Autore: AGENZIA DIRE/FRV NEWS MAGAZINE
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15 settembre 2026
Lo ha detto per la prima volta il Segretario dell'Aeronautica Meink. Ma non si sa che tipo di armi e dove R OMA – Il Segretario dell’Aeronautica statunitense Troy E. Meink ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno già schierato armi in orbita terrestre: si tratta della prima ammissione pubblica in tal senso da parte di un funzionario del Pentagono, dopo anni di preparativi volti a contrastare eventuali dispiegamenti simili da parte di Russia e Cina. Intervenendo alla Air, Space and Cyber Conference di National Harbor, nel Maryland, Meink ha affermato che gli Stati Uniti “dispongono di armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere le forze congiunte da azioni ostili da parte di avversari”, secondo quanto riportato in un comunicato pubblicato sul sito dell’Aeronautica militare. Non ha fornito dettagli sulla natura di tali sistemi né sulla data del loro impiego. Il Pentagono teme da tempo che Cina e Russia stiano facendo progressi in ambito spaziale tali da minacciare sia le forze statunitensi sul terreno sia i satelliti americani. Martedì il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha risposto alle dichiarazioni di Meink affermando che Pechino si oppone a una corsa agli armamenti nello spazio e invitando Washington a fermare l’espansione delle proprie forze militari orbitali. Nel 2024 il New York Times aveva riportato che le agenzie di intelligence statunitensi temevano un possibile piano russo per collocare in orbita un’arma nucleare, capace di compromettere le reti satellitari su cui si basano comunicazioni e operazioni militari. Poco dopo il suo rientro alla Casa Bianca, Trump aveva firmato un ordine esecutivo per potenziare le difese aeree americane, compreso lo sviluppo di “intercettori spaziali” nell’ambito del programma Golden Dome, pensato per proteggere da minacce come i missili ipersonici già impiegati dalla Russia in Ucraina. A maggio Trump aveva indicato il generale Michael Guetlein, vice capo delle operazioni spaziali della Space Force, come responsabile della supervisione del progetto. Stati Uniti, Russia e Cina avevano iniziato a testare armi anti-satellite già decenni fa, salvo poi abbandonarle per il rischio di generare campi di detriti orbitali. Negli anni più recenti l’Aeronautica ha invece sviluppato sistemi “a bassa emissione di detriti”, pensati per disturbare o disabilitare i satelliti avversari senza produrre frammenti pericolosi: lo aveva dichiarato Frank Kendall, segretario dell’Aeronautica sotto l’amministrazione Biden, in un’intervista al New York Times nel 2024. Nello stesso anno il generale Chance Saltzman, a capo delle operazioni spaziali della Space Force fino al pensionamento del mese scorso, aveva riferito al Senato che i nuovi sistemi d’arma spaziali sarebbero stati pienamente operativi entro il 2026, senza specificarne il funzionamento. Diversi ex funzionari del Pentagono hanno ipotizzato l’impiego di laser, sistemi a microonde ad alta potenza o satelliti in grado di catturare o spostare quelli nemici. “La minaccia esiste”, aveva detto Kendall nel 2024. “È un ambito in cui dobbiamo essere competitivi.”