Legge elettorale alla Camera, bocciato per un voto l’emendamento Fdi sulle preferenze
Le opposizioni si sono unite contro la riforma presentata dal centrodestra definita "irricevibile" e "inemendabile" chiedendo lo scrutinio segreto. Contraria la premier Meloni che ha caldeggiato "una doverosa operazione verità"
ROMA – Entra nel vivo lo scontro parlamentare sulla riforma della legge elettorale oggi all’esame della Camera. Le opposizioni, serrando i ranghi, hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi parlamentari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, compresi quelli sull’introduzione delle preferenze, gli articoli e il voto finale sul provvedimento.
I capigruppo alla Camera del Partito Democratico (Chiara Braga), del Movimento 5 Stelle (Riccardo Ricciardi) e di Alleanza Verdi e Sinistra (Luana Zanella) hanno inviato una lettera formale al presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana. Richiamando gli articoli 51 (comma 3) e 49 (comma 1) del Regolamento della Camera, le opposizioni hanno chiesto che l’intero iter di votazione della proposta di legge n. 2822 e dei testi abbinati – compresi tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale – si svolga a scrutinio segreto. Un passaggio che punta a saggiare la tenuta della maggioranza nel segreto dell’urna, in particolare sul delicato tema delle preferenze.
Sono in totale 114 le votazioni a scrutinio segreto, accolte dalla presidenza della Camera, che si terranno in Aula sugli emendamenti e gli articoli della riforma della legge elettorale. Più la votazione finale. È quanto emerge dal fascicolo delle norme su cui è stato dato l’ok al voto non palese dopo la richiesta delle opposizioni.
BOCCIATI SUBEMENDAMENTI SULLA PARITÀ DI GENERE
Sono stati bocciati, a scrutinio segreto, i subemendamenti delle opposizioni sulla parità di genere nei capilista bloccati. L’emendamento di maggioranza alla legge elettorale sulle preferenze non prevede infatti più l’obbligo di parità di genere. Un sub è stato bocciato con 207 no e 155 sì. Alla seconda votazione 217 i no e 158 sì. Parere contrario sui due subemendamenti da relatori e governo.
PREFERENZE, EMENDAMENTO FDI BOCCIATO PER UN VOTO
Con votazione a scrutinio segreto, l’Aula della Camera ha respinto per un voto l’emendamento Fdi-Noi Moderati-Udc, appoggiato da Lega e Forza, che cambia l’articolo 1 della legge elettorale del centrodestra introducendo un mix di capilista bloccati e preferenze. La norma, con il parere favorevole di relatori e Governo, è stata respinta con 188 no e 187 sì. “Avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio. Ora che siete andati sotto vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca noi“, ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in aula.
SCHLEIN: “PRENDETE ATTO DEL VOSTRO FALLIMENTO E ANDATE A CASA”
“Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un Paese con una crescita a zero, con i salari tra i più bassi d’Europa, il costo dell’energia più caro d’Europa, le liste d’attesa infinite in sanità, le tasse che avete portato al record, la priorità sia la legge elettorale. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no. Era un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne”, ha aggiunto la leader del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula alla Camera.
“Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo Paese in grado di risolvere i problemi di milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni mentre vi occupavate solo dei vostri patti di potere che oggi sotto gli occhi di mezzo Governo sono saltati- ha proseguito Schlein-. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa!”.
Il voto in aula apre una crisi di governo? “È la democrazia, ora vediamo che succede…”, ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intercettato in Transatlantico dopo la bocciatura dell’emendamento.
LE DISCUSSIONI PRE-VOTO
Ecco cosa si è detto durante questa giornata politica nelle ore che hanno preceduto il voto.
MELONI: SÌ ALLE PREFERENZE, NO AL VOTO SEGRETO
“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto”, ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social. “Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, conclude.
LOLLODRIGIDA: CHI CHIEDE VOTO SEGRETO UN PO’ VIGLIACCO
“Chiedere il voto segreto significa non avere coraggio delle proprie posizioni e puntare sugli intrighi di palazzo. Lo considero un atteggiamento un po’ vigliacco, il regolamento lo prevede ma non vedo problemi di coscienza, lo considero non corretto dal punto di vista etico, non istituzionale perché i regolamenti lo prevedono”, le ha fatto eco il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, parlando con i giornalisti alla Camera.
“Noi abbiamo dichiarato che siamo a favore delle preferenze e quindi vogliamo votare in maniera trasparente. Gli italiani devono sapere nomi e cognomi, a mio avviso, di quelli che sono a favore e quelli che sono contro le preferenze”, ha concluso.
TAJANI: “NESSUN PASSO INDIETRO, FI VOTERÀ SI”
Sul fronte della maggioranza, Forza Italia ha sciolto le riserve e voterà a favore dell’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, che prevede un sistema misto con capilista bloccati e preferenze per le posizioni successive. Il segretario azzurro e vicepremier, Antonio Tajani, ha smentito l’ipotesi di una retromarcia al termine dell’assemblea dei deputati di FI: “Ci è stata fatta questa proposta da parte di Fratelli d’Italia, che è di compromesso e accettabile perché rimane il principio fondamentale della legge. Tutto il centrodestra si è dichiarato a favore e lungi da noi l’idea di voler dividere la coalizione. La nostra era una scelta di tipo culturale, legata ai rischi che possono presentare le preferenze”.
Rispetto al rischio di franchi tiratori nel voto segreto paventato dalle opposizioni, Tajani si dice sicuro: “L’indicazione è chiara, sono convinto che tutti nel centrodestra la rispetteranno. È stata una decisione condivisa dall’assemblea, non un’imposizione”.
TAJANI: “NESSUNA CRISI IN MAGGIORANZA, TROVIAMO SEMPRE ACCORDO”
Se l’emendamento sulle preferenze voluto da Fratelli d’Italia venisse bocciato in Aula, il Governo sarebbe a rischio? “No, Perché? Non è a rischio niente”, ha assicurato Tajani. “Il Governo è solido – ha aggiunto Tajani- Questa è un’iniziativa parlamentare. La legge l’abbiamo condivisa, presentata, poi ci sono emendamenti alla legge. Le preferenze sono un dettaglio della legge, non sono la legge. La questione è stata molto enfatizzata, l’obiettivo è la stabilità. La stabilità porta crescita economica, porta investimenti dall’estero, garantisce alle imprese di poter pianificare la loro attività”.
“Chi lo dice che le preferenze hanno messo in crisi la maggioranza, lo dice la sinistra”, sottolinea ancora. “La sinistra parla sempre e poi entra lei in crisi – ha aggiunto il ministro degli Esteri – Perché mi pare che il flop della manifestazione l’hanno fatto loro, Renzi e Calenda non li hanno voluti, li hanno contestati quelli della sinistra e Potere al Popolo. Mi pare che in crisi è l’opposizione, non la maggioranza. Noi, come vedete, troviamo sempre l’accordo. Anche oggi abbiamo trovato l’accordo. Quindi, come vedete, in difficoltà è la sinistra, non il centrodestra. Noi godiamo di ottima salute. Poi, si vedano le elezioni, vedi a Reggio Calabria, vedi a Venezia dovevamo essere travolti dalla sinistra e poi li abbiamo travolti noi. Mi pare che c’è molta propaganda Loro sono ancora legati alla propaganda del passato. Alla fine, parlano, parlano, ma non vincono mai. In crisi ci stanno loro, mi pare. Pure sulla politica estera, chiariscano da che parte stanno. Noi abbiamo sempre votato nella stessa maniera, tutti. Loro ci dicano se stanno con la Russia o stanno con l’Ucraina. Ce lo facciano sapere”.
TAJANI: “C’È UN PROBLEMA DONNE, MIO IMPEGNO SU LISTE FI”
Tajani ha poi risposto alle perplessità sollevate sul rischio di una penalizzazione delle donne in lista, data l’assenza di norme specifiche di genere nell’emendamento: “Abbiamo un problema che riguarda le donne, ma ho garantito che avranno un’ampia rappresentanza nelle liste che presenteremo”.
“Siccome non c’è nella legge – spiega il vicepremier – io come segretario del partito ho garantito di fronte ai capigruppo e a due vicesegretari del partito, l’impegno, tenendo presente anche che ai vertici del partito ci sono una donna capogruppo, una donna presidente della consulta, una donna vicesegretario. Credo che debbano essere i partiti a farsi carico della rappresentatività femminile. È nel nostro stesso interesse, visto che le elettrici sono più degli elettori”.
VANNACCI: VOTEREMO EMENDAMENTO FDI SU PREFERENZE
Non risparmia critiche, invece, Roberto Vannacci. L’eurodeputato ha attaccato duramente l’intesa via social: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio. L’emendamento di Fdi, Noi Moderati e Udc mantiene i capolista bloccati, lasciando il potere nelle segreterie di partito e dando solo un contentino nelle posizioni successive. Noi non siamo d’accordo, vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze pure”.
Vannacci ha comunque annunciato che voterà a favore dell’emendamento di maggioranza ritenendolo “il meno peggio”, pur mantenendo “il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà”.
M5S: VOTIAMO NO EMENDAMENTO FDI SU FINTE PREFERENZE
Il Movimento 5 stelle voterà l’emendamento di Fratelli d’Italia, sottoscritto anche da Noi Moderati e Udc, che prevede capoilista bloccati e prefererenze? “Assolutamente no”. Lo dice il capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera Alfonso Colucci dopo che il gruppo a Montecitorio si è riunito sulla legge elettorale. “Non abbiamo nemmeno avuto bisogno di discuterne- aggiunge- sono preferenze finte e votiamo no”.
SCHLEIN: “IRRICEVIBILE, OPPOSIZIONI FARANNO MURO”
La segretaria del PD, Elly Schlein, attacca duramente il merito e il metodo della riforma: “Questa pessima legge elettorale è irricevibile. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale, questo è un chiaro tentativo di realizzare il premierato per via ordinaria tramite la legge elettorale”.
Per Schlein “è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un Paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa”. Sul piano del voto, la leader dem ha chiarito la linea: “Noi continueremo a fare muro insieme alle altre opposizioni. Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”.
Netto il no all’emendamento targato Fratelli d’Italia: “Voteremo contro l’emendamento presentato da FDI che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere. Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”.
BOCCIA: “EMENDAMENTO FDI SERVE SOLO A SOPRAVVIVENZA MAGGIORANZA“
Sulla compattezza delle minoranze e sulle frizioni nel centrodestra è intervenuto duramente il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia, parlando all’assemblea congiunta dei gruppi dem: “La maggioranza è divisa. Molto più di quello che è stato raccontato. Le opposizioni, al contrario, sono unite. L’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze è solo una sorta di contratto di sopravvivenza della maggioranza. L’unità delle opposizioni in aula può fare la differenza contro il patto di potere che tiene insieme questo governo”.
FRATOIANNI: “INEMENDABILE, SI CAMBIANO LE REGOLE A POCHI MESI DAL VOTO”
Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, in un’intervista al quotidiano Il Manifesto, ribadisce l’asse con il resto delle minoranze per fermare il provvedimento: “Faremo il possibile per fermare la proposta del governo. Voteremo gli emendamenti comuni che puntano a scardinare la proposta delle destre e anche quelli dei singoli partiti dell’opposizione, con voti incrociati. Riteniamo che la proposta delle destre sia inemendabile e incostituzionale“.
Anche per Fratoianni il testo configura “un premierato introdotto per legge ordinaria”, una forzatura istituzionale inedita se paragonata al panorama internazionale: “Negli altri grandi Paesi europei nessuno pensa di cambiare le regole a pochi mesi dal voto”.
BOLDRINI: “UNA LEGGE TRUFFA DETTATA DALLA PAURA DELL’ALTERNATIVA”
A rincarare la dose è la deputata del PD e Presidente del Comitato permanente sui diritti umani, Laura Boldrini, che definisce il testo “una legge truffa elettorale dettata dalla paura di perdere” di fronte a un’opposizione che si sta compattando. “Dopo essersi vantata di guidare il governo più longevo della Repubblica, eletto con l’attuale legge, improvvisamente Giorgia Meloni parla di garantire la stabilità. Il motivo è chiaro: l’unità delle opposizioni fa paura”, punge Boldrini. “Dopo la batosta presa al referendum costituzionale, tenta di introdurre il premierato con una legge ordinaria, senza rischiare un’altra clamorosa sconfitta ad un altro referendum“, aggiunge la deputata.
Spiegando il fine politico del testo sottolinea: “L’obbligo di indicare il premier nel programma serve a togliere poteri al Capo dello Stato e a introdurre il premierato di fatto. Ci opporremo con tutti gli strumenti possibili, insieme alle altre opposizioni, per contrastare questo disegno truffaldino”.
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