Meloni: "Il governo al lavoro per valorizzare Made in Italy"

FRV NEWS MAGAZINE • 26 febbraio 2026

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Il messaggio della premier alla terza edizione dell'Italian Investment Council, promosso da Remind. Fitto: "Competitività e crescita sono oggi priorità assolute". Crisafi (Remind): "Il nostro obiettivo è rendere più stabile il ponte tra pubblico e privato"

 

SI è aperta oggi a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council, la piattaforma di dialogo promossa da Remind che riunisce istituzioni e imprese per delineare le strategie di crescita della Nazione. Al centro del dibattito, il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito la centralità del sistema industriale italiano come motore di attrazione per gli investimenti esteri.

 

L'intervento della Premier Meloni

 

Nel suo messaggio di saluti, la Premier ha evidenziato la solidità del sistema Paese: "L'Italia ha un'economia solida e un sistema industriale e manifatturiero di prim'ordine, in grado di integrarsi con chi vuole avviare un'attività in Italia". Meloni ha poi rivendicato il ruolo globale del brand nazionale: "La nostra Nazione è universalmente riconosciuta come la Patria del bello, del ben fatto e della creatività. L'export è uno dei nostri asset e il Made in Italy è apprezzato e amato in tutto il mondo".


La Presidente ha inoltre posto l'accento sulle riforme introdotte per favorire chi sceglie di investire in Italia, citando la norma sui grandi programmi di investimento esteri (superiori al miliardo di euro): "Una misura che prevede un procedimento unico di autorizzazione e la nomina di un commissario straordinario, garantendo tempi rapidi e certi grazie a un unico interlocutore".

 

Le sfide europee e il ruolo dei territori

 

Il Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, ha spostato il focus sullo scenario internazionale, definendo competitività e crescita come "priorità assolute". Fitto ha sottolineato che la forza dell'Europa risiede nella capacità di sostenere i territori, le imprese e le comunità locali, rendendo le istituzioni comunitarie più flessibili e vicine alle esigenze reali del mercato.

Partenariato Pubblico-Privato

In chiusura, il Presidente di Remind Paolo Crisafi ha ribadito l’obiettivo dell’iniziativa: consolidare un ponte stabile tra settore pubblico e privato.

 

 L’Italian Investment Council si conferma così lo spazio strategico per analizzare le sfide future e trasformare l'eccellenza del Made in Italy in un volano di sviluppo economico sostenibile e duraturo.


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 febbraio 2026
Si è concluso oggi il primo delicato capitolo della vicenda di Elsa, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel rogo del locale ‘Le Constellation’ a Crans-Montana durante la notte di Capodanno. La giovane è atterrata a Torino con un volo sanitario decollato da Zurigo, per essere immediatamente trasferita presso il CTO della Città della Salute di Torino. Dopo quasi due mesi di ricovero in terapia intensiva presso il centro specializzato svizzero, Elsa prosegue ora il suo percorso di cure in Italia. Ad accoglierla, oltre alla famiglia, un’ondata di solidarietà che ha coinvolto le massime cariche dello Stato. “Abbiamo vissuto ogni giorno con l’unico obiettivo di arrivare a questo momento”, ha dichiarato commosso il padre Lorenzo. “È stato l’inferno, ma lo abbiamo superato. Non ci siamo mai sentiti soli: abbiamo ricevuto l’appoggio di tutti, a partire dal Presidente Mattarella, che mi ha telefonato personalmente anche oggi per augurare il meglio ad Elsa, dopo essere venuto a trovarci a Zurigo”. La paziente, che ha riportato gravi ustioni su gran parte del corpo, è ora affidata alle cure dell'équipe del Centro Grandi Ustionati di Torino. Il trasferimento segna l’inizio di una nuova fase, focalizzata sulla riabilitazione e sul recupero funzionale, monitorata costantemente dai medici del nosocomio torinese. La famiglia ha espresso il desiderio di mantenere il massimo riserbo per garantire alla giovane la serenità necessaria ad affrontare il lungo percorso di guarigione che la attende.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 18.15 26 febbraio 2026
I racconti choc degli infermieri e le prime parole del papà di Domenico Caliendo, il bimbo di Napoli morto a seguito di un trapianto fallito. La Procura: "Nessun errore di Bolzano", gli ultimi sviluppi dell'inchiesta Erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da…pic-nic”: si limita a dire questo, Antonio Caliendo, 29 anni, ma avrebbe molti altri aggettivi da usare contro l’equipe medica dell‘ospedale Monaldi che ha compromesso il cuore destinato a suo figlio, Domenico. IL PADRE DI DOMENICO: “UNA FOTO INCREDIBILE”, IL BOX SEQUESTRATO DAI NAS Il papà del bimbo morto a due anni per un trapianto fallito, per la prima volta ha parlato con i giornalisti, al Corriere della Sera, l’indomani della pubblicazione della foto choc del mezzo utilizzato per il trasporto dell’organo che avrebbe dovuto dare una nuova vita a suo figlio. Un’immagine “incredibile”, ha aggiunto. E risulta davvero difficile crederci: invece di usare uno dei box hi-tech a disposizione dell’ospedale Monaldi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti riportate dalla stampa, i sanitari incaricati a prelevare il cuore dal donatore, a Bolzano, hanno infatti preferito un normalissimo contenitore-frigo “da spiaggia”. Ora, quel box azzurro con il manico arancione e una sigla scritta con pennarello- per indicare la sala operatoria di cardiologia pediatrica- è sotto sequestro dei Nas. SETTE INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO IN CONCORSO, CHI SONO Il suo utilizzo allunga l’elenco dei punti critici di tutta la catena di errori e silenzi incomprensibili che ha portato alla morte di Domenico e su sui è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo in concorso di cui dovranno rendere conto, per il momento, sette medici e sanitari. Sotto la lente della Procura di Napoli ci sono il primario del reparto di Cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, colui che ha eseguito il trapianto al piccolo Domenico. Poi tra le figure della sua équipe indagate ci sarebbero l’anestesista Francesca Blasi, le cardiochirurghe Mariangela Addonizio e Emma Bergonzoni. E poi Gabriella Farina, cardiochirurga pediatra responsabile della missione di espianto e recupero del cuore dal corpo del donatore a Bolzano. Nel registro degli indagati anche la dirigente del reparto dei trapianti Marisa De Feo che però non ha avuto alcun ruolo nel doppio intervento. “I MEDICI SPARIRONO TUTTI” Nessuno di loro disse nulla di quanto era accaduto in sala operatoria ai genitori di Domenico, del cuore ‘bruciato’ vennero a conoscenza più di un mese dopo, dalla stampa. Ma “io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo”, spiega il papà. “Così, poi quando è venuto fuori tutto, ero molto nervoso e tre giorni prima che Domenico morisse ebbi un brutto litigio con le guardie giurate”, racconta, come a giustificare il suo silenzio precedente. LE VERIFICHE SU CHAT E VOCALI DEI CELLULARI DEGLI INDAGATI Di certo ora non c’è più posto per il silenzio e nessuno potrà più provare a sparire: nella mattinata di oggi, giovedì 26 febbraio, è stato conferito l’incarico ai periti che dovranno occuparsi degli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati ai 7 indagati. Sotto esame le conversazioni in chat, i messaggi vocali e scritti che possono aiutare a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto il 23 dicembre, giorno del trapianto del cuore deteriorato. Mentre emergono alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti. LE TESTIMONIANZE CHOC DEGLI INFERMIERI Come le dichiarazioni dei tre infermieri presenti in sala operatoria, ora agli atti dell’inchiesta. Quando arrivò al Monaldi, l’organo destinato a Domenico era “duro come una pietra di ghiaccio”, così lo ha descritto uno dei sanitari. La tensione è salita alle stelle quando se ne è accorto il primario Oppido che aveva già effettuato l’espianto del cuore malato del piccolo paziente. Gli infermieri parlano infatti una reazione adirata di Oppido nei confronti di Farina, giunta in sala operatoria da Bolzano: “La tensione si tagliava a fette”. Per ‘scongelare’ il cuore “provammo a far abbassare la temperatura dell’organo, prima con acqua fredda, poi con acqua tiepida, infine con acqua calda- continua il racconto degli infermieri- Ma non servì a nulla. Il cuore era una pietra di ghiaccio”. Da qui la decisione folle di andare avanti: Domenico resta per quasi 2 mesi attaccato a un macchinario in sostituzione di quel cuore nuovo ‘bruciato’ dal ghiaccio che non poteva tornare a battere. E i suoi genitori sono lasciati all’oscuro di tutto. LE BUGIE NEL VERBALE OPERATORIO A monte la scelta di procedere all’espianto del cuoricino di Domenico prima di aver accertato l’idoneità dell’organo del donatore. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petrucci spiega come sia stato possibile che dalla sala operatoria non fosse uscito nulla sull’accaduto, nemmeno dalle ‘carte’: “Una sorta di timore reverenziale ha permesso che il tecnico perfusionista nel verbale operatorio cambiasse l’orario in cui è avvenuto l’espianto del cuore di Domenico”. Gli infermieri infatti hanno raccontato che “quando era arrivato il cuore in sala operatoria, Domenico aveva lo sterno vuoto e il cuore era sul tavolo”. Il legale ai microfoni del TgR ha riferito quanto appreso da una delle testimonianze messe a disposizione delle parti. L’ESPIANTO DEL CUORE DOMENICO PRECEDENTE ALL’ARRIVO IN SALA DEL NUOVO ORGANO Infatti, dalle testimonianze rese dagli addetti ai lavori che erano presenti nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025, acquisite nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sulla morte di Domenico Caliendo, si evince che l’espianto del cuore del bambino di due anni e mezzo sarebbe precedente rispetto all’arrivo dell’organo del donatore in sala operatoria e, di conseguenza, precedente rispetto alla valutazione sulle condizioni dello stesso. Una delle testimonianze, da oggi a disposizione degli avvocati della famiglia del paziente e dei sette indagati, indica che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18 mentre il contenitore era fuori dall’ospedale, di conseguenza prima che si potesse procedere alle manovre del caso sul cuore donato e alla valutazione delle sue caratteristiche. L’organo proveniente da Bolzano sarebbe materialmente arrivato in sala poco prima delle 14:30 e successivamente, dopo altri 5-6 minuti, il contenitore sarebbe stato aperto: in quel momento i sanitari presenti si sono accorti che qualcosa non andava nel box quando però il cuore “vecchio” di Domenico era già sul tavolo. La cardiectomia, viene affermato, era in fase di ultimazione mentre il contenitore non era ancora aperto. L’AVVOCATO: “PER LA PROCURA NAPOLI NESSUN ERRORE O NEGLIGENZA DI BOLZANO” “La Procura di Napoli dopo aver svolto tutte le indagini anche attraverso i Nas di Bolzano – che hanno fatto arrivare i medici da Innsbruck al confine, hanno svolto un’indagine molto ampia facendo una simulazione del ghiaccio secco all’interno della box – non intende indagare nessuno a Bolzano. Non c’è nessun errore o negligenza di Bolzano per la Procura di Napoli. E anche a parere di questa difesa”. A spiegarlo, dopo un colloquio con i pm in Procura, è Francesco Petruzzi, avvocato difensore dei genitori di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli. AVVOCATO: “IL BOX NON IDONEO GIÀ PER LE LINEE GUIDA 2015, IL GHIACCIO? NESSUNA ‘CULPA’ DELL’OSS DI BOLZANO” “Il contenitore di plastica che hanno portato da Napoli non era idoneo neanche per le linee guida del 2015”. Lo afferma Francesco Petruzzi, avvocato difensore dei genitori di Domenico, morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, in riferimento al box utilizzato dall’equipe del Monaldi per il trasporto da Bolzano a Napoli del cuore destinato al bambino. Petruzzi precisa: “Ci sono le linee guida del 2015, che sono state recepite poi in quelle del 2018 e poi quelle del 2025. Già nelle linee guida del 2015 è previsto che ogni minuto venga controllata la temperatura. In quelle del 2018 e del 2025 il controllo deve essere costante”. E aggiunge: “Quando si trasporta un organo in aereo la legge prevede che all’arrivo, vista la variazione di temperatura e pressione durante un volo, si verifichi la temperatura della box. Non è stato fatto”. Sempre per quanto riguarda il trasporto dell’organo del donatore, l’avvocato – dopo un colloquio con i pm in Procura – spiega che l’oss dell’ospedale ha portato la cardiochirurga del Monaldi “dove era tenuto il ghiaccio secco e ha chiesto ‘dottoressa questo ghiaccio va bene?’. La dottoressa ha confermato che il ghiaccio andava bene”. “La oss – conclude Petruzzi – non ha alcuna qualifica, nessuna culpa in vigilando rispetto a questa situazione. L’ospedale di Bolzano non è un centro trapiantologico, il ghiaccio secco ha motivo di esserci perché fanno conservazione dei tessuti. L’espianto è completa responsabilità della dottoressa del Monaldi, in quanto primo operatore”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 febbraio 2026
Provvedimento in tre articoli. Il premio non può superare il 15%, non oltre i 230 seggi I capigruppo della coalizione di centrodestra hanno depositato oggi presso la Camera e il Senato il testo ufficiale della nuova riforma della legge elettorale, denominata "Stabilicum". Il provvedimento, che si compone di tre articoli, mira a garantire la governabilità attraverso un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza. I Punti Cardine della Riforma: Soglia per il Premio: La lista o coalizione che raggiunge il 40% dei voti validi ottiene un premio di maggioranza. Tetto ai Seggi: Il premio attribuito non può in ogni caso superare il 15% dei seggi totali, con un limite invalicabile fissato a 230 seggi complessivi per la coalizione vincente. Indicazione del Premier: Sulla scheda elettorale comparirà il nome del candidato alla Presidenza del Consiglio, collegando direttamente il voto popolare alla guida del governo. La Durissima Reazione del Partito Democratico:  Immediata la replica della Segretaria del PD, Elly Schlein, che ha bocciato il testo senza appello: "È una riforma inaccettabile, scritta per pura convenienza elettorale della destra". Schlein ha denunciato come il provvedimento sia strumentale al progetto del premierato, sottolineando il rischio di uno svuotamento del ruolo del Parlamento e delle prerogative del Presidente della Repubblica. "Non permetteremo un colpo di mano che distorce la rappresentanza per blindare il potere di chi governa". Il testo inizierà ora il suo iter nelle commissioni competenti, dove la maggioranza punta a una rapida approvazione per armonizzare il sistema di voto con le imminenti riforme costituzionali.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 15.19 26 febbraio 2026
Linee generali definite: abolizione dei collegi uninominali per la Camera; proporzionale con premio di maggioranza per le coalizioni se si supera la soglia del 40%, eccetera eccetera. I nodi potrebbero essere rimandati in Parlamento La maggioranza trova l’accordo di massima sulla nuova legge elettorale. Lo ‘stabilicum’ (così è già stato ribattezzato) scalda i motori. Obiettivo, nell’idea del centrodestra, garantire stabilità al Paese con un vincitore certo alle prossime elezioni. Molte sono ancora le ‘limature’ tecniche da fare prima che la riforma venga depositata in Parlamento, ma le linee generali sembrano definite: abolizione dei collegi uninominali per la Camera; proporzionale con premio di maggioranza (o di governabilità) per le coalizioni se si supera la soglia del 40%; restano le circoscrizioni con i collegi plurinominali con l’idea di avere un listino di maggioranza diviso per collegi e se si vince tutto il listino approvato; il nome del candidato premier sul programma e non sulla scheda. Quanto alle preferenze, al momento non dovrebbero entrare nel testo base che verrà presentato (probabilmente dai capigruppo dei partiti di maggioranza e forse a Montecitorio) ma, a quanto si apprende, l’opzione non è ancora completamente esclusa. Anche se non venisse inserita nella proposta di legge che poi darà avvio alla discussione, le preferenze potrebbero tornare al centro del dibattito durante l’approfondimento in commissione su spinta proprio di Fratelli d’Italia (magari tramite emendamenti) anche se Forza Italia e Lega mostrano resistenza (una delle ipotesi potrebbe essere inserirle ma con i capilista bloccati). Si attende quindi l’ok finale dei leader per suggellare politicamente l’accordo e poter arrivare al testo di riforma su cui avviare l’iter in Parlamento.
Autore: AGENZIA DIRE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE. 15.15 26 febbraio 2026
I racconti choc degli infermieri e le prime parole del papà di Domenico Caliendo, il bimbo di Napoli a cui è stato trapiantato un organo danneggiato. Gli ultimi sviluppi dell'inchiesta “Erano fuori di testa quelli che partirono da Napoli per andare a Bolzano a prendere il cuore con quel frigo da…pic-nic”: si limita a dire questo, Antonio Caliendo, 29 anni, ma avrebbe molti altri aggettivi da usare contro l’equipe medica dell‘ospedale Monaldi che ha compromesso il cuore destinato a suo figlio, Domenico. IL PADRE DI DOMENICO: “UNA FOTO INCREDIBILE”, IL BOX SEQUESTRATO DAI NAS Il papà del bimbo morto a due anni per un trapianto fallito, per la prima volta ha parlato con i giornalisti, al Corriere della Sera, l’indomani della pubblicazione della foto choc del mezzo utilizzato per il trasporto dell’organo che avrebbe dovuto dare una nuova vita a suo figlio. Un’immagine “incredibile”, ha aggiunto. E risulta davvero difficile crederci: invece di usare uno dei box hi-tech a disposizione dell’ospedale Monaldi, secondo le ricostruzioni degli inquirenti riportate dalla stampa, i sanitari incaricati a prelevare il cuore dal donatore, a Bolzano, hanno infatti utilizzato un normalissimo contenitore-frigo “da spiaggia”. Ora, quel box azzurro con il manico arancione e una sigla scritta a mano con il pennarello- per indicare la sala operatoria di cardiologia pediatrica- è sotto sequestro dei Nas. SETTE INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO IN CONCORSO, CHI SONO Il suo utilizzo allunga l’elenco dei punti critici di tutta la catena di errori e silenzi incomprensibili che ha portato alla morte di Domenico e su sui è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo in concorso di cui dovranno rendere conto, per il momento, sette medici e sanitari. Sotto la lente della Procura di Napoli ci sono il primario del reparto di Cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido, colui che ha eseguito il trapianto al piccolo Domenico. Poi tra le figure della sua équipe indagate ci sarebbero l’anestesista Francesca Blasi, le cardiochirurghe Mariangela Addonizio e Emma Bergonzoni. E poi Gabriella Farina, cardiochirurga pediatra responsabile della missione di espianto e recupero del cuore dal corpo del donatore a Bolzano. Nel registro degli indagati anche la dirigente del reparto dei trapianti Marisa De Feo che però non ha avuto alcun ruolo nel doppio intervento. “I MEDICI SPARIRONO TUTTI” Nessuno di loro disse nulla di quanto era accaduto in sala operatoria ai genitori di Domenico, del cuore ‘bruciato’ vennero a conoscenza più di un mese dopo, dalla stampa. Ma “io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo”, spiega il papà. “Così, poi quando è venuto fuori tutto, ero molto nervoso e tre giorni prima che Domenico morisse ebbi un brutto litigio con le guardie giurate”, racconta, come a giustificare il suo silenzio precedente. LE VERIFICHE SU CHAT E VOCALI DEI CELLULARI DEGLI INDAGATI Di certo ora non c’è più posto per il silenzio e nessuno potrà più provare a sparire: nella mattinata di oggi, giovedì 26 febbraio, è stato conferito l’incarico ai periti che dovranno occuparsi degli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati ai 7 indagati. Sotto esame le conversazioni in chat, i messaggi vocali e scritti che possono aiutare a ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto il 23 dicembre, giorno del trapianto del cuore deteriorato. Mentre emergono alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti. LE TESTIMONIANZE CHOC DEGLI INFERMIERI Come le dichiarazioni dei tre infermieri presenti in sala operatoria, ora agli atti dell’inchiesta. Quando arrivò al Monaldi, l’organo destinato a Domenico era “duro come una pietra di ghiaccio”, così lo ha descritto uno dei sanitari. La tensione è salita alle stelle quando se ne è accorto il primario Oppido che aveva già effettuato l’espianto del cuore malato del piccolo paziente. Gli infermieri parlano infatti una reazione adirata di Oppido nei confronti di Farina, giunta in sala operatoria da Bolzano: “La tensione si tagliava a fette”. Per ‘scongelare’ il cuore “provammo a far abbassare la temperatura dell’organo, prima con acqua fredda, poi con acqua tiepida, infine con acqua calda- continua il racconto degli infermieri- Ma non servì a nulla. Il cuore era una pietra di ghiaccio”. Da qui la decisione folle di andare avanti: Domenico resta per quasi 2 mesi attaccato a un macchinario in sostituzione di quel cuore nuovo ‘bruciato’ dal ghiaccio che non poteva tornare a battere. E i suoi genitori sono lasciati all’oscuro di tutto. LE BUGIE NEL VERBALE OPERATORIO A monte la scelta di procedere all’espianto del cuoricino di Domenico prima di aver accertato l’idoneità dell’organo del donatore. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petrucci spiega come sia stato possibile che dalla sala operatoria non fosse uscito nulla sull’accaduto, nemmeno dalle ‘carte’: “Una sorta di timore reverenziale ha permesso che il tecnico perfusionista nel verbale operatorio cambiasse l’orario in cui è avvenuto l’espianto del cuore di Domenico”. Gli infermieri infatti hanno raccontato che “quando era arrivato il cuore in sala operatoria, Domenico aveva lo sterno vuoto e il cuore era sul tavolo”. Il legale ai microfoni del TgR ha riferito quanto appreso da una delle testimonianze messe a disposizione delle parti. L’ESPIANTO DEL CUORE DOMENICO PRECEDENTE ALL’ARRIVO IN SALA DEL NUOVO ORGANO Infatti, dalle testimonianze rese dagli addetti ai lavori che erano presenti nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025, acquisite nell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sulla morte di Domenico Caliendo, si evince che l’espianto del cuore del bambino di due anni e mezzo sarebbe precedente rispetto all’arrivo dell’organo del donatore in sala operatoria e, di conseguenza, precedente rispetto alla valutazione sulle condizioni dello stesso. Una delle testimonianze, da oggi a disposizione degli avvocati della famiglia del paziente e dei sette indagati, indica che il clampaggio sarebbe avvenuto alle 14:18 mentre il contenitore era fuori dall’ospedale, di conseguenza prima che si potesse procedere alle manovre del caso sul cuore donato e alla valutazione delle sue caratteristiche. L’organo proveniente da Bolzano sarebbe materialmente arrivato in sala poco prima delle 14:30 e successivamente, dopo altri 5-6 minuti, il contenitore sarebbe stato aperto: in quel momento i sanitari presenti si sono accorti che qualcosa non andava nel box quando però il cuore “vecchio” di Domenico era già sul tavolo. La cardiectomia, viene affermato, era in fase di ultimazione mentre il contenitore non era ancora aperto.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 26 febbraio 2026
Sale la febbre per il Festival: i riflettori del Teatro Ariston sono tutti per Eros Ramazzotti. A 40 anni dal trionfo con "Adesso Tu", l'artista romano interrompe il suo "Una Storia Importante World Tour" per un ritorno alle origini che sa di leggenda . L'evento clou vedrà Eros al fianco della superospite internazionale Alicia Keys. I due presenteranno in anteprima mondiale una versione inedita de "L'aurora", unendo per la prima volta le loro voci dal vivo. La sorpresa più emozionante sarà sentire Alicia Keys cantare in italiano . Un tributo ai suoi nonni siciliani e alla sua eredità culturale: “Cantare in italiano su questo palco iconico ha un altro livello di magia. Non l’ho mai fatto prima d’ora!”, ha confessato la star. “Sarà un’occasione speciale per onorare con orgoglio le mie radici e il grande potere della musica che non conosce confini” Per noi, che eravamo solo bambine negli anni '80 e tappezzavamo le camerette con i suoi poster, questo ritorno ha il sapore di un cerchio che si chiude. Erano gli anni in cui Eros vinceva Sanremo quando ancora si vinceva il "Cavallo" , il mitico trofeo dorato che stringeva tra le mani con l'emozione di un ragazzo di periferia. Oggi che siamo cresciute, ritrovare Eros su quel palco non è solo un evento musicale, ma un viaggio nell'anima: vederlo lì, 40 anni dopo quel premio iconico, ancora una volta "nato ai bordi di periferia" ma ormai cittadino del mondo accanto a una stella come Alicia Keys, ci ricorda che certi sogni non hanno età. Bentornato Eros, idolo di sempre.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ore: 13.55 26 febbraio 2026
Giro di boa per la kermesse: all'Ariston attesissima la top model Irina Shayk Giro di boa per Sanremo 2026. Questa sera, a partire dalle 20.35 su Rai 1, il festival andrà in scena con la terza serata. Sul palco si inizierà con la finale delle Nuove Proposte. A contendersi il titolo sono Nicolò Filippucci e Angelica Bove, rispettivamente in gara con “Laguna” e “Mattone”. I BIG SUL PALCO Dopo l’incoronazione partirà la puntata con le rimanenti 15 esibizioni dei Big in gara. Ecco, in ordine alfabetico, chi salirà sul palco. Arisa Eddie Brock Francesco Renga Leo Gassmann Luché Malika Mara Sattei Maria Antonietta e Colombre Michele Bravi Raf Sayf Sal Da Vinci Samurai Jay Serena Brancale Tredici Pietro IRINA SHAYK E UBALDO PANTANI CO-CONDUTTORI A co-condurre, insieme a Carlo Conti e Laura Pausini, ci sarà Irina Shayk. La top model si è detta “molto felice di essere qui”. Appassionata di musica, anche italiana, Shayk in conferenza stampa ha raccontato: “Mia mamma è stata insegnante di musica per 25 anni. Da piccola suonavo il piano e cantavo nel coro, ma non chiedetemi di cantare”. E a chi le ha chiesto quale fossero i suoi gusti ha risposto: “Con mamma ascoltavamo ​Celentano, Mina, Anna Oxa, Laura Pausini. La musica italiana va dritta al cuore, si sente dentro il significato dei testi. Sono felice di essere qui, al Festival di Sanremo che fa parte del Dna dell’Italia”. La modella, di origini russe, ha infine spiegato che non toccherà argomenti politici: “Sono qui per la musica, per stare insieme, per divertirmi”. Nella lista dei co-conduttori di stasera anche Ubaldo Pantani, nei panni di Lapo Elkann. GLI OSPITI Laura Pausini, poi, accoglierà il coro dell’Antoniano per un’esibizione sulle note di “Heal the world” di Michael Jackson per lanciare un messaggio di pace. Giulio Rapetti Mogol riceverà il premio alla carriera. Ci sarà anche un’incursione di Virginia Raffaele e Fabio De Luigi. Sul palco del Suzuki Stage a piazza Colombo si esibiranno i The Kolors. Max Pezzali sulla nave Costa Toscana.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 febbraio 2026
Dallo 0-2 dell'andata al 4-1: decide rigore di Samardzic al 98' Notte da sogno per la Dea, mercoledì 25 febbraio. L'Atalanta vola agli ottavi di finale della Champions League dopo una partita entusiasmante, pazza, assurda: i ragazzi di Palladino ribaltano il 2-0 rimediato nell'andata con il Borussia Dortmund e vincono 4-1 a Bergamo. Il gol decisivo per il passaggio del turno arriva al 98' con Samardzic, glaciale nel trasformare il calcio di rigore concesso sul gong. Le altre reti di Scamacca (5'), Zappacosta (45') e Pasalic (57').  Scongiurata così la possibilità di vedere ottavi di Champions senza squadre italiane. L'Atalanta ha battuto i primi colpi e adesso tocca alla Juventus, che dovrà rimontare il 5-2 incassato all'andata dal Galatasaray.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 26 febbraio 2026
Alla galleria Colonna, all’ombra di palazzo Chigi. presentato il libro di Italo Bocchino ‘Giorgia la figlia del popolo. Perché Meloni piace agli italiani‘, dove son narrate le gesta della premier: dalla periferia di Roma nord a Garbatella, fino a diventare “regina d’Europa”, come recita il libro sacro. E’ “una bellissima storia”, giura Arianna Meloni, sorella della protagonista. Insieme alla moderatrice Hoara Borselli, all'autore e al Presidente del Senato Ignazio La Russa, Arianna Meloni (responsabile della segreteria politica di FdI) è stata la protagonista del dibattito. Ecco i passaggi chiave del suo intervento: Il racconto umano: “È una bellissima storia”, ha giurato Arianna, visibilmente commossa. Ha descritto la sorella Giorgia come una persona umile e priva di vanità, che vive il governo come una missione: "Mia figlia ha visto il libro sul comodino e mi ha detto: 'Mamma, pensa che bello essere zia'. Io l'ho guardata e ho detto: zia è un fenomeno che non capita spesso, ma non è sola, dietro ha una comunità di uomini e donne". Ha rilanciato con forza i pilastri dell'agenda di governo, affermando che la riforma della giustizia e il premierato ci porteranno direttamente nell'"Italia del futuro". Ha salutato con favore la fine della diaspora della destra, dichiarando: "Vedere oggi Fini in prima fila è già una bellissima immagine". I presenti: La Galleria Alberto Sordi è stata affollata da una platea d'eccezione: Ministri: Presenti Calderone, Valditara, Musumeci, Roccella, Schillaci e Casellati. Esponenti politici: Giovanni Donzelli, l'ex leader Gianfranco Fini (molto cercato e salutato), l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e Francesca Pascale, che ha partecipato distribuendo spillette per il sì al referendum sulla giustizia.  Altri ospiti: Presenti anche Alessandro Cecchi Paone e Giampaolo Angelucci. L'evento è stato un successo di pubblico, con i posti a sedere esauriti e una forte
Autore: AGENZIA DIRE 26 febbraio 2026
"Trovo una contraddizione quando si parla di riforma incostituzionale, essendo questa una riforma costituzionale perché è la stessa Costituzione che prevede di riformare se stessa" “Se passerà il ‘sì’ il nuovo Csm verrà composto secondo i criteri della riforma, se dovesse passare il ‘no’ ci adegueremo ‘rispettosissimamente’ alla volontà popolare e non ci sarà nessuna conseguenza né sul governo, né sul Parlamento né sul ministero della Giustizia e nei rapporti con la magistratura”. A dirlo è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Palermo, durante il confronto con il presidente del M5s Giuseppe Conte sulla riforma costituzionale della giustizia organizzato dalla fondazione ‘Lauro Chiazzese’ a Villa Igiea. “Trovo una contraddizione quando si parla di riforma incostituzionale, essendo questa una riforma costituzionale perché è la stessa Costituzione che prevede di riformare se stessa: soltanto la ‘Veritas Domini’ (la verità del Signore, ndr) è ‘in aeternum’, (eterna, ndr)”. Nordio ricorre al Salmo 116 per difendere il principio di modificabilità della casta costituzionale. “I padri costituenti hanno previsto un unico caso nel quale la Costituzione non sia modificabile, ed è quello che riguarda la forma repubblicana dello Stato”, aggiunge. “Non abbiamo toccato e non toccheremo l’articolo della Costituzione che dice che il pubblico ministero ‘dispone’ della polizia giudiziaria”. “Poiché il pubblico ministero è capo della polizia giudiziaria e ne dispone deve quindi essere preparato a dirigerla – ha aggiunto Nordio – Al momento non funziona. In questo momento ti trovi a 26 anni, dopo avere vinto il concorso, a dare direttive ad un colonnello dei carabinieri senza avere la minima preparazione: non esiste una scuola di criminologia, tecnica delle indagini e degli interrogatori. Separando anche il Csm ci sarà sicuramente una maggiore preparazione da parte dei pm per dirigere la polizia giudiziaria”. “Il ministro Nordio ha parlato di un tavolo di confronto sulle leggi d’attuazione della riforma della giustizia in caso di vittoria del ‘sì’, ma allora perché non lo avete fatto prima in Parlamento e avete ‘blindato’ la riforma senza farci discutere il testo in quella fase”. Risponde il presidente del M5s Giuseppe Conte. “Avete mortificato il Parlamento”. “Voi volete una giustizia ‘domestica’, voi volete una giustizia addomesticata“. State realizzando un disegno di politica criminale sin dall’inizio. Ricordo la legge sui ‘rave party’: è andata in Gazzetta ufficiale e poi l’hanno modificata dopo che avete capito gli errori. Da lì è stato tutto un crescendo: oggi abbiamo decine e decine di inasprimenti di pene, poi avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata dall’Unione europea e avete ridimensionato il traffico di influenze illecite. E lei, ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni”. NORDIO: CON RIFORMA ABBIAMO ELEVATO INDIPENDENZA PM “L’articolo 104 è tassativo: non c’è nessunissima interferenza del potere esecutivo sull’autorità, sull’autorevolezza, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”, ha spiegato durante il confronto il ministro della Giustizia. “Noi abbiamo elevato l’indipendenza del pm – ha aggiunto – perché l’attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata dalla legge ordinaria. Con la riforma, invece, elevando la figura del pm allo stesso rango della magistratura giudicante ne abbiamo enfatizzato l’autonomia. Ma certe volte mi chiedo se chi è contrario alla riforma l’abbia letta bene”. NORDIO: SORTEGGIO RIDURRÀ DEGENERAZIONE CORRENTIZIA “Dobbiamo introdurre il sorteggio per eliminare o ridurre quella degenerazione correntizia che non è stata denunciata soltanto da me da trent’anni a questa parte, ma che è stata denunciata dalle massime cariche dello Stato che hanno parlato addirittura di ‘modestia etica’ durante lo scandalo Palamara. Tutto questo con il sorteggio non si potrà eliminare, perché la natura umana è quella che è, ma si potrà ridurre”, ha detto Carlo Nordio, a conclusione del faccia a faccia sulla riforma della giustizia con il leader del M5s Giuseppe Conte.
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