Meloni, il governo va avanti non abbiamo tempo da perdere Intervista al Tg1, 'al lavoro dal giorno dopo il referendum, non abbiamo tempo da perdere'
In programma incontri con i rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi. Al Tg1 la Premier spiega la natura del viaggio e poi su torna sul 'niet' dato agli Usa su Sigonella: "Quando non siamo d'accordo, lo diciamo"
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena giunta a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione istituzionale nei Paesi del Golfo. In programma incontri con i principali rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
L’obiettivo della missione è rafforzare le relazioni con queste nazioni e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico per il Paese.
La missione mira a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: il Golfo rappresenta infatti una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali.
Si tratta della prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e NATO dall’inizio del conflitto.
LA PREMIER: “MISSIONE NEL GOLFO PER ENERGIA E SOLIDARIETÀ VERSO PAESI AMICI”
La missione nel Golfo “è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche”, ma “chiaramente come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dice al Tg1, spiegano le motivazioni che l’hanno portata in missione nei Paesi del Golfo, oggi, venerdì 3 aprile.
L’Italia, “come gli altri Paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani”, spiega Meloni, “lo facciamo perché sono Paesi strategici per i nostri interessi”, perché “sono Paesi amici”, ma “soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani presenti nella regione”.
Rispetto al tema energetico, alla messa in sicurezza delle forniture all’Italia, “ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio“, ricorda la presidente del Consiglio, “da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia”.
MELONI: “SIGONELLA? QUANDO NON SIAMO D’ACCORDO CON GLI USA LO DICIAMO”
“Il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali, e quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d’accordo“. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dice al Tg1, commentando la decisione di non concedere l’uso dalla base di Sigonella ad alcuni aerei militari degli Stati uniti per una situazione che non rientrava nei trattati con Washington.
Nessun ripensamento sul rapporto da mantenere con l’alleato statunitense, però, “continuo a ritenere che sul piano geopolitico l’Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti”, precisa Meloni.
FONTI ITALIANE: NON SOLO ENERGIA, MELONI NEL GOLFO PER IL SOSTEGNO AI PAESI AMICI
Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono Paesi con cui l’Italia ha legami “che vanno ben oltre il rapporto istituzionale”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è nel Golfo per “essere presente in un momento molto difficile per questi Paesi” e “vedere come l’Italia li può aiutare”. Certo, sullo sfondo c’è la crisi energetica mondiale e le sue pesanti ripercussioni sull’Italia, ma “non siamo qui a chiedere” barili di petrolio e metri cubi di gas, semmai Meloni cercherà di “avere il polso della percezione” da parte di “tre grandi attori della regione”. Lo spiegano fonti italiane che forniscono dettagli sulla visita della presidente del Consiglio nel Golfo, precedendo la sua intervista al Tg1 della sera.
Ciò detto, precisano rassicuranti le fonti, per l’energia in Italia “la situazione è più in controllo rispetto a qualche anno fa con la crisi russo-ucraina, ma visto il momento si sta cercando di capire come mettere ancora di più al riparo l’Italia”.
“NESSUNA RICHIESTA DI METRI CUBI DI GAS O BARILI DI PETROLIO, QUI PER MOSTRARE VICINANZA”
Con la missione nel Golfo “non siamo qui a chiedere” forniture energetiche, anche perché “non è il presidente del Consiglio che fa questo”. Il senso di questa visita, anzi, “è opposto”. Certo, “è chiaro” che si parlerà dello Stretto di Hormuz e di come questi tre Paesi “vedono la crisi, di quale soluzione immaginano”. Però “non siamo qui a chiedere metri cubi di gas o barili di petrolio, ma per mostrare vicinanza e chiedere come Italia può essere utile”.
Per evitare che “passi un messaggio errato”, le fonti italiane ribadiscono che Meloni “non è qui per chiedere, è qui sulla base di relazioni che vanno ben oltre il rapporto istituzionale, ed essere presente in momento molto difficile per questi Paesi e vedere come l’Italia li può aiutare”.
Il tema della crisi seguita all’attacco di Israele e Stati uniti all’Iran sarà però inevitabilmente il primo ad essere affrontato, saranno “tre incontri molto importanti con tre posizioni non esattamente univoche”, e per la presidente del Consiglio “sarà l’occasione, in formati molto ristretti, di avere il polso della percezione da parte di questi tre grandi attori regione coinvolti in maniera diversa”.
Quello sul rafforzamento della sicurezza energetica è anzitutto il lavoro già fatto in Algeria per mettere al sicuro e possibilmente aumentare quelle che sono le forniture al momento a disposizione, spiegano le fonti italiane, e anche nel Golfo si farà un discorso del genere. Le fonti spiegano che sarà confermata “l’intenzione di grandi gruppi, a partite da Eni, di investire in questa area del Golfo nonostante la situazione”. In sostanza un messaggio di sostegno, nell’intenzione, confermata, di portare investimenti italiani per rafforzare i legami con una regione importante per noi “non solo dal punto di vista energetico”. Tutto questo facendo “come in Algeria”, garantendo la continuità degli investimenti, venendo a parlare direttamente con gli interlocutori e capendo come gestire una situazione che è di guerra, “e non è semplice”. Dunque, l’obiettivo dei due giorni di colloqui è interloquire al più alto livello con tre grandi Paesi Golfo, per vedere come si potrà superare insieme una situazione che vede oltre l’aspetto energetico quello alimentare, “con questi tre Paesi che sono importatori”. Tematiche che si vedranno insieme per capire come superarle, “non il solo tema energetico”, sottolineano ancora le fonti italiane.
FONTI ITALIANE: CON IRAN INTERLOCUZIONI, CHIEDIAMO LA CESSAZIONE OSTILITÀ
Se l’Italia è preoccupata per il blocco dello stretto di Hormuz, allora pretenda la fine della guerra: lo ha scritto l’ambasciata iraniana in Italia, in un post su X. Sono parole che “ci trovano totalmente in linea, da tempo l’Italia chiede la cessazione delle ostilità, e da tempo la presidente del Consiglio chiede questo“. Così fonti italiane, mentre è in corso la missione nel Golfo Persico di Giorgia Meloni, rispondono a chi chiede un commento sulle parole dell’ambasciata dell’Iran.
“Le interlocuzioni con Teheran esistono, a livello diplomatico”, spiegano le fonti italiane, “noi come altri non le abbiamo mai interrotte“. Quindi alla domanda se vi siano interlocuzioni in corso “la risposta è sì”, e si sta cercando di negoziare “per arrivare a una cessazione delle ostilità come tutti stanno cercando di fare, a livello quantomeno europeo”, spiegano ancora le fonti italiane.
FONTI ITALIANE: OGGI SUGLI EMIRATI 47 DRONI E 18 MISSILI BALISTICI
La missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo non è stata annunciata per ragioni di “mera sicurezza”. Lo spiegano fonti italiane. Ragioni evidenti, spiegano, perché “solo oggi sugli Emirati sono arrivati 47 droni e 18 missili balistici”, secondo i dati ufficiali. Insomma, ragioni di sicurezza tanto evidenti che “avevamo l’idea di andare anche in Kuwait, ma non è stato possibile”.
Recent Posts














