REFERENDUM GIUSTIZIA, SCONTRO ALL’ANM DI NAPOLI. LA MAGISTRATA IMPARATO: “CORI CONTRO MELONI E ‘BELLA CIAO’, COMPORTAMENTO VERGOGNOSO E FUORI DALLE ISTITUZIONI”

FRV NEWS MAGAZINE • 23 marzo 2026

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L’esito della consultazione referendaria sulla giustizia, che ha visto la netta affermazione del “No”, viene oscurato da un caso politico e istituzionale scoppiato all'interno della sezione napoletana dell'Associazione Nazionale Magistrati. Durante i festeggiamenti per il risultato, nella sede dell'Anm sono stati documentati brindisi, canti partigiani e cori rivolti contro il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.


Dura la reazione di Annalisa Imparato, sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere e tra le principali esponenti delle toghe a sostegno del “Sì”, che ha definito quanto accaduto un episodio vergognoso.

“Questo comportamento dimostra come molti colleghi abbiano agito esattamente come organi politici,” ha dichiarato la magistrata alle agenzie . “Puntare alla delegittimazione personale ed esibirsi in cori simili significa essere fuori dalla grammatica istituzionale: non sono assolutamente comportamenti da Stato.”

 

La Dottoressa Imparato ha poi sollevato un tema centrale sulla percezione della magistratura da parte della società civile: 


Sono state intonate canzoni con una valenza politica molto forte. Da cittadina, prima ancora che da magistrato, mi chiedo se questi siano gli stessi giudici che domani entreranno in tribunale ostentando una presunta imparzialità e terzietà.”

 

Nonostante la denuncia del clima ostile, Imparato ha voluto sottolineare il valore della partecipazione democratica, accogliendo il verdetto delle urne: 


Il popolo italiano ha dimostrato un fortissimo attaccamento allo Stato con un’affluenza altissima. La volontà dei cittadini va sempre accolta, ma l’impegno per rendere la giustizia più giusta ed efficiente non finisce certo oggi; resta una priorità assoluta per il Paese.”

 


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 23 marzo 2026
Dal Veneto arriva comunque una prova forte di partecipazione, responsabilità e maturità democratica», dice il presidente del Consiglio regionale del Veneto " Prendo atto dell'esito nazionale, ma dal Veneto arriva una prova forte di maturità democratica". Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, commenta i dati del referendum che vedono il territorio veneto schierarsi per il "Sì", discostandosi dal trend generale del Paese. Secondo il Governatore, il voto regionale testimonia un’elevata "partecipazione e responsabilità" da parte dei cittadini. "In Veneto il fronte del 'Sì ' ha prevalso sottolinea Zaia a dimostrazione di una volontà di riforma che resta viva nel nostro elettorato". Pur riconoscendo la vittoria del "No" a livello nazionale, il Presidente ha lodato il senso civico della comunità veneta: "Oltre il risultato, resta il valore di un popolo che sceglie di esprimersi con serietà sui temi della giustizia, confermando la nostra regione come un modello di coscienza democratica".
Autore: Redazione 23 marzo 2026
L’esito del voto al referendum potrebbe cambiare le carte in tavola e la linea da tenere verrà decisa nei prossimi giorni dopo un confronto ampio all'interno del governo. Ma i temi ipotizzabili su cui si potrebbe lavorare sono quelli di cui aveva parlato il ministro Carlo Nordio prima del referendum: un tavolo per uniformare le procure sui criteri dell'azione penale, norme garantiste, sblocco dell'iter in Parlamento per le nuove leggi sul sequestro degli smartphone e la riforma sulla prescrizione. Anche se le bozze dei decreti attuativi sulla "madre di tutte le riforme" non usciranno più dal cassetto, sul tavolo del Guardasigilli restano una serie di provvedimenti che in questi mesi erano rimasti congelati, in attesa degli esiti della legge costituzionale. " Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento - ha spiegato lo stesso ministro della Giustizia subito dopo la bocciatura al referendum era di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale". Si tratta di un'ispirazione che però potrebbe non tramontare del tutto, perché era stata manifestata l'intenzione di apportare modifiche al sistema del processo penale, così come era concepito proprio dall'ex presidente della Corte costituzionale, anche medaglia d'argento della Resistenza . Quindi nessun "significato politico" al risultato del referendum, ripete in queste ore il Guardasigilli. Al netto di eventuali cambiamenti, prima dell'esito voto l'ipotesi era di proseguire comunque sulla linea tracciata dal governo nonostante eventuali stop alla grande riforma. La modifiche al nuovo codice di procedura penale punterebbero ad enfatizzare elementi del garantismo come la presunzione di innocenza e la certezza della pena. A questo resta connesso il tema della carcerazione preventiva, che potrebbe essere limitata il più possibile per evitare il rischio di innocenti dietro le sbarre, abbassando parallelamente il numero di presenze in carcere. Non a caso la legge (già approvata nel 2024) sull'interrogatorio preventivo obbligatorio prima delle misure cautelari, sarà pienamente operativa nei prossimi mesi: l'indagato, avvisato e con accesso agli atti, sarà ascoltato dal Gip in modalità collegiale questa la novità - già rafforzando così la presunzione di innocenza. Più volte Nordio ha infatti ricordato che ci sono oltre 15mila persone persone detenute senza condanna definitiva per motivi ingiustificati e poi scarcerate per questo motivo. Un altro tema su cui il Guardasigilli intende accendere i riflettori sarà la questione dell'obbligatorietà dell'azione penale, che potrebbe essere contenuta in un disegno di legge che però Nordio vuole sia il più possibile condiviso con le toghe attraverso un tavolo specifico. La convinzione del titolare di via Arenula è che ci sia una disomogeneità, tra le varie procure, sulle priorità dei reati da perseguire: dunque bisogna trovare un criterio in modo che tutti gli uffici abbiano un indirizzo omogeneo sulla priorità delle inchieste da fare. In questo senso un disegno di legge in materia di criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale - che dia attuazione alla riforma Cartabia è già stato presentato in Commissione Giustizia e porta la firma di senatori Pierantonio Zanettin di Forza Italia e di Erika Stefani della Lega.  Restano infine i provvedimenti rimasti sospesi in Parlamento, che ora potrebbero ripartire: c'è la nuova legge che regola il sequestro degli smartphone, ancora promossa da Zanettin, già votata in Senato con l'astensione del Pd e il 'no' di M5s, attualmente arenata alla Camera. E resta infine la riforma sulla prescrizione, invece ferma al Senato e già approvata alla Camera.
Autore: AGENZIA DIRE ore 21:32 23 marzo 2026
Nordio: "Non è un voto politico". Conte: "Avviso di sfratto per il governo". L'Anm: "Un bel giorno". Il Presidente Parodi si dimette per "motivi familiari". Affluenza intorno al 59% Ha vinto il No: la riforma costituzionale della Giustizia non si farà. Tutti gli aggiornamenti man mano che arrivano. 21:20 – SOLO TRA I CINQUANTENNI HA VINTO IL SI’ A leggere il dato referendario dal punto di vista generazionale, il No ha vinto in tutte le fasce d’età tranne una: secondo Youtrend il Sì ha vinto solo tra i 50 e i 64 anni, con il 53%. Il No ha vinto, più che nella altre fasce, tra 35 ai 49 anni dove ha ottenuto il 60%. 20:40 – A PLATI’ VOLEVANO QUASI TUTTI RIFORMARE LA GIUSTIZIA L’esito referendario relativo alla riforma del sistema Giustizia con l’affermazione del ‘No’ in gran parte dell’Italia e della Calabria ha avuto nella provincia di Reggio Calabria un andamento in controtendenza, con l’affermazione del ‘Si’ che ha registrato il 53,09% dei consensi. Dai dati diffusi dal ministero dell’Interno sulla piattaforma Eligendo, se nella città di Reggio Calabria si è registrato un quasi pareggio, con il ‘Sì’ al 50,81% e il ‘No’ al 49,19%, spiccano invece percentuali indicative in altri Comuni dell’area metropolitana. A Platì è stato quasi un plebiscito per il ‘Sì’ che ha raggiunto l’89,63%. E ancora, a Sinopoli i favorevoli alla riforma hanno ottenuto l’85,61%, a San Luca l’82,39%, ad Africo il 78,70% e a Sant’Eufemia il 77,87%. A Gerace, comune di residenza dell’attuale procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha prevalso nettamente il ‘No’ con il 67,38%. 20:00 – IL VOTO PRESSOCHE’ DEFINITIVO Quando mancano ormai pochissime sezioni al termine dello scrutinio, compreso quello del voto dei cittadini italiani all’estero (per varie ragioni più lento), ormai le cifre che sanciscono la vittoria del No sono praticamente definitive. Con 61.526 sezioni scrutinate su 61.533 i voti raccolti dal No sono 14.459.494, il 53,7%. Il sì ha raccolto 12.446.443 con il 46,3%. 19:30 – NAPOLI CAPITALE DEL NO Vince il ‘no’ nella città di Napoli. Al referendum, il 75,49% degli aventi diritto si è espresso contro la riforma della giustizia. A favore il 24,51%. “È stato un grande risultato – dice il sindaco Gaetano Manfredi nel corso di una conferenza stampa nella sala giunta di Palazzo San Giacomo- In primo luogo una grande partecipazione, e questo è un dato molto positivo perché significa che la democrazia è viva. E poi c’è stata una prevalenza chiara del no: questo è un bel risultato perché io ho sostenuto questo voto referendario e credo che Napoli abbia risposto molto bene, Napoli ha fatto in assoluto il miglior risultato d’Italia tra le grandi città”. Manfredi ha poi spiegato di non essere meravigliato “da una Napoli capitale del no. Qui – ha evidenziato – la forza della coalizione progressista si è consolidata nelle ultime tornate elettorali. Abbiamo un risultato in crescita, che è un risultato che è molto positivo anche per per me, per l’amministrazione: significa che la città segue il percorso che stiamo facendo”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 marzo 2026
Il primo commento sui social della premier: "Gli italiani si sono espressi con chiarezza, Andremo avanti con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo" Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così la premier Giorgia Meloni commenta sui social la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
Autore: AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento 23 marzo 2026
Le proiezioni danno il No oltre il 54%. Il decision desk di YouTrend assegna la vittoria. Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati per "motivi familiari". Affluenza intorno al 59% I giochi sono fatti, i seggi sono chiusi: il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della Giustizia passa alla fase cruciale, la conta delle preferenze. Tutti gli aggiornamenti man mano che arrivano. 16:25 – BACHELET: “UNA VITTORIA PARTIGIANA” “Il Comitato del sì ha riconosciuto la sconfitta anche se i dati non sono definitivi, possiamo pensare di avere vinto non noi ma di aver difeso l’autonomia e l’onore della magistratura, dopo una compagna inqualificabile”. Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, che parla di una vittoria “come quella della lotta partigiana”. 16:20 – SCHLEIN PARLERA’ ALLE 17:30 “È ovvio che da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica e si comincia a guardare il prossimo obiettivo che è quello delle elezioni politiche, lo guardiamo con un tutt’altro spirito”. Lo dice il leader di Avs Nicola Fratoianni ai microfoni de La 7 commentando il risultato del referendum. La segretaria del Pd Elly Schlein sarà in conferenza stampa alle 17.30 nella sede del Pd al Nazareno.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 23 marzo 2026
Orientamento, competenze e un ponte diretto verso il mondo del lavoro. ALIS ha incontrato oggi oltre 300 studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Specializzata "Antonio Magarotto" di Roma, per una giornata dedicata alle opportunità occupazionali offerte da un cluster che oggi conta oltre 3.000 imprese associate. Al centro del dibattito, la necessità di formare i giovani sulle professioni della logistica integrata, del trasporto e dell’intermodalità, settori strategici per l’economia nazionale. Insieme a Nicolò Berghinz (ALis), l’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave del settore e della formazione: Laura Castellani (ITS SI-Xellence), Liliana Astrologo (Edenred Italia) e Giulio Ceccanei (Voicebook Radio). “Oggi abbiamo voluto raccontare ai ragazzi non solo cosa fa la logistica, ma come può diventare il loro futuro,” ha dichiarato Nicolò Berghinz. “Attraverso il nostro cluster, mettiamo a disposizione un network di migliaia di imprese che cercano giovani talenti, pronti a scommettere su innovazione e sostenibilità. Il valore degli ITS è in questo senso fondamentale: rappresentano la via più rapida ed efficace per acquisire competenze tecniche richieste dal mercato.” Durante l’evento sono stati approfonditi i vantaggi dei percorsi ITS (Istituti Tecnologici Superiori), veri e propri acceleratori di carriera che garantiscono tassi di occupazione elevatissimi. Le testimonianze dei partner hanno offerto una panoramica a 360 gradi: dal welfare aziendale alla digitalizzazione, fino alle nuove modalità di comunicazione necessarie per raccontare un settore in continua evoluzione. L'iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di ALIS volto a colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, promuovendo una cultura del trasporto moderna e attrattiva per le nuove generazioni.
Autore: AGENZIA DIRE : ORE: 15.27 23 marzo 2026
A scoprirlo è stato il Washington Post che ha indagato sul fenomeno social da milioni di followers e verificato che non esiste nessun documento a riprova della sua esistenza o della sua presenza nell'esercito L’account ormai è stato cancellato per violazione delle norme di Instagram, ma le immagini della soldatessa americana Jessica Foster continuano a rimbalzare sui social. Bionda, sorridente e impegnata: una giovane in carriera che ha entusiasmato l’intero popolo Maga e i seguaci repubblicani Donald Trump, con il quale risultano diversi scatti. La ragazza, però, è stata realizzata con l’intelligenza artificiale. A scoprirlo è stato il Washington Post che ha indagato sul fenomeno social e verificato che non esiste nessun documento a riprova della sua esistenza o della sua presenza nell’esercito Usa. D’altronde, gli scatti in posa avevano destato qualche perplessità: il selfie con Trump, poi con Putin, l’incontro con Volodymyr Zelensky. Poi la foto su una nave da guerra per l’operazione Epic Fury in Iran e quella al “Board of peace” per Gaza, che nell’immagine era diventato “Boarder”. Tra i vari post, le foto con le maglie attillatissime e i piedi in bella vista. Jessica contava milioni di followers e centinaia di like e commenti. L’account, prima di sparire, era anche collegato a un profilo su OnlyFans. Interpellato in merito, l’esercito statunitense ha dichiarato al Washington Post di non aver trovato alcuna traccia di una persona con quel nome. Quello dei profili creati con immagini realizzate dall’IA è un fenomeno che ha preso piede in tempi recenti e quello di Jessica Foster non è isolato. Su TikTok, Instagram e X sono proliferati i profili di donne generate con l’intelligenza artificiale. La Bbc ha raccontato come, dallo scoppio della guerra in Iran, sono arrivati online profili di soldatesse che lanciavano messaggi filo-iraniane. Nel Paese del Golfo Persico, però, la leva militare è vietata per le donne.
Autore: AGENZIA DIRE 23 marzo 2026
Il cantautore racconta sui social la sua domenica nella città del Santo dove ieri si è conclusa l'ostensione durata un mese Sono stato ad Assisi a contemplare i resti mortali di San Francesco, che sono stati esposti per alcune settimane nella Basilica, a 800 anni dalla sua morte”. Jovanotti racconta così la sua domenica nella città del Santo dove ieri si è conclusa l’ostensione durata un mese. Le spoglie sono tornate nella cripta della Basilica a lui dedicata. “È stata stata una bella esperienza, una bella mattina”, ha detto Jovanotti nel suo video pubblicato sui suoi profili social. Il cantautore ha poi lanciato un augurio: “Speriamo che il Santo ci protegga e porti un po’ di pace in questo mondo pazzo“.  Nel suo post Lorenzo Cherubini ringrazia frati di Assisi e in particolare il suo “amico fra Giulio” e scrive: “Pace e bene e viva San Francesco“.
Autore: AGENZIA DIRE In aggiornamento 23 marzo 2026
Per quelli YouTrend il No vince con forchetta tra il 49,5% e il 53,5%. Per Opinio Rai la forchetta del No è compresa tra 49% e il 53%. Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati per "motivi familiari". Affluenza intorno al 59% I giochi sono fatti, i seggi sono chiusi: il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della Giustizia passa alla fase cruciale, la conta delle preferenze. Tutti gli aggiornamenti man mano che arrivano. 15:25 – SI E’ DIMESSO IL PRESIDENTE DELL’ANM PARODI A quanto si apprende, Cesare Parodi si è dimesso da presidente Associazione Nazionale Magistrati per “motivi familiari”. 15:00 – SEGGI CHIUSI: STA VINCENDO IL NO , FORSE I primissimi exit poll, intention poll e instant poll pubblicati alla chiusura dei seggi dicono che il No sarebbe in vantaggio. L’instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L’affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%. L’exit poll di Opinio Rai indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra 49% e il 53%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 47% e il 51%. L’instant poll di Swg per il tg La7 indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49% e il 53%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 47% e il 51%. Il primo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il Sì al 47-51% e il No al 49-53%. 14:00 – GRANDE AFFLUENZA Le ultime rilevazioni di domenica sera, 22 marzo, registrano il dato definitivo dell’affluenza alle 23 al 46,07%: nel precedente referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l’affluenza, alla stessa ora, si era fermata del 39,37%. Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi riaprono in tutta Italia alle 7 per chiudere alle 15. Nei principali capoluoghi l’affluenza alle 23 è stata: Roma (51,52%), Milano (53,84%) e Bologna (58,69%), Firenze (58,5%) hanno superato la soglia della metà degli elettori; Torino (49,5%) sfiora i risultati delle città precedenti, Venezia resta in linea co i risultati nazionali (45,33%), mentre Napoli si ferma al di sotto del 40% (38,38%), idem per Bari (37,12%). Gli elettori sono chiamati alle urne sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: per il loro ‘sì’ o ‘no’ sul testo di revisione relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Le prossime rilevazioni sull’affluenza saranno alle ore 15 di lunedì, quando – concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio delle schede. Secondo i dati del Viminale, sono 51.424.729 gli aventi diritto al voto, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Sempre domenica, alle 19, l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha superato il 38%. I dati arrivati sul sito Eligendo da 49.022 sezioni sulle 61.533 complessive hanno portatoo l’affluenza al 38,55%. 13:00 – YOODATA: “AFFLUENZA VERSO IL 58-62%, PROVA GENERALE DELLE POLITICHE 2027” “Con il dato di affluenza al 46,07 per cento ieri sera alle 23, la stima per l’affluenza finale oggi alle 15 è nella forchetta dal 58 al 62 per cento. L’impressione è che questo appuntamento sia diventato una sorta di prova generale delle elezioni politiche 2027, con buona partecipazione al voto da parte degli elettori di tutti i principali partiti italiani”. Lo afferma in un comunicato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano e Direttore Scientifico di Yoodata, commentando i dati sull’affluenza alle urne alle ore 23 di ieri per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 marzo 2026
Riflettori accesi sull’ippodromo di Agnano per un lunedì di grandi ambizioni. Oggi, lunedì 23 marzo, la pista partenopea ospita le due attese prove eliminatorie (2100 metri) riservate ai cavalli indigeni di 4 anni, passaggio obbligato per accedere alla finalissima del prestigioso "Derby Dei 4 Anni Anact Stakes Plus+" (Gr. 1). L’appuntamento clou della stagione si sposterà poi a Torino il prossimo 6 aprile, nella prestigiosa cornice della giornata del GP Costa Azzurra, dove solo i migliori dieci (cinque maschi e cinque femmine qualificati oggi) si contenderanno il titolo. Il programma delle selezioni: Ore 16:55 (3ª corsa) – Eliminatoria Femmine: Sette campionesse al via per cinque posti disponibili. Grande attesa per le prestazioni di Ginger Wise As, Giovaz e Gilda Jet, chiamate a confermare il loro valore sulla distanza selettiva dei 2100 metri. Ore 17:45 (5ª corsa) – Eliminatoria Maschi: Saranno in otto a sfidarsi dietro le ali dell’autostart. I riflettori sono puntati su Guglielmo Jet, Golden Boy e Gimmy Top, tra i favoriti di un match che si preannuncia ad alta velocità. L’eccellenza del trotto giovanile italiano passa da Napoli: una giornata di sport imperdibile per decretare chi avrà l’onore di correre per il Gruppo 1 all'ombra della Mole. I partenti completi e i dettagli ufficiali sono consultabili sul sito www.ippodromoagnano.it nella sezione Trotto.
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