Leone XIV, il primo Angelus dopo l'operazione: l'appello ai leader e il ritorno graduale
Una prova di forza e di fede che cancella i timori della vigilia. A sole 24 ore dalle dimissioni shock dal Policlinico Gemelli, dove martedì scorso era stato operato d'urgenza per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare, Papa Leone XIV sfida la convalescenza e si affaccia puntuale a mezzogiorno dalla finestra del Palazzo Apostolico.
Ad attenderlo in Piazza San Pietro c'è un oceano di 15mila fedeli in delirio, che accolgono l'apparizione del Pontefice con un applauso scrosciante e liberatorio. Il Papa, visibilmente segnato ma in discreta forma, parla a braccio e rompe gli indugi sul suo futuro: «Riprenderò gradualmente le mie attività con l'aiuto di Dio e le vostre preghiere».
Leone XIV non nasconde la drammaticità dei giorni scorsi e trasforma il dolore personale in un messaggio di fratellanza universale: «Quest'esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità. Grazie ai medici, agli infermieri del Gemelli e a chi ha pregato per me: ho sentito davvero il vostro sostegno».
Ma è nel commento al Vangelo del giorno che il Papa ritrova la sua proverbiale fermezza, lanciando un durissimo monito politico e morale che risuona ben oltre le mura vaticane. Citando il celebre passo "Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio", Leone XIV scuote le coscienze dei leader mondiali: «Il Regno di Dio chiede di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto la giustizia. Bisogna essere veritieri, senza alcuna soggezione». Un discorso potente, che trasforma una domenica di convalescenza nell'ennesimo manifesto del suo pontificato d'assalto.

Recent Posts














