Meloni annuncia il nuovo decreto sul lavoro: “1,2 milioni di occupati in più”. Ma sui contratti statali pesa l’incognita arretrati
La Premier presenta il decreto dopo il Cdm. Per il pubblico impiego il giallo della retroattività: aumenti a rischio "taglio"
Anche quest’anno il governo ha deciso di celebrare la festa dei lavoratori con dei provvedimenti dedicati al mondo del lavoro, pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno con il loro lavoro contribuiscono a fare grande la nazione. Lo facciamo col decreto approvato oggi in Consiglio dei ministri”. Lo dice Giorgia Meloni, al termine del Cdm.
LA STRATEGIA PER L’OCCUPAZIONE
Secondo la premier, il provvedimento si inserisce in un solco già tracciato dall’esecutivo: “Il decreto legge approvato oggi è un tassello di una strategia molto più ampia, il cui obiettivo è sostenere la creazione di maggiore occupazione, stabile e di qualità. Una strategia che sta dando i suoi frutti: oggi più di ieri l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Dall’inizio della legislatura abbiamo 1 milione e 200 mila occupati in più”.
UN PATTO CON I CORPI INTERMEDI
Oltre ai numeri, Meloni guarda al metodo e al confronto con le parti sociali per i prossimi passi del governo. “Vediamo questo decreto anche come un punto di partenza di un patto con i corpi intermedi, le organizzazioni sindacali e datoriali. Una scelta concreta da costruire provvedimento dopo provvedimento con chi è disponibile”, ha concluso la presidente del Consiglio al termine della riunione a Palazzo Chigi.
STATALI: IL GIALLO DELLA RETROATTIVITÀ E DEGLI ARRETRATI
A margine dei provvedimenti sul lavoro, resta alta l’attenzione sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego per il triennio 2025-2027. Nelle ultime ore è emerso il rischio di uno svuotamento della retroattività degli aumenti, una notizia che ha subito messo in allarme le sigle sindacali.
Cosa significa concretamente? Solitamente, quando un contratto viene firmato in ritardo rispetto alla scadenza, i lavoratori ricevono gli “arretrati” per coprire i mesi scoperti. Per questa tornata, tuttavia, il Governo ha già erogato degli anticipi (la cosiddetta Indennità di Vacanza Contrattuale maggiorata). Il timore è che questi anticipi vengano considerati quasi totalmente assorbenti: al momento della firma definitiva, il conguaglio degli arretrati risulterebbe dunque molto più esiguo rispetto al passato, concentrando le risorse disponibili solo sugli aumenti futuri per contenere la spesa pubblica.

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