L’amicizia come strumento di rinascita
La scrittrice Alessandra D’Egidio racconta in “Due meno due” una storia di violenza sulle donne, ma individuando nella solidarietà al femminile un potente mezzo per uscire dal tunnel.
Due donne di età e provenienza diverse. Accomunate da un vissuto difficile con il loro partner, ma per motivi differenti. Una è alle prese l’una con il difficile compito di comprendere e perdonare, se questo è possibile, l’altra con una violenza latente e apparentemente “gentile”, ma sempre più incombente e opprimente.
Sono le protagoniste del nuovo libro della scrittrice ternana Alessandra D’Egidio che dopo il suo esordio letterario del 2021, “La vita che mi ha scelto”, è tornata nelle librerie, sempre con Bertoni editore, con “Due meno due – Una storia di amicizia e di rinascita”. Lo ha fatto affrontando un tema purtroppo di sempre scottante attualità, quello della violenza sulle donne, ma senza indulgere in facili sensazionalismi, esagerazioni letterarie o toni moraleggianti. Piuttosto, scegliendo un tono pacato ma anche effettuando un’attenta analisi delle dinamiche psicologiche che si nascondono dietro un rapporto di coppia, ricordando che se c’è un uomo violento, verbalmente o fisicamente che sia, c’è anche una donna che subisce, giustifica, si incolpa, si vergogna, non sa come uscirne. Ma talvolta l’aiuto arriva da dove meno lo si aspetta: magari proprio da una donna che si è incontrata per caso e con la quale ci si è “riconosciute” a vicenda, visto che non è solo la violenza a potere ferire a morte una persona e sono tanti i dolori che ciascuno deve sopportare e cercare di curare.
Ecco dunque che la violenza e il dolore si accompagnano a elementi ben più positivi e che dunque “Due meno due”, come ben recita il sottotitolo, non è solo una storia di caduta, ma anche di amicizia.
Alessandra, credi che essa abbia un potere salvifico e a quali condizioni?
“La storia delle due protagoniste di Due meno due, è soprattutto una storia di amicizia. Marta e Chiara si conoscono nel momento in cui la loro vita è in crisi per motivi molto diversi. Si incontrano, si guardano nel profondo e si prendono per mano. La loro alleanza crea la forza per rinascere. Auguro a tutte le donne che vivono una relazione violenta di incontrare un'amica vera che sappia capire e dare la forza per uscire dal tunnel.”
Quanto è importante continuare a parlare del tema della violenza sulle donne e quale è il contributo della letteratura?
“La mia giovane esperienza di scrittura mi ha insegnato che scrivere è un atto civile: ho la possibilità di guardare il mondo contemporaneo farmi domande e cercare risposte. Il mio sguardo cerco di spostarlo in tutti gli angoli, la realtà è piena di sfumature che troppo spesso nella velocità della vita sfuggono. La scrittura ci richiede di fermarci e riflettere: sia quando si scrive che quando si legge.”
Il tuo libro è stato pubblicato qualche mese fa: cos'è cambiato da allora e ci sono stati dei riscontri da parte dei lettori e, forse, soprattutto delle lettrici?
“Tra il primo e il secondo romanzo ho visto cambiare la reazione dei lettori. Nel primo caso forse anche io ero più timida, con Due meno due è accaduto invece che da marzo 2025, ossia da quando il romanzo è uscito, io abbia ricevuto una forte e inattesa restituzione di tanti lettori che mi hanno scritto e voluto conoscere personalmente. Non lo avrei mai immaginato e lo considero un dono prezioso.”


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