dunque, visto che si era dopo il tramonto si poteva bere! Nel mio primo libro non sono riuscito a raccogliere tutti i ricordi, le interviste e i personaggi. Mi sarebbe dispiaciuto mandare al macero quelli restanti e allora ho chiesto alla casa editrice Minerva di concedermi un secondo drink, stavolta prima del tramonto. Questo nuovo libro però non ha un titolo luttuoso, ma scaramantico: io non voglio bere l’ultimo whisky e poi morire, ma semmai pensare a qualche altra cosa da fare! Vi racconto delle esperienze bellissime vissute negli anni Cinquanta, Sessanta, quando il giornalismo era affidato alla macchina da scrivere Olivetti lettera 22 o alla penna stilografica. Allora non c’erano i computer, i telefonini, il nostro lavoro di inviati all’estero era tutto affidato alle centralinistre degli alberghi. E infatti quando si arrivava in albergo, che si fosse a Saigon oppure a Copenaghen, la prima cosa che noi inviati facevamo era di regalare una scatola di cioccolatini alle centraliniste. Ricordo che Luca Goldoni aveva pure promesso a una di esse di sposarla, se gli avesse dato per primo la linea!” Nel suo libro racconta aneddoti su tanti protagonisti della storia contemporanea. Ce n’è uno, nella sezione dedicata a Hollywood, che si distingue positivamente e che le è rimasto particolarmente a cuore? “Io ho seguito la cerimonia di consegna dei Premi Oscar, a Los Angeles, per dieci, dodici anni, e questo mi ha consentito di entrare in confidenza con tanti attori e attrici. Alla fine della cerimonia si organizzava una serata molto glamour e in grande stile: i premiati e il pubblico venivano invitati a una cena di gala in un grande locale e io capitavo sempre a tavola con grandi attori. In particolare, una sera sedetti al fianco di Cary Grant, uno tra gli attori più ammirati del firmamento cinematografico. Devo premettere che questi divi, nonostante l’apparenza di bellezza, fama, spirito, eleganza, nascondono sempre un dramma, una vita comune come noi semplici cittadini. Di Cary Grant sono riuscito a conoscere la verità della sua esistenza conclusa a ottantadue anni, a causa di un ictus. Veniva da una famiglia poverissima, a Bristol in Inghilterra. Archibald Alexander, questo il suo vero nome, aveva avuto un’esistenza dolorosa. Il padre operaio, la madre una piccola sarta, nasce in una piccola casa di periferia. La mamma era instabile mentalmente perché aveva perso la prima figlia e veder nascere un maschio, quando voleva una femminuccia, alimentò la sua follia, al punto da vestirlo da bambina e da fargli crescere i boccoli. Un giorno il piccolo Archibald, al ritorno da scuola, trovò solo il padre, che gli disse: ‘Mamma è andava via, non tornerà. Non piangere, rassegnati’. Per il bambino fu uno choc: nonostante le sevizie estetiche che la madre gli procurava, le era affezionato. Alla fine si rassegnò ma gli restò il trauma dell’abbandono, che mai lo lascerà. Passano ventuno anni e Cary è ormai diventato famoso in America, dopo aver lasciato il padre che nel frattempo si era rifatto una famiglia. Allora riceve una lettera da Bristol: ‘Mr Grant – legge – sua madre di novantotto anni è ancora viva e si trova in questo ospedale psichiatrico. Se vuole venire a salutarla faccia presto perché è molto malata’. Solo allora Cary scopre che la mamma non l’aveva abbandonato, ma che era stato il padre a rinchiuderla in un ospedale psichiatrico. Subito, torna a Bristol, porta via la mamma dall’ospedale psichiatrico e la fa ricoverare in una clinica privata dove, però, la donna muore pochi giorni dopo. Solo allora inizia la nuova vita di Cary Grant, una vita condizionata dall’ossessione della madre che lo aveva portato ad avere alcune ambiguità sessuali ma che non gli aveva impedito di aver avuto ben cinque mogli. Ma la sua pace la trovò a ottant’anni: conobbe il vero amore con Barbara Harris, titolare di una boutique lungo l’Hollywood Boulevard, e trascorse felice gli ultimi due anni della sua vita.” Nell’immaginario collettivo il mondo hollywoodiano è fatto di compromessi, delusioni, sesso facile o utilitaristico, dipendenze, ma comunque è un mondo mitico, da molti ambito. Quanto nella realtà corrisponde a questo stereotipo? “In parte dovrei dare ragione a chi la pensa così. Hollywood è stata una specie di compagnia affollata di personaggi che sapevano di appartenere a una categoria speciale e con tutti i difetti degli esseri umani. Clark Gable mi raccontò, per esempio, che quando stava girando un film per la Metro Goldwin Mayer fu contattato da una delle più grandi major dei tabacchi che gli offrì il doppio del suo ingaggio pur di vederlo fumare durante le riprese e lo stesso Cary Grant, che non aveva mai fumato, per lo stesso motivo dava l’esempio di fumare. È vero che alcuni attori facevano uso di droghe, sniffavano, prendevano l’Lsd, ma soltanto in casi disperati. Io ho partecipato a delle simpatiche serata im cui, una volta alla settimana, ci si riuniva nella villa di Gary Cooper o di David Niven: si mangiava, si beveva, si facevano pettegolezzi su Hollywood. Una sera ci fu una discussione di un paio d’ore sul modo migliore, per gli uomini, di fare il nodo alla cravatta, se quello normale oppure quello alla Windsor, detto scappino. Alla fine la spuntai io, dopo aver raccontato di avere imparato a farlo dallo stesso duca di Windsor, questo il titolo assunto da re Edoardo VIII dopo la sua abdicazione nel 1936: li misi tutti a tacere! Poi, si parlava degli scandali legati a ‘Via col vento’, film particolarmente scarognato, con molti suoi attori morti in breve tempo o colpiti da sfortune. Hattie McDaniel, la prima donna di colore a ottenere un Premio Oscar per la sua Mamy, fu investita da un taxi, Vivien Leigh perse la ragione. Ricordo che Vivien litigava spesso sul set con Clark Gable, anche perché lui veniva pagato 250mila dollari e lei solo 50mila, e si vendicava della disparità accusandolo: ‘Puzzi sempre di alcol e di tabacco, mi fai schifo’. Ma fu un film epocale: ancora oggi, ad Atlanta (capitale della Georgia dove è ambientato il film) c’è un cinema che, ogni sera alle diciotto, proietta ‘Via col vento’: a dimostrazione di che cosa può fare la cinematografia quando raggiunge un livello planetario.” Passando invece alla politica, c’è un personaggio che l’ha sorpresa, positivamente o negativamente? “Tutti i politici del Novecento che ho incontrato erano persone ricche di cultura, al servizio del proprio Stato, serie nel proprio lavoro, anche se alla fine del secolo ci sono stati alcuni piccoli scandali, peraltro naturali. Ciò premesso, io ho avuto l’onore di conoscere sir Winston Churchill, l’uomo politico più grande della storia contemporanea. Certo, ho conosciuto anche Charles de Gaulle, Fidel Castro, Gheddafi, ma Churchill è stato il più grande per forza, coraggio e ironia. Sono andato a intervistarlo nel giugno del 1956, quando era in vacanza in Costa Azzurra, in una villa carina dove aveva scritto le sue memorie. Arrivo al cancello, suono, percorro un vialetto di ghiaia e arrivo alla villa con una duplice scalinata, un maggiordomo si affaccia. Mentre mi avvio verso una delle due scalinate sbuca un cane che sembra un leone e viene verso di me abbaiando, Pensavo che volesse farmi le feste, e invece voleva farmi la festa! Mi salta addosso, mi butta per terra, mi strappa il cravattino a farfalla che avevo messo per fare bella figura, tutto questo mentre il maggiordomo gridava: ‘Peter, cosa stai facendo?’ Finita la sua missione distruttiva il cane ritrova la scalinata e io, ridotto come un reduce di guerra, entro nello studio di Churchill che mi accoglie seduto su una poltrona. Indossa una giacca da camera bordeaux con i gomiti lisi, ma è molto elegante. Sigaro in mano, bicchiere di cognac francese nell’altra, mi dice: ‘Mi dispiace’. Io cerco di limitare i danni: ‘Ma no, non è successo niente…’. E lui: ‘No: è che il mio cane è stupido. Non ha capito che non deve assalire tutte le persone italiane che mi vengono a trovare e che la guerra è finita da anni’. A seguire, una conversazione con tanti aneddoti, tra cui la sua conversazione con l’ammiraglio Bernard Law Montgomery che lo redarguì: ‘Mr Churchill, ma vede come è grasso? Lei fuma, mangia e beve troppo! Pensi che il mio medico mi dice che smettendo di fumare, bere e mangiare troppo vivrò cinquant’anni in più’. E Churchill gli rispose: ‘Invece il mio medico mi ha detto di fumare, bere e mangiare, così vivrò cent’anni in più’. Churchill è stato un uomo che ha attraversato la storia e a cui si deve la salvezza dell’Inghilterra, a cui aveva detto: ‘Vi prometto lacrime e sangue, ma resisteremo e vinceremo’. E così è stato. Poi gli elettori inglesi lo hanno liquidato e a chi gli diceva: ‘Ma come, lei che ha fatto tanto per l’Inghilterra è stato ripagato così?’ lui replicava: ‘Ogni popolo ha il diritto e il dovere di mandare a casa i politici, quando non li vuole più’. Ecco, avendo conosciuto personaggi di quel calibro, se fossi un giovane giornalista sarei impacciato a intervistare l’attuale classe politica italiana.” Il suo libro dedica un capitolo al Covid: ci sono stati dei cambiamenti strutturali nella società dalla pandemia in poi? “Eccome se ci sono stati. Ho voluto aprire il libro con un ‘memento Covid’, a quei giorni di prigionia collettiva, ma appartengo a quella razza di persone che non si è lasciata abbattere. Non andavo in biblioteca, all’happy hour, a passeggiare per via Montenapoleone: me ne sono rimasto a casa con i miei libri, su tutti la gioia della Recherche di Marcel Proust, ho guardato vecchie cassette di vecchi film e soprattutto mi sono beato nel vedere le immagini di Papa Francesco quel venerdì santo del ’22 in una piazza San Pietro deserta. In quel momento il mondo deve avere capito la grande solitudine dell’uomo davanti agli eventi imponderabili, la fragilità dell’essere umano di fronte a un nemico invisibile. Usciti poi da quel periodo di convivenza forzata, improvvisamente abbiamo respirato aria di libertà ma l’abbiamo scambiata per libero arbitrio. Abbiamo iniziato a frequentare psicologi, psichiatri, alcuni scienziali hanno affermato che i vaccini ci hanno persino cambiato il Dna. Abbiamo perso i freni inibitori, c’è violenza anche giovanile, rabbia, strafottenza, i femminicidi sono aumentati. Non ne siamo venuti fuori bene e ho paura che non ci sia un limite, se gli adulti non recupereranno la loro autorità con i minori. Ma ho sempre una speranza, io sono per natura una persona ottimista: sono certo che c’è sempre una via d’uscita, una resurrezione. Ce l’hanno insegnato i secoli passati: finito questo lungo periodo crudele il sole tornerà a brillare su questa tormentata popolazione di persone.” Il suo libro è la rappresentazione di come il racconto giornalistico sia una testimonianza diretta da valorizzare. Teme che in un mondo sempre più social, influenzato dall’intelligenza artificiale e con forti poteri che minano la libertà di stampa, il lavoro giornalistico sia a rischio? “Fare il giornalista è diventato un mestiere molto difficile e pericoloso. Una volta andavamo di persona dove avveniva il fatto, ora apriamo internet, ci informiamo online e facciamo l’articolo, per non parlare di quello che succederà con l’intelligenza artificiale, che leverà molto a quella naturale, già scadente. Ma secondo me è una questione di coerenza, di credere nel proprio mestiere. Se gruppi di persone credono nell’esperienza missionaria dei giornalisti che informano ed educano la gente, questo mestiere non sarà umiliato ma avrà una sua resurrezione anche in mezzo a tante tecnologie. Certo, l’indipendenza del giornalista è diventata difficile. Non ci sono più i grandi editori di una volta ma industriali che decidono di comprare questo o quel giornale. Davanti al potere del denaro siamo fragili e deboli, lo diceva Totò e lo dico pure io.” L’AUTORE - Classe 1934, Luca Liguori è pugliese di nascita, milanese d’adozione, giramondo per vocazione. È una voce storica della Rai. “Inviato speciale” in 150 Paesi del mondo, ha vissuto in prima persona e raccontato a milioni di ascoltatori alcuni tra i più importanti eventi del secolo scorso: guerre, rivoluzioni, colpi di Stato, il progetto Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna, la consegna dei premi Oscar… Rientrato in Italia negli anni Settanta, conduce con Paolo Cavallina “Chiamate Roma 3131”, programma tra i più ascoltati nella storia della Rai. Nella sua lunga carriera Liguori ha avuto il privilegio di conoscere e intervistare alcune tra le più celebri personalità del XX secolo: da Winston Churchill a Martin Luther King, da Jomo Kenyatta a Indira Gandhi, da Madre Teresa di Calcutta a papa Giovanni Paolo II, dal duca di Windsor a Gheddafi… Con Minerva ha pubblicato: “Whisky dopo il tramonto, 21 luglio 1969, quel giorno sulla Luna” (firmato con Giancarlo Mazzuca) e “Caro Luca, ti scrivo” insieme a Luca Goldoni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 maggio 2026
Ricorre oggi il 45° anniversario dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II, avvenuto il 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro. In quella data, l'attentatore turco Alì Agca esplose due colpi di pistola ferendo gravemente il Pontefice. Nonostante i decenni trascorsi, l'identità dei mandanti che armarono la mano del killer rimane ancora oggi avvolta nel mistero. La ricorrenza di quest'anno segue di pochi mesi la scomparsa di uno degli ultimi e più vicini testimoni oculari dell'evento, deceduto a Roma il 16 gennaio scorso all'età di 90 anni. La scomparsa del testimone riduce ulteriormente le voci dirette di una delle pagine più drammatiche e oscure della storia del Novecento.
Autore: Redazione FRV News Magazine 13 maggio 2026
Sono negativi i test per l'Hantavirus effettuati sul turista inglese di 60 anni e sul suo accompagnatore. Lo conferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. L’uomo resta comunque in quarantena all’ospedale Sacco di Milano. L'isolamento è scattato perché il turista ha viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg del 25 aprile, lo stesso su cui si trovava una passeggera poi deceduta per il virus. Non avendo una casa privata a disposizione (alloggiava in un B&B), l'uomo trascorrerà la quarantena in ospedale come previsto dal Ministero della Salute. Nel frattempo, l'Asp di Messina ha avviato i controlli su una turista argentina ricoverata in Sicilia. La donna proveniva da una zona a rischio. I suoi campioni di sangue sono stati inviati all'istituto Spallanzani di Roma e si attende l'esito dei risultati.
Autore: Redazione 13 maggio 2026
Roma, 13 maggio 2026 – Oggi pomeriggio, alle ore 16:30, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni interverrà nell’Aula del Senato della Repubblica per il consueto question time (premier time) con i gruppi parlamentari. La sessione di interrogazioni a risposta immediata si concentrerà sui principali nodi macroeconomici del Paese, con particolare attenzione alle politiche di crescita, al contrasto al carovita e al sostegno a famiglie e imprese. Il dibattito odierno vedrà la Presidenza del Consiglio rispondere a quesiti strategici su energia, pressione fiscale e coesione territoriale. Tra i temi prioritari figurano i piani per il nucleare, la difesa delle recenti riforme fiscali e gli investimenti strutturali per il rilancio del Mezzogiorno, oltre alle misure per arginare il fenomeno della fuga dei giovani dall'Italia. Sul fronte interno della maggioranza, la Lega porrà l'accento sull'emergenza abitativa, considerata un pilastro sociale ed economico dell'esecutivo. Al centro dell'interrogazione del partito il nuovo "Piano Casa" e il decreto "Salva Casa", promossi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il piano punta a immettere sul mercato circa 100mila alloggi in dieci anni tramite edilizia pubblica, sociale e formule di rent to buy, prevedendo inoltre il recupero di 60mila alloggi popolari attualmente inutilizzati. L'obiettivo dichiarato è fornire risposte concrete al ceto medio e ai giovani, in un contesto demografico che vede l'85,6% degli under 30 residenti ancora con la famiglia d'origine. Contestualmente, il gruppo di Fratelli d’Italia sosterrà l'efficacia dei provvedimenti fiscali finora varati, respingendo le contestazioni delle forze di minoranza. I lavori dell'Aula saranno trasmessi in diretta sui canali istituzionali del Senato della Repubblica.
Autore: FRVV NEWS MAGAZINE 12 maggio 2026
Sabato 23 maggio 2026 andrà in scena il primo appuntamento di “Horse for Inclusion”, manifestazione di equitazione completamente integrata che unisce sport, inclusione e partecipazione sociale in un contesto di assoluto prestigio. L’evento si svolgerà presso il Centro Equestre Federale dei Pratoni del Vivaro, impianto d’eccellenza i cui spazi valorizzano il forte significato sportivo e sociale dell’iniziativa. Una location simbolica e straordinaria, immersa in 45 ettari di verde incontaminato e conosciuta a livello internazionale per aver ospitato Olimpiadi e Campionati del Mondo. “Horse for Inclusion” rappresenta un modello innovativo di sport realmente inclusivo: cavalieri con e senza disabilità di pari abilità tecniche gareggeranno insieme nelle stesse discipline, sugli stessi grafici e nelle medesime prove, con un ordine di partenza unico e senza distinzione alcuna. Le specialità previste saranno Dressage, Gimkana, Volteggio e Presentazione. La manifestazione nasce con una doppia valenza, sportiva e sociale, con l’obiettivo di dimostrare concretamente come lo sport possa diventare uno strumento autentico di integrazione, partecipazione e crescita condivisa. Sono inoltre attese presenze istituzionali e testimonial del mondo dello spettacolo, che contribuiranno a dare ulteriore visibilità e rilevanza a un evento pensato non solo come competizione sportiva, ma anche come occasione di incontro, convivialità e divertimento per tutte le famiglie e i partecipanti. Accanto alle competizioni saranno presenti laboratori integrati gratuiti aperti a tutti, realizzati grazie alla collaborazione di importanti aziende che hanno scelto di sostenere il progetto e il suo messaggio inclusivo. In particolare: laboratorio di panificazione a cura di Grande Impero; laboratorio di gelateria a cura di Ice Natura e Qfrozen; laboratorio di vivaio e découpage a cura di Morzilli. Un sentito ringraziamento va a tutte le aziende coinvolte, che hanno aderito gratuitamente all’iniziativa contribuendo concretamente a dare forza e rilevanza allo scopo sportivo e sociale della manifestazione. L’organizzazione dell’evento si avvale inoltre del supporto logistico del CIV – Circolo Ippico del Vivaro e del coordinamento tecnico di Chiara Minelli, elementi fondamentali che rappresentano una concreta garanzia per la piena riuscita della manifestazione. Tutti i partecipanti riceveranno un riconoscimento e, proprio per l’elevato valore sociale dell’evento, gli sponsor presenti consentiranno di premiare anche gli istruttori, con l’intento di sensibilizzare sempre più il mondo sportivo sul tema dell’inclusione. La scelta del Centro Federale dei Pratoni del Vivaro non è casuale: oltre alla straordinaria valenza naturalistica del luogo, il prestigio sportivo dell’impianto contribuisce a dare ulteriore rilievo a una manifestazione che vuole lanciare un messaggio forte e concreto di inclusione attraverso lo sport.  Questa prima edizione si annuncia già come un grande successo e pone le basi affinché “Horse for Inclusion” possa diventare un appuntamento stabile, ricorrente e sempre più significativo nel panorama equestre nazionale.
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