Milano Cortina 2026, L’ orgoglio di Malagò: “Ho lottato per questi Giochi, sono il fuoco della bellezza italiana che illumina il futuro”
Il Presidente della Fondazione e del CONI rivendica la determinazione dietro il successo della candidatura: “Non abbiamo mai rinunciato per amore del Paese e dello sport”.
Uno spirito italiano vibrante, contemporaneo e, soprattutto, frutto di una volontà d’acciaio. Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha celebrato l’avvicinarsi dei Giochi Invernali con un discorso che mescola visione etica e orgoglio nazionale, mettendo l’accento sul percorso faticoso ma vincente che ha portato l'Olimpiade in Italia.
Nel suo intervento, Malagò ha elevato il concetto di bellezza italiana da semplice dato estetico a dovere morale: “La bellezza non ci appartiene come un bene, ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità”. Per il Presidente, i Giochi non sono solo un evento sportivo, ma un’energia capace di trasformare la tradizione in "forza morale, culturale e civica". Citando la celebre massima sulla custodia del fuoco, Malagò ha esortato a trasformare quella tradizione in una fiamma olimpica viva, capace di consegnare alle future generazioni il coraggio necessario per costruire il domani.
Il passaggio più toccante e politico del discorso è stato dedicato alla genesi della sfida olimpica. Malagò non ha nascosto le asperità di un cammino complesso: “Questa celebrazione ha per me un significato profondo, perché so quanto tutti noi abbiamo lottato per arrivare fin qui. Il percorso non è stato privo di difficoltà”.
Una rivendicazione di leadership e di resilienza che spiega il successo della candidatura italiana: “Ero determinato a non rinunciare mai perché, semplicemente, amo il mio Paese, amo lo sport e amo il movimento olimpico”.
Dopo aver ringraziato i vertici del CIO, a partire dalla Presidente Kirsty Coventry e Kristin Kloster per il sostegno incrollabile, Malagò ha voluto tributare un riconoscimento corale a tutte le componenti che hanno reso possibile il "sogno".
Dalla sinergia tra il Governo italiano, le Regioni Lombardia e Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano, fino ai Comuni di Milano e Cortina, Malagò ha descritto il progetto come una dimostrazione straordinaria di coordinamento: “Unire realtà così diverse per un unico obiettivo è la prova della capacità di questo Paese di gestire progetti di estrema complessità”.
Un ringraziamento finale, carico di emozione, è stato rivolto al popolo italiano, ai migliaia di volontari e agli atleti che renderanno i Giochi del 2026 uno spartiacque storico per lo sport mondiale.

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