Nordio: 'La riforma non avrà e non deve avere effetti politici'
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scelto il Palazzo di giustizia di Milano per assistere all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, una cerimonia segnata quest'anno dalla novità della riforma della giustizia e dal dibattito intorno al referendum previsto a fine marzo. Oltre al Guardasigilli, presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, e alte cariche civili e militari.
L'intervento di Nordio a Milano
"Questa riforma non avrà e non deve avere effetti politici. Se dovessero prevalere i no accetteremo con grandissimo rispetto la volontà popolare, se dovessero prevalere il sì lungi dall'avere intenti persecutori, come qualcuno dice, inizieremo subito il giorno dopo un dialogo con la magistratura con l'avvocatura e con il mondo accademico per la seconda parte che è quella delle norme attuative". E' uno dei passaggi dell'intervento del ministro. La riforma "non è fatta contro nessuno o a favore di qualcuno, non è fatta per punire la magistratura o per rafforzare il governo che non ne ha bisogno" aggiunge.
Tutti i criteri del sorteggio, spiega il ministro Nordio, "sono in fieri: su quelli un dialogo può essere trovato. La stessa possibilità di ricorrere per Cassazione contro la decisione dell'Alta Corte disciplinare può essere oggetto di discussione. Non è vero come hanno detto alcuni che sia precluso il ricorso per Cassazione, l'articolo che istituisce l'alta Corte disciplinare dice che in seconda istanza si può andare davanti al plenum, ma non dice affatto che sia escluso l'articolo 111 della Costituzione".
Il Guardasigilli all'inizio e alla fine del suo intervento rimarca l'importanza del confronto. "Abbiamo avuto la possibilità di iniziare un dialogo, sia pure da posizioni spesso molto diverse, che dovrebbe continuare fino al momento del referendum; cioè un dialogo pacato, razionale, fondato sulle argomentazioni giuridiche, costituzionali, politiche se vogliamo, ma non su emotività sfrenate che possono portare anche ad atteggiamenti e affermazioni impropri" spiega Nordio.
"Davvero voi credete - chiede - che con questa riforma il Parlamento voglia porre la magistratura requirente e giudicante sotto il potere esecutivo? Ieri ho usato il termine blasfemo, lo ripeto e lo confermo, veramente trovo blasfemo, irriverente verso il Paramento - che ritengo un'istituzione sacra - aver voluto attribuire una volontà che nessuno ha mai avuto". Quindi "lungi dal voler sottoporre al potere esecutivo sotto il potere esecutivo la magistratura, noi abbiamo enfatizzato quella che è l'autonomia e l'indipendenza".
"Nessuno ha mai preteso - continua - che questa riforma potesse incidere sull'efficienza e sulla rapidità dei processi. Incide su altre cose, non su questo. Noi abbiamo fatto molto e stiamo facendo molto".

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