L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, è stato ucciso in un raid condotto da Israele e dagli Stati Uniti. Aveva 86 anni. I media statali di Teheran hanno riferito della sua morte .

AGENZIA DIRE • 1 marzo 2026

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Intanto, il presidente Trump - intervistato da Fox News - ha dichiarato: "Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile .

 

 L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, è stato ucciso in un raid condotto da Israele e dagli Stati Uniti. Aveva 86 anni. I media statali di Teheran hanno riferito della sua morte questa mattina, confermando dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump diffuse alcune ore dopo un bombardamento sul complesso residenziale che ospitava il dirigente della Repubblica islamica.

  L’ayatollah aveva assunto la guida dell’Iran nel 1989, dopo la morte di Ruhollah Khomeini, il religioso e politico carismatico che un decennio prima aveva guidato la rivoluzione islamica. Secondo quanto riportano i media israeliani sarebbe rimasto ucciso, insieme alle sue guardie del corpo, anche l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Non ci sono, però, conferme ufficiali sulle sue sorti da parte di Israele o Iran.

Intanto, il presidente Trump – intervistato da Fox News – ha dichiarato: “Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile”. E, con soddisfazione, ha aggiunto che “48 comandanti iraniani sono stati uccisi in un colpo solo”. Il presidente si è detto non preoccupato per l’impatto degli attacchi “sui prezzi del petrolio”.

  LA MORTE DI KHAMENEI

“Si annuncia al popolo iraniano che sua eminenza il grande ayatollah Imam Sayyid Ali Khamenei, guida della rivoluzione islamica, è stato martirizzato nell’attacco congiunto lanciato dall’America e dal regime sionista la mattina di sabato 28 febbraio”, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. I media statali iraniani hanno aggiunto che anche la figlia, il genero e il nipote di Khamenei sono stati uccisi.


 

 Trump aveva dichiarato in precedenza che Khamenei e altri funzionari iraniani “non sono riusciti a sfuggire all’intelligence statunitense e ai sistemi di tracciamento avanzati”.

Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato in una nota che Teheran considera la vendetta un suo “legittimo diritto e dovere” e che farà tutto il possibile per adempiere a tale dovere. Il massimo funzionario della sicurezza iraniana, Ari Larijani, ha lanciato un avvertimento contro gli Stati Uniti e Israele. “Ieri l’Iran ha lanciato missili contro gli Stati Uniti e Israele, e hanno fatto male”, ha detto su X. “Oggi li colpiremo con una forza che non hanno mai sperimentato prima.”

TRUMP: “SE TEHERAN REAGISCE COLPIREMO CON FORZA MAI VISTA”

Il presidente Donald Trump ha ammonito l’Iran a non reagire contro gli Stati Uniti e Israele.
L’avvertimento è stato pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social.

  “L’Iran ha appena detto che oggi colpirà molto duramente, più duramente di quanto abbia mai fatto prima”, ha scritto Trump. “Faranno meglio a non farlo, perché se lo faranno, li colpiremo con una forza mai vista”.

Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, i cosiddetti “pasdaran”, aveva annunciato che avrebbe colpito Israele e le basi statunitensi nella regione del Golfo persico in rappresaglia per la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran uccisa in un bombardamento ieri a Teheran.

ISRAELE BOMBARDA, TEHERAN RISPONDE DAL GOLFO ALL’IRAQ

Colonne di fumo oggi su Teheran dopo nuovi raid missilistici: le immagini sono state diffuse sia da media dell’Iran che da emittenti e testate internazionali. Le esplosioni si sono verificate dopo che le forze armate di Israele avevano annunciato l’avvio di nuova campagna di bombardamenti.

  Anche l’Iran ha continuato a colpire, prendendo di mira sia Tel Aviv e altre località di Israele sia basi degli Stati Uniti nella regione del Golfo Persico. L’agenzia di stampa Irna ha anche riferito di raid nella regione del Kurdistan iracheno. Stando a questa ricostruzione, a colpire basi americane, definite “centri militari nemici”, sono stati caccia dell’aviazione.

LE CONDOGLIANZE PUTIN: “OMICIDIO CINICO, VIOLATE TUTTE LE NORME”

Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso le sue “condoglianze” al presidente iraniano Masoud Pezeshkian “per l’assassinio della Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, Seyyed Ali Khamenei”. Lo riferisce il Cremlino come riporta l’agenzia Tass.

Il Presidente russo ha descritto la morte dell’Ayatollah Khamenei come “un omicidio cinico che ha violato tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale”. In Russia, ha aggiunto Putin, “Khamenei sarà ricordato come un eminente statista, che ha dato un enorme contributo allo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi”. Il leader russo ha espresso “le sue più sentite condoglianze e il suo sostegno ai familiari e agli amici di Khamenei, al governo e a tutto il popolo iraniano”.

  TEHERAN CONFERMA MORTE IL CAPO DELL’ESERCITO E IL CAPO DEI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE

Il capo di Stato maggiore dell’esercito, Abdolrahim Moussavi, il ministro della Difesa, Aziz Nasirzadeh, il capo dei Guardiani della rivoluzione, Mohammad Pakpour, e il consigliere della guida suprema, Ali Shamkhani: sono tutti dirigenti dell’Iran uccisi nei raid di Israele e degli Stati Uniti.
A confermare la notizia oggi i media di Stato di Teheran.

LA CINA: “RISPETTARE LA SOVRANITÀ, PROTEGGERE I CIVILI”

La Cina è “profondamente preoccupata” per l’offensiva militare avviata ieri da Stati Uniti e Israele contro l’Iran: lo ha dichiarato Fu Cong, rappresentante permanente di Pechino presso le Nazioni Unite.
Il diplomatico è intervenuto a una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Secondo Fu, la Cina sostiene che tutte le parti debbano attenersi agli scopi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite e si oppone all’uso o alla minaccia della forza nelle relazioni internazionali. Il diplomatico ha aggiunto: “La Cina sottolinea che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran e degli altri Paesi della regione devono essere rispettate”.

  Secondo Fu, Pechino è profondamente rattristata per l’elevato numero di vittime civili causato dal conflitto. L’ambasciatore ha aggiunto che, in ogni circostanza, “la linea rossa della protezione dei civili nei conflitti armati non deve essere superata e l’uso indiscriminato della forza è inaccettabile“.
Fu ha concluso: “La Cina invita tutte le parti a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, a garantire in modo efficace la sicurezza dei civili e a evitare attacchi contro infrastrutture civili”.

 


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