Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento
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27 agosto 2026
Almeno 160 i morti. L'autorità nepalese dice che dispersi sul proprio lato del confine sono oltre 800, tra cui circa 400 turisti stranieri. Non è stato, come ipotizzato nelle prime ore, un terremoto a provocare il distacco di parte di un ghiacciaio che ha innescato la terribile inondazione in Nepal e Tibet, al confine con la Cina. E’ stato il contrario: secondo l’United States Geological Survey è stato proprio il crollo di rocce glaciali e ghiaccio, che ha prodotto un sisma di magnitudo di 5.2 . Ciò che è accaduto, in pochissimi istanti, è nei video che hanno fatto il giro del mondo: una massa enorme di acqua, fango, rocce e ghiaccio che si riversa a valle con una potenza enorme, travolgendo i fiumi Lhende Khola, Bhote Koshi e Trishuli, le città del Nepal settentrionale, e molte zone frequentate da turisti appassionati di alpinismo e pellegrini. Secondo il New York Times sono oltre 1.300 i dispersi e almeno 160 i morti. L’autorità nepalese per la gestione delle emergenze ha aggiornato il numero dei dispersi sul proprio lato del confine a oltre 800 persone, tra cui circa 400 turisti stranieri. 90 ITALIANI Sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet, nella zona colpita da improvvise e violentissime inondazioni torrenziali e frane . Lo rende noto la Farnesina che sta eseguendo le verifiche sugli italiani in viaggio proprio nell’area colpita, nel distretto di Rasuwa . In particolare, due turisti, con la loro guida, sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, e sono in contatto con il Ministero degli Esteri. Dal Meeting di Rimini , il ministro Antonio Tajani ha riferito che entrambi stanno bene e che sono riusciti a tranquillizzare i familiari. “Siamo in contatto con loro, con le loro famiglie e seguiamo il percorso perché possano rientrare in Italia nel modo migliore possibile- ha spiegato il ministro- Non ci risulta che ci siano problemi per altri italiani”. “Sono in corso le verifiche sulle condizioni degli altri connazionali presenti nell’area”, assicura la Farnesina. “L’unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino- prosegue la nota del ministero degli Esteri- per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e assicurare, ove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell’area”. NUMERI E APP DELL’EMERGENZA Si invitano quindi i connazionali a scaricare l’App “Viaggiare Sicuri” o a registrare la propria presenza in zona su “Dove siamo nel mondo” ( www.dovesiamonelmondo.it ). Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 9831212216, il Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu ai numeri +977 14538388 / +977 14529089 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.