Omicidio al "Chiodo": centinaia di studenti in piazza per Abanoub. Il GIP conferma il carcere per Atif
Una città scossa dal dolore e dalla rabbia. Centinaia di studenti delle scuole superiori spezzine si sono radunati questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia, culmine di un corteo silenzioso ma determinato che ha attraversato le vie del centro. Il grido è uno solo: "Giustizia per Aba", il diciannovenne Abanoub Youssef ucciso venerdì scorso da una coltellata all'interno dell'istituto professionale "Chiodo".
Mentre i compagni di scuola manifestavano all'esterno, all'interno del carcere si è tenuto l'interrogatorio di garanzia per Zouahir Atif, il diciannovenne accusato del fendente mortale. Il GIP ha convalidato la misura cautelare: Atif resta in cella.
L'accusa contestata è di omicidio aggravato dai futili motivi. Al momento non è stata applicata l'aggravante della premeditazione (legata al fatto di aver portato l'arma a scuola), che resta tuttavia al vaglio degli inquirenti.
Il legale del giovane ha delineato un profilo psicologico complesso: "Il mio assistito si sentiva isolato e minacciato. Ha un passato di sofferenze e autolesionismo, essendo rimasto solo in Marocco fino ai 15 anni". La difesa ha già annunciato l'intenzione di richiedere una perizia psichiatrica, sottolineando come paradossalmente il carcere sia attualmente l'unico luogo in cui il ragazzo possa essere protetto da sé stesso.
In Procura sono stati ricevuti il padre e lo zio di Abanoub. I familiari, distrutti dal dolore, hanno avuto ieri un colloquio privato con il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, giunto alla Spezia per partecipare a un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. La comunità attende ora il conferimento dell'incarico per l'autopsia, passaggio necessario prima di poter celebrare le esequie e restituire la salma ai genitori.
All'istituto "Chiodo", la riapertura di questa mattina è stata segnata da un via vai luttuoso. Tra fiori, lumini e palloncini bianco-azzurri, i compagni hanno trasformato l'ingresso in un memoriale. "Aba non muore, vive nel cuore di chi resta", si legge su uno dei tanti cartelli.
All'interno della scuola è stato attivato un servizio di supporto psicologico per aiutare studenti e docenti a elaborare il trauma di una violenza consumatasi proprio nei corridoi del plesso. La manifestazione si è poi spostata davanti al Municipio in Piazza Europa, dove i ragazzi hanno steso uno striscione per ribadire che il ricordo di Youssef resterà "più forte della sua assenza".

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