LEGGE ELETTORALE, VERSO LO SCONTRO IN AULA. TAJANI RASSICURA LA MAGGIORANZA: "NESSUN RISCHIO FRANCO TIRATORE"
Giovedì il primo voto alla Camera sulle pregiudiziali. Resta alta la tensione politica, in particolare sulle norme per l'alternanza di genere, mentre gli ultimi sondaggi agitano i partiti.
Entra nel vivo la partita parlamentare sulla riforma della legge elettorale. Il primo e decisivo banco di prova è fissato per giovedì prossimo, quando l'Aula della Camera sarà chiamata a esprimersi sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Un appuntamento che si preannuncia ad alta tensione, ma che vede i vertici della maggioranza ostentare compattezza.
Sul delicato passaggio del voto segreto è intervenuto direttamente il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha voluto blindare la tenuta della coalizione di governo: “Non temiamo alcuna sorpresa in Aula, non ci sarà nessun franco tiratore”, ha dichiarato il leader di Forza Italia, respingendo l'ipotesi di imboscate parlamentari all'interno dei partiti che sostengono l'esecutivo.
Nonostante le rassicurazioni, il clima nei palazzi della politica resta incandescente. A surriscaldare il dibattito sono soprattutto le forti frizioni trasversali sul principio della parità di rappresentanza. Le parlamentari di diversi schieramenti mantengono infatti altissima la pressione sul mantenimento e sul rafforzamento dei meccanismi di alternanza uomo-donna nella composizione delle liste elettorali, un tema considerato non negoziabile.
A complicare il quadro si aggiungono le ultime rilevazioni dei sondaggi demoscopici. I dati, in costante evoluzione, stanno modificando i rapporti di forza virtuali tra le liste, alimentando il nervosismo e spingendo le segreterie dei partiti a ricalibrare le proprie strategie in vista dello showdown di giovedì.

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