Papa Leone al Gemelli, oggi il ricovero per la rimozione del nodulo al polmone

FRV NEWS MAGAZINE • 13 ottobre 2026

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La Sala Stampa della Santa Sede comunica che nella tarda mattinata di oggi, martedì 13 ottobre, il Sommo Pontefice Papa Leone è stato ricoverato presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.


Il Santo Padre sarà sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo al polmone. La presenza della massa, definita "circoscritta", era stata anticipata dallo stesso Pontefice domenica scorsa al termine della preghiera dell'Angelus, a seguito di riscontri emersi durante un controllo medico di routine.

L'équipe medica che coordinerà l'intervento sarà guidata dal professor Stefano Margaritora, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli e specialista in chirurgia mininvasiva e robotica.

In concomitanza con il ricovero e il successivo periodo di degenza, la Prefettura della Casa Pontificia ha disposto l'annullamento di tutte le udienze papali fino a martedì 20 ottobre 2026. Il decorso post-operatorio stimato dai sanitari è di circa una settimana.

In conformità con le norme del diritto canonico, Papa Leone manterrà la piena autorità alla guida della Chiesa Cattolica durante l'intero periodo della degenza, non essendo prevista la nomina di alcun sostituto. Ulteriori aggiornamenti sulle condizioni di salute del Santo Padre verranno diffusi tramite bollettini medici ufficiali.

 


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Autore: REDAZIONE • 13 ottobre 2026
Con una votazione decisiva, il Parlamento ungherese ha approvato oggi la prima legge che elimina le storiche restrizioni contro la comunità LGBTQ+ introdotte dal precedente governo di Viktor Orbán. Il provvedimento è passato con 139 voti favorevoli e 51 contrari, segnando una netta inversione di rotta nelle politiche sui diritti civili del Paese. La riforma va a modificare radicalmente la controversa legge sulla "tutela dei minori" del 2021. Vengono ufficialmente rimosse le disposizioni che vietavano la diffusione, la promozione e la rappresentazione di contenuti legati all'omosessualità e al cambio di genere ai minori di 18 anni, norme che in passato avevano scatenato duri scontri con Bruxelles e il blocco dei fondi europei. Si tratta del primo grande successo legislativo in tema di diritti per il nuovo premier europeista Péter Magyar, insediatosi a maggio. Il nuovo testo riallinea la normativa di Budapest agli standard dei trattati europei, concentrando le tutele esclusivamente sul contrasto alla pornografia e alla violenza sui minori, eliminando ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale. L'esecutivo Magyar ha inoltre confermato che questo voto rappresenta il primo passo di un pacchetto di riforme più ampio, volto a normalizzare i rapporti con l'Unione Europea e a rivedere le limitazioni del 2020 in materia di adozioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 13 ottobre 2026
Momenti di altissima tensione ieri sera su Rai 3 durante l'ultima puntata de Lo Stato delle Cose, il programma di approfondimento condotto da Massimo Giletti. Al centro del dibattito, nel blocco dedicato al delitto di Garlasco, un durissimo scontro verbale tra il giornalista e il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia di Chiara Poggi. La scintilla è scoccata quando Giletti ha mostrato un appunto scritto a mano dall'allora capitano dei carabinieri Marino, riguardante un test dall'esito negativo effettuato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi ad oggi unico condannato in via definitiva per l'omicidio del 13 agosto 2007. Di fronte alle contestazioni del conduttore, che ha chiesto provocatoriamente: "Sono deficiente io a non capire che questo è negativo?", è arrivata la replica netta e senza filtri del professor Capra: "Sì, è deficiente", spiegando poi che il prelievo in questione faceva parte di accertamenti successivi su un'ulteriore traccia. Il talk show è stato segnato da ulteriori momenti di forte attrito che hanno visto coinvolto lo stesso Capra in un secondo botta e risposta con l'avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, e il giornalista Brindani, confermando la forte divisione e la complessità che ancora oggi circondano il caso giudiziario di via Pascoli.
Autore: REDAZIONE • 13 ottobre 2026
Non si ferma la protesta degli operai dell'ex Ilva di Taranto. La mobilitazione, proseguita senza sosta durante la notte nonostante le difficili condizioni climatiche, sta continuando a oltranza anche nella giornata di oggi con pesanti ripercussioni sulla viabilità della provincia ionica. Dalle prime ore del mattino i manifestanti hanno attivato nuovi blocchi stradali che stanno paralizzando i principali nodi di collegamento con la città. In particolare, si registrano chilometri di coda e gravissimi disagi per gli automobilisti sulla Statale 106 Jonica, sulla Statale 7 Appia in direzione Bari e in prossimità dell'ingresso della raffineria Eni. Al centro della protesta, supportata dallo sciopero a oltranza, vi è la richiesta perentoria di una svolta radicale nella gestione della crisi dello stabilimento siderurgico. I sindacati chiedono l'immediata riapertura di un tavolo negoziale di alto livello. "Pretendiamo che arrivi una convocazione urgente da parte del Governo a Palazzo Chigi" – dichiara Biagio Prisciano, Segretario Generale della Fim Cisl Taranto Brindisi. "L'esecutivo non può pensare che la soluzione a questa vertenza sia unicamente il ricorso agli ammortizzatori sociali. È indispensabile riaprire il confronto per discutere seriamente di prospettive industriali, tutela ambientale, coesione sociale e stabilità occupazionale. Parallelamente, vanno messi in campo strumenti straordinari e concreti a supporto dei lavoratori, quali i prepensionamenti, il riconoscimento dei lavori usuranti e i piani di incentivo all'esodo su base volontaria". In attesa di un segnale da Roma, la mobilitazione si sposterà sul piano regionale. Le sigle sindacali hanno confermato di aver ricevuto la convocazione da parte della Regione Puglia per il prossimo giovedì 15 ottobre. Per quell'occasione è già stato predisposto il trasferimento di centinaia di lavoratori a Bari a bordo di 10 autobus. Il presidio si riunirà sotto la sede della Presidenza della Regione per un incontro cruciale con il governatore Antonio Decaro. I sindacati ribadiscono che lo stato di agitazione e i blocchi stradali proseguiranno fino a quando non verranno fornite risposte certe sul futuro del polo siderurgico e sulle tutele dei dipendenti diretti e dell'indotto.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 13 ottobre 2026
Svolta nelle indagini sul cosiddetto "giallo di Pietracatella", l'inchiesta coordinata dalla Procura di Larino relativa alla morte per avvelenamento di due donne. Stamani, poco prima delle ore 10:00, gli agenti della Polizia di Stato hanno dato il via alla prima di quattro perquisizioni decretate dalla magistratura inquirente. L'operazione è attualmente in corso presso l'istituto agrario di Riccia. L'attività investigativa all'interno del plesso scolastico si è resa necessaria in quanto la struttura è il luogo di lavoro del marito dell'amica di Di Vita, figura finita sotto la lente degli inquirenti. Le forze dell'ordine stanno procedendo a verifiche mirate e all'acquisizione di elementi utili a far luce sul decesso delle due vittime. Massimo riserbo da parte degli inquirenti sul contenuto dei decreti di perquisizione e sui successivi obiettivi dei controlli disposti sul territorio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 13 ottobre 2026
Inaugura la kermesse il nuovo film di Paolo Genovese, "Il rumore delle cose nuove". Ema Stokholma conduce la cerimonia di apertura; premio speciale a Nicola Piovani. Prende il via oggi, martedì 13 ottobre, la 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma, che animerà la Capitale fino a domenica 25 ottobre 2026. L’evento è prodotto dalla Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Salvatore Nastasi, con la direzione artistica di Paola Malanga. Ad inaugurare la kermesse capitolina nella sezione 'Grand Public' sarà l'atteso film corale 'Il rumore delle cose nuove' di Paolo Genovese (regista di successi internazionali come Perfetti sconosciuti e Follemente). La pellicola vanta un cast d'eccezione che vede protagonisti Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce, con la partecipazione di Claudio Santamaria. Al centro della trama, le vite di tre coppie sconosciute tra loro, intrappolate nelle proprie rassicuranti routine sentimentali, che verranno sconvolte e messe a nudo da un evento inatteso. La proiezione ufficiale sarà preceduta dalla Cerimonia di Apertura, prevista per le ore 19:00 presso la Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica (fruibile in contemporanea anche dalla Sala Petrassi). A condurre la serata sarà la nota conduttrice radiofonica, televisiva e dj Ema Stokholma. Uno dei momenti più alti della serata inaugurale sarà la celebrazione del Maestro Nicola Piovani, che riceverà un prestigioso premio alla carriera sul palco della Festa, consegnato per l'occasione dal celebre regista Marco Bellocchio. La Festa del Cinema di Roma trasformerà la città per dodici giorni in un crocevia di grandi anteprime, incontri ravvicinati con il pubblico e celebrazioni della grande arte cinematografica italiana e internazionale.
Autore: AGENZAI DIRE • 13 ottobre 2026
Secondo l'emittente Al Jazeera, l'appello è stato rivolto durante la sessione annuale del Consiglio della Shura ROMA – L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha esortato a intensificare gli sforzi per proteggere le rotte marittime regionali e le reti di approvvigionamento strategiche. Secondo l’emittente Al Jazeera, l’appello è stato rivolto durante la sessione annuale del Consiglio della Shura. L’emiro ha detto che “è necessario raddoppiare gli sforzi per garantire la sicurezza della navigazione nel Golfo e nello Stretto di Hormuz e proteggere gli impianti energetici e le infrastrutture civili”. TRUMP: “FORSE ESAGERATO CON I RAID SUI VERTICI IRANIANI, ORA NON SAPPIAMO CON CHI TRATTARE” Gli Stati Uniti potrebbero aver spinto troppo oltre la strategia delle eliminazioni mirate contro i quadri dirigenti iraniani, col paradosso di essersi privati di un interlocutore definito al tavolo diplomatico. A riconoscerlo è stato Donald Trump durante un comizio elettorale a Youngstown, in Ohio. «Potremmo aver esagerato con la leadership, perché adesso non sappiamo più con chi diavolo abbiamo a che fare», ha dichiarato il presidente secondo quanto riportato dall’emittente Cnbc-tv18. “A dire il vero, facciamo fatica a capire con chi dobbiamo negoziare. Penso che siamo andati oltre: ci saremmo potuti fermare al livello uno”, ha precisato
Autore: AGENZIA DIRE • 13 ottobre 2026
ROMA – La crescita delle economie mondiali è trainata dall’Asia (+5,1%), con l’India a guidare la pattuglia dei paesi emergenti con un aumento stimato dal Fondo monetario internazionale del 7% quest’anno e il prossimo, seppure in calo dal 7,8% del 2025. Rallenta anche la Cina con una crescita prevista del 4,5% quest’anno e del 4% nel 2027. L’area euro si deve accontentare di una crescita dell’1,1% che salirà all’1,2% il prossimo anno. La Spagna si conferma il Paese più performante, sebbene con percentuali in calo del 2,6% dell’anno scorso: per il 2026 è atteso un +2,5%, per il 2027 un +1,8%. Accelera la Germania dal +0,2% del 2025: nel 2025 la crescita prevista oggi dal Fondo monetario internazionale si attesta all’1,3%, per tornare al +1,1% il prossimo anno. Debole l’economia francese che crescerà appena dello 0,4% quest’anno e dello 0,7% il prossimo. L’attesa per gli Stati Uniti è di una crescita del 2,3% per quest’anno e per il prossimo. Anche la crescita dei paesi dell’area caraibica e dell’America latina è prevista al 2,3% (2,5% nel 2027), mentre le economie dell’Africa Subahariana si espanderanno del 4,5% nel biennio. “ L’attività economica globale ha dimostrato ancora una volta la propria resilienza. La fase espansiva del settore tecnologico, i margini di protezione e le capacità di adattamento hanno contribuito ad attenuare i danni provocati dalle perturbazioni legate alle tensioni geopolitiche”, scrive l’Fmi.”Ma i margini di aggiustamento che hanno contribuito a rafforzare la capacità di tenuta dell’economia non sono illimitati e i rischi sono orientati prevalentemente al ribasso. Un’ulteriore escalation dei conflitti, una revisione al ribasso delle aspettative legate all’intelligenza artificiale, nuove tensioni commerciali e vulnerabilità dei conti pubblici potrebbero indebolire la crescita”, avverte il Fondo monetario. “In positivo, una maggiore accelerazione degli investimenti nell’IA e i guadagni di produttività derivanti dalla sua applicazione, oppure un allentamento duraturo delle tensioni geopolitiche e commerciali, potrebbero rafforzare la crescita”, si legge nell’introduzione al report. “Le politiche di bilancio devono produrre risultati migliori nell’affrontare gli shock destabilizzanti e creare margini di manovra attraverso misure sul fronte delle entrate. Durante le crisi del costo della vita, i governi dovrebbero preservare i segnali di prezzo e fare affidamento principalmente su aiuti al reddito temporanei e mirati, destinati alle fasce di popolazione più vulnerabili”, suggerisce il Fondo monetario internazionale. ALZATE STIME PIL ITALIA, MA GUERRA IN IRAN PESA SU RENDIMENTI BTP Il Fondo monetario vede al rialzo le stime di crescita per l’Italia sia nel 2026 che nel 2027, ma da dopo il 27 febbraio con l’avvio della guerra in Iran i Btp italiani- dopo quelli francesi- sono i titoli sovrani a 10 anni che hanno riportato la più alta risalita dei rendimenti. È la doppia novità per il nostro Paese derivante dal World economic outlook divulgato nella notte, durante il meeting annuale a Bangkok. L’Italia crescerà quest’anno dello 0,8% e dello 0,6% nel 2027. Si tratta in entrambi i casi di un progresso di mezzo punto percentuale di crescita. In effetti nelle precedenti stime, sia di luglio che d’aprile, la crescita italiana nel biennio era stimata nell’ordine dello 0,3 e dello 0,1%. La resilienza dimostrata dall’economia italiana da quando è deflagrata la guerra in Iran, tuttavia, è in parte appannata quando il focus si sposta sui rendimenti dei titoli di Stato. In un approfondimento sul blog istituzionale la direttrice del dipartimento Ricerca del Fondo, Silvana Tenreyro, osserva che “i costi di indebitamento sono nettamente cresciuti nelle principali economie più avanzate, a causa delle pressioni sui prezzi derivanti da fattori d’offerta e di domanda insieme ai rischi fiscali”. In tale ambito dal 27 febbraio di quest’anno ad oggi i titoli a 10 anni che hanno visto una spinta verso l’alto maggiore sono stati gli Oat francesi il cui rendimento nominale è cresciuto di più di 150 punti base. Subito dopo nel ranking appare proprio l’Italia che, con un incremento che ha superato i 125 punti base, ha staccato sia il trend dei titoli americani che dei Gilts britannici.
Autore: AGENZIA DIRE • 12 ottobre 2026
Il generale Alexus G. Grynkewich, comandante supremo della Nato, intervenendo al Warsaw Security Forum: "Dissuadere dai conflitti richiede di essere pronti a combattere" ROMA – “Oggi siamo qui riuniti in Polonia più forti che mai, uniti nella nostra visione comune di un’alleanza più equilibrata, più pronta e più letale”: Il Comandante Supremo delle forze alleate Nato in Europa, Alexus Grynkewich, ospite del Warsaw Security Forum, non cita mai la Russia, ma le sue parole sono chiaramente un monito alle ambizioni militari di Mosca. Mentre i governi europei denunciano la Russia e la ritengono responsabile di una campagna crescente di sabotaggi, incursioni di droni e attacchi informatici ai loro danni e viceversa, Mosca ha recentemente minacciato il ricorso alle armi nucleari qualora la Nato tentasse di intervenire sulla sua enclave di Kaliningrad, la parole del generale appaiono come un chiaro altolà. “PUNTIAMO A MANTENERE LA PACE MA SIAMO PRONTI A COMBATTERE” Dal palco del Forum sulla sicurezza di Varsavia, in Polonia, l’alto comandante Nato ha sottolineato che l’obiettivo principale dell’alleanza transatlantica rimane certamente quello di prevenire i conflitti. “Tuttavia- ha aggiunto- nessuno dovrebbe scambiare la nostra natura difensiva per debolezza o mancanza di determinazione. Attraverso la nostra forza collettiva, miriamo a scoraggiare e a mantenere la pace”. Perché in definitiva “dissuadere dai conflitti richiede di essere pronti a combattere”. “IN CASO DI ATTACCO, LE FORZE NATO LO SPEZZEREBBERO” Non solo: Grynkewich ha avvertito senza mezzi termini che le sue forze distruggerebbero “qualsiasi cosa” coinvolta in un eventuale attacco, qualora ci fosse qualcuno di “così folle” da lanciare un’offensiva contro il territorio dell’Alleanza. Reuters riferisce che nel corso della conferenza sulla sicurezza a Varsavia, il generale dell’Aeronautica statunitense Alexus Grynkewich ha aggiunto che la NATO è un’alleanza difensiva ma che “bloccherebbe, fiaccherebbe e spezzerebbe qualsiasi attacco contro uno qualsiasi dei suoi membri”, garantendo così che l’offensiva si riveli “assolutamente vana”.
Autore: AGENZIA DIRE • 12 ottobre 2026
La Premier all'assemblea generale di Assolombarda: "L'Italia autorevole è autorevole nel mondo per le sue imprese e i suoi lavoratori" R OMA – “Se l’Italia è autorevole, forte, ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle sue imprese e dei suoi lavoratori. Il merito è di chi sa trasformare l’incertezza in decisione, l’ambizione in traguardo, la crisi in opportunità. E di chi non accetta di accontentarsi, perché sa che in un mondo che corre sempre di più rischia di non esserci spazio”. Così Giorgia Meloni intervenendo all’assemblea generale di Assolombarda. Nel discorso della premier un riconoscimento al mondo produttivo italiano, un’analisi della congiuntura economica e una visione strategica su innovazione, governance dell’Intelligenza Artificiale ed energia. Riguardo allo stato dell’economia nazionale, Meloni non ha nascosto le criticità, sottolineando tuttavia la resilienza del sistema Paese: “La crescita italiana è ancora troppo debole. Dall’altra parte però è vero anche che l’economia italiana ha dimostrato in questi anni di saper reggere molto meglio di uno degli scenari più complessi e incerti di sempre”. MELONI: SPIACE QUANDO NOSTRI ORGANISMI SOTTOVALUTANO CRESCITA “I dati per i primi sei mesi di quest’anno ci dicono che la crescita per il ’26 può arrivare all’1%, in linea con le principali economie europee e anche questa volta oltre le previsioni. Perché si sa, noi italiani veniamo spesso sottovalutati; solo che quando ci sottovaluta l’Unione Europea ci siamo abituati, quando invece veniamo sistematicamente sottovalutati dai nostri stessi organismi un po’ dispiace, ma tant’è”, ha sottolineato Meloni nel suo intervento. La presidente del Consiglio ha richiamato l’attenzione sulle dimensioni delle realtà produttive italiane: “Le piccole e medie imprese sono una forza, ma per competere sui mercati e con le tecnologie hanno bisogno di crescere per poter fare di più”. Ha poi aggiunto una riflessione sul ruolo della diplomazia economica: “Per me la politica estera non è alternativa alla politica interna, ma uno dei suoi strumenti più efficaci”. Tra gli obiettivi strategici annunciati, anche un ampliamento delle zone a burocrazia semplificata: “Vogliamo riuscire a estendere la Zes (Zona Economica Speciale) a tutto il territorio nazionale”. IA. MELONI: URGENTE GOVERNANCE A LIVELLO GLOBALE Ampio spazio è stato dedicato alla transizione digitale e all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo del lavoro e dell’industria: “L’intelligenza artificiale ormai è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni- ha detto Meloni- ed è destinata a rivoluzionare tutto, compresi ovviamente i processi dell’industria. Sull’intelligenza artificiale serve una governance e questo è un tema che va affrontato a livello globale. L’Italia è stata tra le prime nazioni a porre questa questione, lo ha fatto mettendo il tema dell’IA al centro della sua presidenza G7, chiamando a parlare di questo tema Papa Francesco addirittura”. La premier ha rimarcato il primato italiano sul fronte normativo e la necessità di un approccio equilibrato: “L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale per accompagnare l’applicazione dell’AI Act europeo e per declinare un approccio che mantenesse al centro la persona senza però ingabbiare la competitività e il dinamismo delle imprese. Abbiamo cioè fatto del nostro meglio per sviluppare i vantaggi e contrastare i rischi. Perché l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la più radicale tra le rivoluzioni che l’uomo ha conosciuto e se noi fossimo così superficiali da farci ammaliare dalle sue potenzialità senza interrogarci su tutto ciò che il suo avvento può comportare, a mio avviso rischieremmo di pagare un prezzo molto alto”. MELONI: SU PHYSICAL AI ITALIA HA COMPETENZE E PUÒ DIRE LA SUA Per la premier, quella dell’intelligenza artificiale è “una sfida tanto più impegnativa perché, parliamoci chiaro, noi come Europa non partiamo in vantaggio. Stati Uniti e Cina hanno su questo investito risorse enormi e sui grandi modelli generalisti la partita per ora si gioca altrove. Però la physical AI è un terreno diverso, perché qui gli algoritmi non bastano, servono le macchine, i sensori, serve la meccatronica e serve la conoscenza profonda dei processi produttivi, quella che si accumula in decenni di fabbrica ed è esattamente quello che l’Italia ha. Noi siamo tra i principali produttori al mondo di macchine e automazione industriale, abbiamo filiere che presidiano ogni fase della produzione, un patrimonio di competenze che in pochi possono vantare. Per questo io sono convinta che l’Italia possa dire la sua, non inseguendo gli altri sul loro terreno, ma portando l’intelligenza artificiale dentro quello che noi sappiamo fare meglio. E questa è la via italiana all’intelligenza artificiale”. MELONI: ETS CREA SQUILIBRI E DANNEGGIA IMPRESE Particolarmente duro è stato l’affondo di Meloni sui meccanismi europei di tassazione del carbonio (ETS), accusati di indebolire l’industria manifatturiera a vantaggio dei competitor extra-UE: “Prendiamo il tema degli ETS: questo meccanismo che gonfia artificialmente i prezzi, che crea squilibri tra gli Stati membri, che danneggia le nostre imprese manifatturiere, particolarmente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli. Il che produce un paradosso incredibile: se un’acciaieria chiude in Lombardia e quell’acciaio andiamo a comprarlo dall’altra parte del mondo, prodotto con standard ambientali molto più bassi, il pianeta non ci guadagna nulla, anzi ci perde”. “Quindi da una parte noi perdiamo competenze, perdiamo lavoro, perdiamo filiere e dall’altra non abbiamo neanche meno emissioni globali. Non è questa la strada giusta per restituire all’Europa autonomia strategica, forza, peso economico, perché l’autonomia strategica è fatta di acciaierie, di cartiere, di impianti chimici, di fonderie, di tutto ciò che serve per non dipendere dagli altri. Se l’ETS li rende insostenibili l’Europa non diventa più verde, diventa più debole e più dipendente e questo francamente non ce lo possiamo permettere”. MELONI: STANZIATI OLTRE 60 MILIARDI CONTRO CARO ENERGIA Infine, la premier ha ripercorso le misure varate dall’esecutivo per contrastare il caro energia e le crisi geopolitiche, ponendo l’accento sulla necessità di riforme strutturali e di lungo periodo. “Se non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo rischiamo di essere sempre più ostaggio dell’emergenza. In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia. Abbiamo ridotto gli oneri in bolletta, abbiamo eliminato il differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, costruito strumenti come il gas release e l’energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati, sfruttando la garanzia dello Stato.” Ricordando la gestione delle fasi più acute delle crisi internazionali, Meloni ha sottolineato: “Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell’energia, carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positivamente e le ringrazio ancora per questo. Però questa è la gestione dell’emergenza”. MELONI: CON UE LAVORIAMO A CONTENERE COSTO GAS USATO PER ELETTRICITÀ Sul fronte della produzione elettrica dal gas, è stata rivelata una trattativa in corso a Bruxelles: “Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica. Il confronto è in fase avanzata, confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa”. Inoltre, sulla gestione degli interventi congiunturali e sul Piano Transizione 5.0, la premier ha sottolineato: “Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell’energia, carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positively. Però questa è la gestione dell’emergenza”. “Per il Piano Transizione 5.0 il ministro Urso, che ringrazio, è in procinto di pubblicare una nuova circolare per semplificare ulteriormente i processi. E io invito tutti voi a segnalare ogni proposta operativa utile che possa rendere questo strumento sempre più efficace. È nel nostro come nel vostro interesse ed è fondamentale per far funzionare meglio una misura che già riscuote successo, atteso che sono oltre 22.000 le domande presentate per più di 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi, reali”. MELONI: VIVIAMO UN TEMPO CHE NON CONCEDE TREGUA Meloni ha poi riflettuto sul momento storico attuale: “Viviamo in un tempo che non concede tregua. Gli equilibri che conoscevamo si stanno sgretolando, un’intera epoca si chiude senza che quella nuova sia ancora definita. È un tempo difficile, ma ‘difficile’ viene dal latino e significa che ‘non si lascia fare’. Solo che noi siamo la nazione del fare. La storia d’Italia è stata fatta da chi ha costruito, inventato, prodotto, proprio quando le cose sembravano non si lasciassero fare. Fare è la nostra cifra. E significa che nessuno più di noi può spiegare questo tempo difficile”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 12 ottobre 2026
Si è riunito oggi in via Bellerio il Consiglio Federale della Lega, presieduto dal segretario uscente Matteo Salvini, per definire e approvare il regolamento ufficiale in vista del prossimo Congresso Straordinario, fissato per le giornate del 24 e 25 ottobre 2026. Nel corso della riunione, Matteo Salvini ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di segretario federale. Si tratta di un passaggio puramente tecnico e formale, espressamente previsto dalle norme regolamentari del partito, finalizzato a consentire la sua regolare ricandidatura alla guida del movimento in vista delle imminenti assise di Milano. "L'appuntamento del 24 e 25 ottobre rappresenta un momento di fondamentale democrazia interna e di rilancio politico", ha dichiarato Salvini a margine del Consiglio. "Se qualcuno deciderà di non partecipare, mi dispiacerà per lui. Siamo pronti a guardare avanti con determinazione". Il leader ha inoltre anticipato i futuri assetti strategici del movimento, annunciando la nascita di una nuova segreteria politica e un prossimo aggiornamento del simbolo della Lega, per rispondere con efficacia alle nuove sfide del panorama politico. L'intero Consiglio Federale ha espresso piena compattezza nell'approvare le regole congressuali, confermando l'inizio della fase che condurrà il partito all'appuntamento di fine ottobre.
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