Autore: Anna Maria Rengo
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27 ottobre 2026
La casa editrice Pulci Volanti è specializzata nella letteratura per l’infanzia e la sua attività unisce personalizzazione, condivisione e universalità. Una realtà da conoscere e raccontata dalla co-fondatrice Chiara Bongiovanni. Cancellate dall’immaginario la credenza che si tratti di semplici favolette che chiunque possa inventare a uso e consumo di un pubblico decisamente poco esigente. Scrivere per bambini è una cosa decisamente seria e che pone molteplici sfide. Ne sanno qualcosa alla casa editrice Pulci Volanti, casa editrice indipendente fondata nel 2017 e specializzata in libri per bambini. Quali sono le motivazioni e le speranze che hanno portato alla sua nascita? La parola a Chiara Bongiovanni, co-fondatrice (con Alessia Battaglia, ora non più all’interno della stessa) della casa editrice. “Fondare Pulci Volanti ci è sembrato l'evoluzione naturale del nostro percorso professionale individuale (educatrici, arteterapeute, lettrici attive nella narrazione e promozione alla lettura condivisa, scrittrici, illustratrici...). Ognuna di noi ha un bagaglio professionale che si intreccia con le competenze delle altre rappresentando un matrone di un unico percorso verso un orizzonte condiviso. Guardandoci in giro nel panorama dell'editoria per l'infanzia ci siamo rese conto che mancava qualcuno che realizzasse libri come li vivevamo e pensavamo noi: personalizzabili, universali e condivisi. In cui editrici, autrici e lettori e lettrici potessero sentirsi ed essere parte di uno stesso processo.” Quali sono le problematiche specifiche che incontra la letteratura per bambini e ragazzi? “Nel promuovere i nostri libri e le nostre attività ci siamo rese conto che da un lato tutto ciò che riguarda l'infanzia è considerato minore e improvvisabile. La maggior parte delle persone considera il lavoro con l'infanzia un gioco, ma un gioco facile. In particolare per l'editoria per infanzia molti e molte pensano che sia facile realizzare storie o illustrazioni perché sono un divertimento e che non siano necessarie competenze e conoscenze. È esattamente il contrario: semplice non vuol dire superficiale e improvvisato, ma ogni cosa è pensata, ragionate, rivista, ripensata se non funziona. Ecco, l'editoria per l'infanzia, come per ogni lavoro, richiede cura e la cura richiede tempi, competenze e profondità. Il difficile è proprio il riconoscimento immediato del lavoro soprattutto da chi è fuori dal contesto. I libri, invece, agganciano grandi e piccini che ne ritrovano il valore e nelle cui storie si riconoscono.” Nel panorama attuale i grandi classici dell’infanzia, dalle favole tipo fratelli Grimm ai romanzi come la quadrilogia delle Piccole donne della Alcott, che ruolo ricoprono? “I grandi classici restano dei punti di riferimento per mantenere vive le radici, rafforzare la memoria e il senso di appartenenza, ma oramai le cose vengono pensate, ragionate, studiate e curate con un pensiero che contempla il bambino riconoscendone il valore di persona e, di conseguenza, realizzando testi, libri e narrazioni più consone ad accompagnare il suo sviluppo. I classici non dovrebbero diventare una zavorra che blocca, ma un supporto per sostenere un percorso in avanti, con uno sguardo a volte oltre l'orizzonte.” Quanto è difficile avvicinare i bambini alla lettura e al mondo dei libri, e attraverso quali strumenti magari non convenzionali lo si può fare? “Il miglior modo per far entrare bambini bambine e adulti nella lettura è destrutturare il pensiero fisso che lettura sia solo leggere e sfogliare libri. Lettura è relazione, contatto, interazione con se stessi e con gli altri attraverso il luogo libro, la relazione si costruisce con diversi linguaggi, con la condivisione, con la cura e il tempo. Dedicare un tempo in cui si è veramente presenti, intrecciare diversi linguaggi (suono, movimento, ecc.), concedersi di abbandonarsi senza più rigidità permette di avvicinare i bambini e le bambine, ma anche gli adulti. Più che mezzi non convenzionali, ragionerei su modalità meno rigide, pensiero ampio, atteggiamento aperto, con ascolto e accoglienza per raggiungere tutti e tutte e permettere l'esperienza della lettura in modo libero e personale (senza giudizi e frustrazioni).” A proposito di strumenti non convenzionali, può parlarci del progetto Storie in comune? “È partendo dall'idea di intrecciare diversi linguaggi, di non irrigidirsi su posizioni e visioni monolitiche e sull'idea che lettura e leggere sono esperienze condivise che nasce l'idea del Festival Storie in Comune. Selezionato dal Centro per il libro e la lettura nell'ambito del bando Ad Alta Voce 2024, grazie al finanziamento permette di lavorare in sinergia Pulci Volanti con Dalia Edizioni, Storie a colori libreria e Cipss cooperativa sociale e con il sostegno dei Comuni di Avigliano Umbri, Guardea, San Gemini, Stroncone, gli Istituti comprensivi di Montecastrilli, Oberdan di Terni e Attigliano Guardea. Proponiamo eventi e attività sia nelle scuole che presso luoghi di vita quotidiana in cinque giornate pubbliche intrecciando saperi, competenze, linguaggi e offrendo percorsi di incontro, attraverso la narrazione, di realtà come il Centro diurno Si può fare di Narni Usl Umbria 2, la casa famiglia Casa Avigliano, studentesse delle secondarie con l'alternanza scuola-lavoro. Molti e differenti i linguaggi usati tanto quanto gli enti che hanno dato il loro patrocinio: Regione Umbria, Nati per Leggere e Nati per la Musica Umbria, Usl Umbria 2 e Comune di Terni. A testimoniare le libri e lettura sono un filo rosso che tesse relazioni e trame che uniscono e permettono di sentirsi parte di una stessa comunità.” Quali sono i progetti futuri e le prossime uscite delle Pulci Volanti? “Pulci Volanti adesso si sta muovendo e dopo essersi trasformata in un ente del terzo settore e impresa culturale e creativa che offre cinque differenti servizi tutti intorno e attraverso la narrazione, libri e lettura, intende rendere strutturale il festival per garantire continuità di accesso a proposte culturali di qualità nei territori carenti di proposte, co-costruire nuove narrazioni e pubblicarne libri che continuino a viaggiare accorciando le distanze (sia territoriali, che culturali, che sociali), promuovere la lettura in contesti diversi (sanitari, sociali ed educativi). Essere, insomma, strumento di welfare culturale per sostenere il ben-essere bio-psico-sociale di persone singole e comunità. Le prossime uscite in libreria saranno: Ciccicocco Coccinella un libro collettivo nato all'interno del progetto BorgoZeroSei (progetto finanziato da Con i Bambini), Come dentro, fuori brilla (un libro nato all'interno del festival Storie in Comune durante un percorso del gruppo del Si può fare che ha dato vita a un collettivo creativo).”