Oltre 1.300 dispersi in Nepal, il distacco del ghiacciaio è stato così forte che ha provocato un terremoto di magnitudo 5.2
Almeno 160 i morti. L'autorità nepalese dice che dispersi sul proprio lato del confine sono oltre 800, tra cui circa 400 turisti stranieri.
Non è stato, come ipotizzato nelle prime ore, un terremoto a provocare il distacco di parte di un ghiacciaio che ha innescato la terribile inondazione in Nepal e Tibet, al confine con la Cina. E’ stato il contrario: secondo l’United States Geological Survey è stato proprio il crollo di rocce glaciali e ghiaccio, che ha prodotto un sisma di magnitudo di 5.2. Ciò che è accaduto, in pochissimi istanti, è nei video che hanno fatto il giro del mondo: una massa enorme di acqua, fango, rocce e ghiaccio che si riversa a valle con una potenza enorme, travolgendo i fiumi Lhende Khola, Bhote Koshi e Trishuli, le città del Nepal settentrionale, e molte zone frequentate da turisti appassionati di alpinismo e pellegrini.
Secondo il New York Times sono oltre 1.300 i dispersi e almeno 160 i morti. L’autorità nepalese per la gestione delle emergenze ha aggiornato il numero dei dispersi sul proprio lato del confine a oltre 800 persone, tra cui circa 400 turisti stranieri.
90 ITALIANI
Sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet, nellazona colpita da improvvise e violentissime inondazioni torrenziali e frane. Lo rende noto la Farnesina che sta eseguendo le verifiche sugli italiani in viaggio proprio nell’area colpita, nel distretto di Rasuwa. In particolare, due turisti, con la loro guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, e sono in contatto con il Ministero degli Esteri.
Dal Meeting di
Rimini, il ministro
Antonio Tajani ha riferito che entrambi stanno bene e che sono riusciti a tranquillizzare i familiari. “Siamo in contatto con loro, con le loro famiglie e seguiamo il percorso
perché possano rientrare in Italia nel modo migliore possibile- ha spiegato il ministro- Non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani”.
“Sono in corso le verifiche sulle condizioni degli altri connazionali presenti nell’area”, assicura la Farnesina. “L’unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino- prosegue la nota del ministero degli Esteri- per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e assicurare, ove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell’area”.
NUMERI E APP DELL’EMERGENZA
Si invitano quindi i connazionali a scaricare l’App “Viaggiare Sicuri” o a registrare la propria presenza in zona su “Dove siamo nel mondo” (www.dovesiamonelmondo.it). Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 9831212216, il Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu ai numeri +977 14538388 / +977 14529089 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.

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