Oggi voli a rischio per lo sciopero del trasporto aereo, tutto sulla protesta

Redazione • 10 aprile 2026

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Possibili ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni di numerosi voli


Possibili disagi per chi ha in programma di viaggiare in aereo. Oggi, venerdì 10 aprile, è infatti previsto uno sciopero nazionale del comparto aereo. A proclamare l’agitazione i sindacati Uiltrasporti, UGL-TA, Astra e FAST-CONFSAL-AV.

 

"Dopo mesi di trattative infruttuose, senza risposte su salario, diritti e futuro, è il momento di farsi sentire. Recupero inflattivo insufficiente. Tutele messe in discussione. Carichi di lavoro in aumento. Nessun confronto reale sui cambiamenti organizzativi. Noi non abbiamo firmato accordi al ribasso. Noi stiamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori", si legge in un post su Facebook di Uiltrasporti Nazionale. L'Enav nell'annunciare lo sciopero, nella stessa nota sottolinea come "saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo norma vigente".

Gli orari

Si tratta di uno sciopero di 4 ore, dalle 13 alle 17, che potrebbe causare ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni di numerosi voli.

I voli garantiti

Come stabilito dalla regolamentazione italiana e dalle linee guida Enac, anche durante uno sciopero alcuni collegamenti devono essere assicurati per tutelare il diritto alla mobilità. Saranno quindi sempre operativi: i voli nelle fasce sempre garantite: dalle 07:00 alle 10:00 e dalle 18:00 alle 21:00; i voli di Stato e voli militari; voli sanitari, di emergenza e per trasporto organi; collegamenti di continuità territoriale, essenziali per le isole e per i collegamenti unici della giornata.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 aprile 2026
– Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, appartenenti al Reparto N.A.E. (Nucleo Assistenza Emarginati) del VII Gruppo Appio, hanno tratto in salvo un neonato di soli 15 giorni che viveva in condizioni di estremo degrado igienico-sanitario in un appartamento in zona Pietralata. L’OPERAZIONE E IL RITROVAMENTO L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione del nosocomio dove il piccolo era nato: la madre, una 31enne romana, si era allontanata arbitrariamente dalla struttura subito dopo il parto, sottraendo il figlio alle terapie necessarie e saltando i controlli post-partum. Dopo una serie di appostamenti e indagini coordinate dalla Procura per i Minorenni, i caschi bianchi hanno individuato l'abitazione nel IV Municipio. All'interno, gli agenti si sono trovati di fronte a uno scenario di totale abbandono: il neonato giaceva nudo su un materasso adagiato sul pavimento sporco, circondato da cumuli di rifiuti, calcinacci e pareti ricoperte di muffa. IL SEQUESTRO DI STUPEFACENTI Durante la perquisizione dell'immobile, gli agenti hanno rinvenuto circa 5 chili di sostanze stupefacenti tra marijuana e hashish, abilmente occultati tra i rifiuti e gli indumenti. Secondo le analisi condotte dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, la droga avrebbe fruttato sul mercato tra i 60.000 e i 70.000 euro, permettendo il confezionamento di quasi ottomila dosi. PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI Il compagno della donna, un cittadino romeno di 49 anni, è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La madre è stata denunciata a piede libero. Dagli accertamenti è emerso che la coppia risulta già indagata per omicidio colposo in relazione alla morte di un altro figlio avvenuta in precedenza. TUTELA DEL MINORE Il neonato è stato immediatamente trasportato presso una struttura ospedaliera neonatologica per ricevere le cure necessarie. Attualmente è affidato alla tutela dell'Autorità Giudiziaria minorile, che valuterà i provvedimenti necessari per la sua sicurezza.
Autore: AGENZIA DIRE 10 aprile 2026
Il Ministro dell'Economia al Question Time: "Valutare la tassazione degli extra profitti e ragionare su sospensione temporanea del Patto di stabilità"  “Il Governo si è mosso secondo una duplice linea: quella delle riforme strutturali, contenute nel decreto energia, e quelle emergenziali e temporanee, che hanno caratterizzato i provvedimenti per fronteggiare in via emergenziale il caro carburanti”. Lo dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time in Senato. In questo quadro, prosegue, “l’auspicio è che la crisi internazionale veda quanto prima la sua soluzione, ma se ciò non dovesse accadere, si dovrà porre seriamente il tema di una risposta unitaria europea, così come fu fatto per la pandemia, con misure eccezionali fra le quali ho già condiviso con alcuni partner europei la proposta di prevedere una tassazione degli extra profitti generati nel settore dagli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell’energia, fermo restando che il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita”. Qualora, dice ancora, “le conseguenze delle tensioni sui mercati energetici in corso dovessero prolungarsi o addirittura intensificarsi, l’Europa dovrebbe, in primo luogo, valutare il ricorso alla clausola di salvaguardia generale prevista dall’articolo 25 del Regolamento 1263/2024. Ricordo che la Commissione ha già avuto modo di esprimere cautela sulla possibilità di attivazione di tali clausole alla luce dell’attuale contesto, ma resta il fatto che in determinate condizioni, come nel caso di prolungato stress sulle finanze pubbliche del nostro Paese o di recessione severa nell’area, l’attivazione di tali clausole debba essere considerata una possibilità realistica, nonché esplicitamente prevista dalla nuova governance europea”.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.53 10 aprile 2026
Sul tavolo, il nodo principale dello Stretto di Hormuz La tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, tiene ma ogni ora che passa si fa sempre più fragile. Una svolta, si spera, potrebbe essere rappresentata dai colloqui previsti in Pakistan nel fine settimana, dove le parti saranno impegnate a trovare un vero accordo: sul tavolo, il nodo principale dello Stretto di Hormuz. Intanto sul fronte libanese il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha comunicato di aver dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile”. La presa di posizione è stata diffusa con un messaggio sul social X in lingua ebraica. Netanyahu ha riferito di aver preso la decisione alla luce delle “ripetute richieste” da parte del Libano di aprire negoziati. Il primo ministro ha aggiunto che i colloqui si concentreranno “sul disarmo di Hezbollah e sulla costruzione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”. 7:30 – IL PAKISTAN SI PREPARA PER I COLLOQUI DI ISLAMABAD Dopo sei settimane di guerra, gli occhi del mondo da oggi sono tutti puntati sul Pakistan. È qui infatti, che si svolgerà “Islamabad Talks 2026”. Il ministro degli Esteri Ishaq Dar su X ha annunciato che tutti i delegati, giornalisti compresi, dei Paesi che parteciperanno, potranno entrare in Pakistan anche senza visto: “Tutte le compagnie aeree sono invitate a consentire l’imbarco a tali individui. Le autorità immigrarie in Pakistan emetteranno loro un visto all’arrivo”. Secondo quanto riferisce l’inviato di Al Jazeera a Islamabad “il viale principale che porta alla Zona Rossa – dove si trovano edifici governativi chiave nella capitale – è stato bloccato, con un pesante dispiegamento di personale militare visibile in tutta la città. Il Serena Hotel, uno degli hotel più importanti della città situato nella Zona Rossa adiacente alla sede del Ministero degli Esteri, fungerà da sede. I funzionari della sicurezza hanno interamente preso il controllo dei locali e agli ospiti è stato chiesto di andarsene”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 aprile 2026
Si conclude con un bilancio pesante il primo atto dei quarti di finale di coppa per le formazioni italiane. Sia la Fiorentina in UEFA Conference League che il Bologna in UEFA Europa League escono sconfitte dai rispettivi match d'andata contro le compagini inglesi, chiamate ora a vere e proprie imprese sportive nelle gare di ritorno. Conference League: Tris del Crystal Palace, Fiorentina al tappeto Al Selhurst Park di Londra, il Crystal Palace ipoteca la qualificazione superando la Fiorentina con un netto 3-0. Il match si sblocca al 24' con un calcio di rigore trasformato da Mateta, concesso per un fallo di Dodo su Guessand. Al 31' arriva il raddoppio firmato da Mitchell, lesto a ribadire in rete una respinta di De Gea su precedente conclusione dello stesso Mateta. Nonostante una traversa colpita da Fabbian in apertura di ripresa e i tentativi di Piccoli, la Viola non riesce a dimezzare lo svantaggio e subisce al 90' la terza rete: un colpo di testa di Sarr su assist di Munoz che fissa il risultato sul definitivo 3-0. Tra una settimana, allo Stadio "Franchi", la squadra di Firenze dovrà cercare una rimonta ai limiti del possibile. Europa League: L’Aston Villa espugna il Dall’Ara, il Bologna cede 1-3 Cade in casa anche il Bologna, battuto per 1-3 dall'Aston Villa in un match deciso dal cinismo dei britannici. Dopo un primo tempo equilibrato, gli ospiti passano in vantaggio al 44' con un’incornata di Konsa su azione d'angolo. Al 51', un'indecisione difensiva permette a Watkins di firmare il raddoppio. Il finale è concitato: al 90' Rowe riaccende la speranza per i rossoblù siglando il gol dell'1-2, ma in pieno recupero (94') è ancora Watkins a spegnere l'entusiasmo del "Dall'Ara" siglando la doppietta personale in contropiede. Per gli uomini di Italiano, la strada verso la semifinale passa ora per una vittoria con almeno due gol di scarto al Villa Park.
Autore: Redazione 10 aprile 2026
La Premier: "Nessun rimpasto, dimissioni? Mi sarebbe convenuto, ma non facciamo piombare il Paese nell'incertezza". E aggiunge: "Non ignoriamo il segnale del referendum, ma un 'No' ti riaccende" "Io non scappo", il governo andrà avanti fino alla fine. Nessun rimpasto all’orizzonte, perché "questo è il governo che ha restituito all'Italia stabilità". E guai a parlare di "fase 2" o di "ripartenza": l'esecutivo, rivendica la premier, non si è mai fermato. Davanti all'Aula di Montecitorio - e poi a quella di Palazzo Madama - Giorgia Meloni torna a "metterci la faccia" dopo la cocente sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia, che resta comunque "necessaria", secondo la premier, nonostante il verdetto netto delle urne. Un passaggio delicato che la presidente del Consiglio trasforma in una controffensiva politica: rilancia l’azione del governo e chiama le opposizioni - a partire dalla leader del Pd Elly Schlein - a confrontarsi "nel merito", soprattutto su uno dei nodi più sensibili del momento, la crisi iraniana e i suoi riflessi sull’approvvigionamento energetico. Senza risparmiare critiche agli "insulti" e alla "demagogia" che attribuisce alla sinistra. "Rispettiamo il voto del referendum, ma persa un'occasione" Meloni riporta le lancette dell'orologio alla vittoria del No del 23 marzo e al clima che ha lasciato nel Paese. Il voto, dice, restituisce un’immagine chiara: "Un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e, allo stesso tempo, una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro". Il risultato va rispettato, ribadisce la presidente del Consiglio, "qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o le nostre aspettative". Ma resta "il rammarico di aver perso un’occasione storica di modernizzare l’Italia". Per questo, l’invito è a non chiudere il dossier: "I problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci". "Nessun rimpasto, no ai giochi di palazzo" Da qui Meloni allarga il discorso al metodo di governo. E il passaggio più atteso è quello sulla tenuta dell’esecutivo. L'inquilina di Palazzo Chigi respinge le ipotesi di crisi: "Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato". E ancora: "Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto". Sulle dimissioni, Meloni ammette: "Certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno". Ma la scelta è un’altra: "Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo". Il messaggio è chiaro, l'esecutivo va avanti: "Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo". La sfida alle opposizioni: "Vediamo chi ha soluzioni" Nel confronto politico, la premier chiama direttamente in causa le opposizioni: "Vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito". E indica i terreni: crisi internazionale, energia, economia. "Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha". Iran, "arrivati a un passo dal punto di non ritorno" Proprio il contesto internazionale occupa una parte centrale dell’intervento. Sul dossier iraniano, Giorgia Meloni descrive una situazione ancora instabile, nonostante il cessate il fuoco: "Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace". Da qui l’indicazione delle priorità, che per il governo restano nette: "Cessazione permanente delle ostilità, pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz". Su questo punto "siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento", assicura. "Usa? Noi testardamente occidentali" Meloni rivendica la posizione italiana nei rapporti con gli alleati, a partire dagli Stati Uniti, respingendo quello che definisce l’"ormai scontato ritornello" sulla sua presunta subalternità a Donald Trump. Allo stesso tempo, però, marca le distanze su singoli dossier. L’offensiva contro Teheran, sottolinea, è stata un’operazione militare che "l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato", richiamando anche il caso Sigonella. Da qui il rilancio dell’asse euro-atlantico: "Siamo 'testardamente occidentali'", afferma, parafrasando uno slogan caro a Schlein. Ma avverte: "Per stare insieme, bisogna volerlo in due. Ed è per questo che, nel rapporto con gli Stati Uniti, dobbiamo essere chiari. Lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico; lavorare per rafforzare la Nato". Il dossier energia Il legame tra politica estera e interna passa soprattutto dall’energia. Meloni difende le missioni internazionali compiute durante il suo mandato, tra cui il recente blitz nel Golfo persico: "È preciso dovere del presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare energia sufficiente e a prezzi il più possibile contenuti". Ricorda gli interventi già adottati, come il taglio temporaneo di 25 centesimi al litro del prezzo di diesel e benzina. E insiste sull'idea di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita ("non dovrebbe essere un tabu"): "Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato", rimarca Meloni, sottolineando come l'Italia sia "pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi", compresi, se necessari, "ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche". Un passaggio del discorso della premier è dedicato anche al nodo Ets: "Continueremo a chiedere in Europa di sospendere temporaneamente l’applicazione" di questo meccanismo alla produzione di elettricità da fonti termiche, ossia dal termoelettrico. Dal lavoro al fisco, Meloni risponde alle critiche Sul piano economico, la presidente del Consiglio rivendica i risultati e risponde alle critiche. "Siamo l'unico Paese del G7 ad essere tornato in avanzo primario", con "il tasso di disoccupazione generale ai minimi storici". E sul lavoro bolla come "menzogne" le accuse di aumento della precarietà arrivate dalla segretaria dem Schlein, citando invece "quasi 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550 mila precari in meno". Tra i dati indicati anche la lotta all’evasione: "Abbiamo combattuto, come nessun altro, l’evasione fiscale. In tre anni abbiamo raccolto oltre 100 miliardi di euro". Nel capitolo sviluppo, Meloni insiste sul Mezzogiorno: "Il Sud sta colmando il divario". E partendo dall'esperienza della Zes unica nel Meridione, annuncia che sono allo studio le modalità per applicarla a tutto il territorio nazionale. Sicurezza, "non sono soddisfatta" Su immigrazione e sicurezza, la presidente del Consiglio rivendica la linea seguita finora: "Abbiamo ridotto gli sbarchi, aumentato sensibilmente i rimpatri e, soprattutto, abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo". Ma sul piano dell’ordine pubblico riconosce che i risultati non sono ancora sufficienti: "Personalmente non sono soddisfatta". Il tono si fa più duro quando affronta il tema della criminalità organizzata. "Non accetto lezioni su questo tema", afferma, rivendicando il proprio impegno personale: "Combatto la mafia fin da ragazzina, e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro". Quindi liquida come "palate di fango" le polemiche legate a un selfie del 2019 con Gioacchino Amico, pentito ed ex referente del clan camorristico dei Senese in Lombardia, respingendo ogni accostamento tra la sua figura politica e ambienti criminali. E rilancia, chiedendo alla Commissione Antimafia "di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d’Italia compreso". Sanità e piano casa Sui temi sociali, Meloni riconosce le criticità della sanità: "Per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l’accesso troppo difficile". E annuncia un intervento sulla casa: "Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni". "Un 'Sì' ti conferma, un 'No' ti riaccende" Nella parte conclusiva dell’intervento, la leader di Fdi rivendica una linea alternativa alle politiche del passato: "Misure puramente demagogiche che devastavano i conti pubblici". Lo sguardo si sposta quindi sull’ultimo anno di legislatura, che - assicura - "non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati". Il referendum viene infine reinterpretato come uno stimolo: "Un 'sì' ti conferma, ma un 'no' ti riaccende... il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta". Il finale, assicura Meloni, è ancora da scrivere. (di Antonio Atte) 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 aprile 2026
La Procura di Milano, sotto la direzione del Procuratore Marcello Viola, ha annunciato una svolta decisiva nell’inchiesta "Equalize", il sistema di dossieraggio illegale che ha scosso i vertici dell'imprenditoria e delle istituzioni. Le decisioni della Procura: 13 richieste di processo e 81 nuovi indagati I pubblici ministeri Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, in coordinamento con la Direzione Nazionale Antimafia (DNA), hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per 13 persone. Al centro dell'accusa figura Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, indicato come il promotore di un’associazione a delinquere finalizzata all'esfiltrazione massiva di dati riservati. Contestualmente, è stata notificata la chiusura delle indagini per una seconda tranche che coinvolge 81 persone. Questo filone si focalizza sulla fitta rete di "clienti" e collaboratori, inclusa un'articolazione attiva a Ferrara guidata da Luca Cavicchi, che avrebbe operato in un regime di scambio reciproco di informazioni illecite. Nuovi nomi tra le vittime di spionaggio Dalle carte dell’inchiesta emerge un "mare magnum" di accessi abusivi che non ha risparmiato il mondo dello sport e dello spettacolo. Tra i nuovi nomi di rilievo nazionale monitorati illegalmente figurano: Sport: Christian Vieri e il velocista olimpico Marcell Jacobs (per le cui chat private sarebbero stati pagati 10.000 euro). Media e Spettacolo: Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona e Ricky Tognazzi. Il sistema dei dossieraggi Le indagini hanno delineato un mercato parallelo di dati segreti "esfiltrati" da banche dati strategiche nazionali. Il sistema non riguardava solo la società milanese Equalize, ma una pluralità di agenzie investigative su tutto il territorio italiano. Tra i nuovi indagati compare anche un generale della Guardia di Finanza, mentre resta sotto la lente degli inquirenti il presunto coinvolgimento di figure apicali dell'ufficio legale di Eni. L’obiettivo dell'organizzazione, secondo la Procura, era quello di condizionare settori nevralgici della politica e dell'imprenditoria attraverso l'uso di report illeciti e dossieraggi su commissione.
Autore: Redazione 9 aprile 2026
La tregua dalle 15 di sabato 11 aprile alla mezzanotte del giorno dopo Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco con l'Ucraina per la Pasqua ortodossa, che cade nel weekend: lo riportano i media statali citando il Cremlino. La tregua inizierà alle 16 locali (le 15 in Italia) di sabato 11 aprile e durerà sino alla mezzanotte del giorno successivo. Mosca si aspetta che Kiev segua il suo esempio
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 9 aprile 2026
Oggi a Palazzo Chigi con i medagliati olimpici e paralimpici dei Giochi di Milano Cortina 2026 e con gli atleti che hanno conquistato il quarto posto. A tutti loro va il mio grazie per i risultati raggiunti, per i sacrifici affrontati e per l'esempio che offrono ogni giorno ai giovani e all'intera Nazione". Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni, pubblicando un video dell'incontro con gli azzurri reduci dalle olimpiadi invernali.
Autore: AGENZIA DIRE 9 aprile 2026
“Lunedì prossimo sarò in Libano per manifestare la solidarietà e la vicinanza del Governo italiano al Presidente Aoun e a tutto il popolo libanese a seguito dei bombardamenti subiti. Non vogliamo che a pagare sia ancora la popolazione civile come a Gaza”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro Antonio Tajani. “Sarà l’occasione per portare un saluto ai nostri militari impegnati per la pace e la stabilità- aggiunge-. Una visita per promuovere e incoraggiare i negoziati diretti annunciati oggi tra il Libano e Israele. L’Italia sosterrà con un ruolo da protagonista questa nuova fase di dialogo in Medioriente, anche per evitare un’escalation del conflitto in tutta la regione e mettere fine alle azioni terroristiche di Hezbollah”.
Autore: AGENZIA DIRE 9 aprile 2026
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu. Il Governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele”, si legge in una nota di palazzo Chigi. “In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi- prosegue Meloni- Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”.
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