Quando la politica anticipa la società

Anna Maria Rengo • 27 gennaio 2026

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Barbara Saltamartini, autrice del saggio “Belle ciao!”, riflette sull’evoluzione e sul significato del “femminismo” dopo la nomina di Giorgia Meloni alla guida del governo italiano.


Settembre 2022: dopo una calda estate scandita da una campagna elettorale fuori stagione gli italiani, il giorno 25, vanno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento.


Ottobre 2022: il giorno 25 nasce il 68esimo governo della Repubblica italiana e il primo (per ora tuttora l’unico) della XIX legislatura. Il primo con alla guida una donna nella storia repubblicana.


Un momento che “se­gna uno spartiacque nella politica e nella società del nostro Paese”, come ben scrive Barbara Saltamartini, una lunga carriera politica come deputata (dal 2008 al 2022), nella prefazione del suo saggio “Belle ciao! Come Giorgia Meloni e la destra hanno mandato in tilt il femminismo” (Giubilei Regnani Editore), nel quale ripercorre e spiega, tra aneddoti, cronaca e riflessioni, quello “shock culturale” derivante dalla rottura degli schemi di rivoluzione immaginati da molti.

In pochi, in effetti, avrebbero scommesso che la prima donna a diventare presidente del consiglio dei ministri sarebbe stata di destra. Merito dei tempi cambiati, merito di una propensione dell’elettorato verso il centrodestra, merito di Giorgia Meloni?


Barbara, qual è la sua analisi?

“Direi: tutte e tre le cose, ma soprattutto di Giorgia Meloni. I tempi sono cambiati, l’elettorato è più fluido e meno ideologico, ma senza una donna capace di costruire leadership, resistere nel tempo e non chiedere scorciatoie, quel passaggio non sarebbe mai avvenuto. Giorgia Meloni ha vinto non malgrado fosse una donna, ma perché ha dimostrato di saper guidare, rompendo l’idea che il potere femminile sia legittimo solo se progressista.”


Ha ancora senso, e quale, essere femministe oggi?

“Ha senso difendere i diritti delle donne. Ha molto meno senso un femminismo che pretende di rappresentare tutte parlando a nome di poche. Le donne non sono un blocco unico: pensano, votano e vivono in modo diverso. Quando il femminismo diventa un’ideologia che divide tra donne giuste e sbagliate, smette di rappresentare tutte e inizia a escludere.”


Hanno ancora senso, e quale, le quote rosa?

“Le quote sono state uno strumento transitorio, un ‘male necessario’, non un traguardo. Servivano quando l’accesso era bloccato. Oggi rischiano di diventare una stampella permanente che indebolisce la credibilità delle donne stesse. La parità non si misura con le percentuali, ma con l’autorevolezza.”


Non sempre la politica anticipa i cambiamenti sociali. Lei ritiene che in tema di leadership e affermazione femminile stavolta la politica stia un passo in avanti rispetto alla società?

“In questo caso sì. La politica ha dimostrato che una donna può guidare il Paese. La società invece è ancora piena di resistenze culturali. Oggi il problema non è più l’accesso al vertice, ma l’accettazione del fatto che una donna al vertice non debba giustificarsi ogni giorno e soprattutto non sia il frutto di una ‘quota’.”


Trova culturalmente contraddittorio che mentre a capo del governo c’è una donna ci siano ancora tanti episodi di violenza sulle donne, anche in famiglia?

“No. La violenza sulle donne è un fenomeno strutturale e culturale che non si risolve per osmosi simbolica. Avere una donna a Palazzo Chigi non cancella decenni di degrado educativo e sociale. Strumentalizzare la violenza per colpire politicamente una donna al governo è cinismo della peggior specie. “


Secondo lei il governo Meloni, con a guida una donna, è un governo per questo motivo diverso dagli altri?

“No. Un governo è diverso per le sue scelte politiche, non per il genere di chi lo guida. Ridurre una donna al ruolo di custode naturale delle tematiche femminili è un altro stereotipo. La differenza sta nell’impostazione politica, nelle idee, nelle scelte, non nel genere.”



Al di là delle evidenti divisioni politiche tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, ritiene che siano (purtroppo) accomunate da un’acrimonia da parte dei loro oppositori che si focalizza anche sul loro aspetto fisico o modo di vestire, in misura decisamente maggiore rispetto ad altri leader uomini?

“Sì, ed è evidente. Così come lo è per ogni donna che ricopre ruoli apicali e di grande visibilità. Si viene giudicate anche per come ci si veste. È una forma di violenza simbolica che colpisce le donne di potere perché le si vuole ricondurre al corpo e non alle idee. Succede molto meno agli uomini.”


Lei che cosa ne pensa della solidarietà femminile?

“È una parola spesso usata male. La solidarietà non nasce dal genere, ma dal rispetto. Pretendere solidarietà automatica tra donne è una forzatura. Le donne hanno bisogno di essere riconosciute come individui liberi, anche quando non sono d’accordo.”

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Autore: Ripreso Speciale Roma Cortina a cura dell'Ansa 3 febbraio 2026
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Autore: Redazione 3 febbraio 2026
Il secondogenito del Colonnello sarebbe morto in scontri vicino a Zintan Saif al-Islam Gheddafi, figlio Saif al-Islam del leader libico, è stato ucciso vicino a Zintan, a sud, scrive Lybian Observer. Media considerati vicini a Saif ne confermano la morte in scontri, senza precisare altro. Chi era il secondogenito del Colonnello Saif al Islam, secondogenito del leader libico ucciso nel 2011 di cui era considerato l'erede politico, e il volto riformista del regime, 53 anni, guidava il Comitato di riconciliazione nazionale libica. Da alcuni mesi denunciava il preoccupante deterioramento della sicurezza in Libia e il rischio di una nuova guerra civile. Laurea in ingegneria, dottorato alla London School of Economics, aveva a lungo operato in seno al regime, con ruoli diplomatici e filantropici, alla guida della fondazione caritatevole intitolata al padre e del fondo sovrano libico. Dopo la caduta del padre, era stato incriminato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità commessi durante la repressione delle proteste nel 2011 e in seguito detenuto per quasi sei anni a Zintan dalle milizie dopo essere stato catturato nel sud del Paese. Era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli. Era in seguito tornato come protagonista della frantumata scena politica del suo Paese. Saif al Islam era considerato come il fautore di un riavvicinamento della Libia all'Occidente fra il 2000 e il 2011, dopo aver convinto il padre a rinunciare al suo programma nucleare e al rilascio dei sei infermiere bulgare accusate di aver infettato bambini con l'Hiv in un ospedale libico. Aveva negoziato i risarcimenti per i familiari delle vittime della tragedia aerea su Lockerbie del 1988, dell'attacco al nightclub di Berlino e all'abbattimento del volo della Uta del 1989.
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Il panorama ippico nazionale perde un pezzo di storia: l’ippodromo di Montebello cessa ufficialmente le attività per l'anno in corso. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha infatti emanato un decreto formale di revoca del riconoscimento per il 2026 alla società Nordest Ippodromi S.p.A., l'ente che finora aveva curato l'organizzazione delle corse presso l'impianto triestino. La decisione non è stata un fulmine a ciel sereno, ma la ratifica di una criticità interna: è stata la stessa società di gestione a comunicare al Ministero l’impossibilità tecnica e operativa di sostenere l’attività a Montebello per l'annualità corrente, dopo aver effettuato i necessari riscontri economici e logistici. Il decreto, firmato in data 3 febbraio 2026 dai vertici ministeriali (il Direttore Generale Remo Chiodi e la Dirigente Barbara Catizzone), stabilisce i seguenti punti per la gestione dell'emergenza: Le giornate di gara precedentemente assegnate a Trieste dal calendario dello scorso dicembre non andranno perdute, ma verranno ripartite tra altri impianti. I criteri di assegnazione seguiranno il decreto dipartimentale n. 353391 del 30 luglio 2025. La notizia segna un momento difficile per i lavoratori e gli appassionati del settore nel Friuli Venezia Giulia. Si allega decreto
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Il comico sul palco con Carlo Conti e Laura Pausini Lillo Petrolo co-conduttore al Festival di Sanremo nella serata cover di venerdì 27 febbraio, insieme con Carlo Conti e Laura Pausini: è l'indiscrezione lanciata da Cinemotore che trova conferma in ambienti dello spettacolo. L'attore è attualmente impegnato nella promozione del film Agata Christian, la commedia di Eros Puglielli che vede nel cast anche Christian De Sica e Maccio Capatonda, in arrivo nelle sale il 5 febbraio
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Una tragedia ha scosso nel pomeriggio odierno il quartiere di Ponticelli. Una giovane donna di 22 anni, identificata come Ilenia Musella, è deceduta presso l’ospedale Villa Betania a causa di una profonda ferita da arma da taglio alla schiena. LA DINAMICA La vittima è giunta al pronto soccorso in condizioni disperate nel pomeriggio. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale medico, la giovane è spirata poco dopo il ricovero. Oltre alla ferita mortale, i primi rilievi avrebbero evidenziato ecchimosi sul volto, segno di una probabile colluttazione precedente all’accoltellamento. LE INDAGINI Sul caso procedono serratamente gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, insieme al Commissariato Ponticelli e all'Ufficio Prevenzione Generale. Gli inquirenti stanno attualmente ricostruendo la rete relazionale della vittima; l’ipotesi principale verte su un delitto maturato in ambito familiare o passionale. Al momento non risultano provvedimenti di fermo ufficiali, ma diverse persone sono state portate in questura per essere ascoltate come persone informate sui fatti. IL COMMENTO DELLE ISTITUZIONI Il Prefetto di Napoli, a margine di un vertice sulla sicurezza, ha dichiarato: “Si tratta di una tragedia gravissima che ferisce l’intera comunità. Confidiamo pienamente nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, già attive per assicurare il responsabile alla giustizia”. Ulteriori aggiornamenti verranno forniti nelle prossime ore in base agli sviluppi dell'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.
3 febbraio 2026
"Siamo consapevoli che il denaro non cancellerà nessuna ferita, ma speriamo di poter sostenere le famiglie colpite da questa tragedia e testimoniare la solidarietà della comunità di Crans-Montana", spiega in una nota il sindaco Nicolas Féraud. Il Comune di Crans-Montana ha stanziato un milione di franchi destinati alla Fondazione d'aiuto alle vittime dell'incendio di Capodanno, attualmente in fase di costituzione.
3 febbraio 2026
Le parole della premier alla delegazione di 'Far West': sulla condanna alle violenze "serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune" Penso che non si possa arretrare, penso che noi dobbiamo - e stiamo lavorando anche su questo - garantire con norme ancora più efficaci che queste cose non accadano, ma penso che sia anche un problema di humus culturale". Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla delegazione di 'Far West', il programma di approfondimento di Salvo Sottile, esprimendo solidarietà all'inviata Bianca Leonardi, aggredita insieme alla troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo per Askatasuna di sabato scorso. Sulla condanna delle violenze di Torino, dice ancora la premier, "serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che io ho proposto, anche nel dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi , a tutti i partiti anche dell'opposizione: ho ascoltato la segretaria del Partito Democratico che diceva che le istituzioni devono essere unite, speriamo". Domani Piantedosi in Senato Sono intanto previste domani verso l'ora di pranzo, tra le 13.30 e le 14, le comunicazioni al Senato del ministro Piantedosi sui fatti di Torino, con il voto sulle risoluzioni che dovrebbe tenersi intorno alle 18. I lavori dell'aula di Palazzo Madama inizieranno alle 9.30 con la discussione e il voto sul calendario, visto il mancato accordo in capigruppo tra maggioranza e opposizione.
Autore: FRV News Magazine 3 febbraio 2026
In merito alla decisione del generale Roberto Vannacci di lasciare la Lega per fondare il movimento "Futuro Nazionale", il Segretario Federale Matteo Salvini esprime profonda amarezza per una scelta che appare dettata da logiche individualistiche piuttosto che dal bene della comunità politica che lo ha accolto. "Far parte di una famiglia non significa solo ottenere posti e candidature," dichiara Salvini tramite i propri canali ufficiali. "Essere leghisti è soprattutto lavoro, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi abbiamo subito tensioni e attacchi da chi ha usato il simbolo della Lega come un trampolino di lancio, dimenticando che parole come onore, disciplina e lealtà hanno un significato preciso, specialmente per chi ha indossato una divisa". La Lega ribadisce con forza i propri valori: Coerenza territoriale: Il progetto politico della Lega prosegue con chi crede in un percorso condiviso e non in avventure solitarie. Rispetto del mandato: Fonti del partito sottolineano che, per coerenza con gli elettori, ci si aspetterebbe che chi abbandona il progetto rassegni le proprie dimissioni anche dalle cariche elettive ottenute sotto il simbolo del Carroccio. Unità d'azione: Il Consiglio Federale resta compatto nel proseguire le battaglie storiche su autonomia, sicurezza e difesa dei confini, senza farsi distrarre da chi preferisce "essere al centro di tutto" anziché servire il Paese con umiltà. Il Segretario conclude augurando buon lavoro a chiunque scelga altre strade, ma conferma che la Lega continuerà a rappresentare con disciplina e onore milioni di italiani che credono nel lavoro di squadra e non nel personalismo.
Autore: FRV News Magazine 3 febbraio 2026
Scatta ufficialmente il conto alla rovescia per la 117ª edizione di Fieragricola, la manifestazione internazionale di riferimento per il comparto primario che aprirà i battenti domani presso il quartiere fieristico di Veronafiere. Con l’inaugurazione ufficiale prevista per domani mattina alle ore 9:00 (Padiglione 7), la città scaligera si prepara ad accogliere operatori da tutto il mondo per quattro giorni dedicati al futuro dell’agricoltura. L’edizione 2026, presentata ufficialmente a Roma presso il Ministero dell’Agricoltura (MASAF), mette in campo numeri da record: 816 espositori, 11 padiglioni occupati su 52.000 metri quadrati e oltre 130 convegni specialistici. Il claim «Full Innovation» sintetizza la missione di quest'anno: fornire soluzioni concrete per la produttività, la sostenibilità e la competitività delle imprese agricole moderne. I pilastri dell’edizione 2026 Innovazione Trasversale: Un’offerta espositiva completa che spazia dalla meccanica agricola alle colture specializzate (vigneto, frutteto e oliveto), fino alle energie rinnovabili. Fieragricola Tech: Un intero padiglione dedicato alla frontiera tecnologica: agricoltura di precisione, robotica, smart irrigation e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale nella gestione dei dati. Zootecnia d'Eccellenza: 6.000 metri quadrati per le mostre zootecniche nazionali ed europee, con il clou degli Stati generali della zootecnia previsti per venerdì 6 febbraio. Un Hub Internazionale Grazie al supporto dell'Agenzia ICE, Fieragricola 2026 ospita delegazioni di buyer da 28 Paesi, consolidando il ruolo dell'Italia come leader europeo per valore aggiunto prodotto nel settore primario. «Questa edizione rappresenta un ulteriore salto di qualità», ha dichiarato il Ministro Francesco Lollobrigida, «fondato sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità economica».  Durante la manifestazione sono attesi oltre 2.000 studenti degli istituti agrari, a testimonianza dell'impegno di Fieragricola nella formazione delle nuove generazioni di agrotecnici e imprenditori.
Autore: FRV News Magazine 3 febbraio 2026
I profili Instagram di Fabrizio Corona e della sua pagina "Falsissimo" sono stati rimossi. La decisione di Meta arriva a seguito di "multiple violazioni degli standard della community", ma dietro il provvedimento si cela una complessa battaglia legale. A innescare l'oscuramento sarebbe stata un'iniziativa di Mediaset, volta a tutelare i propri vertici e volti noti da contenuti ritenuti diffamatori e lesivi del diritto d'autore e della privacy. Mentre le piattaforme procedono alla rimozione dei contenuti come misura di autotutela, la difesa di Corona passa all'attacco. L'avvocato Ivano Chiesa ha dichiarato all agenzia di stampa ADN KRONOS: "È un'indegna operazione di oscurantismo, censura pura che questo Paese non merita".
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